Eventi in corso e futuri

Lunedì 26 gennaio 2026, ore 19

SEZIONE MUSICA


Soierée Proust

ALBERTO BOLOGNI, violino

GIUSEPPEBRUNO, pianoforte ,
Musiche di R. Hahn, E. Chausson, C. Debussy e A. Magini


Lunedì 26 gennaio, alle ore 19, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), in collaborazione con gli Amici della Musica di Firenze, ospiteremo il violinista Alberto Bologni e il pianista Giuseppe Bruno in un programma che ci riporterà alle atmosfere narrate nella Recherche di Marcel Proust, per immergerci nella dimensione della memoria, del tempo, del desiderio e dell'illusione di far rivivere ciò che si è perduto. In questa dimensione la musica svolge la funzione di catalizzatore delle emozioni, come la petite phrase della Sonata di Vinteuil (il compositore nato dalla fantasia di Proust nel suo ciclo narrativo): con questa “breve frase” il romanziere immagina un frammento musicale che Swann percepisce come una rivelazione sonora e che, scrive Proust, «tout d’un coup… changeait de direction et… l’entraînait… vers des perspectives inconnues. Puis elle disparut».

Alla ricerca della musica immaginata da Proust, il programma inanella pagine per violino e pianoforte come l'elegante Sonata in Do maggiore scritta nel 1926 da Reynaldo Hahn, che di Proust fu intimo sodale, la dolcezza sognante del Poème op. 25 di Ernest Chausson (che lo compose nel 1897, originariamente per violino e orchestra), i chiaroscuri della Sonata che, nel 1917, fu l'ultimo capolavoro di Claude Debussy e La courbe secrète – à la recherche d’une petite phrase disparue, pagina fresca d'inchiostro del compositore Alessandro Magini, che ascolteremo in prima esecuzione assoluta.


L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.
Prenotazione obbligatoria entro Sabato 24 gennaio a sezionemusicalyceum@gmail.com



Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E'gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.


Vi aspettiamo!

Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese



Diplomatosi al Conservatorio Cherubini di Firenze con il massimo dei voti e la lode e ottenuto in seguito il diploma di solista al Conservatorio di Rotterdam, Alberto Bologni deve la sua formazione al contributo di alcune fra le più celebrate tradizioni violinistiche europee: Sandro Materassi ha fatto da tramite con la scuola veneta di Giulio Pasquali e quella tedesco-ungherese di Jeno Hubay, mentre Stephan Gheorghiu e Ilya Grubert gli hanno trasmesso gli insegnamenti della scuola russo-sovietica di Oistrakh e Kogan.
Tra i violinisti più versatili della sua generazione, Alberto Bologni affronta infatti un repertorio solistico e da camera che affianca ai capolavori più noti rarità e riscoperte, nonché una nutrita serie di composizioni di autori contemporanei, spesso a lui dedicate o da lui commissionate, che presenta regolarmente nei maggiori centri italiani ed europei.
Autore del dialogo teatrale Goldoni e Haydn ovvero dell’arte della conversazione e de Il violinista della regina Vittoria, ha inoltre composto le cadenze ai concerti per violino di Mozart, Haydn, Viotti (n. 22) e Paganini (n.1), nonché brani per violino solo, per pianoforte e per quartetto d’archi. Per la Da Vinci Publishing ha pubblicato la revisione delle Études di Kreutzer. Recentemente è uscita per Carocci la sua monografia sulle Quattro Stagioni di Vivaldi. Di prossima pubblicazione, sempre per Carocci, una monografia sulla storia del valzer.
Le sue registrazioni discografiche sono state molto apprezzate dalla stampa specializzata italiana e anglosassone.
Dal 1998 al 2008 è stato il primo violino solista della Camerata Strumentale Città di Prato.
È direttore del MaDAMM (master in direzione artistica e management musicale) di Lucca.
È titolare della cattedra di violino al Conservatorio Luigi Boccherini di Lucca e collabora con alcune università statunitensi e inglesi.
Suona un Santo Serafino del 1734, ex Cesare Ferraresi.


Giuseppe Bruno si è diplomato a pieni voti in Pianoforte, Composizione e Direzione d’orchestra.

Ha tenuto il suo primo recital all'età di 17 anni, cui è seguita un'ininterrotta attività solistica e cameristica in tre continenti. In possesso di un ricco repertorio di composizioni per pianoforte e orchestra, ha suonato con importanti complessi in Italia, USA, Grecia, Ucraina, Polonia, Bosnia Erzegovina, Romania e Germania. Ha preso parte al Festival dei Due Mondi di Spoleto e al Festival di Charleston (USA). È stato premiato al Concorso Internazionale di Pianoforte “Roma 1991”, ed al Concorso “Viotti” di Vercelli con il violinista Alberto Bologni.

Ha registrato per Sheva, OnClassical, Da Vinci, Nuova Fonit Cetra, Ars Publica, Diapason, Tactus, Ars Musici, SAM; ha inoltre effettuato registrazioni radiofoniche e televisive per numerosi Enti europei.

Ha collaborato con numerosissimi direttori, strumentisti e cantanti, con l’attrice Milena Vukotič e con l’Ottetto Filarmonico di Berlino; ha tenuto due tournées in Cina.

Attivo anche come direttore d’orchestra, è altresì autore di composizioni da camera e per il teatro. Universal Edition di Vienna ha pubblicato la sua trascrizione di “Purgatorio” dalla X Sinfonia di Mahler.

È attualmente Direttore del Conservatorio della Spezia

Lunedì 19 gennaio 2026, ore 18

SEZIONE MUSICA e SEZIONE SCIENZE E AGRICOLTURA


Giovanni del Vecchio e Roberto Giuntini

Che cosa significa riconoscere un tema musicale?

Un’analisi dell’Improvviso op. 142 n. 3 di Franz Schubert


Giovanni del Vecchio, pianoforte

Musiche di F. Schubert



la Sezione Musica e la Sezione Scienze e Agricoltura vi invitano ad un incontro, che si svolgerà lunedì 19 gennaio alle ore 18(nella nostra sede di Lungarno Guicciardini 17). In questa occasione il musicista Giovanni Del Vecchioe il logico Roberto Giuntinisi confronteranno nella discussione di un problema intrigante, che è stato studiato dal punto di vista sia musicale sia scientifico: “che cosa significa riconoscere un tema musicale?”. La riconoscibilità di temi musicali ha una funzione importante (con aspetti che talvolta possono apparire “misteriosi”) nelle forme principali della musica classica occidentale: la Fuga, la Forma-sonatae la forma Tema e Variazioni. Giovanni Del Vecchio analizzerà ed eseguirà un celebre brano pianistico che ha la forma Tema e Variazioni: l’Improvviso op. 142 n. 3di Franz Schubert. I quattro Improvvisi dell’opera 142 furono composti da Schubert nell’ultimo, prodigioso anno della sua vita, in cui il compositore viennese creò straordinari capolavori, come il Quintetto per archi in do maggiore, le tre ultime Sonate per pianoforte, la Messa in mi bemolle maggiore e meravigliosi Liederpubblicati postumi, nella raccolta intitolata Schwanengesang(Canto del cigno).

Nel suo intervento introduttivo Roberto Giuntini illustrerà le ragioni per cui è interessante studiare con metodi scientifici il problema del riconoscimento di temi musicali nell’ambito di una teoria generale, chiamata “pattern recognition theory” (“teoria del riconoscimento di forme”). E può sembrare sorprendente il fatto che in questo contesto teorico sia utile applicare alcune idee che provengono da una disciplina apparentemente molto lontana dal mondo della musica: la meccanica quantistica.


Vi aspettiamo!

Eleonora Negri e Irene Weber Froboese

Maria Luisa Dalla Chiara e Laura Bracco


Giovanni Del Vecchio, pianista, dopo il diploma cum laude presso l’Istituto “Boccherini” di Lucca si è perfezionato presso la Scuola di Musica di Fiesole seguendo corsi di musica da camera con Dario De Rosa, Maureen Jones, Amedeo Baldovino e Renato Zanettovich. Ha studiato composizione con Gaetano Giani Luporini. Si è poi dedicato ad una intensa attività didattica e dal 2005 è titolare della cattedra di Lettura della Partiturapresso il Conservatorio “Cherubini” di Firenze. Ha pubblicato trascrizioni ed adattamenti corali e strumentali oltre ad articoli di analisi su riviste specializzate. E’ stato maestro del coro in produzioni operistiche, ha collaborato come docente al Dipartimento di Filosofia dell’Università di Firenze e tiene regolarmente concerti come pianista, direttore di coro e direttore d’orchestra.


Roberto Giuntini,laureato cum laudein Logica all’Università di Firenze, è docente di Logica e Filosofia della Scienza all’Università di Cagliari. E’ stato presidente della International Quantum Structures Association, della Società Italiana di Logicae Filosofia delle Scienze e “Philosopher in Residence” dell’ Institute for Advanced Study alla Technische Universität di Monaco. E’ membro della European Academy of Sciences and Arts. Nella sua attività di ricerca si è occupato prevalentemente di problemi logici e filosofici della meccanica quantistica, della teoria della computazione quantistica e della semantica della musica. Su questi argomenti(spesso in collaborazione con altri studiosi) ha pubblicato numerosi articoli in riviste scientifiche internazionali ed alcuni libri (in italiano e in inglese).

Lunedì 12 gennaio 2026, ore 19.30 

SEZIONE MUSICA


Ayer y hoy de la guitarra flamenca
JUAN LORENZO, chitarra flamenca
Musiche di R. Montoya, E. de Sanlúcar e J. Lorenzo


Lunedì 12 gennaio, alle ore 19.30, ci immergeremo nella magia della chitarra flamenca e del virtuosismo prodigioso di Juan Lorenzo, grazie al quale il flamenco da concerto è penetrato nella vita musicale del nostro Paese, con il successo travolgente dei suoi concerti e il suo importante magistero nei Conservatori di musica italiani. Il programma, intitolato Ayer y hoy de la guitarra flamenca, sarà un viaggio attraverso le stagioni del flamenco da concerto e ci porterà dall'invenzione di questo repertorio con la musica del suo iniziatore, Ramon Montoya (1879-1949), a pagine di colui che esportò il flamenco da concerto dalla Spagna all'America latina, Esteban de Sanlúcar (1910-1989), concludendo con lavori dello stesso Juan Lorenzo (1964), nello stile dei grandi Maestri che hanno reso grande la storia del concertismo flamenco, con omaggi a musicisti del calibro di Sabicas, Nino Ricardo, Mario Escudero, Paco de Lucia, Manolo Franco, Gerardo Nunez, Pepe Habichuela.


L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Sabato 10 gennaio a sezionemusicalyceum@gmail.com 


Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.


Socie e Amici del Lyceum, con i loro ospiti, sono attesi dalle ore 18.30 per un aperitivo di saluto al nuovo anno, a base di sangria e tapas.


Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese



JUAN LORENZO (Italia-Spagna), chitarrista flamenco, si è guadagnato un posto privilegiato nel panorama concertistico europeo. Compie gli studi musicali a Siviglia sotto la guida di Miguel Perez e Mario Escudero, dove subito si esibisce nei tablaos e nelle fiestas più importanti della città. In quasi trent’anni di attività ha tenuto circa 2000 concerti, collaborando con alcune delle figure più prestigiose del flamenco internazionale, quali i chitarristi Manitas de Plata, Merengue de Corboba, Oscar Herrero e molti altri. Ha collaborato anche con artisti pop, tra cui Andrea Bocelli, Mario Reyes dei Gipsy Kings, Jethro Tull, Tony Esposito,  Al di Meola, Pino Daniele.

Con la sua compagnia "Flamenco Libre" si esibisce in Italia, Spagna, Francia, Germania, Svizzera, Ex Jugoslavia, Tunisia, continuando parallelamente l'attività come solista, in duo col chitarrista classico Flavio Sala  in tutta Europa, Stati Uniti e Russia.  Nel 1997 partecipa alla registrazione del video "La Feria de Abril" in una delle più importanti istituzioni di arte flamenca, la "Fundacion Cristina Heeren" di Siviglia. Nel 2003 realizza un tour con il concerto per chitarra flamenca e orchestra esibendosi in alcune prestigiose sedi italiane, fra cui il Conservatorio “Verdi” di Torino e il Teatro Ghione a Roma. Nel 2008-2009, con il progetto per chitarra sola “Flamenco de Concierto”, si esibisce in alcune prestigiose sale internazionali, come Tchaikovsky Hall (Mosca), Palazzo Pitti (Firenze), Teatro Parioli (Roma), Blutenburger Konzerte (Monaco di Baviera), War Memorial and Performing Arts Center di San Francisco (California),Teatro Comunale Di Lugano (Svizzera),Teatro Politeama (Palermo). Nel 2010 realizza per la Guitart International Flamenco Edition un’opera discografica senza precedenti nel campo della musica flamenca: una nuova incisione, con revisione e trascrizione del primo repertorio per guitarra flamenca de concierto suonato nel 1936, suonando la chitarra originale con cui Ramon Montoya realizzò il disco che diede avvio al flamenco da concerto.

Ha ricevuto il premio Internazionale alla carriera “Maison des Artistes” in Aula Magna alla Università La Sapienza di Roma.

Da sempre particolarmente attento alla didattica della chitarra flamenca, ha pubblicato numerosi saggi su riviste di settore, libri e metodi, oltre a diverse incisioni discografiche tra cd e dvd distribuite in Europa, Stati Uniti e Giappone. Innumerevoli sono i suoi corsi e masters in importanti centri musicali, associazioni ed istituzioni come il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, il Conservatorio “Cherubini” di Firenze, Conservatorio “Mascagni” di Livorno, il Conservatorio “Briccialdi” di Terni, il Conservatorio “A. Peri” di Reggio Emilia, il Conservatorio di Reggio Calabria, l’Accademia Internazionale Mario Santoro di Bojano (CB), la sede di Roma dell’Accademia Filarmonica di Bologna.

Docente all’ Istituto Superiore di Studi Musicali “Giulio Briccialdi” di Terni, ricopre la prima cattedra di Chitarra Flamenca ufficialmente riconosciuta in Italia (Triennio-Biennio).

Giovedì 8 gennaio 2026, ore 12



Conferenza stampa di presentazione del 


Programma 2026


Sala Macconi, Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria, Firenze



Il Lyceum Club Internazionale di Firenze è lieto di invitarVi alla conferenza stampa di presentazione del Programma 2026.


Il calendario degli eventi ricco di conferenze, concerti, incontri interdisciplinari, iniziative sociali e momenti di convivialità sarà presentato giovedì 8 gennaio alle ore 12, in Palazzo Vecchio, Sala Macconi.


Interverranno

Giovanni Bettarini, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze

Donatella Lippi, Presidente Lyceum Club Internazionale di Firenze


Vi aspettiamo! 

Mercoledì 10 dicembre 2025, ore 18

SEZIONE ARTE


Presentazione del libro 


Giovanni Antonio Pucci. Un pittore poeta nella Toscana di Primo Settecento 


Stefano Casciu dialoga con l'autore Federico Berti 


Nel 1910, il Lyceum ospitava la prima Mostra in Italia dell’Impressionismo, organizzando, nel corso degli anni, numerose iniziative espositive, con cui ha rivalutato anche molte artiste, protagoniste della pittura italiana tra le due guerre, tra cui Elena Salvaneschi (1900 –1961), nel 2015, e Marisa Mori (1900-1985), nel 2017.

In una città come Firenze, in cui le mostre d’arte trovano la loro collocazione naturale, il Lyceum, da sempre attento alle suggestioni più originali ed alle novità, è orgoglioso di presentare un volume, che valorizza, attraverso nuove attribuzioni, un artista del XVII-XVIII secolo, non sufficientemente noto: Giovanni Antonio Pucci(1677-1739).

Poeta di notevole caratura, il Pucci, appartenente ad una famiglia della piccola nobiltà locale, si era formato con Anton Domenico Gabbiani, amico e mentore, al cui linguaggio rimase sempre fedele. Le commissioni ricevute, dalla pala per la chiesa di San Firenze del 1713 al grande sfondato per il soffitto della chiesa di San Marco, testimoniano l’importanza di questa personalità artistica, la cui fisionomia era stata ricostruita solo in modo sporadico dagli studi, talvolta non scientificamente corretto. Alcune aggiunte al corpusdi pitture già note, frutto di una approfondita ricerca d’archivio, propongono una lettura inedita dell’opera di Pucci, che sarà presentata da Stefano Casciu, in dialogo con l’Autore, Federico Berti.


Durante l'incontro saranno esposte, per la prima volta in assoluto, le due opere inedite dell'artista recentemente identificate.

Un'altra occasione straordinaria di cui è protagonista il Lyceum Club Internazionale di Firenze.


Seguirà Vin d'honneur.



Stefano Casciu, Direttore regionale Musei nazionali della Toscana, dopo gli studi in Storia dell’arte all’Università di Firenze, sotto la guida di Mina Gregori, si è laureato con una tesi sul collezionismo e sul mecenatismo artistico dell’ultima dei Medici, Anna Maria Luisa, Elettrice Palatina. Il suo campo di studi e la sua bibliografia si concentrano sulla Firenze tardo-medicea, sull’arte fiorentina a cavallo tra Sei e Settecento e sul collezionismo ed il mecenatismo delle antiche dinastie italiane, a cui ha dedicato numerosi studi e mostre. Ha realizzato il Museo della Natura Morta nella Villa medicea di Poggio a Caiano e ha curato la pubblicazione del catalogo completo dei dipinti esposti.

Ha curato e ha partecipato a numerose mostre in musei fiorentini o di altre città, in Italia e all’estero: tra esse Natura morta italiana dal Caravaggio al Settecento, curata da Mina Gregori a Monaco e Firenze (2002-2003); e Natura morta. Still life paintings and Medici collections, a cura di Stefano Casciu e Marco Chiarini, ospitata da sei musei americani tra il 2006 ed il 2008.

Nel 2010 ha curato ed organizzato con Gianni Papi e Antonio Natali, direttore degli Uffizi, la mostra Caravaggio e caravaggeschi a Firenze, in occasione del IV centenario della morte del pittore.

Entrato nel 1990 come Storico dell’arte nel Ministero per i Beni Culturali, presso la

Soprintendenza di Arezzo, ha diretto e partecipato a numerosi e prestigiosi restauri, tra i quali quello della Leggenda della Vera Crocedi Piero della Francesca. Dal 2010 è diventato dirigente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con l’incarico di Soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Modena e Reggio Emilia.

Dal 9 marzo 2015 è stato nominato Direttore del Polo Museale della Toscana, con sede a Firenze, che comprende 49 musei, siti e luoghi della cultura dislocati in tutta la Toscana. Da quella data, si è dedicato prevalentemente all’organizzazione del nuovo Ufficio ed alla gestione dei musei che ne fanno parte, nei quali sono state organizzate numerosissime iniziative di valorizzazione.


È co-curatore, con Carl Brandon Strehlke e Angelo Tartuferi, della straordinaria mostra Beato Angelico, attualmente in corso presso la Fondazione Palazzo Strozzi e San Marco.


Federico Berti, allievo di Mina Gregori, è stato borsista e collaboratore della Fondazione Longhi. Specialista di pittura fiorentina e toscana dal Cinque al Settecento, per lungo tempo attivo nel mondo dell’antiquariato, ha pubblicato studi monografici su autori del periodo (Francesco Conti, Domenico Passignano, Mario Balassi), curato vari cataloghi di mostre (Teatralità nel Barocco fiorentino; La Bella Maniera in Toscana; Beyond the Medici. The Haukohl Family collection) e collaborato con saggi e schede ad altre importanti esposizioni (Gli artisti dei Riccardi; La principessa saggia. L’eredità di Anna Maria Luisa de’ Medici Elettrice Palatina; Il fasto e la ragione. Arte del Settecento a Firenze; Il gran principe Ferdinando de’Medici collezionista e mecenate; I Medici del Tirolo). Suoi contributi sono apparsi su riviste scientifiche quali “Barockberichte”, “Bulletin du Musée Hongrois des Beaux-Arts”, “Imagines”, “Medicea”, “Paragone”, “Proporzioni”, “Valori Tattili”. Attualmente insegna Storia dell'Arte presso il CER, Centro Europeo del Restauro.


Mercoledì 3 dicembre 2025, ore 19

SEZIONE MUSICA


JANE CAMILLONI, pianoforte

Musiche di F. Chopin e C. Debussy 


A grande richiesta, in orario serale, anche per il pubblico che non è riuscito a prenotarsi in tempo nella precedente occasione, la pianista italo-britannica Jane Camilloni tornerà nella nostra sala in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze) mercoledì 3 dicembre alle ore 19, per proporci un programma di forte intensità poetica, con capolavori della letteratura pianistica più amata.


Inizieremo con le tre Estampes scritte da Claude Debussy nel 1903: pagine incantate, da contemplare simbolicamente come stampe cinesi, che ricreano paesaggi immaginati dal compositore, nell'impossibilità di raggiungerli fisicamente. Questo viaggio inizia nell'Asia orientale sognata in Pagodes, una pagina giocata su scale pentatoniche e su effetti di risonanze tipiche del gamelan giavanese, che colpirono la creatività di Debussy fin dal suo primo incontro con la musica asiatica, ascoltata all'Esposizione universale di Parigi del 1889. Un altrettanto forte fascino esotico è quello che la Spagna, con le sue luci e i suoi profumi, esercitò sulla fantasia del compositore francese e che ritroveremo nella Soirée dans Grénade, per poi riportarci al clima francese, ipnotizzandoci con il turbinante ticchettìo sonoro di Jardins sous la pluie, venato di echi di canzoni infantili.

Jane Camilloni affronterà poi l'esecuzione dei 24 Préludes op. 28 di Fryderyk Chopin, un caleidoscopio di poesia ad altissima temperatura emotiva, concentrata in alcuni Preludi nell'arco di pochi secondi, ma capace di restituirci un microcosmo dell'anima e del pianismo di Chopin.


L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Lunedì 1 dicembre a sezionemusicalyceum@gmail.com 

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


Nata ad Oxford, Jane Camilloni ha iniziato lo studio del pianoforte a Firenze all’età di cinque anni. A otto anni ha dato il suo primo concerto, dopo il conseguimento del secondo premio al Concorso Pianistico Muzio Clementi. Due anni dopo ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale Alfred Cortot, a Milano, organizzato dai Centri Culturali Francesi in Europa.
Trasferitasi in Inghilterra per continuare i suoi studi scolastici, si è iscritta al Royal College of Music, ha proseguito la sua attività pianistica sotto la guida di Angus Morrison e poi di Vlado Perlemuter. Tornata in Italia nel 1981, ha ottenuto il diploma in Pianoforte principale presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, continuando a studiare sotto la guida di Clive Britton, a sua volta allievo di Claudio Arrau.
Ha eseguito numerosi concerti in Italia (Firenze, Roma, Milano, Torino, Bologna, Verona) e all’estero (Londra, Oxford, Salisburgo, Parigi, India).
Dopo una lunga pausa Jane Camilloni ha ripreso la sua attività pianistica, sempre sotto la guida di Clive Britton.

I suoi impegni recenti l'hanno portata a tenere una serie di concerti nel Regno Unito.


Born in Oxford, Jane Camilloni began studying the piano at the age of five. At eight she gave her first concert, after having won second prize at the Muzio Clementi national Piano Competition. Two years later she went on to win the Alfred Cortot International Piano Competition in Milan, organized by the French Cultural centers in Europe.
She continued her schooling in the United Kingdom, where she also studied at the Royal College of Music under the guidance of Angus Morrison and subsequently of Vlado Perlemuter.
In 1981 she attained her piano Diploma at the Florence Conservatoire, studying with Clive Britton, a pupil of Claudio Arrau.
She has played in many cities in Italy (Florence, Rome, Milan, Turin, Bologna and Verona) and abroad (London, Oxford, Paris and throughout India).
After a long break from the piano, Jane returned to the keyboard once more under guidance of Clive Britton, giving her first concert at the Florence International Lyceum Club in 2017.

She is just back from a series of concerts held in the UK.

Lunedì 1 dicembre 2025, ore 18.30

SEZIONE MUSICA


In collaborazione con Istituto Clemente Terni


"Stella ch'apparisti al mondo": il Laudario di Cortona, canto eterno della gioia e della speranza


In memoria di Clemente Terni


Introduzione di P. BERNARDO GIANNI OSB


QUINTETTO POLIFONICO ITALIANO “CLEMENTE TERNI”
LORENA GIACOMINI, soprano

COSTANZA REDINI, contralto

GUALTIERO SPINI, tenore

ORONZO PARLANGÈLI, baritono

ANTONIO TORRINI, basso


Laudi del XIII secolo, dal Laudario di Cortona ms. 91



Lunedì 1 dicembre 2025, alle ore 18.30, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), in collaborazione con l'Istituto Clemente Terni, saluteremo l'annata lyceista dedicata alla figura del cerchio, simbolo di eternità e di perfezione divina, che sono oggetto di lode nella più antica manifestazione di musica e poesia religiosa in volgare italiano:il Laudario di Cortona, proveniente da una confraternita di laudesi all'alba del XIII secolo, conservato come codice 91 della Biblioteca del Comune e dell’Accademia Etrusca di Cortona. La lode e l’evocazione della perfezione divina saranno al cuore dell’omaggio al compositore, musicologo, organista e cantante Clemente Terni, che di questo antico Laudario fu interprete con il Quintetto da lui fondato, realizzandone un'edizione moderna, che fu promossa da Gianfranco Contini, pubblicata negli anni Ottanta da La Nuova Italia e oggi ristampata in una nuova edizione nella collana delle edizioni LoGisma "Biblioteca dell'Istituto Clemente Terni di Firenze".


Alla scoperta della spiritualità francescana del Maestro Terni e del canto di gioia e di speranza  che si leva dal Laudario di Cortona ci introdurrà la parola ispirata e ispirante di Padre Bernardo Gianni OSB, Abate di San Miniato al Monte, per poi affidarci alla bellezza luminosa di una scelta di laudi, che saranno interpretate dal Quintetto Polifonico Italiano "Clemente Terni"(formato dal soprano Lorena Giacomini, dal contralto Costanza Redini, dal tenore Gualtiero Spini, dal baritono Oronzo Parlangèl e dal basso Antonio Torrini). Il programma prevede un percorso di ascolto che, prendendo le mosse dalle laudi sulle vite dei Santi, attraverso le intonazioni devozionali alla Vergine e la narrazione della vita di Cristo, culminerà nella contemplazione trinitaria.

L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Sabato 29 novembre a sezionemusicalyceum@gmail.com

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


Il Quintetto Polifonico Italiano “Clemente Terni”, formato nel 2004 da Guglielmo Visibelli, si pone nel solco tracciato dall’esperienza concertistico-vocale del “Quintetto Polifonico Italiano”, fondato alla fine degli anni Sessanta da Clemente Terni, compositore, musicologo, organista e cantante (1918-2004). Il Quintetto Polifonico Italiano fu, negli anni della sua creazione, veicolo interpretativo di una serie di eccezionali “riscoperte” musicali. Negli anni Settanta, attraverso questa formazione, sono stati restituiti in tempi moderni, con esecuzioni finalmente rispettose delle modalità compositive, i capolavori dei maggiori autori della scuola polifonica europea del ‘500 e del ‘600, nonché di musica medievale, primo tra tutti il Laudario di Cortona, all’epoca pressoché ignorato.
Per un cinquantennio il Quintetto Polifonico Italiano, attraverso numerosi avvicendamenti che hanno portato all’attuale formazione, è stato lo strumento ideale e flessibile che ha dato voce a importantissimi studi musicologici, scoperte e riscoperte musicali. E’ stato ospite delle principali e più prestigiose rassegne concertistiche nazionali ed internazionali e, in tempi recenti, ha eseguito concerti per l'Università di Monaco di Baviera, la Pontificia Università Antoniana di Roma, l’Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti di Modena, la Società Dantesca di Firenze, gli Amici della Musica di Firenze, l’Estate Fiesolana, l'Accademia Musicale Chigiana; ha inciso per la Società Editrice Dante Alighieri il CD La memoria musicale di Dante; ha eseguito musica nelle biblioteche storiche e in numerosi musei, ed è stato protagonista di molteplici eventi culturali, proseguendo nell’intento di stabilire un costante rapporto tra ricerca musicologica e appassionato impegno di divulgazione.
Il Quintetto Polifonico Italiano “Clemente Terni”, costituito da cantanti di varia estrazione e formazione musicale, si dedica principalmente al repertorio polifonico puro, a cappella, dai primi organa medievali al repertorio tardo rinascimentale, passando attraverso la grande produzione sacra e profana dell’età d’oro del Rinascimento musicale italiano e spagnolo.

Venerdì 28 novembre 2025, ore 18 

SEZIONE SCIENZE E AGRICOLTURA in collaborazione con la PRESIDENZA


Dialogo sull'ingegneria spaziale 

Amalia Ercoli Finzi e Ilaria Cinelli 


dopo la straordinaria avventura del primo viaggio umano sulla Luna (realizzato nel luglio del 1969) le spedizioni spaziali hanno stimolato la fantasia e le emozioni di tante persone in tutto il mondo. Di solito il grande pubblico è affascinato soprattutto dall’aspetto spettacolare  di queste imprese. Più raramente  si riflette invece sulle idee che hanno portato a queste eccezionali conquiste, dove progressi tecnologici  si sono intrecciati con lo sviluppo di teorie scientifiche fondamentali: dalla matematica, alla fisica, alla medicina. A queste idee è dedicato un incontro intitolato “Dialogo sull’ingegneria spaziale”, che si terrà venerdi 28 novembre  alle  ore 18 (nella nostra sede in Palazzo Adami Lami, Lungarno Guicciardini 17), a cui parteciperanno  due  importanti scienziate dello spazio: Amalia Ercoli Finzi e Ilaria Cinelli.

 

Amalia Ercoli Finzi è una figura straordinaria di donna scienziata, che rappresenta un bellissimo esempio per tutte le Lyceiste, da sempre impegnate nella promozione  del lavoro femminile. E’ stata la prima donna in Italia a laurearsi (nel 1962) in Ingegneria aeronautica presso il Politecnico di Milano, dove è poi diventata la prima docente di Meccanica orbitale. Dal 2004 al 2014 ha diretto una importante missione spaziale chiamata “Rosetta”, che ha realizzato l’invio di una sonda su una cometa lontana 500 milioni di chilometri dalla Terra. Il viaggio della sonda è durato 10 anni e si deve ad Amalia  il progetto di una  trivella speciale che doveva perforare la superficie della cometa, fornendo campioni del terreno da analizzare. Dopo questa affascinante avventura Amalia è stata spesso chiamata “la signora delle comete”. E, per i suoi grandi meriti scientifici, ha ricevuto la “Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e cultura” della Repubblica italiana.

 

Ilaria Cinelli appartiene ad una generazione di scienziati più giovani. Ha conseguito lauree in Ingegneria biomedicapresso l'Università di Pisa e un dottorato in Ingegneria neuralepresso la National University of Ireland, Galway. Ha pubblicato oltre 50 articoli, due libri ed è relatrice frequente nel contesto di  conferenze internazionali e di forum politici. Ha ricevuto oltre 15 premi prestigiosi e riconoscimenti dall'Ufficio Europeo Brevetti. È membro dello Steering Committeedella Mars Society e consulente di diverse fondazioni. E’ anche  un'esploratrice pioniera che guida spedizioni remote in ambienti estremi.

 

Vi aspettiamo!

Maria Luisa Dalla Chiara e Laura Bracco

 

 

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Lunedì 24 novembre 2025, ore 17.30

SEZIONE MUSICA


Gregorio Nardi, La tastiera furiosa: Futurismo al pianoforte


Musiche diBoghen, F. Casavola, S. Mix, V. Mortari, D. Napoletano, L. Russolo, A. Savinio.


Con il sostegno di Città Metropolitana di Firenze e il patrocinio di Fiesole Toscana 2028 - Città candidata a Capitale italiana della cultura


Ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili

Prenotazione obbligatoria entro Sabato 22 novembre a sezionemusicalyceum@gmail.com


Lunedì 24 novembre 2025, alle ore 17.30, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), avremo l'occasione di ascoltare dalla voce e dalle mani di un esperto come Gregorio Nardi, celebrato pianista amatissimo dal nostro pubblico, un approfondimento sulla musica pianistica del Futurismo italiano, con composizioni interessanti, divertenti e in alcuni casi bellissime di autori come Felice Boghen, Franco Casavola, Silvio Mix, Virgilio Mortari, Daniele Napoletano, Luigi Russolo e Alberto Savinio.

Alcuni di questi autori hanno fatto parte della storia del Lyceum di Firenze, come Felice Boghen, che fu più volte nostro ospite fra il 1911 e il 1925 come pianista, Virgilio Mortari, anch'egli pianista al Lyceum nel 1947, e Alberto Savinio, che nella nostra sede espose dipinti e disegni nel 1938 e tenne conferenze, anche musicali, fra il 1938 e il 1941.


L'iniziativa è realizzata in collaborazione con la Fondazione Primo Conti, sostenuta da Città Metropolitana di Firenze e patrocinata da Fiesole Toscana 2028 - Città candidata a capitale italiana della cultura.


Prenotazione obbligatoria entro Sabato 22 novembre a sezionemusicalyceum@gmail.com

La conferenza-concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


Gregorio Nardi è nato nel 1964 da una famiglia di artisti e di scrittori. Ha studiato con i nonni Rio Nardi e Gregoria Gobbi, ed è stato l’ultimo allievo di Wilhelm Kempff.
Premiato ai concorsi internazionali “Arthur Rubinstein” (Tel Aviv 1983) e “Franz Liszt” (Utrecht 1986), tiene da allora concerti in quattro continenti.
Ha collaborato con grandi strumentisti (Walter Grimmer, Ilya Grubert, Günter Pichler, Egidius Streiff, Renato Zanettovich) e cantanti (Suzanne Danco, Giulia Peri, Marianne Pousseur, Elena Zaremba, Mark Padmore).
Dal 2012 registra per Limenmusic una serie di CD/DVD: i grandi capolavori di Haydn, Beethoven, Schubert, Chopin, Liszt, Brahms, accanto a rarità di Della Ciaja, Rutini, Cherubini, Moscheles, Weber, Schunke, Casamorata.
Nel 2015 l’editore LoGisma ha pubblicato il volume Con Liszt a Firenze, nel quale Nardi ha raccolto le sue ricerche sulla presenza a Firenze di Liszt. Il libro ha ricevuto il Fiorino d’Argento alla XXXIII edizione del Premio Firenze.


Domenica 30 novembre 2025, ore 17.30

PRESIDENZA e SEZIONE ATTIVITÀ SOCIALI


Invitano Socie e Amici alla FESTA DEGLI AUGURI DI NATALE 


Le ricette del Lyceum -secondo volume- Presentazione di Giovanna Frosini   


Come da tradizione il Lyceum vi invita allo scambio di auguri di fine anno e lo fa con un po' di anticipo sui molti appuntamenti augurali che costelleranno il prossimo mese di dicembre. 


Vi aspettiamo domenica 30 novembre alle ore 17,30 nella nostra prestigiosa sede di Palazzo Adami Lami in Lungarno Guicciardini, 17. 

 

La serata sarà l'occasione per un momento di convivialità, con un piccolo intrattenimento offerto dalle Consigliere musiciste/cantanti. 

 

Sarà inoltre l'occasione per la presentazione, a cura di Giovanna Frosini, del secondo volume del libro Le ricette del Lyceum, cui voi e altri illustri Ospiti del Club avete contribuito.  Attendiamo, quindi, conferma della vostra presenza e, anche in questo caso rispettando la tradizione delle nostre feste natalizie, vi invitiamo a voler contribuire al buffet con le vostre preparazioni, magari proprio quelle inviate per il libro. 

Vi preghiamo dunque di segnalare presenza ed eventuali contributi culinari scrivendo alla mail attivitasocialilyceum@gmail.com entro venerdì 21 novembre.

Lunedì 17 novembre 2025, ore 18

SEZIONE MUSICA


ENZO RESTAGNO, musicologo

ALBERTINA DALLA CHIARA, pianoforte


Musiche di B. Bartók


Lunedì 17 novembre 2025, alle ore 18,nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), in collaborazione con gli Amici della Musica di Firenze avremo l'occasione di approfondire la vicenda artistica di Béla Bartók e la sua produzione pianisticagrazie a Enzo Restagno, uno dei musicologi più illustri del panorama odierno, e alla pianista Albertina Dalla Chiara. Quest'ultima eseguirà due capolavori emblematici dell'arte di Bartók e della sua maestria anche come pianista, a partire dal celeberrimo succès de scandale Allegro barbaroBB 63, Sz 49, scritto di getto tra il 1910 e il 1911, la cui energia tellurica precorre quella della Sagra della Primaverae, come il balletto di Stravinskij, fonde potentemente il senso di modernità con il fascino di un arcaismo senza tempo. Di poco successiva è la Suite per pianoforte in quattro movimenti, op. 14 BB 70, SZ 62, un altro straordinario lavoro di poco successivo (1916), che fa tesoro delle ricerche etnomusicologiche condotte da Bartók e Zoltán Kodály sul canto popolare magiaro, con la sua compresenza di modo maggiore e modo minore, melodie su scale pentatoniche e ritmi asimmetrici.


L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Sabato 15 novembre a sezionemusicalyceum@gmail.com

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


Accademico Effettivo di Santa Cecilia, Enzo Restagno,critico e storico della musica, attualmente ricopre il ruolo di direttore artistico presso Ferrara Musica.
Formatosi tra Torino e Vienna nell’ambito della musica e della filosofia, ha insegnato per diversi anni Storia della Musica al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Accanto all’attività didattica ha coltivato la passione per la critica musicale, scrivendo per periodici e quotidiani nazionali e internazionali quali La Repubblica, Le Monde de la Musique, Die Zeit e L’Espresso; ha inoltre portato avanti un’intensa attività nell’ambito delle trasmissioni radiofoniche e televisive, lavorando per la RAI, Radio France, la Westdeutsche Rundfunk e la BBC.
Come studioso, Restagno ha rivolto particolare attenzione alla musica moderna e contemporanea, divenendo figura di riferimento a livello internazionale. Tra le sue pubblicazioni figurano volumi su Luigi Nono, Luciano Berio, Hans Werner Henze, Goffredo Petrassi, Sofia Gubaidulina, Steve Reich, Louis Andriessen e molti altri ancora. Riconoscendo questo suo impegno, le Edizioni Ricordi di Milano lo hanno nominato consulente artistico per le pubblicazioni di musica contemporanea.
Nel corso degli ultimi anni è stato consulente e direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini, del festival internazionale del pianoforte Arturo Benedetti Michelangeli di Bergamo e Brescia, dell’Orchestra della RAI di Torino e, dal 1986, del festival Torino Settembre Musica, che è riuscito a trasformare in una delle più grandi rassegne internazionali, culminata nel 2007 nella creazione di MITO SettembreMusica, che ha diretto fino al 2015.


La personalità artistica di Albertina Dalla Chiarasi è formata grazie all’incontro delle scuole pianistiche russa e austriaca. Nel 1978 conosce a Vienna il pianista e didatta russo Stanislav Neuhaus, che la invita a frequentare in Italia i suoi corsi di perfezionamento. In seguito Neuhaus scrive al Ministero degli Affari Esteri Italiano, definendola ‘pianista di grande talento, capace di ottenere grandi successi’, e la invita a studiare al Conservatorio Čajkovskij di Mosca. Albertina Dalla Chiara ottiene dal Ministero Italiano la borsa di studio nel 1982 e frequenta per due anni fino al 1984 il corso superiore di perfezionamento del Conservatorio di Mosca con Lev Nikolaevic Naumov, erede e continuatore della scuola di Heinrich e Stanislav Neuhaus.
Rientrata in Italia segue, nell’estate del 1985, all’Accademia Chigiana di Siena i corsi di perfezionamento del pianista austriaco Rudolf Buchbinder e, dal 1985 al 1989, frequenta la sua classe all’Accademia Superiore di Musica di Basilea.
Contemporaneamente ai suoi studi musicali intraprende giovanissima una carriera concertistica che la porta ad esibirsi in Italia e all’estero. Ha effettuato tournée in Germania dove ha suonato a Berlino, Amburgo e altre città, e come solista con le orchestre dei Teatri dell’Opera di Saarbrücken, di Halle, di Jena ed altri; ha suonato in Austria per gli Schlosskonzerte di Salisburgo, per l’Ost-West Musikfest, in Spagna a Madrid ed altre città, in Francia a Parigi, in Jugoslavia come solista con la Beograd Strings Orchestra, in Inghilterra per l’Università di Oxford, in Belgio a Bruxelles e per diversi festival musicali, a Malta come solista del Teatro dell’Opera e in Cile, a Santiago, per la Fondazione Beethoven. In Italia è stata invitata dalla Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico come solista con l’orchestra, dall’Accademia Filarmonica di Verona e di Bologna, dagli Amici della Musica di Verona, dal Festival MiTo, dal Bologna Festival, da Ferrara Musica, dal Lyceum Club e dagli Amici della Musica di Firenze, dalla Sagra Malatestiana di Rimini, dal Festival Internazionale di Musica da Camera di Ravello, dalla Gioventù Musicale Italiana, dalla Rai al Foro Italico di Roma e da altre istituzioni musicali.
Albertina Dalla Chiara si dedica inoltre alla musica da camera – ha suonato con il pianista Antonio Ballista, con i violinisti Carlo Chiarappa, Luz Leskowitz, Gernot Winischhofer, Peter Szanto, con il violoncellista Zoltan Szolt Szabò, con la cantante Cristina Miatello, con i Solisti della Scala e i Solisti di Salisburgo. Con Luz Leskowitz e Barbara Lübke ha fondato il Trio di Salisburgo, che si è esibito con successo ai concerti del Politecnico di Torino, per l’Associazione Concertante di Torino, per il Circolo Filarmonico Astigiano, per l’Accademia Filarmonica di Verona e a Salisburgo. Fa parte inoltre del Trio di Verona con il violinista Peter Szanto e il violoncellista Zoltan Szolt Szabò e collabora con celebri musicologi come Enzo Restagno e Quirino Principe in spettacoli dedicati a Chopin, Satie e al periodo impressionista.
Albertina Dalla Chiara ha tenuto numerose conferenze-concerto dedicate ai compositori Fryderyc Chopin, Robert Schumann, Alexander Skrjabin, Claude Debussy, nonché seminari e conferenze dedicati alla didattica e alla tradizione musicale russa di Heinrich e Stanislav Neuhaus.
Inoltre, è attiva nell'organizzazione artistica: ha curato per diversi anni la realizzazione di concerti e conferenze per l'Accademia Filarmonica di Verona, ha lavorato nella direzione artistica della Fondazione Arena di Verona, ha collaborato nella realizzazione di progetti musicali con la Fondazione Verona per l’Arena ed è stata per molti anni responsabile musicale della Società Letteraria di Verona.


Sabato 15 novembre 2025, ore 15

SEZIONE ATTIVITÀ SOCIALI


Visita guidata al rinnovato Museo del Bigallo

Loggia del Bigallo, Piazza S. Giovanni, Firenze


A cura di Giovanni Tenucci


Un piccolo gioiello che affaccia su piazza San Giovanni e si colloca al di sopra della ben nota Loggia del Bigallo. Fu edificato alla metà del Trecento per la Compagnia della Misericordia, insieme all’oratorio adiacente. Nel 1425 divenne anche sede della Compagnia del Bigallo, dal nome dell’ospedale che questa gestiva a Santa Maria a Fonteviva, detto il Bigallo.

Dal 1904 raccoglie le opere appartenute alla Compagnia Maggiore di Santa Maria del Bigallo, che illustrano la vita della Confraternita attraverso i secoli. Riordinata nel 1976, la collezione comprende opere che uniscono valori di devozione e di storia e testimoniano la vita della Confraternita attraverso i secoli, dal XIV al XVII; fra queste un Crocifisso del Maestro del Bigallo e la famosa Madonna della Misericordia, affresco eseguito dalla bottega di Bernardo Daddi nel 1342 contenente la più antica raffigurazione di Firenze, ove sono visibili il Battistero e la facciata ancora incompiuta del Duomo.

Sono presenti nella raccolta anche alcune importanti sculture, come quelle di Alberto Arnoldi (metà del Trecento), al quale si devono anche le nicchie e le sculture della Loggia.

Il Museo è stato riaperto nel giugno 1998, al termine dei lavori di messa a norma. Dal luglio 2007 il percorso museale è stato ampliato con l'apertura al secondo piano della esposizione permanente. A partire dal 2017 è stato sottoposto ad ulteriore ristrutturazione e riallestimento, ma i lavori hanno subito rallentamenti a causa della pandemia da Covid. Sarà riaperto al pubblico a partire dal dicembre prossimo.

Lo storico dell’arte Giovanni Tenucci, che ne ha curato il nuovo allestimento, ci guiderà in anteprima nei suoi locali.


Appuntamento alle ore 14.45 presso la Loggia del Bigallo in Piazza San Giovanni


Prenotazione obbligatoria tramite email a attivitasocialilyceum@gmail.com da confermare entro Lunedì 10 novembre con bonifico di € 20,00 a Lyceum Club Internazionale di Firenze IBAN - IT 53V030 6902 8871 0000 0000 938 (si prega di specificare, nella causale del versamento, i nominativi di coloro per i quali il pagamento viene effettuato)


Per informazioni contattare Maria Laura Piccinini al 338 5250330


Vi aspettiamo!

Maria Laura Piccinini e Margherita Jasink

Sezione Attività Sociali


Lunedì 10 novembre 2025, ore 18

SEZIONE MUSICA


JANE CAMILLONI, pianoforte

Musiche di F. Chopin, C. Debussy e M. Ravel



Le prenotazioni per il concerto di Jane Camilloni di Lunedì 10 novembre hanno esaurito i posti disponibili nella nostra sala e ci dispiace non poter accogliere le molte richieste che ci sono pervenute e a cui non abbiamo potuto acconsentire per motivi di agibilità e sicurezza. 

Purtroppo non potremo accogliere chi si presenterà senza essere nella lista delle prenotazioni da noi confermate, poiché non abbiamo più posti a sedere né per le nostre Socie, né per gli Amici, né per le Consigliere del Lyceum, né per i nostri simpatizzanti o per gli ospiti della concertista. 

Fortunatamente Jane Camilloni si renderà disponibile per una seconda occasione, in cui far ascoltare il suo bellissimo programma al folto pubblico del Lyceum che non è riuscito a prenotarsi per tempo.


Un caro saluto, confidando nella Vostra comprensione,
Eleonora Negri e Irene Weber Froboese
Sezione Musica




Lunedì 10 novembre 2025, alle ore 18, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze),la pianista italo-britannicaJane Camillonici propone un percorso di forte intensità poetica, attraverso tre capolavori della letteratura pianistica più amata.


Inizieremo con le tre Estampesscritte da Claude Debussynel 1903: pagine incantate, da contemplare simbolicamente come stampe cinesi, che ricreano paesaggi immaginati dal compositore, nell'impossibilità di raggiungerli fisicamente. Questo viaggio inizia nell'Asia orientale sognata in Pagodes, una pagina giocata su scale pentatoniche e su effetti di risonanze tipiche del gamelan giavanese, che colpirono la creatività di Debussy fin dal suo primo incontro con la musica asiatica, ascoltata all'Esposizione universale di Parigi del 1889. Un altrettanto forte fascino esotico è quello che la Spagna, con le sue luci e i suoi profumi, esercitò sulla fantasia del compositore francese e che ritroveremo nella Soirée dans Grénade, per poi riportarci al clima francese, ipnotizzandoci con il turbinante ticchettìo sonoro di Jardins sous la pluie, venato di echi di canzoni infantili.

L'atmosfera onirica proseguirà con il sogno neoclassico della Sonatine di Maurice Ravel,del 1905, raffinato esempio di un altro tipo di esotismo, quello temporale, teso a ricreare la limpidezza e la clarté della musica cembalistica francese sei-settecentesca.

Jane Camilloni affronterà poi l'esecuzione dei 24 Préludes op. 28di Fryderyk Chopin,un caleidoscopio di poesia ad altissima temperatura emotiva, concentrata in alcuni Preludi nell'arco di pochi secondi, ma capace di restituirci un microcosmo dell'anima e del pianismo di Chopin.


L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Sabato 8 novembre a sezionemusicalyceum@gmail.com

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberaleal Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


Nata ad Oxford, Jane Camilloniha iniziato lo studio del pianoforte a Firenze all’età di cinque anni. A otto anni ha dato il suo primo concerto, dopo il conseguimento del secondo premio al Concorso Pianistico Muzio Clementi. Due anni dopo ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale Alfred Cortot, a Milano, organizzato dai Centri Culturali Francesi in Europa.
Trasferitasi in Inghilterra per continuare i suoi studi scolastici, si è iscritta al Royal College of Music, ha proseguito la sua attività pianistica sotto la guida di Angus Morrison e poi di Vlado Perlemuter. Tornata in Italia nel 1981, ha ottenuto il diploma in Pianoforte principale presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, continuando a studiare sotto la guida di Clive Britton, a sua volta allievo di Claudio Arrau.
Ha eseguito numerosi concerti in Italia (Firenze, Roma, Milano, Torino, Bologna, Verona) e all’estero (Londra, Oxford, Salisburgo, Parigi, India).
Dopo una lunga pausa Jane Camilloni ha ripreso la sua attività pianistica, sempre sotto la guida di Clive Britton.

I suoi impegni recenti l'hanno portata a tenere una serie di concerti nel Regno Unito.


Born in Oxford, Jane Camillonibegan studying the piano at the age of five. At eight she gave her first concert, after having won second prize at the Muzio Clementi national Piano Competition. Two years later she went on to win the Alfred Cortot International Piano Competition in Milan, organized by the French Cultural centers in Europe.
She continued her schooling in the United Kingdom, where she also studied at the Royal College of Music under the guidance of Angus Morrison and subsequently of Vlado Perlemuter.
In 1981 she attained her piano Diploma at the Florence Conservatoire, studying with Clive Britton, a pupil of Claudio Arrau.
She has played in many cities in Italy (Florence, Rome, Milan, Turin, Bologna and Verona) and abroad (London, Oxford, Paris and throughout India).
After a long break from the piano, Jane returned to the keyboard once more under guidance of Clive Britton, giving her first concert at the Florence International Lyceum Club in 2017.

She is just back from a series of concerts held in the UK.


Giovedì 6 novembre 2025, ore 16:30 

SEZIONE ARTE


Visita alla mostra: «La modernità può costruire altrimenti. Gae Aulenti e la Toscana»

 

Palazzo Medici Riccardi, Firenze 

A cura di Emanuela Ferrett


Il prossimo 6 novembre alle ore 16:30, abbiamo organizzato una visita alla mostra «La modernità può costruire altrimenti. Gae Aulenti e la Toscana», allestita negli spazi prestigiosi di Palazzo Medici Riccardi e curata dalla professoressa Emanuela Ferretti.

L’esposizione rende omaggio a una delle protagoniste assolute dell’architettura e del design del Novecento italiano. Attraverso progetti, disegni, fotografie e oggetti iconici, la mostra racconta la visione di Gae Aulenti (1927–2012)  donna di straordinaria energia creativa, capace di coniugare rigore formale, sensibilità materica e intuizione poetica.

Dalle grandi architetture museali, come il Musée d’Orsay a Parigi o la ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia, alle invenzioni nel campo del design, ogni opera testimonia la sua costante tensione verso un’idea di spazio come luogo di dialogo tra arte, storia e contemporaneità.

La prof.ssa Ferretti, curatrice dell’esposizione, ci guiderà in un percorso che non è solo un viaggio nella produzione artistica e progettuale di Gae Aulenti, ma anche una riflessione sull’identità femminile nel mondo dell’architettura e sul contributo delle donne alla cultura visiva del Novecento.

Sarà un’occasione preziosa per scoprire o riscoprire una figura che ha saputo affermarsi con coraggio e autorevolezza in un campo dominato dagli uomini, restituendo all’architettura italiana una voce femminile, raffinata e innovativa.

Vi aspettiamo per condividere insieme questo incontro dedicato a una grande donna dell’arte e del pensiero progettuale italiano.

 

Appuntamento all’ingresso della biglietteria alle ore 16.15 

 

Costo della visita € 20,00 a persona.


La partecipazione è riservata in esclusiva a Socie e Amici del Lyceum in regola con la quota 2025.


Prenotazione obbligatoria entro lunedì 3 novembre a artelyceum@gmail.com con bonifico di € 20,00 a Lyceum Club Internazionale di Firenze IBAN - IT 53V030 6902 8871 0000 0000 938 ( si prega di specificare, nella causale del versamento, i nominativi di coloro per i quali il pagamento viene effettuato).

Per informazioni contattare Tessa Castellano al 347 1321109

 

Vi aspetto

Tessa Castellano 

Sezione Arte

 

Gae Aulenti, nata a Palazzolo dello Stella (Udine) nel 1927, è stata una delle figure più significative dell’architettura e del design italiani del Novecento. Laureata al Politecnico di Milano, si è distinta per un approccio progettuale colto e innovativo, capace di dialogare con la storia e il contesto.
Negli anni Sessanta ha collaborato con la rivista Casabella e ha progettato oggetti divenuti icone del design, come la lampada Pipistrello e la lampada Ruspa. La sua fama internazionale è legata ai grandi interventi di riqualificazione museale, tra cui il Musée d’Orsay di Parigi, il Palazzo Grassi a Venezia e il Museo Nazionale d’Arte Catalana di Barcellona.
Architetta, designer e scenografa, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Compasso d’Oro alla carriera. È scomparsa a Milano nel 2012, lasciando un segno profondo nella cultura del progetto italiana e internazionale.

Lunedì 3 novembre 2025, ore 18

SEZIONE MUSICA


DOMINIKA MAK, pianoforte


Musiche di

J. Haydn, F. Chopin, O. Messiaen, K. Szymanowski e M. Ravel


Lunedì 3 novembre 2025, alle ore 18, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), in collaborazione con la Fondazione Matthiessen di Londra, ospiteremo, per la prima volta in Italia, la pianista polacca Dominika Mak, che si sta affermando come uno dei talenti più interessanti che si stanno affacciando sulla scena musicale, dopo essersi perfezionata alla Royal Academy of Music.


Lo splendido programma darà una visione completa sul talento interpretativo di Dominika Mak, iniziando con il virtuosismo brillante delle Variazioni in Fa minore Hob. XVII:6di Franz Joseph Haydn, composte a Vienna nel 1793, tra il primo e il secondo soggiorno londinese del compositore. Faremo poi l'esperienza della genuina anima polacca espressa nel mazur, la danza popolare della regione di Varsavia, alla cui composizione Fryderyk Chopin si dedicò lungo tutto il corso della sua vita: con l'ascolto delle treMazurche op. 59, scritte da Chopin pochi anni prima della sua scomparsa, nel 1845, potremo sperimentare magie timbriche e una visionaria fantasia armonica. Proseguiremo con la musica speculativa di Olivier Messiaen, con il terzo dei suoi Quatre Études de rythme, intitolato Neumes rythmiques (Neumi ritmici): opera che, da un lato, ripropone la modalità e le sinuosità melodiche del canto gregoriano, dall'altra guarda al suo tempo (1949), con la ricerca di un'articolazione ritmica seriale. Sentiremo poi come la storia del mazur non si limiti a Chopin, ma attraversi anche il XX secolo con le Mazurche op. 50 di Karol Szymanowski, scritte fra il 1924 e il 1925: nelle prime tre della raccolta, dedicate ad Arthur Rubinstein, sentiremo come, in un linguaggio aggiornato al suo tempo, questa danza continui a emozionarci con le sue melodie struggenti, ma anche con una robusta aggressività novecentesca e scale modali rivisitate. La conclusione di questo programma insolito e bellissimo sarà con lo scintillante virtuosismo e il fascino inquietante di Gaspard de la nuit di Maurice Ravel, il trittico del 1908 ispirato alle poesie di Aloysius Bertrand.


L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Sabato 1 novembre a sezionemusicalyceum@gmail.com

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica



On Monday, November 3 at 6 PM, in our headquarters in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Florence),in collaboration with the Matthiessen Foundation (London), we'll host theItalian début of the Polish pianist Dominika Mak, one of the rising talents from the Royal Academy of Music. Dominika herself introduces here her program notes:


«Haydn’s Variations in F minor, Hob. XVII:6, were composed in 1793, shortly after his return from a triumphant London tour and during a mature, reflective phase of his life. The famous extended coda - added after the work’s first composition - reintroduces the F minor theme with chromaticism and disquiet. Many scholars link this addition to the sudden death of Maria Anna von Genzinger, Haydn’s close friend and confidante, in January 1793.
Chopin’s Op. 59 Mazurkas blend the candour of Polish folk dance with an extraordinary sense of żal—the untranslatable Polish word expressing the longing for home and nation felt by the displaced. These dances are later contrasted by the Mephistophelian frenzy of Ravel’s Scarbo- a dream turned nightmare. Here I pair them with Szymanowski’s Mazurkas for Rubinstein, miniatures both conversational and colourfully chromatic, capturing a vision of far away pagan ritual, both echo and subversion of their graceful predecessors.
Messiaen’s Neumes rythmiques — a rarely performed gem from his Quatre études de rythme— has been known more as a concept than a piece of music. Messiaen alternates two refrains: one using additive durations, the other prime-numbered non-retrogradable rhythms, with strophes of chant-inspired rhythmic motives set to fixed dynamics and resonant colours. Though lacking narrative in the Romantic sense, its collage of intensities builds cumulative force through repetition and variation, producing a ritualistic, mantra-like state of being.
Ravel's Gaspard de la nuitis his only piano work which he didn't orchestrate, intending them as transcriptions of imagined symphonic poems. In this triptych, the alluring meets cruel, dream meets the nightmare, and death wears the mask of sleep. The works take their names from a set of poems which Bertrand ascribed to a stranger who is later revealed to be the devil himself. First, we meet the shimmering whiles of Ondine, a water nymph who tries (and ultimately fails) to lure her subject to a watery grave. Then, the bell tolls, for the hanged man, the airless shadow of life taken reverberating emotionlessly, endlessly. As in the Fugue from Tombeau, Ravel’s humanitarian message is conveyed through what is left unsaid - through absence itself. And finally, we meet Scarbo - whose unpredictable movements, from scampering flights and pirouettes to his buzzing, creeping advances - terrorise both poet and composer alike. About Scarbo, Ravel said that: "I wanted to make a caricature of romanticism. Perhaps it got the better of me"».

The concert is supported also by Fondazione CR Firenze and by Centrica-Imagine more.

Recommended booking within Saturday, November 1, by email to sezionemusicalyceum@gmail.com

No tickets required. Free admission, based on the availability of seats. Any contribution from non-members of the Florence International Lyceum Club will be very appreciated.


Kind regards,
Eleonora Negri and Irene Weber Froboese
Music Section


Dominika Mak, pianista polacca, sta conseguendo il diploma professionale alla Royal Academy of Music di Londra sotto la guida di Christopher Elton e David Gray, con il sostegno di Help Musicians UK.

Dominika ha già conseguito con lode il Master of Arts alla Royal Academy of Music, studiando con Christopher Elton e, per il clavicembalo, con Stephen Devine, grazie alla borsa di studio Help Musicians UK Myra Hess Award. Precedentemente ha studiato al Trinity College di Cambridge, dove ha ottenuto il Bachelor of Arts e il Master of Philosophy e dove ha svolto attività di solista, ricercatrice e musicista da camera, oltre che come direttrice artistica della Trinity College Music Society e come soprano nel celebre Trinity College Choir, sotto la direzione di Stephen Layton (Order of British Empire). A Cambridge ha sviluppato un profondo interesse nella musica d'insieme e nella ricerca. Come pianista da camera si è formata sotto la guida di Adrian Brendel, Simon Lepper, Maria Wloszczowska, Arto Noras, So-Ock Kim ed altri.

Dominika è stata allieva di illustri pianisti, fra cui Pascal Nemirovski (Royal Birmingham Conservatoire), Graham Caskie (Chetham’s School of Music), e si è perfezionata con Stephen Hough, Anne Queffélec, Yevgeny Sudbin, Wojciech Switała ed altri. Ha conseguito numerosi riconoscimenti, fra cui il National EPTA Competition.

Le sue recenti apparizioni comprendono concerti al St John’s Smith Square, al London POSK Chopin Gala e al Teatro Nazionale di Varsavia.

I suoi prossimi impegni includono l'esecuzione del Concerto di Schumann con la Kensington Chamber Orchestra (direttore Michal Oren), un concerto con Aaron Akugbo al Milton Court e un recital solitico al Lyceum Club di Firenze, grazie alla Fondazione Matthiessen.

Sta attualmente esplorando un progetto che unisce concerti di musica classica e meditazione "mindfulness".


Dominika Makis a Polish classical pianist pursuing her Professional Diploma at the Royal Academy of Music in London (2025–26) studying with Christopher Elton and David Gray, supported by Help Musicians UK.
Dominika graduated with Distinction from a Master of Arts at RAM, studying with Christopher Elton and Stephen Devine (harpsichord), and supported by the Help Musicians UK Myra Hess Award. She previously read Music at Trinity College, Cambridge, where she completed both her BA and MPhil, and was active as a soloist, scholar, and chamber musician. During her time there, she served as Artistic Director of the TCMS, sang as a soprano in the renowned Trinity College Choir under Stephen Layton OBE, and developed a keen interest in collaborative performance and research.
Dominika has received guidance from distinguished pianists including Pascal Nemirovski (Royal Birmingham Conservatoire), Graham Caskie (Chetham’s School of Music), and masterclasses with Stephen Hough, Anne Queffélec, Yevgeny Sudbin, Wojciech Switała, and others. She is a laureate of numerous awards including the National EPTA Competition. A committed chamber musician, Dominika has received guidance from Adrian Brendel, Simon Lepper, Maria Wloszczowska, Arto Noras, So-Ock Kim, and others.
Recent highlights include performances at St John’s Smith Square, the London POSK Chopin Gala, and the National Theatre in Warsaw. Forthcoming engagements include Schumann’s Piano Concerto with the KCO (cond. Michal Oren), a concert with Aaron Akugbo at Milton Court, a solo recital at the Lyceum Club in Florence (sponsored by the Matthiessen Foundation). She is currently exploring a project merging classical concerts and mindfulness meditation.


Domenica 26 ottobre 2025

SEZIONE ARTE


Tra Arte e Laguna: La Biennale di Venezia 2025 con il Lyceum

Visita guidata alla BIENNALE DI VENEZIA


A cura dell'Arch. Stefano Croce


Domenica 26 ottobreabbiamo organizzato una visita guidata alla Biennale di Venezia, ci accompagnerà il prof. Arch. Stefano Croce.

Quest’edizione è affidata alla cura di Carlo Ratti, architetto e ingegnere di fama internazionale, docente al MIT di Boston e al Politecnico di Milano, da anni impegnato nella ricerca sui rapporti tra tecnologia, città e ambiente.

Il titolo scelto, “Intelligens. Natural. Artificial. Collective.”, racchiude il cuore del progetto: un percorso che esplora le molteplici forme dell’intelligenza applicata all’architettura e al modo di abitare il nostro pianeta.

  • Intelligenza naturale: la capacità di imparare dalla natura, dagli ecosistemi e dai processi biologici, riscoprendo forme di costruzione resilienti e rispettose delle risorse.
  • Intelligenza artificiale: non solo strumenti digitali, ma nuove tecnologie capaci di supportare la progettazione, sperimentare materiali, immaginare scenari urbanistici inediti.
  • Intelligenza collettiva: la forza che nasce dal dialogo tra saperi diversi — architetti, artisti, scienziati, artigiani, comunità — per costruire un futuro condiviso.
  • La Biennale di quest’anno guarda con particolare attenzione al tema dell’adattamento al cambiamento climatico: non più soltanto mitigare i danni, ma ripensare i modi di abitare in territori vulnerabili, come le aree costiere e le città d’acqua. Venezia, con la sua secolare storia di equilibrio tra uomo e natura, diventa così paradigma e fonte di ispirazione.

Un aspetto innovativo sarà inoltre il Manifesto dell’Economia Circolare, che invita espositori e architetti a concepire padiglioni e installazioni non come strutture effimere, ma come esempi concreti di sostenibilità, capaci di rigenerare materiali e ridurre al minimo gli sprechi.


Tra i progetti di maggiore interesse:

1) il Padiglione Italia, curato da Guendalina Salimei e intitolato “Terræ Aquæ. L’Italia e l’intelligenza del mare”, che esplora il rapporto tra terra e acqua, tra porti, coste e città marinare, proponendo soluzioni innovative di resilienza e sviluppo;

2) il progetto speciale “Intelligent Venice: la più antica città del futuro”, che racconta, attraverso installazioni e ricerche, come Venezia sia da secoli laboratorio vivente di innovazione, capace di conciliare fragilità e sopravvivenza.

Visitare la Biennale significherà dunque non solo ammirare opere architettoniche e installazioni, ma partecipare a un grande laboratorio internazionale di idee, dove arte, scienza e società dialogano per immaginare nuovi modi di abitare il mondo. La giornata sarà arricchita da un brunch con menù alla carta, occasione di convivialità tra le socie.


Programma della giornata:

  • Partenza da Firenze S. Maria Novella: ore 8.20
  • Rientro da Venezia S. Lucia: ore 18.26


Informazioni organizzative:

  • Partecipazioneriservata in esclusiva a Socie e Amicidel Lyceum in regola con la quota 2025.



  • Quota di partecipazione: € 65,00 (da versare entro sabato 18 ottobre)tramite bonifico a:
    Lyceum Club Internazionale di Firenze
    IBAN: IT 53V030 6902 8871 0000 0000 938
    Causale: “Visita Biennale di Venezia” (specificare i nominativi dei partecipanti).


  • La quota non comprende i biglietti dei trasporti e del brunch.


  • Per informazioni: Tessa Castellano – 347 1321109.

Sarà un’occasione preziosa per vivere insieme un’esperienza di alto valore culturale, in un contesto unico come la Biennale di Venezia.

Con viva cordialità.



Vi aspetto

Tessa Castellano

Sezione Arte

Martedì 21 ottobre 2025, dalle ore 9.30

SEZIONE LETTERATURA


Pourquoi lire, pourquoi relire Ernest Renan en Italie et en Italien


Convegno a cura di Anne-Christine Faitrop-Porta


Institut français, Palla Lenzi, Piazza Ognissanti, 2, Firenze


L’incontro che si terrà all'Institut français di Firenze (a Palazzo Lenzi, Piazza Ognissanti, 2) il 21 ottobre dalle ore 09.30sarà un'occasione per partecipare a un approfondimento su Ernest Renan e l'Italia.


Questo è il terzo convegno su Ernest Renan e l’Italia, dopo quello di Firenze al Gabinetto Vieusseux nel 2011, con una recensione dettagliata del Prof. Marco Lombardi, Presidente degli Amici dell’Istituto francese di Firenze nell’Antologia Vieusseux del sett.-dic. 2011, e quello di Roma al Museo Napoleonico nel 2012. Ed è il più “italiano” dei tre per il favore di cui gode in Italia il filosofo ora come 150 anni fa, quando gli Italiani lo amavano, anzi quasi lo adoravano, come ebbe a scrivere Angelo De Gubernatis.

Nell’Italia odierna, a marzo del 2023 una vivace polemica politica e culturale e un interessante articolo di Augias, nell’ottobre 2024  il dramma filosofico La badessa di Jouarre interpretato e ricreato dalla Duse, tradotto da A.C. Faitrop-Porta,  nel marzo 2025 gli scritti su Francesco d’Assisi a cura di Michele Lodone e nel settembre 2025 sulle reazioni alla Vie de Jésus, il libro Il caso Renan, la prima guerra culturale dell’Italia unita di Roberto Pertici, sono la riprova della fortuna ancora viva e attuale di Renan.

Al convegno del 21 ottobre 2025 partecipano oltre ai già nominati, Maurice Gasnier, Segretario generale della Société des Études renaniennes, che parla, unica relazione in lingua francese, degli studi della  Société su Renan e l’Italia; Domenico Paone a capo del Groupe Renan de l’ITEM, che evoca le visite in Toscana e in Italia del giovane Renan nel 1849-50  nella sua edizione critica delle Notes d’Italie del 2024 e Francesco Petruzzelli del Groupe Renan, collaboratore con Paone della traduzione italiana degli Scritti filosofici di Renan e di un libro su Pisa vista dal filosofo, che segue i suoi itinerari pisani.

Le relazioni sono seguite da testi di Renan tradotti in italiano, introdotti da Anna Briccolani Bandini del Lyceum e letti da Carlo Mattia Governa e da Martina Spanò del DAMS dell’Università di Firenze. I presidenti di sedute sono francesisti, Michela Landi e Barbara Innocenti dell’Università di Firenze, e storici delle idee, Michela Nacci e Salvatore Cingari delle Università di Firenze e di Perugia.

L’Istituto francese di Firenze, l’Università degli studi di Firenze, il Lyceum, che patrocinano il Convegno “Pourquoi lire Ernest Renan en Italie, en italien” e i generosi partecipanti sperano che siano conquistati dalla potenza delle idee e dalla grazia insuperabile dello stile di Renan nuovi e giovani lettori.


Programma completo a questo link

institutfrancais.it/firenze/pourquoi-lire-ernest-renan-en-italie-en-italien  


Vi aspettiamo!

Gabriella Messeri e Alessandra Pescarolo

Sezione Letteratura


Lunedì 20 ottobre 2025, ore 18

SEZIONE MUSICA


TIO ÈKELON

MEDEYA KALANTARAVA, violino

MARIA MARGHERITA PACI, violoncello

GIANMARCO TONELLI, pianoforte


Musiche di J. Turina, F. Liszt e D. Šostakovič


Lunedì 20 ottobre 2025, alle ore 18, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze),in collaborazione con gli Amici della Musica di Firenze,ospiteremo per la prima volta il giovane Trio Èkelon, segnalatoci dalla prestigiosa Accademia Stauffer di Cremona, in un magnifico programma.


Questo avrà inizio con Circulo op. 91di Joaquin Turina, un'opera del maggio 1936, nei cui tre movimenti il compositore spagnolo si propone di evocare il ciclo solare, dall'alba (Amanecer) al mezzodì (Mediodía) al tramonto (Crepúsculo), in piena sintonia con il tema della circolarità, che quest'anno il Lyceum si è proposto di affrontare in varie accezioni interdisciplinari. Seguirà l'occasione di scoprire le riverberazioni timbriche ed espressive di Vallée d'Obermann,la pagina lisztiana ascoltata al Lyceum nel recente concerto del pianista Clive Britton, nella trascrizione per pianoforte, violino e violoncellorealizzata verso il 1880 dall'allievo di Liszt Edward Lassen: una rivisitazione autorizzata da Lisztstesso e da lui ribattezzata Tristia, come emblema di solitudine e di malinconico sentimento della natura. Il programma sarà concluso dal Trio n. 2 op. 67di Dmitrij Šostakovič,che lo scrisse tra il febbraio e l'agosto 1944 in memoria del suo caro amico Ivan Sollertinskij, uomo di cultura e critico musicale: una pagina di forte tensione drammatica, in cui si alternano momenti di intenso lirismo a episodi scherzosi, al limite del grottesco.


L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Sabato 18 ottobre a sezionemusicalyceum@gmail.com

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberaleal Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica



Il Trio Èkelon, composto da Medeya Kalantaravaal violino, Maria Margherita Pacial violoncello e Gianmarco Tonellial pianoforte, si è costituito a Roma nel luglio del 2023.
Il nome Èkelon non si riferisce ad una parola già esistente, nasce infatti come nome unico a voler marcare l’identità del trio.
Ha frequentato il corso di Musica da camera presso la Scuola Internazionale di Musica Avos Project di Roma, avendo come insegnanti i maestri Mario Montore, Alessio Pianelli, David Romano, Luca Sanzò, Riccardo Savinelli e Mirei Yamada.
Si sta perfezionando, inoltre, per il secondo anno consecutivo presso l’Accademia Stauffer di Cremona nella classe del Quartetto di Cremona.
Nell’ottobre 2024 il Trio è stato ammesso al corso di perfezionamento di musica da camera per pianoforte e archi nella classe del Trio di Parma presso l’Accademia di Musica di Pinerolo.
Oltre alle lezioni frequentate all’interno delle scuole, il Trio si è perfezionato grazie a numerose masterclass tenute da musicisti di fama internazionale, come Simone Gramaglia (Quartetto di Cremona), Eyal Kless (Israel Haydn Quartet), Riccardo Minasi, Francesco Pepicelli (Trio Metamorphosi), Ivan Rabaglia (Trio di Parma) e Kyril Zlotnikov (Jerusalem Quartet).
Nell'agosto 2024 frequenta una masterclass con il Trio di Parma nell’ambito del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro.
Nel corso dell’ultimo anno il Trio si è esibito in rassegne concertistiche nell’alveo di importanti fondazioni, tra cui Gioventù Musicale d'Italia, Festival Civitanova Classica e RomaTre Orchestra.
Nell’ottobre 2024 il Trio tiene un concerto in collaborazione con il prestigioso Festival Il Circolo di Ave presso Palazzo Brancadoro a Fermo.
È inoltre stato invitato per concerti in istituzioni quali l’Università degli studi Link e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’attività concertistica prevede per i mesi successivi ulteriori concerti organizzati dall’ Accademia Filarmonica Romana, Fondazione Walton, Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, Amici del Carlo Felice di Genova, la stagione dell'Estate Musicale Frentana di Lanciano e un concerto presso il Lyceum di Firenze in collaborazione con gli Amici della Musica di Firenze e l’Accademia Stauffer.
A maggio 2024 è stato selezionato dal Maestro Simone Gramaglia per far parte della rete “Le Dimore del Quartetto”.
Il Trio Èkelon è inoltre stato scelto dal M° Simone Gramaglia nella rosa degli ensemble che si esibiranno presso enti concertistici del Comitato AMUR per l'edizione 2025 di Musica con Vista.

Mercoledì 15 ottobre 2025, ore 18 


MASSIMO GIONTELLA, Quando le nostre ossa mostrano i segni del passare del tempo 


A cura della Socia Benemerita Giovanna Adami Lami 


Dolori osteo-articolari, problemi muscolo-scheletrici, neurologici, traumatici, post-chirurgici… chi non si è mai trovato in queste situazioni? Chi non ha mai sperimentato un dolore insistente o un recupero lento e difficile?

Con il passare del tempo, questi problemi si intensificano, diventano più fastidiosi, inibiscono lo svolgimento delle attività quotidiane.

Data l’età sempre più avanzata della popolazione, queste problematiche sono molto diffuse e possono influire negativamente sulla qualità della vita, causando dolore cronico, rigidità e limitazioni nelle attività quotidiane e lavorative.

Interventi come la chirurgia protesica e le terapie conservative e fisioterapiche possono migliorare significativamente la funzionalità e il benessere, ma esiste la possibilità di intervenire anche in maniera preventiva, per poter mantenere la propria autonomia o prevenire il peggioramento della situazione.

Per prevenire i problemi ortopedici e mantenere una buona qualità della vita, è fondamentale adottare uno stile di vita sano, che includa esercizio fisico regolare, una dieta equilibrata ricca di calcio e vitamina D, un corretto mantenimento del peso corporeo e l'adozione di posture ergonomiche in ogni attività quotidiana.

 

Ne parlerà il Dr. Massimo Giontella e sarà l’occasione per una riflessione condivisa anche in merito alla prevenzione degli eventi secondari, che è di fondamentale importanza in molte patologie e spesso rappresenta il maggior onere economico per i sistemi sanitari e di salute e scadimento della qualità della vita per le persone e le loro famiglie.

 

 

Il Dr. Massimo Giontella si è laureato in Medicina e chirurgia presso l’Università degli Studi di Perugia e si è specializzato in Medicina fisica e Riabilitativa presso l’Istituto Rizzoli di Bologna, centro di fama internazionale per lo studio ed il trattamento delle patologie complesse ortopediche e neurologiche. La sua lunga esperienza parte dalla chirurgia generale ed ortopedica, con attività correlate di Pronto Soccorso, per focalizzarsi successivamente nell’ambito della medicina fisica e riabilitativa muscolare, articolare, neurologica e nello studio della biomeccanica. Per 20 anni, ha diretto il Reparto di Riabilitazione dell’Istituto Ortopedico Toscano, centro all’avanguardia per l’ortopedia in Europa. È consulente per Enti Sanitari come la Croce Rossa Italiana e supervisore delle attività riabilitative di cliniche convenzionate con la ASL di Firenze. Il Dr. Giontella ha diretto anche l’officina ortopedica dell’Istituto Ortopedico Toscano ed è titolare di numerosi brevetti internazionali di tutori riabilitativi nel settore ortopedico e neurologico.

 

Vi aspettiamo

Martedì 14 ottobre 2025, ore 15.45

SEZIONE ARTE


Visita alla mostra 

BEATO ANGELICO 


A cura di Ludovica Sebregondi 


Il 14 ottobre 2025 il Lyceum Club Internazionale di Firenze organizza la visita alla mostra dedicata a Beato Angelico a Palazzo Strozzi.

Saremo accompagnate da Ludovica Sebregondi, storica dell'arte e curatrice di Palazzo Strozzi.

 

L’esposizione propone un percorso sull’opera di Fra Giovanni da Fiesole, noto come Beato Angelico, artista simbolo del Quattrocento, ponendo in evidenza i suoi rapporti e confronti con pittori quali Masaccio, Filippo Lippi, Lorenzo Monaco, e anche con scultori come Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia.

 

Si potranno ammirare oltre 140 opere: dipinti, disegni, miniature, affreschi e pale d’altare provenienti da musei di rilievo internazionale (Louvre, Metropolitan, Gemaldegalerie, National Gallery ecc).

 

Un momento centrale è la ricomposizione della Pala San Marco, che dopo secoli torna con quasi tutti i suoi elementi, restaurata e rimessa in dialogo con il contesto originale.

 

La mostra nasce da un lavoro pluriennale e un’ampia campagna di restauri che ha coinvolto numerose istituzioni e contributi nazionali ed internazionali. Il curatore principale è Carl Brandon Strehlke, conservatore emerito del Philadelphia Museum of Art, che ha diretto l’allestimento e la concezione del progetto espositivo.

Per la sezione della mostra al Museo di San Marco hanno collaborato due storici dell'arte italiani: Stefano Casciu, Direttore della Direzione Regionale Musei Nazionali della Toscana e Angelo Tartuferi, già Direttore del Museo di San Marco. 
 

L'appuntamento è all’ingresso della biglietteria alle ore 15.45

Costo della mostra: € 25,00 a persona

 

La partecipazione è riservata in esclusiva a Socie e Amici del Lyceum in regola con la quota 2025 (posti limitati).


Prenotazione obbligatoria tramite email a artelyceum@gmail.com entro giovedì 9 ottobre con bonifico di € 25,00 a Lyceum Club Internazionale di Firenze IBAN - IT 53V030 6902 8871 0000 0000 938 (si prega di specificare, nella causale del versamento, i nominativi di coloro per i quali il pagamento viene effettuato)


Vi aspetto

Tessa Castellano

Sezione Arte 

Giovedì 9 ottobre 2025, ore 18

SEZIONE RAPPORTI INTERNAZIONALI


MATTEO FORCONI

L'arte del dialogo nella diplomazia; l'esperienza del Console all'isola di Saint Christopher e Nevis


Giovedì 9 ottobre, alle ore 18, la sezione Rapporti Internazionali vi invita a un incontro con l'Avvocato Matteo Forconi, che ci racconterà "L'arte del dialogo nella diplomazia; l'esperienza del Console dell'isola di Saint Christopher e Nevis"; introducendoci in questo mondo di regole codificate, ci mostrerà come quella che appare mera rigidità formale permette e supporta la flessibilità nelle relazioni tra stati e tra stati e singoli.

Attualmente, le comunicazioni ufficiali non seguono più solo i canali tradizionali, a cui ci siè affidati per secoli, e vengono, invece, sempre più affidate alle estemporanee esternazioni dei leaders politici, tramite social media; un fatto che sgomenta i cittadini e destabilizza gli equilibri formali, creando un nuovo modo di interagire tra governi.

Nel frattempo, da più parti si continua a auspicare un ritorno al dialogo diplomatico ufficiale, che dia certezze alle negoziazioni; la stessa Santa Sede lo chiede insistentemente e offre il suo supporto e di ciò, il nostro relatore è testimone diretto e coinvolto.

Essere console, peraltro, significa anche, e soprattutto nella quotidianità, promuovere i legami tra stati e assistere i cittadini nel paese che li ospita; due compiti che l'Avvocato Forconi ci racconterà come ha coniugato, introducendoci alle meraviglie naturali e culturali di queste splendide isole caraibiche e, d'altro canto, anche alle loro debolezze strutturali che la collaborazione con l'Italia, promossa e coordinata dal Consolato, intende sanare.

Una terra ricca di bellezza, storia e cultura, che si propone al turismo internazionale con attenzione all' ecosostenibilità, ci ammalierà e ci regalerà nuovi spunti per affascinanti viaggi.


Vi aspettiamo

Barbara Lastrucci e Tiziana Tramonti

Sezione Rapporti Internazionali


L'Avvocato Matteo Forconi è Console Generale Onorario, titolare dell'Ufficio Consolare Generale Onorario della Federazione di Saint Kitts e Nevis in Firenze con giurisdizione sulla circoscrizione territoriale composta dal territorio della Repubblica Italiana. Dei 59 consolati esteri a Firenze., questo è attualmente l'unico con piena giurisdizione sul territorio nazionale.

Il nostro relatore è, dal 2001,Avvocato Cassazionista del Foro di Firenze con studio secondario in Prato, consulente di imprese, enti pubblici, ordini professionali e associazioni di categoria;è autore di numerose pubblicazioni in materia, tra cui uno studio sugli affari giuridici in Toscana, in collaborazione con i Giudici della Suprema Corte di Firenze.

Dal 2018, in qualità di Console Generale Onorario della Federazione di Saint Christopher (St. Kitts) e Nevis, è coinvolto in numerosi e diversi progetti.Tra i più importanti, il progetto di ricerca archeologica “S.K.A.N.N.E.R” (Saint Kitts And Nevis New Exploration Research), finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI); la stipula di una Convenzione tra il Consolato Onorario e il Tribunale di Firenze per potenziare la promozione dei rapporti bilaterali tra i due Stati; il Progetto Telemedicina, una cooperazione tra gli ospedali di Firenze e Basseterre,che comporta il trasferimento di una tecnologia di nuova implementazione, per condividere le immagini ospedaliere direttamente in sala operatoria e avere consulenza in tempo reale.

Lunedì 6 ottobre 2025, ore 18

SEZIONE MUSICA


Liszt, la parola, la poesia

CLIVE BRITTON, pianoforte


Musiche di F. Liszt


Lunedì 6 ottobre 2025, alle ore 18, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze),festeggeremo il ritorno al Lyceum del pianista inglese Clive Brittonin un programma tutto lisztiano, che ci restituirà la tensione poetica del visionario compositore romantico,a partire da quella sorta di "diario musicale" che è il grandioso progetto delle tre Années de pèlerinage(Anni di pellegrinaggio). Nella Prefazione alla prima edizione di quest'opera, intitolata Album d'un voyageur (Album d'un viaggiatore), Liszt scrisse che "[la musica strumentale]cesserà di essere una mera combinazione di suoni e diventerà un linguaggio poetico forse più adatto della poesia stessa ad esprimere ciò che dentro le nostre anime trascende l'orizzonte comune, tutto ciò che elude l'analisi, tutto ciò che si muove nelle profondità nascoste del desiderio imperituro e dell'infinita intuizione... [Questo lavoro] è scritto per i pochi piuttosto che per i molti, non ambisce al successo, ma all'approvazione della minoranza che concepisce l'arte come qualcosa che ha un fine diverso dell'ingannare il tempo nelle ore vuote".

Tenendo presente questa premessa, negli ardimentosi pezzi scelti da Clive Britton in questo programma coglieremo come Liszt sia stato capace di tradurre forti esperienze di sinestesia, a partire da quelle che gli derivavano dalla suggestione della naturasvizzera, nella quale il viaggiatore romantico sentiva rivivere richiami letterari: è il caso di Vallée d'Obermann, dalla prima Année de pèlerinage,scritta fra il 1848 e il 1855, dove il richiamo al romanzo di Étienne Pivert de Sénancour (Obermann, 1804) risiede nell'interpretazione malinconica e solitaria della natura da parte del protagonista, il quale, come tanti oggi, è un giovane che "non sa che cosa è, né che cosa ama, o ciò che vuole, che non vede nulla, solo sa di non essere al suo posto, e di trascinarsi, insomma, nel vuoto e in un infinito disordine di noia". Ascolteremo poi un cimento assoluto per compositore ed interpretein un'altra traslazione poetica particolarmente ardua, quella della forte impressione lasciata in Liszt dalla lettura della prima cantica della Commediadantesca, con la raffigurazione sonora della porta dell'Inferno, dell'angosciosa supplica dei dannati e dell'episodio di Paolo e Francesca (Après une lecture de Dante, dalla seconda Année, degli anni fra il 1846 e il 1849). Clive Britton ci metterà anche a confronto con l'esperienza dell'acqua e della luce fattesi suono pianisticonella virtuosistica resa sonora dei giochi d'acqua di Villa d'Este, che contengono la simbologia religiosa dell'acqua come sorgente di vita eterna:nelle fosforescenti e liquescenti sonorità di Les jeux d'eau à la Villa d'Este(dalla terza Année, scritta fra il 1877 e il 1882) è evidente il lascito di Liszt a Debussy e Ravel e il suo ruolo di inventore di un nuovo pianismo, consegnato al futuro.

Anche nell'ascolto della Ballata n. 2 in Si minore S 171, del 1853, sarà presente una suggestione letteraria, che rimanda al mito classico di Ero e Leandro: un mito di amore e morte, particolarmente amato dagli artisti romantici, orizzonte simbolico di una pagina di alto virtuosismo, percorsa da un'angosciosa fatalità.

Completerà questo splendido programma la prima delle quattro Valses oubliéesscritte nei primi anni Ottanta del XIX secolo. "Ponte" ideale tra il Liszt giovanile e quello maturo, queste pagine vorrebbero suggerire, nel titolo, la leggerezza accattivante che Liszt ci fa credere di aver "dimenticato" nella vecchiaia: dalla felice unione del tono malinconico e gentile con una pensosa leggerezza e una sorta di tristezza sfuggente, di cui sono intrisi tutti e quattro questi Valzer, deriva uno charme impareggiabile, che si dissolve nel silenzio del finale a sorpresa, come il soffio sulla fiamma di una candela.

L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Sabato 4 ottobre a sezionemusicalyceum@gmail.com

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberaleal Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica

“... The balance between natural extroversion and poetical insight held one captivated from the first note to the last”: così scrive Stephen Pettit sul "Times" in occasione di un recital di Clive Brittonalla Wigmore Hall, Londra.
Tutta la sua formazione pianistica si è svolta sotto la guida di Claudio Arrau, allievo di Martin Krause, discepolo di Franz Liszt, che ha trasmesso la filosofia artistica, la tecnica analitica e la disciplina pianistica di Liszt alle generazioni future: Clive Britton ne è un diretto testimone.
Regolarmente invitato dalle principali istituzioni concertistiche europee e statunitensi, particolare consenso ricevono le esecuzioni di Clive Britton dell'integrale opera pianistica di Schumann, delle tre ultime Sonate di Schubert, delle Sonate di Beethoven messe in relazione con i caposaldi della letteratura pianistica romantica.
Per l’interrelazione filosofica tra musica, arte visiva e letteratura, scaturente dall'esecuzione dei tre Anni di pellegrinaggio di Liszt, Clive Britton è regolarmente invitato a tenere recitals e seminari da università ed istituzioni culturali internazionali.
Clive Britton tiene regolarmente corsi, seminari e piano-masterclasses in Inghilterra, Francia, Italia, dove, tra l'altro, dal 2018 ha concepito e tiene "The Arrau Piano Surgery": un corso basato su un approccio didattico innovativo presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano, in collaborazione con Steinway Italia.
Clive Britton è direttore artistico e fondatore di Camerata Asolo, concepita con l'obiettivo di formare un ambiente creativo dove i grandi musicisti di oggi lavorano per applicare, sviluppare, documentare e trasmettere ai giovani musicisti i principi fondamentali delle tradizioni e prassi esecutive, attualmente a serio rischio di estinzione. La documentazione audiovisiva formerà il primo archivio digitale del suo genere: uno strumento di informazione ed educazione virtuale messo a disposizione di tutti.
Ha fondato e diretto il Music FestiValGardena, a cui, dal 1996 al 2002, ha affiancato un’accademia di musica da camera e solistica, invitando docenti e concertisti come Barry Tuckwell, Norbert Brainin, Robert Cohen, Maria Kliegel, Richard Stoltzman.

 

Venerdì 3 ottobre 2025, ore 19 

SEZIONE MUSICA


Fortissimissimo Firenze Festival 

QUANTUM CLARINET TRIO

Elena Veronesi, clarinetto

Johannes Przygodda, violoncello

Bokyung Kim, pianoforte


Musiche di C. Frühling, R. Kahn e J. Brahms


Venerdì 3 ottobre alle ore 19 torneremo ad accogliere nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze) la rassegna Fortissimissimo Firenze Festival, progetto artistico curato da Andrea Lucchesini per gli Amici della Musica di Firenze e occasione preziosa per uno sguardo sul panorama dei migliori giovani talenti della musica classica in Italia. Sarà la volta del Quantum Clarinet Trio, formatosi nel 2019 al Mozarteum di Salisburgo con la clarinettista Elena Veronesi, il violoncellista Johannes Przygodda e la pianista Bokyung Kim.


Il programma culminerà con uno dei capolavori più amati della musica da camera con clarinetto, il Trio in La minore op. 114 di Johannes Brahms, scritto nel 1891, dopo l'incontro di Brahms con il celebre clarinettista Richard Mühefeld: in quest'opera l'impasto fra il canto intimo e suadente del clarinetto e i colori morbidi del violoncello e del pianoforte realizzano un miracolo di dolcezza intrisa di malinconia, capace di emozionarci profondamente.


Questo capolavoro sarà preceduto da altre due pagine altrettanto struggenti, che si inseriscono idealmente nella scia del capolavoro brahmsiano: il Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte in La minore Op. 40 di Carl Frühling, pianista e compositore austriaco che lo pubblicò nel 1925, e la Serenade in Fa minore, op. 73, scritta nel 1923 dal compositore tedesco Robert Kahn.


L'ingresso gratuito al concerto è riservato in esclusiva a Socie e Amici del Lyceum Club Internazionale di Firenze in regola con la quota sociale 2025. Per la partecipazione, fino ad esaurimento dei limitati posti disponibili, è necessaria la prenotazione via email a sezionemusicalyceum@gmail.com entro Mercoledì 1 ottobre.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica
 

Il Quantum Clarinet Trio, le cui esibizioni mantengono “splendore e tensione… dalla prima all’ultima nota” (Remy Franck, Pizzicato Magazine) e la cui “interazione dinamica è perfettamente coordinata” (Imke Griebsch, RBB), si è affermato come uno dei principali trii clarinetto-violoncello-pianoforte della sua generazione. I tre musicisti, che si sono conosciuti mentre studiavano all’Università Mozarteum di Salisburgo, suonano insieme dal 2019 e già dopo pochi mesi dall’inizio della loro attività hanno attirato l’attenzione del mondo musicale, vincendo il terzo premio al Concorso Internazionale di Musica da Camera Fischoff (USA).
Per la stagione 2024/25 il trio è stato Artist in Residence presso il Britten Pears Arts Program nel Regno Unito.
Il loro album di debutto discografico, con opere di Brahms, Kahn e Frühling, è stato pubblicato nell’autunno del 2023 in coproduzione con Deutschlandfunk Kultur per l’etichetta Hänssler Classic e ha ricevuto numerose recensioni entusiastiche da parte della stampa.
Il Quantum Clarinet Trio ha tenuto concerti al Museo della Scala di Milano, alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia e alla Società del Quartetto di Bergamo. Si sono esibiti anche a Grafenegg, Austria, e nella Schönberg Hall a L’Aia. Ulteriori concerti hanno portato l’ensemble a Manchester, Parigi e Berlino.
Tra il 2022 e il 2023, il Quantum Clarinet Trio è stato sostenuto dal Commissario per la Cultura e i Media della Repubblica Federale Tedesca e dal programma “Neustart Kultur”. Dal 2021 l’ensemble partecipa all’European Chamber Music Academy (ECMA), avendo così la possibilità di potersi confrontare con famosi musicisti, tra cui Hatto Beyerle, Johannes Meissl, Patrick Judt e Kathryn Stott. Wolfgang Redik (Vienna Piano Trio) e Alois Brandhofer (Berliner Philharmoniker) sono stati anche importanti mentori per l’ensemble.

Giovedì 2 ottobre 2025 ore 18

SEZIONE LETTERATURA 


Nino Cannatà

Lorenzo Calogero. Un'orchidea ora splende nella mano. Poesie scelte 1932-1960 

Lyriks 2024 


Maria Elena Romanazzi

Lettura cantata di poesie 



L’incontro che si terrà al Lyceum il 2 ottobre 2025 alle ore 18 sarà un'occasione per partecipare alla presentazione di una nuova e aggiornata edizione antologica di poesie di Lorenzo Calogero, intitolata “Un’orchidea ora splende nella mano”, curata da Nino Cannatà, per le Edizioni Lyriks, illustrata con una serie di rare foto dei manoscritti e dei disegni del poeta e arricchita da poesie e riflessioni in prosa inedite tratte dai quaderni manoscritti del 1936 e del 1957.

Impreziosiscono l’antologia la prefazione del poeta Aldo Nove e, in copertina, una “cancellatura” originale dell’artista Emilio Isgrò realizzata per l’occasione.
La versione inglese a fronte, è l’occasione propizia per far leggere al mondo intero la poesia di Lorenzo Calogero, di colui, cioè, che è stato considerato tra i più grandi poeti lirici del ‘900 europeo.

Verranno inoltre ripercorsi i rapporti epistolari che il poeta ebbe con la scena letteraria fiorentina degli anni ’30 dal momento che egli inviava al “Frontespizio” di Pietro Bargellini e Carlo Betocchi le sue poesie; sarà anche tracciato un excursus intorno alla ‘Città fantastica’, che il poeta teorizzò fin dagli scritti giovanili e che trova compimento nella lettera-saggio inviata a Vittorio Sereni nel 1960.

 

Per l’occasione ascolteremo in chiave lirica alcune poesie che scandiscono l’evoluzione dell’originale sistema poetico calogeriano interpretate dal soprano Maria Elena Romanazzi. 
Si tratta delle poesie utilizzate per l’adattamento drammaturgico dell’opera video teatrale “Città fantastica, il lungo canto di Lorenzo Calogero”,realizzata in occasione delle celebrazioni dell’anno calogeriano 2010/2011, interpretata da Roberto Herlitzka con la partecipazione di Lydia Mancinelli e allestimento, video e regia di Nino Cannatà.

Le prime sei poesie sono eponime delle raccolte poetiche, mentre la settima è rappresentata dalla suggestiva lirica XXVII che dà il titolo all’antologia che viene qui presentata e che è contenuta nei Quaderni di Villa Nuccia.

 

Vi aspettiamo!

Gabriella Messeri e Alessandra Pescarolo

Sezione Letteratura 

 


Lorenzo Giovanni Antonio Calogero  nasce il 28 maggio 1910 nel piccolo centro di Melicuccà, in provincia di Reggio Calabria, ove morirà il 25 marzo 1961. Laureatosi in medicina a Napoli nel 1937, inizia ad esercitare la professione medica in diversi centri della Calabria. Dal 1929 al 1935 compone buona parte dei versi che formeranno le raccolte 25 Poesie, Poco suono e Parole del Tempo. Nel 1936 esce il primo libro, Poco suono, e continua l’avviata corrispondenza con Pietro Bargellini e Carlo Betocchi, al fine di poter pubblicare ne “Il Frontespizio”; la pubblicazione dei suoi versi non avviene ed egli, deluso, inizia un lungo periodo di distanza dalla scrittura e dal mondo letterario. La sua salute è precaria, nel 1942 tenta per la prima volta il suicidio. Fa il medico sempre più a malincuore: sono vissuto nella mia professione come se scrivessi versi. Nel 1944 inizia un fidanzamento di cinque anni con Graziella ma la sua vita è sempre più caotica e instabile; rompe con Graziella ma non la dimentica, e tenta invano di riallacciare il rapporto attraverso lunghissime lettere disperate. Dal 1946 al 1952 compone le poesie poi incluse in Ma questo…Come in dittici. Nel 1954 riceve l’incarico di medico condotto a Campiglia d’Orcia, in provincia di Siena; qui scrive in soli undici giorni Avaro nel tuo pensiero. Dimesso dall’incarico, nel 1955 si ritira definitivamente a Melicuccà. Nel gennaio del 1956 esce la raccolta Parole del tempo, che contiene 25 Poesie, Poco Suono, Parole del Tempo. A causa di un peggioramento delle sue nevrosi viene ricoverato nella casa di cura “Villa Nuccia” a Gagliano di Catanzaro. Tornato a Melicuccà inizia il rapporto epistolare con Leonardo Sinisgalli che sarà il primo a riconoscere le sue qualità poetiche, e che gli sarà amico fino alla fine. Nel 1956 esce Come in dittici e perde l’amatissima madre causandogli un tracollo nervoso che richiede un nuovo ricovero a “Villa Nuccia” dove tenta ancora il suicidio.

Nel 1957 vince il premio letterario “Villa San Giovanni” ma non ricevendo nessuna proposta editoriale è sempre più angosciato per l’ingenerosa  incomprensione. Tra il 1956 e il 1958 scrive le novantanove poesie della raccolta Sogno più non ricordo. Viene ricoverato nuovamente a “Villa Nuccia”. La sua irrefrenabile necessità di scrivere si intensifica: scrive i 35 Quaderni di Villa Nuccia, così come li intitolerà Roberto Lerici, suo futuro editore. Trascorre gli ultimi anni da solitario nel suo paese natale, consacrato alla poesia, corteggiando la morte. Il suo corpo senza vita fu trovato nella sua casa di Melicuccà il 25 marzo 1961. 

Nel 1962 con l’uscita del I vol. di Opere Poetiche in un’elegante edizione della collana “Poeti europei” della casa editrice Lerici, esplode il ‘caso letterario Lorenzo Calogero’. Centinaia di articoli della stampa italiana e straniera lo definiscono “nuovo Rimbaud italiano”. Il clamore dura quasi ininterrotto fino al 1966, quando, quasi subito dopo la pubblicazione del II vol. di “Opere Poetiche,” la casa editrice Lerici cessa la sua attività. Per anni è stato atteso l’ultimo dei volumi della Lerici che avrebbe dovuto contenere Avaro nel tuo pensiero insieme ai circa 800 quaderni manoscritti, fittissimi di liriche, di scritti in prosa e di lettere con poeti, critici, editori, intellettuali. Attualmente il corpus inedito è composto da più di 15.000 versi che attendono un’adeguata collocazione nel panorama letterario del ‘900.

 

Nino Cannatà vive e lavora tra la Calabria e la Toscana dove, a Firenze nel 2001, consegue a pieni voti il diploma di Scenografia presso lʼAccademia di Belle Arti.
Fonda nel 2002 il Gruppo Sperimentale Villanuccia con il quale realizza allestimenti e videoinstallazioni per Fabbrica Europa, Salone del Libro di Torino, Teatro Studio Krypton, Balletto di Toscana, Contemporanea Festival.
Con il progetto sulla poesia di Lorenzo Calogero, vince il premio “Franco Costabile” 2008. Progetta e cura le Celebrazioni dellʼanno calogeriano 2010/2011 con una tavola rotonda di studiosi in Campidoglio e con la produzione dellʼopera video teatrale “Città fantastica – il lungo canto di Lorenzo Calogero” con Roberto Herlitzka e Lydia Mancinelli. Nel 2018 fonda la casa editrice LYRIKS  con uno sguardo privilegiato alla produzione culturale tra l’Aspromonte e il Mar Mediterraneo. Nel 2023 fonda l’Accademia dei Piccoli a Cittanova, suo luogo di origine. Un Atelier dove Creare, Giocare, Fantasticare dedicato ai  sognatori da 0 ai 99 anni.
Nel 2024 progetta e dirige la Festa della Poesia "Lorenzo Calogero" condividendo la direzione artistica con il poeta Aldo Nove nel borgo di Melicuccà in Calabria per celebrare Lorenzo Calogero a partire dai luoghi in cui è vissuto e che hanno ispirato la sua poetica. 
Attualmente è impegnato nella produzione e nella regia del film documentario Suoni in Aspromonte, dedicato al patrimonio culturale immateriale dell’Aspromonte (in collaborazione con il polistrumentista Mimmo Morello e con il patrocinio del Parco Nazionale dellʼAspromonte e della Sapienza, Università di Roma). Il progetto ha ricevuto lʼattenzione di Vittorio De Seta e Roberto De Simone. Premio “Pinchera” 2011 al festival Rumori Mediterranei – Roccella Jazz.


Maria Elena Romanazzi è soprano, performer e regista. Attualmente è dottoranda nel Dottorato di Interesse Nazionale Artistic Research on Music Heritage e Direttore Artistico di College Clash a Firenze Rocks. Ha collaborato con compositori di fama internazionale come Louis De Pablo, Luca Francesconi, Michele dall’Ongaro, Kaija Saariaho e William Bolcom, esibendosi in prestigiosi teatri e festival in Europa e Asia tra cui il Maggio Musicale Fiorentino, Roma Europa Festival, Fondazione Cini, Teatro dal Verme, Teatro Verdi di Firenze e Teatro dell’Opera di Amsterdam etc. Le sue performance sono state trasmesse da Radio3 e Radio CEMAT. Accanto alla carriera di interprete, sviluppa regie liriche per opere contemporanee. È autrice di pubblicazioni musicologiche, tra cui uno studio su Niccolò Van Westerhout, e di progetti discografici e multimediali dedicati a George Crumb. Collabora con LYRIKS per le attività teatrali, performative ed editoriali.

 

Martedì 30 settembre 2025

SEZIONE MUSICA


Fortissimissimo Firenze Festival 

TRIO FENICE 

Elenoir Javanmardi, violino

Eleonora Testa, violoncello

Federico Del Principio, pianoforte


Musiche di F. Biscione, J. Brahms e F. Del Principio


Martedì 30 settembre alle ore 19 torneremo ad accogliere nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze) la rassegna Fortissimissimo Firenze Festival, progetto artistico curato da Andrea Lucchesini per gli Amici della Musica di Firenze e occasione preziosa per uno sguardo sul panorama dei migliori giovani talenti della musica classica in Italia. 

In questo secondo dei tre concerti di "Fortissimissimo" al Lyceum ci delizieremo con pagine musicali di ispirazione ironicamente gastronomica eseguite dal Trio Fenice. Questo ensemble è composto dalla violinista Elenoir Javanmardi, dalla violoncellista Eleonora Testa e dal pianista Federico Del Principio, che è anche autore dell'ultimo lavoro in programma, intitolato scherzosamente Teamballo, composto nel 2025. Il programma si aprirà con un'altra pagina ammiccante alle gioie della tavola, la suite gastronomica per Klaviertrio intitolata Catering e scritta nel 2015 da Federico Biscione, un compositore che si pone l'obiettivo dell'immediatezza comunicativa col pubblico, nel solco ideale di Bartók, Stravinsky, Šostakovic, Prokof'ev e Britten.

Cuore del programma è il capolavoro del Trio op. 8 di Johannes Brahms, che si può considerare "opera prima" nella produzione cameristica del genio amburghese, scritta quando era appena ventenne, nel 1853. Ne ascolteremo la seconda versione,  ripensata da Brahms dopo ben trentacinque anni dalla sua prima stesura, che coniuga il sapiente equilibrio formale, raggiunto dal compositore nella piena maturità artistica, con la freschezza e l'ardente esuberanza del lavoro originale.

L'ingresso gratuito al concerto è riservato in esclusiva a Socie e Amici del Lyceum Club Internazionale di Firenze in regola con la quota sociale 2025. Per la partecipazione, fino ad esaurimento dei limitati posti disponibili, è necessaria la prenotazione via email a sezionemusicalyceum@gmail.com entro sabato 27 settembre.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica
 

Il Trio Fenice, costituitosi nel 2021, prende il nome dalla figura mitologica che, come la musica, resiste e rinasce come valore superiore e assoluto, luce vincente e permanente attraverso il tempo.
Dopo essersi perfezionato presso l’Istituto Pontificio di Musica Sacra di Roma con Claudio Trovajoli, la Scuola di Musica di Fiesole con Bruno Canino, Alexander Lonquich e il Trio Gaspard, dal 2024 il Trio è ammesso al Masterstudium Kammermusik für Klaviertrio all’Universität Mozarteum di Salisburgo nella classe di Enrico Bronzi.
Nel 2022 è selezionato per entrare nella rete de “Le Dimore del Quartetto” e nell’ottobre dello stesso anno viene ammesso all’Accademia “W. Stauffer”, dove segue il corso di Artist Diploma sotto la guida del Quartetto di Cremona. Nell’estate 2023 frequenta il corso di Alto Perfezionamento di Musica da Camera con Bruno Giuranna presso l’Accademia Chigiana, ricevendo il prestigioso Diploma di Merito.
Nel maggio 2024 si è esibito per i Concerti al Quirinale, evento trasmesso in diretta su Rai Radio3. Il Trio è stato inoltre ospite della trasmissione “Il Caffè” di Pino Strabioli su Rai1 e Rai5.
Ha suonato per gli Amici della Musica di Firenze, la Fondazione Walton, l’Accademia Perosi, l’Associazione Luigi Barbara di Pescara, Amici della Musica di Campobasso, il Campus Internazionale di Musica di Latina, il Festival Musica Insieme e il Festival Concertando di Roma. Nel 2025 vince una borsa di studio dall’Accademia Perosi di Biella.
Il Trio Fenice è vincitore del primo premio al Concorso Internazionale di Musica da Camera “Rotary Club Teramo Est” e del secondo premio al Concorso Internazionale “G. Rospigliosi”. Ha seguito masterclass con Vladimir Mendelssohn, Andrea Lucchesini, David Finckel, Michael Barenboim, Oliver Wille, Antonio Valentino, Jonathan Aner, David Cohen, Maja Bogdanovic, Daniel Rowland, Andrej Bielov e Pavel Nikl.
Elenoir Javanmardi suona un violino Gino Sfarra 2018; Eleonora Testa suona un violoncello di scuola Ventapane, appartenuto ad Arturo Bonucci Senior e Arturo Bonucci Junior.

Sabato 27 settembre 2025

SEZIONE ATTIVITÀ SOCIALI


Gita a Figline Valdarno. 

Visita alla Spezieria dell'Ospedale Serristori e alla Villa Casagrande.  Degustazione


Sabato 27 settembre 2025, la Sezione Attività Sociali vi aspetta per una gita a Figline Valdarno, organizzata con il supporto della socia Gabriella Pasquali. Si tratta di una visita guidata a cura del Calcit Valdarno fiorentino, che ci guiderà all'Antica Spezieria dell'Ospedale Serristori, quindi alla Villa Casagrande con tour dell'edificio storico, delle cantine e degustazione finale.

Di seguito siamo liete di illustrare il programma dettagliato.


Programma:

  • Ritrovo ore 8.15 e partenza in bus alle ore 8.30  da Firenze (parcheggio scambiatore Firenze Sud). E' richiesta la puntualità.
  • 9.15 arrivo a Figline - Visita alla antica Spezieria dell'Ospedale Serristori a cura del Calcit Valdarno Fiorentino (il bus ci accompagnerà fino all'ingresso così da evitare una salita impegnativa).
  • Al termine della visita il bus ci porterà a Villa Casagrande dove sarà possibile effettuare la visita al giardino all'italiana. Alle ore 11, all'interno di Villa Casagrande sarà effettuata la visita guidata dell’antico piano nobile e delle cantine storiche. A seguire degustazione in sala a noi riservata: assaggio di vini accompagnato da schiacciatine e prodotti della loro fattoria (possibilità di acquisto di prodotti per chi fosse interessato). Nella stessa sala la guida del Calcit, uno storico del territorio, metterà in mostra plastici sull’antica Figline e terrà una breve conferenza sulla storia delle mura.
  • Al termine lasceremo la Villa e faremo il giro delle mura per osservare dal vivo quello che ci sarà stato illustrato: vedremo dall’esterno i principali edifici storici della città tra cui il Palazzo Pretorio e l'antico Spedale Serristori. Termine gita in piazza Ficino con sosta volontaria per caffè e pasticcini.
  • Ritrovo al bus e partenza per Firenze alle ore 15.30 ca

 

Costo della giornata euro 50,00. 

Prenotazione obbligatoria entro martedì 23 settembre ad attivitasocialilyceum@gmail.com e pagamento contestuale della quota al Lyceum Club Internazionale di Firenze IBAN - IT 53V030 6902 8871 0000 0000 938. Si prega di specificare il nominativo di coloro per cui viene effettuato il pagamento.



Venerdì 26 settembre 2025, ore 18.15

SEZIONE LETTERATURA


Valeria Palumbo, Romaine Brooks e les Amazones: le artiste incendiarie che amarono Parigi, Capri e Firenze


L’incontro che si terrà al Lyceum il26 settembre alle ore 18.15sarà un'occasione per scoprire chi erano Les Amazones e perché, in modo diverso, Natalie Barney e Romaine Brooks sono state così importanti nel mondo intellettuale parigino ed europeo di inizio Novecento. Rivivremo le loro vite e quelle delle loro compagne e anche lo stretto rapporto di queste intellettuali con le correnti artistiche del loro tempo. Ripercorreremo l'esperienza delle artiste prima di loro, soprattutto nel campo del ritratto e dell'autoritratto e cercheremo di capire perché queste due forme siano così importanti per le donne. Affronteremo il problema della libertà e del matrimonio, dell'amore lesbico e delle leggi che limitavano l'autonomia di movimento delle donne. Ci soffermeremo sul lungo periodo fiorentino di Romaine Brooks e Natalie Barney. Scioglieremo l'enigma del frainteso rapporto con D'Annunzio, ma anche della sua importanza. Parleremo della tavolozza di Romaine e della sua gamma dei grigi. Accenneremo alla moda: camicie bianche, cappe e pantaloni, ovvero un altro percorso di emancipazione.


Valeria Palumbo. Giornalista, storica delle donne, è caporedattrice di Oggi (Rcs MediaGroup) e collabora con il Corriere della Sera e la Radio della Svizzera italiana. È stata caporedattrice centrale de L'Europeo e di Global Foreign Policy, ha lavorato per la Gazzetta dello Sport, il Corriere della Sera, Amica e Capital. È docente a contratto della Statale di Milano. Scrive saggi di storia delle donne. Tra gli ultimi: Piuttosto m’affogherei. Storia vertiginosa delle zitelle(Enciclopedia delle donne, 2018); Non per me sola(Laterza, 2020); S’avanza la mia ombra a passi di lupa(Enciclopedia delle donne, 2024); La voce delle donne. Pioniere e ispiratrici del giornalismo italiano(Laterza, 2025).


Martedì 23 settembre 2025, ore 19

SEZIONE MUSICA


Fortissimissimo Firenze Festival


Trio Hèrmes

Ginevra Bassetti, violino; Francesca Giglio, violoncello; Marianna Pulsoni, pianoforte


Musiche di F. Schubert, S. Rachmaninov, D. Turi e B. Smetana



Martedì 23 settembre alle ore 19 torneremo ad accogliere nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze) la rassegna Fortissimissimo Firenze Festival, progetto artistico curato da Andrea Lucchesini per gli Amici della Musica di Firenze e occasione preziosa per uno sguardo sul panorama dei migliori giovani talenti della musica classica in Italia.


In questo primo dei tre concerti di "Fortissimissimo" al Lyceum festeggeremo il ritorno nella nostra sala del Trio Hèrmes, composto dalla violinista Ginevra Bassetti, dalla violoncellista Francesca Giglio e dalla pianista Marianna Pulsoni, dopo il successo ottenuto dallo stesso ensemble nel concerto inaugurale della nostra stagione nel gennaio 2024.Lo splendido programma ci catturerà con il suo lirismo struggente, a partire dalla pagina per Trio scritta da Franz Schubert nel suo miracoloso, ultimo anno di vita, il 1828: l'Adagio detto Notturno in mi bemolle maggiore, D.897. Seguirà il giovanile Trio élégiaque in sol minore n. 1 di Sergej Rachmaninov, del 1892, scritto in soli tre giorni sotto il forte influsso di Piotr Il'ic Ciajkovskij e del suo Pezzo elegiaco, come questo in un unico, ampio movimento, concluso da una marcia funebre. Il clima introspettivo proseguirà con una pagina scritta nel 2018 dal compositore barese Domenico Turi, dal titolo Sguardi, e si concluderà con l'intima confessione del Trio in sol minore, op. 15 di Bedřich Smetana, del 1855: un'opera intrisa di tensione drammatica e di rimpianto per la perdita prematura della figlia del compositore, Bedriska, a soli quattro anni e mezzo d'età.


L'ingresso gratuito al concerto è riservato in esclusiva a Socie e Amici del Lyceum Club Internazionale di Firenze in regola con la quota sociale 2025. Per la partecipazione, fino ad esaurimento dei limitati posti disponibili, è necessaria la prenotazione via email a sezionemusicalyceum@gmail.com entro Sabato 20 settembre.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


Formato da Ginevra Bassetti (violino), Francesca Giglio (violoncello) e Marianna Pulsoni (pianoforte), il Trio Hèrmes si è presto imposto all’attenzione del panorama musicale nazionale ed internazionale.
Dalla sua costituzione, il Trio ha affrontato lo studio del repertorio sotto la guida del Trio di Parma e Pierpaolo Maurizzi presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma. Ha poi proseguito il percorso presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, nella classe di Musica da Camera di Ivan Rabaglia e attualmente frequenta l’Accademia Walter Stauffer nella classe del Quartetto di Cremona.
L’ensemble è stato selezionato dall’Università MDW di Vienna per prendere parte all’International Summer Academy, avendo così la possibilità di lavorare con docenti quali Hatto Beyerle, Avedis Kouyomdjian, Patrick Jüdt, Johannes Meissl e altri, ricevendo poi l’invito a prendere parte alle sessioni di studio e concerti organizzate dall’ECMA (European Chamber Music Academy), in qualità di gruppo ospite.
Il Trio risulta vincitore di concorsi quali l’European Music Competition “Città di Moncalieri” (2019), il Premio “Crescendo” di Firenze (2021) e il Premio “Alberghini” di Bologna. Nel 2021 il gruppo è stato selezionato da Simone Gramaglia per aderire alla rete de “Le Dimore del Quartetto”, dove ha poi ricevuto il premio di “Ensemble of the Year 2023” per la spiccata crescita artistica e professionale avuta durante l’anno, scelto tra oltre 92 gruppi provenienti da tutto il mondo.
È stato inoltre selezionato dalla Fondazione Accademia Musicale Chigiana di Siena per prendere parte al progetto “Giovani Talenti Musicali Italiani nel Mondo”, iniziativa istituita in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica.
Sempre in seno all’Accademia Musicale Chigiana, il Trio ha ricevuto il Premio “Giovanna Maniezzo” 2024, conferito per le spiccate qualità artistiche, di promozione e progettualità all’interno del panorama musicale odierno.
Molti sono i concerti tenuti presso festival e stagioni di spicco, quali il Festival dei Due Mondi di Spoleto, gli Amici della Musica di Verona, la Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli”, Fondazione Musica Insieme Bologna, GoG Giovine Orchestra Genovese, il Festival delle Nazioni di Città di Castello, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Associazione Alessandro Scarlatti di Napoli, l’Unione Musicale di Torino, Trame Sonore, IUC Istituzione Universitaria dei Concerti, Marche Concerti, Musikamera Venezia, il Lyceum Club Internazionale di Firenze e altre. L’ensemble ha inoltre debuttato per l’Accademia Filarmonica Romana presso il Teatro Argentina di Roma, e per la TauberPhilharmonie di Weikersheim per il primo concerto in cartellone dell’anno, in collaborazione con Jeunesses Musicales Deutschland.
Il 2025 prevede per il Trio debutti importanti in Giappone, Francia, Inghilterra e America, oltre all’attività presso enti e stagioni con le quali il gruppo ha un rapporto di stima consolidato.
Importanti saranno l’uscita del CD per l’etichetta Brilliant Classics e la stretta collaborazione con RaiRadio3, che ha nominato l’ensemble come tra i più promettenti della loro generazione, dedicandogli un episodio della loro rubrica “NextGeneration”. Tale collaborazione è culminata in un concerto in diretta dalla Cappella Paolina del Quirinale.
L’ensemble è anche impegnato nella diffusione della musica contemporanea, collaborando con importanti compositori quali Domenico Turi, Fabio Massimo Capogrosso e Roberta Vacca.
Importante anche la sinergia nata con Guido Barbieri, musicologo e critico musicale, che prevede una serie di progetti trasversali tra arte e musica, di cui il più significativo incentrato sulle figure di Beethoven e Francisco Goya.
Il Trio ha inoltre ideato un progetto dedicato alla musica da camera di Robert Schumann, strutturato in più concerti e in varie formazioni cameristiche, grazie alla collaborazione con artisti di fama internazionale.
Dal 2025 le attività del Trio Hèrmes sono affiancate da Pirastro (Pirastro Young Artist) e Steinway&Sons.

Lunedì 22 settembre 2025, ore 19

SEZIONE MUSICA


Maria Tipo e il Quartetto di Fiesole: un omaggio alla grande pianista, Socia onoraria del Lyceum


Quartetto di Fiesole:

Alina Company e Simone Ferrari, violini; Flaminia Zanelli, viola; Sandra Bacci, violoncello


Musiche diA. Gentile e A. Borodin



Lunedì 22 settembre 2025, alle ore 19, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), i concerti della Sezione Musica riprenderanno dopo la pausa estiva con un omaggio alla grande pianista Maria Tipo, scomparsa il 10 febbraio di quest'anno, che al Lyceum di Firenze si esibì nell'aprile 1967 - in un concerto in ricordo di Alfredo Casella, che era stato suo maestro - e che fu nostra Socia onoraria, presente in molte occasioni nella nostra sala anche come ascoltatrice, sia dei grandi pianisti suoi allievi, sia in occasione di vari concerti del Quartetto di Fiesole: con questo ensemble Maria Tipo tenne importanti concerti, che ricorderemo con l'emozione di riascoltarla in splendidi documenti video dal suo prezioso archivio.

Il Quartetto di Fiesole, capitanato fin dalla sua fondazione dal primo violino Alina Company, nato sotto gli auspici di Piero Farulli e formato attualmente da Simone Ferrari (secondo violino), Flaminia Zanieri (viola) e Sandra Bacci (violoncello), tornerà a suonare nella nostra sala in memoria di questa musicista eccezionale, che fu anche una coraggiosa pioniera per tutte le donne che si dedicano alla cultura in ambito internazionale.

Il programma illustrerà anche l'attenzione che Maria Tipo ha sempre rivolto alla musica contemporanea, aprendosi con il Quartetto III, scritto nell'anno 2000 da Ada Gentile, una delle compositrici di spicco del panorama musicale internazionale del nostro tempo, autrice di oltre 90 lavori pubblicati da editori come Casa Ricordi e Rai Trade. Seguirà un capolavoro del repertorio cameristico tardo romantico, pieno di colori, melodie appassionate e ritmi danzanti, con la gemma di un Notturno vibrante di canto come terzo movimento: il Quartetto per archi n. 2 in re maggiore, che Alexander Borodin compose fra il 1881 e il 1885.

L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro sabato 20 settembre a sezionemusicalyceum@gmail.com


Ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

É gradito un contributo liberale da parte dei non associati


Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese



Il Quartetto di Fiesole nasce nel 1988 sotto la guida dell’indimenticabile Piero Farulli. Studia anche con Andrea Nannoni e si perfeziona nel repertorio slavo con Milan Škampa del Quartetto Smetana, seguendo gli Amadeus Summer Courses presso la Royal Academy di Londra, con Norbert Brainin, Siegmund Nissel e Martin Lovett del Quartetto Amadeus; frequenta masterclass con Sadao Harada del Quartetto di Tokyo e Valentin Berlinsky del Quartetto Borodin.

Nel 1990 vince all'unanimità il 1° premio al Concorso Internazionale di Cremona e nel 1996 vince il 1° premio al Concorso Gui di Firenze. Da quel momento il Quartetto di Fiesole trasmette il messaggio della più luminosa tradizione cameristica italiana nelle maggiori sale da concerto e festival di tutto il mondo, fra cui l'Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma, gli Amici della Musica di Firenze, Perugia, Verona, Vicenza e Palermo, l’Unione Musicale di Torino, l’Associazione Ionica, la Società dei Concerti di Trieste, la Società Aquilana dei Concerti Bonaventura Barattelli, le Serate Musicali di Milano, Festival Newport e Tanglewood (USA), Festival du Luberon, Festival des Pays de Fayence, Festival du Vigan, Sorrento, Mozart a Rovereto, Estate Fiesolana, Gubbio, Ravello, Estate Musicale Frentana, Autunno Musicale a Como, Festival Paganiniano, ottenendo sempre un grande successo di pubblico e critica.

Si avvale delle collaborazioni di Maria Tipo, Piero Farulli, Andrea Lucchesini, Pietro De Maria, Roberto Fabbriciani, Konstantin Bogino, Alain Meunier, Andrea Nannoni, Antonello Farulli, Danilo Rossi, Luca Ballerini, Nelson Goerner, Fabio Bidini, Marco Vincenzi, Alessandro Marangoni, Andrea Rucli, Vladimir Mendelssohn e molti altri celebri interpreti.

Particolarmente significativo il concerto nella stagione dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia a Roma, con la prima esecuzione a Roma del Quartetto 1958 di G. Petrassi alla presenza dell’autore, in occasione del suo 90° compleanno, col suo vivissimo, lusinghiero apprezzamento. Invitato per un concerto al Teatro Ponchielli di Cremona, il Quartetto di Fiesole ha l’onore di far suonare insieme per la prima volta gli straordinari strumenti del Museo Stradivariano.

Al suo attivo ha un repertorio vastissimo, che spazia dal periodo classico a quello contemporaneo, con più di 35 capolavori eseguiti pubblicamente a memoria, con svariate esecuzioni di brani contemporanei di compositori quali Ada Gentile e Silvia Colasanti; nel maggio 2024, presso la Stagione della Normale di Pisa, esegue in prima assoluta il Quartetto per archi di Marco Tutino, ottenendo un vivo e caloroso successo di pubblico e da parte dell’autore stesso, presente in sala.

Registra per le reti radiotelevisive italiane ed europee. Incide CD per Frame, per Musikstrasse, nonché per la rivista "Suonare News".

Dalla critica sono stati spesso rilevati i suoi “Livelli davvero superlativi per affiatamento, musicalità, precisione tecnica e, diciamolo pure, per quel qualcosa di più che rende l’interpretazione carica di significato…” [M. De Angelis - "Il Giornale della Toscana" - Firenze], le sue "esecuzioni palpitanti, ben equilibrate nel rapporto dialogico, generosamente interessate all'espressività ed al più estroverso fraseggio" [A. Bambace - "Alto Adige" - Rovereto], la sua “comunicativa quanto mai espressiva, da considerare senz’altro esemplare e con pochi termini di confronto”[L. Pinzauti – "La Nazione" - Firenze],la sua cantabilità tutta italiana, che porta“il pensiero... al ricordo del Quartetto Italiano... sembrano aver raccolto in eredità una parte di quella cifra interpretativa. E’ come se alla fine di ogni composizione sul palcoscenico restasse il corpo della musica. Come se afferrassimo in una sola immagine il senso dell’opera, consapevoli di aver assistito allo svelamento di un’identità”[S. Cimarosti – "Il Piccolo di Trieste" - Trieste], la sua “bellezza del suono, eleganza dello stile, la stessa intensità dialogica del loro grande mentore, il Quartetto Italiano”[R. Dyer - "The Boston Globe" - Newport], il suo“temperamento nobile, grazie ai colori dolci, al brio, alla calma. Ad un concerto del Quartetto di Fiesole desidererei andarci ogni giorno, perché io amo meravigliarmi nella musica”[O. Osetinsky - "Literaturnaia Gazeta" - Mosca], i suoi “tocchi di colore molto limpidi, di certe finezze che altrove non è dato trovare”[R. Bonvicini - "Il Tempo" - Roma], “è stato tutto da ricordare…gli attacchi limpidi, i colori cementati e le idee musicali inseguite con naturalezza ed amore”[A. Foletto - "La Repubblica" - Milano]...

Il Quartetto di Fiesole suona strumenti di Domenico Montagnana e Marino Capicchioni.

Giovedì 18 settembre 2025, ore 18

SEZIONE ATTIVITÀ SOCIALI


Aperitivo nel Cerchio dell'Amicizia 

The Food Factory a Palazzo Adami Lami 


Il Consiglio Direttivo, tramite la Sezione Attività Sociali, vi invita alla riapertura autunnale delle attività del Lyceum con un momento conviviale presso la prestigiosa sede in Lungarno Guicciardini, 17. La bella sala di palazzo Adami Lami ci accoglierà in una veste diversa e la serata si arricchirà delle prelibatezze di Food Factory.



Costo € 30,00 a persona.

Prenotazione obbligatoria entro lunedì 15 settembre ad attivitasocialilyceum@gmail.com e pagamento contestuale della quota al Lyceum Club Internazionale di Firenze IBAN - IT 53V030 6902 8871 0000 0000 938


Vi aspettiamo con gioia!


Chiusura estiva delle attività

 

BUONA ESTATE

DAL LYCEUM CLUB INTERNAZIONALE DI FIRENZE!

Arrivederci a Settembre

 

La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella

 

Così scriveva il politico e letterato Jean Anthelme Brillat-Savarin (1755-1826), autore de Physiologie du goût (1826), piacevolissima serie di conversazioni, arricchite da pensieri, precetti, aneddoti e ricette di cucina.

 

E’ così che, care Socie e Amici, dovranno essere anche le Vostre ricette: prescrizioni culinarie, impreziosite dal sapore del ricordo, con una spruzzata di passione e una buona dose di «spirito Lyceista», ingrediente indispensabile al successo…

 

RicordandoVi questo impegno, il Consiglio Direttivo augura a Voi ed alle Vostre Famiglie un periodo di sereno riposo estivo, in attesa di rivederci a Settembre.

Lunedì 9 giugno 2025, ore 15.30

SEZIONE ARTE


Visita guidata a Villa La Quiete

a cura di Donatella Pegazzano 


Il 9 giugno alle ore 15,30 abbiamo organizzato per voi una visita a Villa La Quiete a cura di Donatella Pegazzano Professoressa Associata di Museologia e critica artistica e del restauro presso il Dipartimento SAGAS (Storia, archeologia, geografia, arte e spettacolo) di Firenze, da sempre impegnata nella conservazione e valorizzazione della villa e del suo patrimonio artistico.


Situata sulla collina di Castello a Firenze, Villa La Quiete, probabilmente deve il suo nome a un affresco di Giovanni da San Giovanni intitolato La Quiete che domina i venti (1632). La Villa, cara alle Donne di Casa Medici, fu scelta come residenza da Anna Maria Luisa, che con la sua lungimiranza legò per sempre a Firenze le collezioni della sua Famiglia. Dal 1650 e per più di tre secoli ha ospitato il collegio femminile delle Montalve, tra i più moderni e longevi istituti per l’educazione femminile.

Nel corso della visita sarà inoltre possibile scoprire il Giardino di Villa La Quiete alle Montalve, riaperto al pubblico a metà maggio dopo il restauro effettuato con i fondi di un bando PNRR, vinto dall'Università di Firenze.


Il costo della visita è di 5 euro a persona per Socie ed Amici e di 10 euro a persona per chi non è iscritto al Club


Prenotazione obbligatoria entro sabato 7 giugno a: artelyceum@gmail.com 


Vi aspettiamo!

La Sezione Arte

Giovedì 12 giugno 2025, ore 18


SEZIONE ATTIVITÀ SOCIALI


Aperitivo. Nel Cerchio dell'amicizia

Hotel Regency. Piazza d'Azeglio n. 3, Firenze


L'aperitivo che concluderà questa prima fase dell'annata 2025 si svolgerà nell'atmosfera ottocentesca dell'Hotel Regency, in Piazza D'Azeglio, nella zona della città che venne destinata ad accogliere gli alti funzionari dello Stato Italiano, che da poco aveva raggiunto l'Unità.

A loro erano destinate le ville d'abitazione che sorgono intorno alla piazza, chiusa un tempo da una cancellata secondo lo stile inglese.

Qui abitava anche Pellegrino Artusi, giunto a Firenze da Forlimpopoli, che qui avrebbe scritto il suo testo La Scienza in Cucina(1891), destinato a diventare un'opera che unì l'Italia, secondo alcuni Critici, quanto I Promessi Sposi e Pinocchio.

E' questa l'atmosfera che si respira all'Hotel Regency, costruito nella seconda metà del 19° secolo in stile neo-quattrocentesco, grazie all’accorpamento di due villini, commissionati dal banchiere Giacomo Servadio e realizzati su progetto dell’architetto Henry Kleffler.

Gli interventi successivi, nel 1932, furono opera di Tito Chini, che decorò le vetrate delle finestre in stile Liberty e il soffitto della sala da pranzo.


In questa atmosfera di Firenze Capitale, ci saluteremo prima dell'estate, pronti a rivederci a settembre.


Costo € 45,00 a persona

Prenotazione obbligatoria entro Sabato 7 giugno a attivitasocialilyceum@gmail.com e pagamento contestuale della quota al Lyceum Club Internazionale di Firenze IBAN - IT 53V030 6902 8871 0000 0000 938


Vi aspettiamo con gioia!

Giovedì 5 giugno 2025, ore 17.30


SEZIONE LETTERATURA


Creatività e inclusione

MONICA SARSINI, Il corso di scrittura creativa a Sollicciano.

In dialogo con AGNESE COSTAGLI

Con la testimonianza di MARGHERITA MICHELINI, già Dirigente della Sezione Femminile di Sollicciano e Garante delle persone detenute (Carcere di Prato); CRISTINA SELMI, Direttrice dell'Ufficio Esecuzione Penale Esterna (Ministero della Giustizia); OLIVIERO DRAGHI, Insegnante di ceramica artistica alla Casa Circondariale Mario Gozzini di Firenze.



L’incontro che si terrà al Lyceum il 5 giugno alle 17.30 sarà un'occasione molto particolare per parlare di scrittura, in quanto verrà presentato il volume, frutto del Corso di scrittura creativa realizzato prevalentemente nella Sezione femminile dell’Istituto Circondariale di Sollicciano.

È difficile comprendere la suggestione di entrare in un luogo, dove le porte si aprono e si chiudono da sole, un mondo, dove, spesso, l’espiazione lascia solo qualche spiraglio al recupero.

In questo contesto, la scrittura non è un bene superfluo, non è un lusso, ma è, anzi, un bene primario, esigenza elementare, necessità ineludibile e preziosissima della popolazione ristretta.

Lo si comprende dalle forme di scrittura che hanno un carattere burocratico-amministrativo, ma anche da quelle in cui si utilizza il proprio corpo come “carta”. I tatuaggi, infatti, sono stati e continuano a essere una forma di comunicazione, una sorta di autobiografia esistenziale, per comunicare un'identità, offrire un'occasione di conoscenza, definire un campo di appartenenza.

E poi c’è la scrittura creativa, così come ci sono laboratori di attività che compensano la rottura del sistema di relazioni, in cui vive la persona ristretta.

Educazione degli adulti, condivisione di esperienze, bisogno prepotente di comunicare.

Nell’incontro, Monica Sarsiniricorderà come sia nato e come si sia svolto il corso di scrittura creativa, dialogando con Agnese Costagli, che di quel mondo ha fatto parte: ascolteremo la sua testimonianza e alcuni brani dei racconti che ne sono scaturiti.

Seguiranno gli interventi di Margherita Michelini,ex Dirigente della sezione femminile di Sollicciano, Garante delle persone detenute; Cristina Selmi,Direttrice dell’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna - Ministero della Giustizia; Oliviero Draghi,insegnante di ceramica artistica alla Casa Circondariale Mario Gozzini.


A conclusione ci saluteremo tutti con un brindisi!


Vi aspettiamo

Alessandra Pescarolo e Gabriella Messeri

Sezione Letteratura



Monica Sarsini è nata e vive a Firenze dove lavora come scrittrice e come artista visiva. Da sedici anni tiene corsi di scrittura creativa nella sezione maschile e in quella femminile della Casa Circondariale di Sollicciano. Ha curato quattro antologie che raccolgono i racconti delle detenute e dei detenuti: Alice nel paese delle domandine, Le Lettere, 2011; Alice la guardia e l’asino bianco, Le Lettere, 2014; Racconti dalla casa di nessuno, Le Lettere, 2019; La portavoce, Contrabbandiera, 2022. Tra le sue pubblicazioni si ricordano inoltre Crepapelle, Scheiwiller, 1985; I passi della sirena, Giunti, 1994; Crepacuore e Crepapancia, Scheiwiller 1997; Io e Agnese, Vita Activa, 2019; Un giorno, Vita Activa Nuova, 2024.


Agnese Costagli ha partecipato ai laboratori di scrittura creativa e ha vinto numerosi concorsi letterari; un suo racconto è stato pubblicato sulla rivista «Gli asini» di Goffredo Fofi; da un suo racconto, Anna Negri ha realizzato un cortometraggio mandato in onda su Rai3.



Lunedì 26 maggio 2025, ore 18


SEZIONE MUSICA


From Florence to the USA: Mario Castelnuovo-Tedesco tra due mondi e molte culture 

ELISABETH HERTZBERG, soprano

SIMONETTA HEGER, piano


In collaborazione con il Central Piedmont Community College (USA)


Lunedì 26 maggio 2025, alle ore 18, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), in collaborazione con il Central Piedmont Community College (USA), la musica di Mario Castelnuovo-Tedesco tornerà a suonare nella nostra sala, con un programma che illustra la bellezza delle opere e la vastità di interessi culturali di questo autore, che fu più volte ospite del Lyceum di Firenze e che tuttora vi è presente con il Fondo Castelnuovo-Tedesco, per volontà della nipote Diana e degli altri eredi del compositore.


Saranno la pianista Simonetta Heger e il soprano Elisabeth Hertzberg a eseguire splendide pagine di raro ascolto, da loro recentemente incise in un CD Dynamic, comprendenti l'Indian Serenade, scritta nel 1925 su testo di Percy Bisshe Shelley, e Three Sonnets from the Portuguese di Elizabeth Barrett Browning, del 1926.Passeremo poi alle storie bibliche di Giuseppe, narrate da Castelnuovo-Tedesco nella raccolta pianistica delle Stories of Joseph op. 178, scritta nel 1955 e dedicata a Thomas Mann, e a una scelta di sei degli Shakespeare Sonnets op. 125/1e 125/4, composti fra il 1944 e il 1963.


L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Venerdì 16 maggio a sezionemusicalyceum@gmail.com 

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


Il soprano americano Elisabeth Hertzberg, originaria di San Francisco (California), è vincitrice di numerosi concorsi e borse di studio, inclusi l’Avanti Award, il concorso internazionale “Giannino Zecca”, il concorso internazionale Silver "Ferruccio Busoni", il Marin Music Chest, il Pacific Musical Society, e il Marin Symphony Scholarship Competition. Ha partecipato ai laboratori lirici ed alle masterclass di Renata Scotto, Raina Kabaivanska, Alberto Zedda, Lotfi Mansouri, e Martin Katz. Ha interpretato Lucy ne The Telephone di Menotti, Amenaide nel Tancredi , Rosina ne Il Barbiere di Siviglia, Zerlina nel Don Giovanni, Ilia nell' Idomeneo, Morgana nell'Alcina, Lisa ne Il Paese del Sorriso, Frasquita nella Carmen, Valencienne ne La vedova allegra e Nela ne Il Paese dei Campanelli. Si è diplomata al San Francisco Conservatory of Music e ha continuato gli studi di canto presso l’Accademia Chigiana di Siena e l’Istituto Superiore di Studi Musicale Vecchi-Tonelli di Modena dove ha studiato con Raina Kabaivanska. Nel 2017 ha debuttato al Teatro Regio di Parma (dove è tornata nel 2022 per Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny), al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena e alla Carnegie Hall di New York in duo con Simonetta Heger. Nel marzo 2025 è uscito per Dynamic un suo Cd dedicato alle liriche di Mario Castelnuovo-Tedesco in prima registrazione mondiale.



Simonetta Heger, pianista e clavicembalista, è stata docente di Pratica e lettura pianistica al Conservatorio di Milano fino al 2020. Con un repertorio che va dal '600 alla musica contemporanea, ha suonato come pianista e cembalista, solista e in ensembles, in Italia, Belgio, Spagna, Svizzera, Stati Uniti; ha registrato per le case Nuova Era, Concerto, Bel Air Music, Amadeus, Brilliant, Dynamic (Sonate di G. B. Sammartini per cembalo). E’ stata la prima esecutrice nel dopoguerra della musica di Aldo Finzi, riproposto per la prima volta nel 1988 al Ridotto del Teatro alla Scala.

Nel 2019 ha inciso per Dynamic un CD solistico dedicato alle Sonate manoscritte di Giovanni Battista Sammartini, cui è seguito nel 2022 quello dedicato alle Sonate viennesi per violino e continuo con l’Oinos Baroque Trio. E’ uscito nel marzo 2025, sempre per Dynamic, un CD dedicato a Mario Castelnuovo-Tedesco, insieme con il soprano Elisabeth Hertzberg. Ha collaborato per molti anni con la Comunità Ebraica di Vercelli come consulente musicale, con l’Associazione “Guido d’Arezzo di Melzo" sia per i corsi sia per l’attività orchestrale come clavicembalista; dal 1987 cura l’organizzazione artistica della rassegna “MelzoMusica” per conto dell’Associazione Amici di Sant’Andrea e del Comune Di Melzo (Mi).

Lunedì 19 maggio 2025, ore 18


SEZIONE MUSICA


Concerto della vincitrice assoluta del Livorno Piano Competition

TAMTA MAGRADZE, pianoforte


Lunedì 19 maggio 2025, alle ore 18,nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), in collaborazione con l'Associazione Livornoclassica, la pianista georgiana Tamta Magradze, vincitrice del primo premio assoluto del concorso internazionale Livorno Piano Competition, si esibirà per la prima volta a Firenzein uno splendido programma che attraversa tre secoli di musica, adatto a illustrare le vaste capacità interpretative di questa pianista.


Inizieremo con due Sonate di Domenico Scarlatti- in La minore, K. 175 e in Mi minore, K. 98 - la cui ricerca espressiva e strumentale esalta e spesso travalica la destinazione strumentale del clavicembalo, prefigurando le potenzialità pianistiche di questa musica. Proseguiremo con il raro ascolto della parafrasi, realizzata da Franz Lisztnel 1879, su temi dell'Almira di Händelnella Sarabanda e Ciaccona S. 181, scritte per l'allievo inglese Walter Bache per essere eseguite nell'ambito di un festival handeliano nel Regno Unito. La scelta di Liszt di questi temi da un'opera al suo tempo sconosciuta è veramente sorprendente e dimostra la sua geniale capacità di ricerca e la sua vastità di interessi musicali, in un lavoro anticipatore dell'atteggiamento busoniano nei confronti delle trascrizioni bachiane. Ascolteremo poi il trittico organistico Prélude, Fugue et Variation op. 18 di César Franck, del 1868, nella trascrizione pianistica di Harold Bauer, e il virtuosismo effervescente e poi malinconico dei primi due Études-Tableaux op. 39 di Sergej Rachmaninov, scritti tra il 1916 e il 1917, poco prima che il compositore abbandonasse definitivamente il natio suolo russo. Saremo poi trascinati dallo slancio appassionato e scherzoso della Novelletta op. 21 n. 8scritta nel 1838 da Robert Schumann, così impregnata di veemente lirismo e di nostalgia per l'amata Clara Wieck, e concluderemo con il virtuosismo trascendentale e davvero "diabolico" del Mephisto-Walzer n. 1di Franz Liszt, scritto fra il 1859 e il 1861 sotto l'ispirazione del Faust goethiano.


L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Venerdì 16 maggio a sezionemusicalyceum@gmail.com

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


La pianista georgiana Tamta Magradzeha affascinato il pubblico e le giurie di varie parti del mondo con le sue straordinarie performance. Nella scorsa stagione Tamta ha debuttato al Müpa di Budapest con il Concerto n. 3 di Prokofiev e, negli ultimi tre anni, si è esibita come solista in più di 25 città in tutta Europa.
Tra i festival ove si è esibita, il Delft Chamber Music Festival e il Liszt Festival di Utrecht (Olanda), Tbilisi Piano Fest e Tengiz Amirejibi International Festival (Georgia), Liszt Festival in Grottammare e Lago Maggiore Musica ad Arona (Italia), Liszt Festival in Schloss Schilligsfürst e Bayreuther Klavierfestival (Germania),
European Liszt Night (Utrecht, Bayreuth, Weimar, Budapest) ed altri.


È vincitrice di oltre dieci concorsi pianistici internazionali e nazionali. Tra questi figurano il Primo Premio e il Premio Speciale Antonio Bacchelli al Livorno Piano Competition, il Premio del Pubblico Online al Concorso Liszt di Utrecht, Finalista e vincitrice di 5 premi speciali al prestigioso Concorso Liszt di Budapest, il 3° premio al Concorso "Schimmel" di Braunschweig e il Premio della Giuria al Concorso di New Orleans, il Primo Premio al Concorso Next Generation, il Secondo Premio e il Premio Speciale Lazar Berman al Concorso "La Palma D'Oro", il Secondo Premio al Gran Premio Musica Lauredia di Andorra, il Secondo Premio e il Premio Speciale per la migliore interpretazione di un'opera romantica al Great Piano Masters (Vladimir Horowitz Edition). È vincitrice del Concorso Pianistico Internazionale del Canada, del primo premio al concorso musicale internazionale di Stoccolma e del Gran Premio al concorso "Musica Senza Frontiere" in Lituania.


Tamta si esibisce regolarmente in recital in tutta Europa,suonando su palcoscenici come il Tivoli Vredenburg di Utrecht (Paesi Bassi), il Müpa e la Sala Grande dell'Accademia Liszt di Budapest (Ungheria), il Musikhuset di Aarhus (Danimarca), il Toni Areal di Zurigo (Svizzera), la Weimarhalle e la Festsaal Fürstenhaus di Weimar (Germania), la Colombes Conservatoire Hall di Colombes (Francia), il Grande Auditorio do Consevatorio de Musica di Coimbra (Portogallo), la Kammermusiksaal Steingraeber Haus di Bayreuth (Germania) e altre ancora.
Come solista, si è esibita con orchestretra cui l'Orchestra Filarmonica Nazionale Ungherese, l'Orchestra Filarmonica di Würzburg, l'Orchestra Filarmonica di Jena, la Georgian Symphonietta, l'Orchestra Filarmonica di Turingia, l'Orchestra Sinfonica Georgiana, l'Orchestra Filarmonica di Győr e altre ancora.


Nata a Tbilisi, in Georgia,ha iniziato a suonare il pianoforte all'età di 5 anni sotto la guida della nonna, anche lei musicista, e ha studiato presso la Scuola Centrale di Musica di Paliashvili. Ha conseguito la laurea triennale presso il Conservatorio Statale di Tbilisi, dove ha studiato con il Professore Emerito Edisher Rusishvili, e una laurea magistrale con il massimo dei voti presso l'Università Franz Liszt di Weimar, sotto la guida della Professoressa Gerlinde Otto. Ha proseguito gli studi a Weimar, conseguendo il Diploma concertistico. Le è stata assegnata la prestigiosa borsa di studio DAAD nel campo della musica ed altre borse da parte di Bechstein, Clavarte, Theodor Roegler Stiftung, Neue Liszt Stiftung e Freunde und Förderer.
Ha incontrato nella sua formazione artisti quali Leslie Howard, Elisso Virsaladze, Janina Fialkowska, Alexander Korsantia, Konstantin Scherbakov, Eteri Andjaparidze, Natalia Trull, Rolf-Dieter Arens, Immre Rohmann, Boris Bloch, Jura Margulis, Aquiles Delle Vigne, Ramzi Yassa.


Sabato 17 maggio 2025


SEZIONE ARTE


Gita a Forlì e visita alla mostra "Il Ritratto dell'Artista"

A cura di Ulisse Tramonti


la Sezione Arte ha curato per voi, sabato 17 maggio, una speciale gita a FORLÌ, per visitare la grande mostra “Il Ritratto dell’Artista”. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie, al museo di San Domenico.

 

Questa bellissima mostra rappresenta un viaggio affascinante attraverso l’evoluzione dell’autoritratto nella storia dell’arte. Curata da Cristina Acidini, Fernando Mazzocca, Francesco Parisi e Paola Refice, l’esposizione celebra il ventennale delle grandi mostre promosse dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì.

Un percorso tra arte e introspezione, con oltre 200 opere provenienti da prestigiose istituzioni europee, tra cui le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il Musée d’Orsay di Parigi e la National Gallery di Londra, la mostra esplora come gli artisti, dall’antichità al Novecento, abbiano utilizzato l’autoritratto per affermare la propria identità, riflettere sul proprio ruolo sociale ed indagare la propria interiorità.

Il percorso espositivo si articola in diverse sezioni tematiche: Il mito dell’artista. Narciso e la nascita del ritratto, che esamina le origini dell’autoritratto attraverso opere ispirate al mito di Narciso, come Narciso alla fonte del Tintoretto e Reflecting Pool di Bill Viola.

La Persona. Lo specchio, la maschera e il volto analizza il concetto di “persona” e l’uso dello specchio come strumento di introspezione e rappresentazione del sé.

L’artista come soggetto narrante mostra come gli artisti abbiano iniziato a inserire la propria immagine in opere collettive, affermando il proprio ruolo nella società.

Autobiografie. Le passioni e la storia esplora l’autoritratto come espressione di emozioni e riflessioni personali, con opere di artisti come Gustave Moreau e Arnold Bocklin.

Il linguaggio segreto dei simboli indaga l’uso di simboli e allegorie nell’autoritratto, evidenziando la complessità dell’identità artistica.

Considerata la ricchezza dei temi trattati, la mostra rappresenta un’opportunità unica per approfondire la comprensione dell’autoritratto come mezzo di espressione artistica e introspezione personale.

 

Questo e molto di più ci verrà raccontato dal Prof. Ulisse Tramonti, che ci accompagnerà per tutta la giornata.

 

Appuntamento alle ore 8 al Parcheggio Scambiatore Guidoni (raggiungibile in macchina o con la Tramvia Linea T2 fermata "Guidoni"; per le indicazioni cliccare a questo link https://g.co/kgs/S1CaLk2). Arriveremo in Bus a Forlì intorno alle 11.15, Brunch al Petite Arquebuse in corso Giuseppe Garibaldi 52, per proseguire all’ingresso mostra per le 13 in piazzale Guido da Montefeltro, 12.

 

I partecipanti possono prenotarsi entro il 14 maggio 2025 ad artelyceum@gmail.com lasciando anche il numero di telefono.

 

Il costo complessivo  della giornata: viaggio, visita e brunch è di 100,00 € a persona

Per qualsiasi ulteriore informazione mi potete contattare al numero 3471321109.
 

Vi aspetto!

Tessa Castellano - Sezione Arte

Giovedì 15 maggio 2025, ore 18


SEZIONE LETTERATURA


ANNA DOLFI

Grazia Deledda: storia di una scrittrice (e struttura dei romanzi)


la Sezione Letteratura Vi invita alla conferenza sulla figura e l'opera della scrittrice sarda, premio Nobel, Grazia Deledda, tenuta da Anna Dolfi,Professore Emerito dell'Università degli Studi di Firenze e Accademica dei Lincei.


L’opera di Grazia Deledda (Nuoro 1871- Roma 1936) si colloca in un momento difficilmente definibile della narrativa italiana. Partendo da racconti e novelle che ancora risentivano di un attardato e sognante romanticismo e mostravano i limiti delle schematizzazioni semplificanti dei feuilleton in voga sulla stampa dell’epoca, la giovane scrittrice si sarebbe avvicinata rapidamente alla più moderna poetica del naturalismo che riformula, per quel che la riguarda, rivolgendo un’attenzione specifica alla composizione sociale della realtà regionale nella quale era cresciuta e di cui aveva studiato a fondo usi e costumi. I suoi romanzi più belli, per lo più ambientati in una atemporale Sardegna, rivelano non casualmente l’esistenza di persistenti categorie socio-antropologiche sulle quali si modellano i personaggi e il loro agire. La significativa ripetitività di quelle categorie determina anche l’organizzazione e ilplotnarrativo, costantemente soggetto a una logica veterotestamentaria di punizioni e divieti. Ma nel trasporre in immagini e ruoli archetipici, in fatalità, i problemi e le contraddizioni di una società fuori del tempo soggetta, in particolare in Sardegna (non a caso luogo dislocato di conservazione), a una rigida gerarchizzazione, i romanzi della Deledda spostano gradualmente in un contesto borghese antichi tabù basati sull’intoccabilità della donna, sulla sacralità del denaro, sulla fatalità della colpa, sulla necessità della punizione, optando per la fallibilità ontologica piuttosto che per la denuncia delle implicazioni storiche. La sua opera veniva così a rafforzare la legittimità di uno status quo che i lettori del tempo dovettero trovare rassicurante ma che oggi (specie nelle prove più suggestive della maturità: La danza della collana, Il segreto dell’uomo solitario, La chiesa della solitudine), alla luce di analisi proppiane, mostra bene limiti e rischi insiti in proiezioni che, specie se translate dall’esterno all’interno, alimentano la rassegnazione e l’accettazione della sofferenza conducendo inevitabilmente all’autodistruzione.


Anna Dolfi è Professore Emerito dell’Università degli Studi di Firenze e socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Tra i maggiori studiosi di Leopardi, leopardismo, ermetismo e di narrativa e poesia del Novecento (i suoi ultimi libri sono dedicati a Giorgio Caproni, Giorgio Bassani — di cui ha curato per Feltrinelli l’edizione commentata delle Poesie complete—, Antonio Tabucchi), ha progettato e curato volumi di taglio teorico e comparatistico sulle tematiche del journal intime, della scrittura epistolare, di malinconia e malattia malinconica, di nevrosi e follia, di alterità e doppio nelle letterature moderne, e raccolte sul tema dello stabat mater, la saggistica degli scrittori, la riflessione filosofica nella narrativa, il non finito, il mito proustiano, le biblioteche reali e immaginarie, il rapporto tra notturni e musica, letteratura e fotografia, ebraismo e testimonianza. Si è interessata a lungo di artisti nati in Sardegna, in particolare dell’opera di Grazia Deledda e di Giuseppe Dessí. Alla Deledda ha dedicato una monografia (Grazia Deledda, Milano, Mursia 1979), la ristampa di alcuni romanzi per gli “Oscar” Mondadori e la Newton Compton. Sua un’edizione commentata diCanne al vento(Torino, SEI, 1993) e la consulenza scientifica per una mostra deleddiana allestita nel 1987 presso la Biblioteca Nazionale di Roma (di cui al catalogo Grazia Deledda. Biografia e romanzo, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1987).


Vi aspettiamo

Gabriella Messeri, Alessandra Pescarolo

La Sezione Letteratura


Martedì 13 maggio 2025, ore 18


SEZIONE SCIENZA E AGRICOLTURA


Il declino cognitivo età-correlato: aspetti clinici e culturali


Relatrice: LAURA BRACCO



Martedì 13 maggio alle ore 18(nella nostra sede di Lungarno Guicciardini 17). Laura Bracco, vicepresidente della Sezione Scienze e Agricoltura, terrà una conferenza su “Il declino cognitivo età-correlato: aspetti clinici e culturali”.

Sappiamo tutti che il trascorrere degli anni si accompagna a una riduzione di efficienza sia fisica sia mentale e a un aumentato rischio di contrarre malattie neurodegenerative. Il processo di invecchiamento comporta infatti delle modificazioni della struttura e delle modalità di funzionamento del cervello che incidono negativamente sulle capacità mnesiche, sulla rapidità di ideazione, sull’ efficacia nel fronteggiare situazioni impreviste. Ma il declino cognitivo è una conseguenza ineluttabile della vecchiaia? Che ruolo svolgono le caratteristiche genetiche, le esperienze personali, lo stile di vita? Quanto i comportamenti degli anziani sono influenzati dall’opinione degli altri e dalla valutazione che essi stessi danno delle loro capacità e possibilità? E come definire il confine tra normalità e patologia? Tante domande, ma la scienza non fornisce risposte definitive, soltanto indicazioni, suggerimenti e spunti di riflessione di cui discuteremo in occasione dell’incontro.


Vi aspettiamo!

Maria Luisa Dalla Chiara

Sezione Scienze e Agricoltura



Laura Bracco, medico specialista in Neurologia con interesse per le problematiche mente-cervello, si è dedicata alla ricerca e alla didattica nei campi della neuroepidemiologia, della neurochimica e della neuropsicologia, con particolare riguardo alle malattie neurodegenerative. Autrice di numerose pubblicazioni su riviste internazionali, membro di Società Scientifiche e di Gruppi Europei di Studio sulle Demenze, ha svolto attività clinica e scientifica presso la SOD Neurologia dell’Università degli Studi di Firenze ed è stata responsabile del Centro con Funzioni di Riferimento della Regione Toscana per “Lo studio e la Diagnosi della Malattia di Alzheimer e dei Disturbi Cognitivi dell’Adulto”.



Venerdì 9 maggio 2025, ore 15.30 - 20


SEZIONE MUSICA


Il Laboratorio dell'interprete

CLIVE BRITTON, L'arte dell'interpretazione secondo Claudio Arrau


Con la partecipazione dei pianisti

SIDNEY ROTUNDO, ANTHONY CIACCIO e JANE CAMILLON


Musiche di F. Liszt, L. van Beethoven e C. Debussy


Venerdì 9 maggio 2025, dalle ore 15.30 alle ore 20, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze),avremo il privilegio di entrare nel laboratorio di un interprete,secondo il titolo della rassegna che da tempo il Lyceum sta portando avanti per illustrare l'inesauribile ricerca che sta dietro a un'interpretazione musicale, per educare il nostro ascoltoal riconoscimento dei risultati di questo lavoro e accrescere il godimento e il vero significato di ogni nostro ascolto musicale.


A guidarci in questo percorso sarà il pianista e didatta Clive Britton, allievo del leggendario Claudio Arrau, che il Lyceum di Firenze ebbe l'onore di ospitare in un concerto il 20 dicembre 1929. L'arte di Arrau nella ricerca interpretativa è la stella polare che guida l'insegnamento di Clive Britton, come questi avrà modo di ricordare nella sua introduzioneall'iniziativa. Entreremo poi nel vivo della "messa a punto" del lavoro interpretativo con tre pianisti allievi di Britton: Sidney Rotundo(che eseguirà la seconda Ballata S 171 in Si minore di Franz Liszt), Anthony Ciaccio (con la Sonata op. 110in La bemolle maggiore di Ludwig van Beethoven) e Jane Camilloni (che lavorerà sulle Estampesdi Claude Debussy).


Il programma di questo pomeriggio nel laboratorio dell'interprete sarà articolato come segue:


ore 15.30 Clive Britton, L’arte dell’interpretazione secondo Claudio Arrau

ore 15.45-16.45 Sidney Rotundo, pianoforte (F. Liszt, Ballata n. 2 S 171in Si minore)

ore 17 pausa e drink

ore 17.20-18.20 Anthony Ciaccio, pianoforte (L. van Beethoven, Sonata Op.110 in La bemolle maggiore)

ore 18.30 pausa e drink

ore 18.50-19.50 Jane Camilloni,pianoforte (C. Debussy, Estampes)



L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Giovedì 8 maggio a sezionemusicalyceum@gmail.com


La partecipazione è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.


Vi aspettiamo!

Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese

Sezione Musica


Clive Brittonè allievo di Claudio Arrau, allievo di Martin Krause, discepolo di Franz Liszt.

Ha studiato direzione d’orchestra con Maurice Miles, diventando a 17 anni assistente di Elsa Mayer-Lismann a Londra.

Ha debuttato alla Wigmore Hall (Londra), ottenendo recensioni entusiastiche sul "Times".

È regolarmente invitato da istituzioni europee e statunitensi a tenere recitals, corsi, piano-masterclass e seminari (New York University, Stanford University, Columbia University, Accademia di Belle Arti di Brera, Conservatorio di Ferrara).

Dal 2003 Norbert Brainin ha nominato Clive Britton direttore artistico della sua Fondazione.


Nata a Catanzaro nel 2004, Sidney Rotundointraprende lo studio del pianoforte presso il Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, dove consegue la laurea triennale nell’anno accademico 2022/2023. Frequenta il primo anno di Biennio al Conservatorio “P. I. Tchaikovsky” della sua città, sotto la guida del maestro Anthony Ciaccio. Ha partecipato a varie masterclass, quali “Borghi tra suoni e sapori” tenutasi a Campli e “Armonie Sicane” a Bivona.

Si è esibita presso il Conservatorio di Vibo Valentia, ed ha ottenuto il 2° Premio al 38° concorso nazionale di musica A.M.A. Calabria presso l’istituto musicale “S. Guzzi” di Lamezia Terme. Recentemente si è esibita a Palazzo Stella di Catanzaro nella II edizione di Poetiche Musiciste.


Anthony Ciacciosi è esibito in numerose sale da concerto in Italia, Spagna, Albania, Serbia, Svizzera, Paesi Bassi, Emirati Arabi, Armenia, Serbia, Germania, Regno Unito, Finlandia, Bulgaria, Bosnia ed Herzegovina, Georgia, Palestina, Macedonia, Ungheria e Romania.

Attualmente è docente di pianoforte presso il Conservatorio di Musica “Tchaikovsky” di Catanzaro e la Vienna Premier Music Academy (VPMA).

Diplomatosi a pieni voti al Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo con la Prof.ssa Dorotea Cei, ha conseguito un Master in Advanced Music Performance presso la “Escola Superiore de Musica de Catalunya” di Barcellona (ESMUC) con il Prof. Vladislav Bronevetzky. Ha inoltre studiato presso l'Accademia Varesina “A. Cortot” di Travedona Monate (Varese) e Pedagogia Musicale presso l'Università “Dimitrie Cantemir” di Targu Mures (Romania).

Si è esibito per importanti enti, festival e cittá italiane e straniere, tra cui il museo Boris Christoff di Sofia, gli Istituti Italiani di Cultura di Sofia, Tirana e Belgrado, la National Chamber Orquestra of Armenia, l’Associazione Mozart di Lecce, l’Atelier Marcel Hastir di Bruxelles, la sala da concerto del Monastero di Einsiedeln (Svizzera), a Oberwill (Svizzera) per l'Ambasciata Italiana di Basilea, al Conservatorio di Ramallah in Palestina, al Summer Festival 2023 di Skopje in Macedonia, alla Muzicka Akademija Sarajevo UNSA, al Palazzo di Cultura di Targu Mures (Romania), la Malta Society of Arts, al palazzo Spinola di Genova per l’Associazione Amici del teatro Carlo Felice e del Conservatorio Nicolò Paganini, nella sala Eutherpe per la Fondazione Eutherpe di Leon, al festival "Clavis" di Monaco di Baviera, a Barcellona, Budapest, Nograb (Ungheria), Helsinki e Milano Piano City.

Ha insegnato al Conservatorio di Trapani “A. Scontrino”, al Conservatorio di Sassari “Luigi Canepa” e al Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo. Dal 2022, oltre a collaborare con scuole, università e conservatori esteri, tiene regolarmente masterclass e corsi di perfezionamento annuali in Italia, Armenia, Palestina, Albania, Lituania, Bosnia ed Herzegovina, Georgia, Romania, Bulgaria, Emirati Arabi, Corea, Macedonia e Spagna.


Jane Camilloniha vinto il secondo premio al Concorso Pianistico Muzio Clementi e il primo premio al Concorso Internazionale Alfred Cortot.

Ha studiato al Royal College of Music e poi con Angus Morrison e con Vlado Perlemuter.

Si è diplomata in Pianoforte al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, continuando poi a studiare con Clive Britton.

Ha tenuto concerti in Italia (Firenze, Roma, Milano, Torino, Bologna, Verona) e all’estero (Londra, Oxford, Salisburgo, Parigi, India).

Giovedì 8 maggio 2025, ore 18


SEZIONE LETTERATURA


Leggende fiorentine. I fantasmi al femminile della città


narrate da ELENA GIANNARELLI


autrice del libro Non è vero... ma ci credo: Spettri a Firenze  (Società Editrice Fiorentina, 2020)


La Sezione Letteratura Vi invita all'ascolto dell'interessante e sorprendente conferenza di Elena Giannarelli che così ce la presenta in anteprima:


C’è chi dice che il carattere dei Toscani in generale e dei Fiorentini in particolare sia troppo lucido, razionale e ironico per credere ai fantasmi. Una ricerca condotta sul patrimonio leggendario della città ha fatto emergere un centinaio di storie di spettri che si collocano entro le mura cittadine e un numero maggiore di narrazioni legate alle colline, alle convalli, alla piana dell’Arno. Molto di questo materiale è apparso affidato all’oralità: da qui la necessità di fissarlo per iscritto, prima che i cambiamenti in atto cancellino del tutto un passato in cui il centro storico era abitato e le periferie, da Novoli a San Martino alla Palma, erano addirittura luoghi di villeggiatura. Purtroppo nell’ultimo secolo una parte consistente di questa ricchezza è andata perduta, con l’emorragia di residenti dai quartieri storici della città e la cementificazione delle zone periferiche.

Una serie interessante di narrazioni ha per protagoniste figure femminili, donne che sono diventate spettri.

La conversazione avrà per oggetto le ombre di Santa Maria Nuova, l’ospedale più antico della città: Monna Tessa, suor Olimpia, suor Domitilla. Ad esse si affiancherà Ginevra degli Almieri, protagonista di un fatto di cronaca del Quattrocento,  che la renderà due volte fantasma e le darà la dimensione di eroina in poemetti, libretti di opere liriche, sui cartelloni dei cantastorie. Sarà poi evocato lo strano caso di Veronica Cybo Malaspina, assassina in Firenze, fantasma a Figline Valdarno, in quello che possiamo chiamare “delitto senza castigo”. Le signore di via Bolognese, le voci delle romite del Ponte Rubaconte ed altre storie permetteranno di costruire un interessante mosaico di personaggi il cui ricordo è stato consegnato ai posteri, spesso senza un nome, ma attraverso racconti che affondano le loro radici nel patrimonio culturale classico e che poco hanno da invidiare a blasonate pagine di letterati.

 

 

Elena Giannarelli si è laureata in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Firenze; dal 1974 al 1983 è stata ricercatrice presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Dopo un periodo di specializzazione a Parigi, Oxford e Berlino,  è tornata all'Università di Firenze dove è stata Professore associato di Letteratura Cristiana Antica Greco-Latina. Dal 1990 è Professore invitato presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale per Storia dell’Esegesi Cristiana antica e Greco Biblico; insegna Storia di Firenzeall’Università dell’Età Libera. Come “visiting Professor" ha soggiornato presso molte Università in Europa, negli Stati Uniti, in Australia. Agiografia, esegesi biblica, uso dei classici greci e latini nella letteratura cristiana antica, storia delle donne, monachesimo femminile sono alcuni temi delle sue numerose pubblicazioni, fra le quali ricordiamo: La tipologia femminile nella biografia e nell’autobiografia cristiana del IV secolo (Roma 1980, opera che ha aperto in Italia il filone di ricerca su “Donne e cristianesimo antico”); la prima edizione italiana della Vita Macrinae di Gregorio di Nissa (Milano 1988); le traduzioni commentate di Egeria, Diario di viaggio (Milano 1992) e di Sulpicio Severo, Vita di Martino (Milano 1995); l’edizione critica della Vita sancti Potiti (Roma 2010), unica opera agiografica di Leon Battista Alberti.

Con l’alunna e amica Lorella Pellis ha pubblicato Donne di pietra. Storie al femminile scolpite sui muri di Firenze, Firenze 2006, giunta alla IV edizione. Ha dedicato studi alla storia di Firenze cristiana e ai personaggi femminili meno noti della vita fiorentina, dalla vedova Giuliana del sec. IV alla pittrice cinquecentesca suor Plautilla Nelli.

Ha cooperato con il Liceo Classico Michelangelo di Firenze, il Liceo Classico  Piccolomini di Siena, il Liceo Scientifico Antonelli di Novara per interessare gli studenti alla Tarda Antichità Cristiana. Ha collaborato ad antologie per le scuole secondarie superiori e a manuali universitari, curandovi testi greci e latini di IV e V secolo.

È ricercatrice di musica popolare e con il chitarrista e compositore Luigi Gagliardi propone spettacoli a scopo benefico. Ha composto “La ballata del Mugnone”. Scrive per il teatro: tra il 2012 e il 2018 ha portato in scena “Sorelle Materassi” da Palazzeschi, “Pinocchio in Africa”. Per la Compagnia delle Seggiole ha realizzato nel 2023 “Rifredi: attenti a quei due”, spettacolo dedicato a Giulio Facibeni e Corso Guicciardini.

Ama la fotografia e soprattutto la montagna. E’ stata sciatrice di buon livello e istruttrice di sci alpino; ha un buon passato da alpinista e ha studiato la cultura ladina della Val Gardena e delle valli sud tirolesi, si è occupata di leggende delle Valli occitane del Piemonte. Vive tra Firenze, dove per trentadue anni ha collaborato con il settimanale “Toscanaoggi” e Macugnaga, dove fa parte della redazione de “Il Rosa”, semestrale della Valle Anzasca.


 

Vi aspettiamo 

Gabriella Messeri, Alessandra Pescarolo

La Sezione Letteratura

Lunedì 5 maggio 2025 ore 19

Sezione Musica


Rameau e Albéniz nello specchio di Debussy 


Ida Pelliccioli, pianoforte 


Musiche di J. - Ph. Rameau, I. Albéniz e C. Debussy



In orario serale Lunedì 5 maggio 2025, alle ore 19, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), in collaborazione con gli Amici della Musica di Firenze e con Villa Orlando (Torre del Lago),  la pianista italo-croata Ida Pelliccioli ci offrirà uno splendido programma, legato alla circolarità dei rispecchiamenti nei lavori di Jean-Philippe Rameau e di Isaac Albéniz nelle opere di Claude Debussy, grande estimatore e assimilatore delle musiche degli altri due.

Inizieremo con le ghirlande di trilli e di fioriture della Suite in la minore di Jean-Philippe Rameau, per poi sentire il devoto Hommage à Rameau, "nello stile di una Sarabanda", che Debussy inserì nella prima serie di Images del 1905, in un richiamo al grande passato barocco della musica francese: un viaggio nel tempo e nello spazio, quello offertoci da questo programma, che poi ci trasporterà nei colori vividi della Spagna di Isaac Albéniz, compositore che fu per Debussy fonte di forte suggestione per declinare nel suo stile l'idioma musicale spagnolo. Ascolteremo, dunque, tre pagine legate dallo stesso paesaggio ispiratore, a partire da La Vega di Albéniz, intitolata anche "Suite dell'Alhambra", in quanto evoca, in un'immagine delicata e impressionistica, la vista sulla pianura di Granada dallo splendido palazzo arabo. Una cartolina di saluti spedita da Manuel De Falla, raffigurante la Porta del Vino dell'Alhambra a Granada con la piazza antistante, fu lo spunto per la composizione del terzo Preludio del secondo libro di Preludi, scritti da Debussy fra il 1911 e il 1913: violenti contrasti di colore tra luci e ombre, creati dal sole infuocato dell’Andalusia, sono il suggestivo scenario de La Puerta del Vino e della vita tumultuosa della piazza, su un voluttuoso ritmo di habanera. Poi il pianoforte di Ida Pelliccioli evocherà lo stesso luogo nei colori soffusi de La Soirée dans Grénade, dalle Estampes del 1903, e concluderà il programma con Masques,  pagina coeva dello stesso Debussy, che suona come «tragica espressione dell'esistenza» più che come una spensierata maschera della commedia italiana, a partire dal misterioso e ambiguo attacco del brano, basato sul tamburellare di una quinta "vuota".

 

L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


 

Prenotazione obbligatoria entro Sabato 3 maggio a sezionemusicalyceum@gmail.com

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.

 

Nata a Bergamo, Ida Pelliccioli inizia lo studio del pianoforte all’età di 6 anni. È stata allieva del Conservatorio Nazionale di Regione di Nizza, dove ottiene il Diploma di musica da camera con il massimo dei voti e la lode nel 2006. Studia poi all’ École Normale de Musique de Paris “Alfred Cortot”, dove ottiene un diploma d’insegnamento e un diploma d’esecuzione. Durante i suoi studi all’École Normale è stata premiata con borse di studio della “Fondation Zygmunt Zaleski” e della “Fondation Albert Roussel”.

Prima di consacrarsi definitivamente alla sua carriera concertistica, ottiene un doppio Master alla Sorbonne di Parigi in Letteratura Italiana e in Storia Greca Antica all’età di 21 anni.

Studia con Serguei Markarov, artista per la pace dell’Unesco, e ha seguito masterclass e ricevuto consigli da vari pianisti, come Jean-Claude Pennetier, Gérard Wyss e Norma Fisher (Royal College of Music di Londra).  Ida Pelliccioli è stata una dei rari pianisti a ricevere consigli del concertista cubano Jorge Luis Prats.

Si è esibita in tutta Europa, in Canada, in Australia e in Sud Africa. Nel 2024 ha fatto il suo debutto in Svezia, Lituania, Islanda, Austria ed Australia e nel 2025 suonerà per la prima volta in Nuova Zelanda.
Nel febbraio 2018 ha dato un concerto a Milano sponsorizzato da Yamaha Italy.
S'interessa da vicino alla musica contemporanea e nel 2023 ha eseguito un brano della compositrice polacca  Elżbieta Sikora con il soprano Joanna Freszel in diretta alla radio francese – France Musique.

Dal 2021 Ida Pelliccioli è docente di pianoforte presso il “Conservatoire du 8ème arrondissement” a Parigi. 


Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


Mercoledì 16 aprile 2025 ore 18.30

Presidenza


Cristina Manetti intervistata daDaniela Cavini eTitti Giuliani Fotiintervistata


Per la presentazione del volume

A PENELOPER CHE PRENDE LA VALIGIA (Giunti, 2025)



In un’epoca in cui i messaggi sono sempre più effimeri e condannati all’obsolescenza, il Club ospiterà il 16 aprile alle 18.30, la presentazione del romanzo epistolare di Cristina Manetti, A Penelope che prende la valigia (Giunti, 2025), intervistata da Daniela Cavini e Titti Giuliani Foti.

Il romanzo epistolare è un genere letterario, che ha origini antiche e che ha visto anche la presenza di firme di Donne famose, da Mariana Alcoforado (Lettere di una monaca portoghese,1669) a Frances Burney (Evelina, 1778), Mary Shelley (Mathilda, 1820), Alice Walker (Il colore viola, 1982), in tempi a noi più vicini.

Cristina Manetti si inserisce in questo filone, con un’opera che è caratterizzata da un intento didascalico tanto forte, quanto espresso con delicata naturalezza.

Il pretesto letterario è una valigia, riempita di quelle parole, che hanno segnato la storia delle Donne e che segneranno il futuro di una Penelope, interprete del suo destino.

Un bagaglio pesantissimo di Storia, alleggerito da uno stile familiare, spontaneo, colloquiale, quale è l’approccio che una Madre ha verso una Figlia.

Da Coraggio a Orgoglio, passando per Allegria, Immaginazione, Gentilezza, Sbagli…

Una sorta di testamentospirituale: e non a caso, l’Autrice usa il paragone della staffetta, una corsa lungo la quale gli atleti si passano, appunto, il testimone, il bastone che garantisce la continuità dei cambi.

In questo percorso, ogni Mamma, ogni Donna e ogni Lyceista diventa portatrice di un messaggio di consapevolezza e di responsabilità verso chi verrà dopo.



In collaborazione con Archivio Foto Locchi e Foto Locchi per Firenze ETS



Vi aspettiamo

La Presidente



Cristina Manettiè giornalista, Capo di Gabinetto della Regione Toscana, Presidente del Museo Casa di Dante, ideatrice del progetto Toscana delle donne, progetto trasversale della Regione Toscana contro la violenza e le discriminazioni di genere, per promuovere i diritti, i meriti, i talenti delle donne in modo innovativo e con linguaggi meno convenzionali.

Con tre edizioni, decine e decine di eventi, migliaia di uomini e donne coinvolte, e un progetto che intende affrontare a tutto campo la questione parità di genere la Toscana delle Donne diventa un cammino, avviato nel 2022, affinché i diritti, ma anche i meriti e i talenti, siano pienamente riconosciuti, nel lavoro, come nella cultura, nella scienza, nello sport.

Un progetto unico in Italia – e che è all’attenzione dell’Unione Europea come laboratorio di buone pratiche – cresciuto anche grazie alla presenza di ospiti e personalità che non hanno fatto mancare contributi e testimonianze.


Durante la presentazione del libro di Cristina Manetti, è stato chiesto alle persone presenti di votare una delle parole scelte come filo conduttore delle lettere scritte dall'Autrice alla figlia Penelope.

La più votata è stata la parola "Coraggio", seguita da "Tenacia", "Rispetto", "Gentilezza", "Libertà", "Allegria". Chiudono la classifica, ex aequo: "Memoria", "Speranza", "Curiosità".


Buona lettura!

Lunedì 14 aprile 2025 ore 18

Sezione Musica


ALLA SCOPERTA DELLA PRIMA SONATA PER PIANOFORTE DI CHARLES E. IVES


Aloma Bardi, musicologa

Beniamino Iozzelli, pianoforte


Musiche di C. E. Ives


In collaborazione con ICAMus-The International Center for American Music, Lunedì 14 aprile 2025, alle ore 18,nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), saremo introdotti all'ascolto di un sorprendente capolavoro della musica di Charles Ives, geniale compositore statunitense ancora non abbastanza ascoltato, conosciuto e compreso dal vasto pubblico.


Saranno la musicologa Aloma Bardi - illustre esperta di musica americana - e il pianista Beniamino Iozzelli- già applaudito anche al Lyceum e reduce da importanti affermazioni internazionali - a farci conoscere e ascoltare la prima Sonata per pianoforte, scritta da Ives nel primo decennio del Novecento: un monumento di alto impegno virtuosistico e interpretativo, che testimonia la fantasia e la creativitàdi questo autore, con il suo afflato lirico e spirituale, la sua sperimentazione linguistica ed espressiva, i richiami al jazz e alla musica popolare, l'ispirazione che sgorga sempre nuova e con sapore improvvisativo.


L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Sabato 12 aprile a sezionemusicalyceum@gmail.com

L'iniziativa è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


Aloma Bardi è esperta di musica americana e di storia del teatro musicale. Nata in Italia, risiede da molti anni negli Stati Uniti. Ha fondato (nel 2002) e dirige ICAMus, The International Center for American Music, un’associazione culturale dedita allo studio e all’esecuzione della musica degli Stati Uniti d’America. Tra le sue opere: l’edizione italiana degli scritti di Charles Ives (Prima della sonata, Marsilio 1997) verificata sui manoscritti ivesiani di Yale, e numerosi saggi e articoli sulla commedia musicale americana (alcuni compresi nel volume Gershwin, a cura di Gianfranco Vinay, EdT 1992). Nel 2014 ha pubblicato con l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” la monografia Esotismi musicali del Dibbuk. Ispirazioni da un soggetto del folclore ebraico, sugli adattamenti musicali del celebre dramma yiddish di S. An-Ski; il volume tratta in gran parte di musica americana (Copland, il progetto di George Gershwin per un Dybbuk operistico, Bernstein, David Tamkin, Solomon Epstein). Tra le sue pubblicazioni non dedicate agli Stati Uniti: Catalogo delle manifestazioni 1928-2007 del Teatro Comunale di Firenze-Maggio Musicale Fiorentino, su suo progetto e da lei curato insieme a Mauro Conti e Luca Berni (Le Lettere 1998 e 2008, 3 voll. + CD Rom); la nuova edizione dell’opera (database completo e riveduto 1928-2021) è stata ultimata nel dicembre 2021. Durante gli anni 2006-2011 ha insegnato Storia della musica negli Stati Uniti presso l’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Storia delle Arti e dello Spettacolo. È inoltre attiva come traduttrice in campo musicologico e letterario, e nella titolazione teatrale (sopratitoli multilingui per opera, teatro musicale e di parola), anche applicata alle nuove tecnologie, ambito nel quale per molti anni ha collaborato stabilmente con la compagnia Prescott Studio. Nel 2023 ha donato al Comune di Prato la biblioteca e l’archivio di ICAMus, insieme alla propria biblioteca personale di americanistica, per istituire, presso il Palazzo della Musica pratese, il Centro di Documentazione sulla Musica Americana, inaugurato il 18 maggio 2024. Dal Palazzo della Musica, nell’ottobre del 2024 è stata nominata Curatrice del Centro; l’incarico prevede un impegno pluriennale, finalizzato all’ampliamento delle collezioni e a realizzare iniziative nello spazio del Centro, particolarmente esposizioni tematiche.

Beniamino Iozzelli è un pianista e compositore fiorentino. Ha suonato in importanti teatri, tra cui il Teatro Carlo Felice di Genova, il Festival Pucciniano di Torre del Lago e il Maggio Musicale Fiorentino, nonché al Festival dei Due Mondi di Spoleto e al Maggio della Musica di Napoli. Le sue performance lo hanno portato a esibirsi in Russia, Israele, Inghilterra, Svizzera e Austria. Ha debuttato come pianista solista a 17 anni con l'Orchestra del Carmine di Prato, eseguendo il Concerto n. 1 di Chopin. Ha collaborato con l'Orchestra Toscana Classica e l'Orchestra “Nuova Klassica” di Roma. Nel corso della sua formazione ha conquistato numerosi premi in concorsi pianistici e di composizione, tra cui il Primo premio assoluto al Premio Pianistico “Sergio Cafaro”, riconoscimenti al Concorso Pianistico Internazionale “Stefano Marizza” di Trieste e al Torneo Internazionale di Musica di Torino. Ha anche vinto premi nazionali di composizione, evidenziando la sua versatilità artistica. Nel 2017, su segnalazione di Yegana Akhundova, è stato selezionato per un corso intensivo di alto perfezionamento al Conservatorio Cajkovskij di Mosca, promosso dall'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Lo stesso anno è stato supportato dall'Associazione Culturale “Musica con le Ali”. Nel maggio 2019 ha ricevuto una borsa di studio per il Master in Piano Performance presso la Buchmann-Mehta School of Music all’Università di Tel Aviv, dove ha studiato sotto la guida di Emanuel Krasovsky. Ha completato il master con l'onorificenza "Magna cum Laude" e ha ottenuto il Certificato di Eccellenza per i suoi risultati accademici. Inoltre, ha conseguito, con il massimo dei voti, un Master di II livello in Pianoforte al Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto, sotto la guida di Massimiliano Ferrati. La sua formazione include studi presso il Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze con Ruth Pardo e Giovanna Prestia, sotto la cui guida si è diplomato con lode e menzione d’onore. Ha partecipato a masterclass con pianisti di fama internazionale. La sua passione per la musica e la sua dedizione lo rendono un artista di spicco nel panorama musicale contemporaneo. Ha avviato nel 2024 una collaborazione pluriennale con ICAMus, per l’interpretazione del repertorio pianistico americano.

Sabato 12 aprile 2025, ore 11

Sezione Arte


Visita alla Chiesa. di San Bartolomeo a Monte Oliveto

a cura di Donatella Cavallina


Il 12 aprile abbiamo organizzato per voi un’ interessante visita alla Chiesa di San Bartolomeo a Monte Oliveto. Donatella Cavallina vi accompagnerà a scoprire un gioiello nascosto di Firenze, situato su una collina, la Chiesa di San Bartolomeo a Monte Oliveto, da cui si gode una splendida vista sulla città. Fondata nel 1334 da un monaco dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, fu un importante centro religioso per l’ordine benedettino olivetano. Nel corso dei secoli, subì varie trasformazioni architettoniche, in particolare nel XV secolo, quando venne ristrutturata con il contributo di Michelozzo, uno degli architetti più influenti dell’epoca rinascimentale.


La chiesa rappresenta un esempio significativo della fusione tra architettura medievale e rinascimentale. Il suo valore storico e artistico risiede non solo nelle sue decorazioni e nei capolavori custoditi, ma anche nella sua connessione con artisti di fama come Michelozzo, il Sodoma e Leonardo da Vinci. Inoltre, la sua posizione panoramica e la sua relativa tranquillità rispetto ai luoghi piu’ turistici di Firenze la rendono una meta ideale per chi desidera immergersi nella storia e nell’ arte della città lontano dalla folla. All’ interno, la chiesa è decorata con affreschi di Bernardino Poccetti, pittore manierista noto per la sua abilità narrativa, e conserva un capolavoro del Sodoma, l’ Ultima Cena (1515 circa), dipinto che mostra l’ influenza della scuola leonardesca nella resa espressiva dei volti e nei dettagli della composizione. Un tempo, la chiesa ospitava anche l’ Annunciazione di Leonardo da Vinci, oggi esposta agli Uffizi, a testimonianza del suo ruolo nella storia artistica fiorentina.


La Chiesa è situata in via di Monte Oliveto, a due passi dal quartiere di San Frediano ed è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici.


L’appuntamento è fissato per le 10:50 davanti all’ingresso principale.


Il costo della visita è di 10 euro a persona.


Prenotazione obbligatoria entro venerdì 11 aprile a: artelyceum@gmail.com


Vi aspettiamo!

La Sezione Arte

Venerdì 11 aprile 2025 ore 18

Sezione Letteratura


CLARA STELLA


CONTRO I «SEMPITERNI GESTI DEL DOMESTICO RITO»: CLELIA ROMANO PELLICANO TRA GENEALOGIE DI PENSIERO E NUOVE ROTTE (1873-1923)


Venerdì 11 aprile 2025 alle ore 18nella sede del Lyceum in Lungarno Guicciardini 17 a Firenze saremo liete di ospitare Clara Stella che parlerà del suo studio su Clelia Romano Pellicano, delegata del Consiglio Nazionale Donne Italiane (Cndi) al Congresso suffragista di Londra del 1909, dove rappresentò le donne italiane in uno dei consessi fondamentali per il raggiungimento del diritto al voto da parte della società femminile europea e internazionale, rimane una figura elitaria, largamente trascurata dalla storiografia e dalla critica letteraria.

Il pensiero di Pellicano, in dialogo diacronico e sincronico con la letteratura femminista e il movimento suffragista, sfida le convenzioni sociali e culturali del suo tempo con un’analisi affilata e trasversale. Essa infatti si concentra in particolare sui ruoli di genere, denunciando sia le aspettative domestiche e la relegazione a ruoli subalterni delle donne borghesi, sia le violenze quotidiane perpetrate ai danni del sottoproletariato femminile calabrese di fine Ottocento.

A livello intellettuale, attraverso i suoi scritti letterari e politici, l’autrice si inserisce nel dibattito primo novecentesco sull’inferiorità del cervello femminile, una discussione che ebbe un impatto significativo sul pensiero dell'epoca riguardo alle differenze di genere. Questo dibattito, di matrice intellettuale e paneuropea, vide la partecipazione di figure di spicco nel campo della medicina e delle scienze sociali quali il neurologo tedesco Paul Julius Möbius, il criminologo italiano Cesare Lombroso, l’antropologo francese Gustave Le Bon, il medico Edward Clarke e il filosofo inglese Herbert Spencer. Il presente intervento analizza dunque il contributo di Pellicano a partire dalla sua prefazione a La donna e la leggedi Carlo Gallina (1872), dove l’autrice teorizza e denuncia lucidamente ciò che definisce la “sessualizzazione” del cervello delle donne. Le conseguenze di tale accerchiamento e svilimento del potenziale intellettuale femminile si riflettono ed emergono anche nelle variegate figure che popolano le sue novelle di costume, nel laboratorio tipologico del romanzo a puntate Verso il destino(a lungo creduto perduto), e nei racconti più marcatamente sociali della raccolta Novelle calabresi.


Clara Stella, è ricercatrice nel campo degli studi linguistici e letterari, con un percorso accademico internazionale tra Inghilterra, Norvegia e Spagna. Attualmente ricopre il ruolo di ricercatrice tenure track presso l’Università di Padova dove insegna anche Letteratura italiana del Rinascimento nel corso di laurea Italian Medieval and Renaissance Studies. La sua ricerca spazia dall’italianistica alla storia dell’idee, con un focus particolare sulla querelle des femmes e sul pensiero politico-religioso del Rinascimento. Stella ha contribuito anche al campo delle digital humanities, partecipando alla creazione di database internazionali sulla Legacy of Birgitta of Sweden, e si è distinta anche nell’organizzazione di eventi accademici e nella divulgazione culturale. Stella ha co-fondato la casa editrice Le plurali e il suo lavoro sulla suffragista Clelia Romano Pellicano, premiato con il Bookciak Narrativa 2024, testimonia il suo impegno nel portare alla luce figure femminili pionieristiche.


Clelia Romano Pellicano(1873-1923) fu una scrittrice, giornalista e attivista italiana, figura di spicco del primo movimento femminista in Italia. Nata a Napoli da una famiglia aristocratica, ricevette un’alta educazione che le permise di sviluppare un pensiero critico e progressista. Sposò il marchese Francesco Maria Pellicano, ma mantenne una forte indipendenza intellettuale.

Si impegna attivamente nel nascente movimento suffragista per chiedere pubblicamente l'estensione alle donne del diritto al voto. Nel 1909 è a Londra a rappresentare l'Italia come socia delegata del Consiglio Nazionale Donne Italiane (Cndi) al Congresso Internazionale femminile per il voto alle donne, a cui partecipano delegate da tutto il mondo, dall'Europa all’Australia, dalla Nuova Zelanda all’Africa. Qui ha modo di ammirare e incontrare le più grandi personalità del movimento femminista internazionale, dall'americana Carrie Capman Catt, fondatrice della League of Women Voters e dell'International Alliance of Women, alla pioniera del suffragismo britannico Millient Fawcett, e tante altre ancora di cui racconta nel resoconto scritto dalla capitale inglese per il periodico torinese La Donna. Interpreta la sua battaglia, oltre che con le sue opere letterarie e con i suoi articoli: collabora come giornalista tra gli altri con La Nuova Antologia di Firenze e Il Giorno dell’amica Matilde Serao. Nel 1910, scrive la prefazione a La legge e la donnadi Carlo Gallini, opera che ambiva a sollecitare il parlamento italiano ad ammettere le donne al voto. Nel 1914 partecipa al congresso per rivendicare i diritti sociopolitici delle donne, a Roma, per richiedere una migliore retribuzione del lavoro femminile al pari degli uomini. Nel 1918, a ridosso della Grande Guerra, Clelia unisce la sua voce, a quelle di quanti riconoscono nelle capacità dimostrate dalle donne nei più disparati ruoli della società, in sostituzione degli uomini mobilitati, il pegno per un maggiore contributo delle donne alla vita pubblica e alle professioni, nell'auspicio di una Europa finalmente pacificata. La sua produzione letteraria include romanzi, novelle e saggi che esplorano la condizione femminile e le dinamiche sociali del suo tempo. Pellicano si distinse per il suo impegno nel promuovere l’istruzione femminile, contribuendo significativamente al dibattito culturale e politico dell’Italia di inizio Novecento.



Vi aspettiamo!

Gabriella Messeri e Alessandra Pescarolo

Sezione Letteratura


Martedì 8 aprile 2025 ore 18

Sezione Scienze e Agricoltura in collaborazione con Presidenza


Presentazione del volume

A TAVOLA NON SI INVECCHIA. STRATEGIE CREATIVE PER UN APPETITO BUONO E UN BUON APPETITO!

Pontecorboli, 2024


Progetto vincitore del bando UNIFI EXTRA 2024



Non tutti sanno che il Prof. Francesco Maria Antonini, alla fine degli anni '50, rivestì, all’Università di Firenze, la prima cattedra al mondo di Geriatria e Gerontologia, che ricoprì in modo ininterrotto fino al 1990.

Fu tra i primi a comprendere la progressiva evoluzione della società italiana verso l'invecchiamento e per questo si impegnò a cercare soluzioni, che potessero migliorare la condizione degli anziani, impegnandosi anche nella divulgazione al di fuori dei canali accademico-scientifici.

Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, la quota di popolazione con 65 anni e più aumenterà dal 12% del 2022 al 20% del 2050, imponendo di investire nella prevenzione delle malattie croniche e degenerative, attraverso interventi, che possano contrastare l’invecchiamento patologico: dieta sana, attività fisica e inclusione sociale.

La possibilità di invecchiare bene passa, infatti, anche attraverso la “tavola” con una alimentazione salutare, ma anche gustosa, che riesca a risvegliare i sensi, rievocando memorie o episodi della propria vita.

La Dieta Mediterranea, definita dalla FAO “Dieta Sostenibile per valore alimentare e coltivazione”, propone alimenti nobili e colture di pregio alla base della Salute e del Benessere dell’uomo e della produzione agricola responsabile.

Ma non basta. Occorre, infatti, tenere presenti anche altri aspetti dell’alimentazione: oltre alle modifiche fisiologiche tipiche dell’età, infatti, ci sono anche cause sociali, ambientali e psicologiche, che favoriscono la malnutrizione, perdendo il ruolo del cibo, come forma di ricompensa, che innesca i circuiti neurali del piacere.

Il volume che sarà presentato al Lyceum il giorno 8 aprile alle 18, dopo un’introduzione culturale legata alle tre sostanze a cui la ricerca è stata dedicata (Carne, Olio, Cioccolata), propone una serie di ricette salutari e sostenibili, specificatamente progettate per soggetti over 65, che sono state create tramite l’approccio della co-creatione validate e commentate da esperti nutrizionisti: il progetto ha vinto il bando Public Engagement 2024 dell’Università di Firenze.


A Socie e Amici in regola con la quota di iscrizione 2025, verrà donata una copia del volume, nella preziosa edizione di Angelo Pontecorboli, un vademecum per nutrirsi in maniera responsabile, creativa e gustosa!


Interverranno

Antonia Napoletano,Dietista, Dottoranda di ricerca, presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell'Università di Firenze

Giuliano Perigli,Professore di Chirurgia, Università di Firenze

Sara Spinelli,Professoressa di Scienze e tecnologie alimentari, Università di Firenze

Linda Vignozzi,Professoressa di Endocrinologia, Università di Firenze



La Sezione Scienze e Agricoltura in collaborazione con la Presidente


Lunedì 7 aprile 2025, ore 19

Sezione musica


LA ROTTA DI MAGELLANO: DALL'EUROPA BAROCCA AL SUDAMERICA


Yvette Duo: Veronica Barsotti e Silvia Tosi, chitarre

Musiche di J. S. Bach, E. Pasquini, A. Soler, P. D. Paradisi,

F. Couperin, E. Granados, E. Gismonti, J. Cardoso, A. Piazzolla



In orario serale, alle ore 19, Lunedì 7 aprile 2025,nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), saremo trasportati in viaggio dall'Europa barocca all'America del Sud, sulla rotta di Magellano, attraverso uno concerto dell' YvetteDuo, formato dalle chitarriste Veronica Barsotti e Silvia Tosi. Il nome di questo ensemble rende omaggio a colei che è considerata la più grande e talentuosa chitarrista del secolo scorso, Ida Presti, pseudonimo di Yvette Montagnon, e lo stesso programma di questo concerto prende spunto dalle trascrizioni barocche del celebre duo formato da questa straordinaria interprete e dal marito, Alexandre Lagoya.


Veronica Barsotti e Silvia Tosi hanno improntato questo programma alla costante ricerca dell’esaltazione timbrica e cromatica della chitarra, a partire dalle trascrizioni (realizzate da Silvia Tosi) del Corale BWV 639di Johann Sebastian Bach "alla maniera di Ferruccio Busoni" e della versione del Duo Presti-Lagoya di una Canzona francese di Ercole Pasquini. Seguiranno la Sonata in Re maggioredi Antonio Soler, la celeberrima Toccata di Pietro Domenico Paradisi, la deliziosa pagina di François Couperin Le Tic Toc Choc ou le Maillotins,per poi passare, attraverso la Spagna di Enrique Granados con alcuni Valses Poéticos,a lavori di autori brasiliani e argentini del nostro tempo, come Agua e vinho di Egberto Gismonti, una Milonga di Jorge Cardoso trascritta da Silvia Tosi e il celeberrimo Libertango di Astor Piazzolla.


L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenze e da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Sabato 5 aprile a sezionemusicalyceum@gmail.com

L'iniziativa è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


YVETTE DUO
Veronica Barsotti e Silvia Tosi, chitarre

Veronica Barsotti, laureata al DAMS di Bologna con tesi in Filosofia della Musica, ha conseguito la Laurea di II livello in chitarra con lode presso il Conservatorio di La Spezia con Fabio Renato D’Ettorre e si è perfezionata a Fiesole con Roberto Frosali e Alfonso Borghese e in masterclass con il Duo Assad, David Russel, Giampaolo Bandini, Matteo Mela, Eduardo Fernandez, Lorenzo Micheli, A. Zohn e R. Todd, M. Heizman e J. Panetsos. Allieva effettiva di Oscar Ghiglia presso l’Accademia Chigiana di Siena, ha conseguito Diploma di Merito e borsa di studio. Ha ottenuto il primo premio al Concorso Internazionale “ANEMOS” di Roma, I° Premio al “Città di Ortona”, II° Premio al “G. Rospigliosi” di Lamporecchio, II° Premio al “P. Barsacchi” città di Viareggio, I° Premio al “Riviera Etrusca”. Ha collaborato con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino con i direttori Zubin Mehta e Roberto Abbado. Insegna chitarra presso il Liceo Musicale di Livorno e presso l’Accademia della Chitarra di Pontedera.

Silvia Tosi, allieva di Alfonso Borghese, ha conseguito con lode prima il Diploma e poi la Laurea di II livello in chitarra presso il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze. Si è perfezionata presso la Scuola di Musica di Fiesole con lo stesso Alfonso Borghese e presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena con Oscar Ghiglia, mentre ha seguito corsi e masterclass di Alvaro Company, Betho Davezac, Claudio Marcotulli, Léo Brouwer, del Trio Chitarristico Italiano, di Eduardo Fernandez e Pavel Steidl. Ha ottenuto il primo premio al XIV Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale “Città di Cento”, al XII Concorso Nazionale della Società Umanitaria di Milano, al IV Concorso Nazionale per Giovani Musicisti “Città di Massa”, al IV Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale “Riviera Etrusca”; ha vinto la borsa di studio per i Corsi Speciali della Scuola di Musica di Fiesole e la borsa di studio della Fondazione Federico Del Vecchio di Firenze riservata annualmente ad un’eccellenza del Conservatorio “L. Cherubini”.
Si è laureata con lode in Storia della Musica presso l’Università degli Studi di Siena con Fabrizio Della Seta ed è docente di chitarra presso il Liceo Musicale “E.S. Piccolomini” di Siena.


Sabato 5 aprile 2025 ore 11

Sezione Attività Sociali e Sezione Arte


Visita guidata alla

CHIESA DI S. GIOVANNI BATTISTA cosiddetta dell'Autstrada


A cura della Fondazione Giovanni Michelucci


La visita della Chiesa di S. Giovanni Battista, cosiddetta dell'Autostrada realizzata da Giovanni Micheluccisarà a cura della Fondazione Giovanni Michelucci.


L'appuntamento è alle ore 10.45 davanti alla Chiesa

Il costo dell'iniziativa è di 10,00 € a persona


La Chiesa di San Giovanni Battistafu costruita fra il 1961 e il 1964 e consacrata proprio il 5 aprile, giorno della nostra visita. Realizzata su progetto dell’architetto Giovanni Michelucci (1891-1990), illustre maestro della corrente del Razionalismo italiano, si trova presso la periferia occidentale di Firenze, all’incrocio fra l’Autostrada del Sole e la A11 Firenze-Mare, motivo per cui è comunemente nota come Chiesa dell’Autostrada.

Deve la collocazione all’intento di ricordare i numerosi caduti sul lavoro causati della costruzione dell’Autostrada del Sole. Struttura insolita, ricca di significati allegorici, concepita come una “tenda” per il nomade viaggiatore e intesa come luogo di sosta e ristoro spirituale per il pellegrino errante. Realizzata in pietra e calcestruzzo, la Chiesa palesa la ricerca di una nuova libertà per l’architettura, ricerca di cui Michelucci fece il proprio percorso di vita.

La Fondazione Michelucci,istituita dallo stesso architetto e nominata sua erede universale, si caratterizza come punto di riferimento nella ricerca sui temi dell'habitat sociale e del rapporto fra spazio e società. Le parole dello stesso Michelucci ne indicarono lo scopo come quello "di contribuire agli studi ed alle ricerche nel campo dell'urbanistica e della architettura moderna e contemporanea, con particolare riferimento ai problemi delle strutture sociali, ospedali, carceri e scuole".

Preceduta dalla realizzazione del "Centro Studi La Nuova Città" a Fiesole e dal Centro di documentazione Giovanni Michelucci a Pistoia, la Fondazione Michelucci viene costituita il 22 ottobre 1982 con la Regione Toscana e i comuni di Pistoia e Fiesole. Nel 1998 la Regione lascia l’istituzione, nel 1999 vi aderisce il Comune di Firenze e nel 2023 il Comune di Olbia.

Ha sede nella “Villa Il Roseto”, straordinario punto panoramico dalla collina di Fiesole verso la città di Firenze. La Villa fu abitazione di Giovanni Michelucci e parla di lui in ogni suo dettaglio.

La Fondazione collabora con istituzioni culturali ed enti pubblici in diversi cantieri di ricerca, da cui nascono progetti e proposte che mirano ad innovare le strategie d’intervento rispetto ai più scottanti problemi urbani.

Essa, inoltre, cura le visite alla sede e ai luoghi opera dell’architetto.


Vi aspettiamo

Maria Laura Piccinini e Margherita Jasink, Sezione Attività Sociali

Tessa Castellano, Sezione Arte

Lunedì 31 marzo 2025 ore 18

Sezione Musica


GIANFRANCO VINAY e MASSIMILIANO LOCANTO

Musica al presente: su Stravinskij


GREGORIO NARDI, pianoforte


Lunedì 31 marzo 2025, alle ore 18, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), dedicheremo un incontro alla figura e alla musica di Igor Stravinskij, ospitando due illustri studiosi della sua musica, Gianfranco Vinay eMassimiliano Locanto - autori dell'ultima, importante monografia italiana dedicata al compositore russo (Musica al presente. Su Stravinskij, il Saggiatore 2024) - a colloquio con il pianista e musicologo Gregorio Nardi, che eseguirà pagine di raro ascolto, sia di Stravinskij che di altri autori a lui contemporanei.

Come suo solito, Gregorio Nardi ha inanellato intorno a questa conversazione un raffinato programma di grande gusto e intelligenza, che comprenderà alcune pagine pianistiche di Stravinskij, rappresentative del suo periodo parigino e di quello americano: gli otto piccoli capolavori poetici intitolati Les cinq doigts, del 1921, il Tango scritto a Hollywood nel 1940, poco dopo l'ottenimento della cittadinanza statunitense, e l'ironica Circus polka, «composta per un giovane elefante» del circo Barnum nel 1942. Inoltre, si ascolteranno pagine di autori che furono in rapporto con Stravinskij e che parteciparono con lui all'incandescente avanguardia parigina nel primo Novecento. Saranno eseguiti il Tango di Isaac Albéniz (1890) nella virtuosistica trascrizione realizzata nel 1921 da Leopold Godowski, la Suite del 1914 Les Chants de la mi-mort di Alberto Savinio (definito da Guillaume Apollinaire "artista rinascimentale", che allude, nel titolo di questo lavoro, a uno stato mentale sospeso tra il sogno e la realtà, necessario per comprendere il mondo), la parodia futuristica del Preludio op. 28 n. 7 di Chopin nell'Antigrazioso di Alfredo Casella, dai due Contrasti del 1916, e La Danseuse aux Lions, scritta nel 1937 da Vittorio Rieti, nome ancora troppo poco conosciuto della musica del Novecento, del quale anche Stravinskij ebbe grande stima.

L'iniziativa è sostenuta da Fondazione CR Firenzee da Centrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Venerdì 28 marzo a sezionemusicalyceum@gmail.com

L'iniziativa è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica



Gianfranco Vinay (Torino, 1945), musicologo, ha insegnato Storia della musica al Conservatorio di Torino e Musicologia all'Université Paris 8.

Ha pubblicato numerosi studi di carattere storico, analitico ed ermeneutico soprattutto sulla musica del XX secolo, diversi dei quali su Stravinskij.


Massimiliano Locanto (Taurianova, 1971), musicologo, insegna Storia della musica all’Università degli Studi di Salerno. Si occupa di monodia medievale e di Novecento musicale, con un particolare interesse per l’opera di Stravinskij.


Gregorio Nardi è nato nel 1964 da una famiglia di artisti e di scrittori. Ha studiato con i nonni Rio Nardi e Gregoria Gobbi ed è stato l’ultimo allievo di Wilhelm Kempff.
Premiato ai concorsi internazionali “Arthur Rubinstein” (Tel Aviv 1983) e “Franz Liszt” (Utrecht 1986), tiene da allora concerti in quattro continenti.
Ha collaborato con grandi strumentisti (Walter Grimmer, Ilya Grubert, Günter Pichler, Egidius Streiff, Renato Zanettovich) e cantanti (Suzanne Danco, Giulia Peri, Marianne Pousseur, Elena Zaremba, Mark Padmore).
Dal 2012 registra per Limenmusic una serie di CD/DVD: i grandi capolavori di Haydn, Beethoven, Schubert, Chopin, Liszt, Brahms, accanto a rarità di Della Ciaja, Rutini, Cherubini, Moscheles, Weber, Schunke, Casamorata.
Nel 2015 l’editore LoGisma ha pubblicato il volume Con Liszt a Firenze, nel quale Nardi ha raccolto le sue ricerche sulla presenza di Liszt a Firenze. Il libro ha ricevuto il Fiorino d’Argento alla XXXIII edizione del Premio Firenze.

Sabato 29 marzo 2025 ore 11.30

Sezione Attività Sociali


Visita guidata alla mostra

"PARTIRÒ E PORTO LE COSE A CASA".

Il Fondo Duse della Famiglia Gemmi

Teatro della Pergola, via della Pergola 12/32 Firenze


A cura di LUCIA GEMMI


Alle Socie e agli Amici del Lyceum è riservata una visita speciale alla mostra di cimeli appartenuti a Eleonora Duse, facenti parte del Fondo Gemmi, attualmente esposti al Teatro della Pergola, dove già lo scorso 3 ottobre abbiamo potuto immergerci nella personalità della grande attrice grazie al magnifico spettacolo diretto da Antonio Frazzi e prodotto dal Lyceum in collaborazione con il Teatro della Toscana, con il contributo della Fondazione CR Firenze. Ora sarà Lucia Gemmi, proprietaria del Fondo e Consigliera del Lyceum, a illustrarvi la storia, le memorie e la vita segreta di splendidi oggetti, che ci raccontano ancora una Duse vista da vicino, nello sguardo amichevole di chi la accolse e la sostenne nella casa fiorentina della famiglia Gemmi.

Abbiamo organizzato per voi un altro appuntamento al Teatro della Pergola per Sabato 29 marzo alle ore 11.30.


Dato il limitato numero di posti disponibili, è necessaria la prenotazione tramite email a luciagemmi@libero.it entro giovedì 27 marzo 2025


Vi aspettiamo!

Lucia Gemmi e la Sezione Attività Sociali

Giovedì 27 marzo 2025, ore 18


LE CREATRICI DI SOGNI: LE DONNE IMPRENDITRICI DIETRO I BRAND DI GIOIELLI


ANGELA CAPUTI e BIANCA GUSCELLI BRANDIMARTE


Un incontro a cura di Valentina Vignozzi e Isetta Barsanti Mauceridal titolo Creatrici di sogni: Le donne imprenditrici dietro i brand fiorentini di gioielli,dedicato alla vita e alle esperienze di due straordinarie donne imprenditrici fiorentine: Angela Caputi eBianca Guscelli Brandimarte.


Quali sfide hanno affrontato nel loro percorso imprenditoriale? Come hanno superato le difficoltà? Quali sono stati i loro maggiori successi? Angela e Bianca condivideranno con noi una riflessione sulle differenze generazionali nel mondo dell'artigianato e del design, raccontando anche se e come hanno affrontato pregiudizi e stereotipi di genere nel loro percorso imprenditoriale e come ciascuna di loro vede il futuro del proprio settore.


L’incontro sarà seguito da un Drink (riservato alle Socie e agli Amici del Lyceum in regola con la quota 2025).


Vi aspettiamo!

Valentina Vignozzi & Isetta Barsanti Mauceri



Angela Caputi,è una rinomata designer di bijoux, conosciuta per le sue creazioni uniche e inimitabili. Nel 1975, ha fondato il suo laboratorio a Firenze, dove continua a creare personalmente le sue collezioni. I suoi gioielli, realizzati principalmente con resine sintetiche, sono apprezzati per la loro creatività e l'evoluzione costante. Le sue opere hanno attirato l'attenzione di stilisti di alta moda e musei, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York e il Museo degli Argenti di Firenze. Angela Caputi ha anche collaborato con il mondo dello spettacolo e dell'alta moda, adornando abiti e costumi di numerosi film.


Bianca Guscelli Brandimarte,nasce nel 1989 è figlia di Stefano e nipote di Brandimarte Guscelli e si pone come obiettivo quello di riportare all’uso quotidiano l’argento ed educare il mercato a apprezzarne bellezza e caratteristiche peculiari; a tal fine riprende, nel 2017, l'azienda che fu di suo nonno, morto improvvisamente nel 1994 e che era passata ai figli Stefano e Giada che già ci lavoravano. A Dicembre 2018 Bianca Guscelli ha aperto il nuovo e unico punto vendita Brandimarte nel centro storico di Firenze, in via del Moro, 92. La nuova Boutique è un vero e proprio percorso emozionale che ha l'obbiettivo di rieducare il mercato all'uso del nobile metallo e alla lavorazione che contraddistingue da sempre la storica azienda.

Martedì 25 marzo 2025, ore 18

Sezione Scienze e Agricoltura


Tavola rotonda sul libro


L'ATOMO: UNA STORIA MILLENARIA di Salvatore Califano e Vincenzo Schettino


Relatori: Luigi Dei, Antonio Fasano, Vincenzo Schettino


Latavola rotonda è dedicata al libro “L’atomo: una storia millenaria”, scritto da due amici di lunga data del Lyceum: Vincenzo Schettino e Salvatore Califano, che ci ha lasciati nel 2021. Parteciperanno il chimico Luigi Dei, che è stato Rettore dell’ Università di Firenze, e il fisico-matematico Antonio Fasano.

La presentazione verterà su una questione che ha attraversato l’intera storia del pensiero scientifico e filosofico: il mondo che chiamiamo materiale è divisibile all’infinito in parti sempre più piccole o è invece costituito da combinazioni di oggetti ultimi, che sono indivisibili e che i filosofi greci antichi chiamarono appunto “atomi”?Accesi dibattiti hanno visto contrapporsi ipotesi atomistiche e anti-atomistiche e le discussioni del mondo della fisica sull’ atomismo si sono intrecciate con i ragionamenti matematici sui paradossi del concetto di infinito. Valga come esempio il celebre argomento di Zenone di Elea, secondo cui è impossibile per il piè veloce Achille raggiungere una tartaruga, un rompicapo che è ancora oggi oggetto di analisi logiche.

“L’atomo: una storia millenaria” ricostruisce in una lettura avvincente un percorso storico e teorico, dove ipotesi e scoperte scientifiche hanno spesso interagito con dibattiti filosofici. Questo viaggio affascinante è punteggiato da tappe fondamentali della storia del pensiero: dalle concezioni atomistiche e anti-atomistiche proposte dai filosofi greci, alla rinascita dell’atomismo realizzata dalla rivoluzione scientifica galileiana e dagli sviluppi della chimica moderna, fino alle più recenti conquiste della fisica contemporanea. Si tratta di problemi complessi che gli autori sono riusciti ad illustrare con un linguaggio intuitivo e chiaro, reso ancora più fruibile dalla presenza di alcune belle immagini.

L’ultimo capitolo è dedicato alla meccanica quantistica che, inizialmente, era apparsa misteriosa e potenzialmente paradossale agli stessi padri fondatori della teoria (per esempio ad Einstein). Ma, come ci spiega il libro, i fisici di oggi hanno ormai accettato le apparenti stranezze e gli enigmi del mondo dei quanti, anche perché si sono moltiplicate le conferme sperimentali della teoria, contraddicendo eventuali ipotesi alternative.


L’incontro sarà seguito da un Drink (riservato alle Socie e agli Amici del Lyceum in regola con la quota 2025).


Il convegno è stato realizzato grazie al contributo della Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali


Vi aspettiamo!

Maria Luisa Dalla Chiara e Laura Bracco


Salvatore Califano è stato professore emerito di Chimica fisica all’Università di Firenze e fondatore del Laboratorio Europeo di Spettroscopia nonLineare.È stato socio dell’Accademia dei Lincei. I suoi interessi hanno incluso la dinamica molecolare, le spettroscopie risolte nel tempo e la storia della scienza.


Vincenzo Schettino è professore emerito di Chimica fisica all’Università di Firenze e socio dell’Accademia dei Lincei. Nel 2005 ha ricevuto il premio del Presidente della Repubblica per la ricerca scientifica. Si è interessato di chimica fisica dei solidi, di chimica in condizioni estreme e di interazioni tra scienza e arte.



Luigi Dei è professore di Chimica all’ Università di Firenze, di cui è stato Rettore negli anni 2015-2021. Si è occupato di tematiche inerenti ai nanomateriali e alla storia della chimica. Svolge una intensa attività di divulgazione scientifica sui temi della contaminazione fra discipline scientifiche e umanistiche.


Antonio Fasano è professore emerito di Meccanica analitica all’Università di Firenze e socio dell’Accademia dei Lincei. Nelle sue ricerche si è occupato principalmente di equazioni differenziali alle derivate parziali e di applicazioni a vari campi dell’ingegneria e della medicina.

Mercoledì 19 marzo 2025, ore 18

Sezione Musica


2025: grandi anniversari


ILARIA BALDACCINI,pianoforte


Musiche di D. Šostakóvič, l. Dallapiccola, E. Satie


In collaborazione con gli Amici della Musica di Firenze, la pianista Ilaria Baldaccini,raffinata specialista del repertorio novecentesco,celebrerà con noi, tre importanti anniversari musicali:il centenario della scomparsa di Erik Satieed il cinquantenario di quelle di Luigi Dallapiccolae Dmítrij Šostakóvič.


A questi compositori, che hanno lasciato impronte di grande significato nella nostra storia musicale dell'ultimo secolo, sarà reso omaggio con alcuni capolavori pianistici,a partire dall'esecuzione di 14 dei Preludi op. 34, scritti da Šostakóvičnel 1933: un'opera che si iscrive nella tradizione, da Johann Sebastian Bach a Fryderyk Chopin, delle raccolte di Preludi organizzate secondo il ciclo delle 24 tonalità maggiori e minori, e che restituisce una collana di miniature di notevole impegno interpretativo e di folgorante pregnanza espressiva.

Seguirà il Quaderno Musicale di Annalibera, composto da Luigi Dallapiccolanel 1952 su incarico del Pittsburgh International Contemporary Music Festival, che l'autore dedicò «alla mia cara bambina, nel giorno del suo ottavo compleanno»: un capolavoro che unisce la lezione del contrappunto fiammingo quattrocentesco e la particolare adesione dallapiccoliana a una serialità tutta "mediterranea", che non rinuncia all'orientamento verso un 'centro tonale', insieme alla poetica del «desiderio di evadere dal mondo» e della ricerca di purificazione, per lasciare un futuro migliore all'umanità.

Il programma si concluderà con quattro incantevoli pagine di Erik Satie,dalle enigmatiche Gnossiennes(nn. 1, 2 e 4), scritte intorno al 1890, al suadente valzer da café-chantant Je te veux,pubblicato nel 1903, che ci riporterà all'atmosfera del cabaret "Le chat noir" a Montmartre, del quale Satie fu geniale animatore musicale.

L'iniziativaè sostenuta da Fondazione CR Firenze e daCentrica-Imagine more.


Prenotazione obbligatoria entro Sabato 15 marzo a sezionemusicalyceum@gmail.com

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.

Vi aspettiamo!
Eleonora Negri ed Irene Weber Froboese
Sezione Musica


Ilaria Baldacciniè pianista e clavicembalista, allieva dei Maestri Maria Gloria Belli e Giovanni Carmassi per il pianoforte e, per il clavicembalo, dei Maestri Annaberta Conti e Gordon Murray (con il quale ha studiato presso l’Università per la musica e le arti interpretative di Vienna). Ha un’intensa attività concertistica e discografica prevalentemente come solista, alternando repertori barocchi, classici e contemporanei e svolgendo un costante lavoro di ricerca sulla letteratura pianistica del Novecento storico, poco conosciuta al grande pubblico o inedita.
Collabora con molti importanti artisti e compositori del panorama musicale attuale e molte sono le opere che ha eseguito in prima assoluta e a lei dedicate. Tra le collaborazioni più rilevanti quella con il compositore Alessandro Solbiati - per il quale ha realizzato la corposa ed inedita registrazione di Corde e martelletti, cento brevi pezzi per pianoforte solo, uscita in un doppio cd per EMA Vinci Records a maggio 2023 – oltre a quelle con Mauro Cardi, Mauro Montalbetti, Mark Andre, Roberto Fabbriciani, Monica Benvenuti, Francesco Gesualdi, Monica Guerritore, Damiano Meacci, Alvise Vidolin. Tra le Società di Concerto e Istituzioni che hanno ospitato i suoi concerti sono il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, gli Amici della Musica di Firenze, gli Amici della Musica di Modena, Nuova Consonanza – Roma, il Festival Spazio Musica di Cagliari, il Gamo di Firenze, i Conservatori di Firenze, Lucca, Avellino, Fermo, La Spezia, Siena, Livorno, gli Istituti di Cultura di Tokyo e di Vienna, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Rilevante nella sua attività il progetto di ricerca intorno alla produzione pianistica di autori che fanno capo alle scuole di Roberto Lupi e Luigi Dallapiccola, incentrato sulla musica di compositori quali (oltre agli stessi Lupi e Dallapiccola) Carlo Prosperi, Piero Luigi Zangelmi, Gaetano Giani Luporini, Sylvano Bussotti, Ugalberto De Angelis, Giancarlo Cardini, Giuseppe Bonamici, Daniele Lombardi, Giuseppe Chiari. Tre i dischi pubblicati con opere pianistiche di questi compositori per EMA Vinci Records, molti i concerti realizzati per importanti Società di concerti. Un rapporto speciale è stato intrattenuto dalla Baldaccini con i compositori Giancarlo Cardini (storico fondatore dell’Associazione GAMO di Firenze, con la quale la pianista ha collaborato dal 2018 e del cui ensemble oggi fa parte) e Gaetano Giani Luporini, che nel 2016 le ha affidato tra le altre cose l’interpretazione dei suoi Nove Mantram, ultima sua opera pianistica, ancora inedita.
Le sue esibizioni e incisioni (sei i cd pubblicati, tre dei quali per SIAE-Classici di oggi – EMA Vinci Records) sono state recensite da firme storiche e importanti testate giornalistiche - tra le quali "il Giornale della musica", "il manifesto", "Repubblica", "Classic Voice" - e presentate e trasmesse dalle emittenti radiofoniche nazionali e internazionali, tra le quali RAI Radio 3, Radio Svizzera Italiana, Radio Classica, Rete Toscana Classica.

La critica la dipinge come una pianista sofisticata e di grande bravura interpretativa, caratterizzata da una grande sensibilità al suono, sempre frutto di un profondo scavo interiore.
Attualmente insegna presso il Conservatorio Antonio Scontrino di Trapani.

Lunedì 17 marzo 2025, ore 17.30

Sezione Attività Sociali, Sezione Relazione Internazionali, Sezione Letteratura


Il cerchio che unisce. «Una donna per il cambiamento. Il sogno dell'Europa unita nella vita della fondatrice di "Femmes pour l'Europe"»


Conversazione con Marcella Filippa autrice di Ursula Hirschmann, come in una giostra (Aras, 2021)


Ursula Hirschmann (Berlino 1913 – Roma 1991) antifascista e militante del federalismo europeo, svolge un ruolo intellettuale e politico di grande rilievo nel fermento novecentesco intorno all’idea di Europa unita.

Ebrea, lascia la sua città all’avvento del nazismo, vive a Parigi a contatto col mondo degli esuli.

Sposa il filosofo ebreo e antifascista Eugenio Colorni, condivide con lui il confino, e sarà̀ tra i protagonisti della stesura del Manifesto di Ventotene e della sua diffusione.

Dopo la tragica morte di Colorni vivrà̀ la sua vita con Altiero Spinelli, uniti in un potente rapporto amoroso, condividendo il progetto di una Europa federale, capace di superare nazionalismi e abbattere muri.

Nel 1975 costituisce a Bruxelles “Femmes pour l’Europe”. Una emorragia cerebrale le toglie l’uso della parola, ma con la sua tenacia saprà̀ riacquistarla.

Madre di sei figlie, vive con passione la sua esistenza, dichiarandosi con coerenza senza patria.

Una vita come in una giostra: gioco, vertigine, meraviglia, stupore. Rappresentata spesso solo nel ruolo di moglie e musa ispiratrice, la sua vita è affermazione di autonomia, irriducibilità̀, coraggio e sfida.

L’autrice, Marcella Filippa, ci offre una nuova storia al femminile che attraversa il Novecento europeo, con una scrittura densa, originale, creativa, empatica, capace di riconoscere la complessità̀, l’autorevolezza del pensiero e dell'impegno della Hirschmann, rivelando aspetti intimi con delicatezza, dialogando con essa e con tante altre figure che l’hanno incontrata.

Ne emerge una costellazione di storie inedite e uniche. Un racconto di erramento, sconfinamenti, inattese conseguenze, che riaffiora dopo tanto oblio.


Un cameo, la socia Odile Le Saec, logopedista, prendendo spunto dall’episodio di ictus che colpì Ursula Hirschmann e dalla conseguente afasia, ci farà un breve intervento sul tema.


Marcella Filippa, vive a Torino. Direttrice della Fondazione Nocentini, storica, saggista, traduttrice, giornalista pubblicista, vincitrice di numerosi premi letterari, ha curato mostre, sceneggiature di documentari, collabora con prestigiosi istituti culturali internazionali. Ha contribuito con le sue riflessioni alla conoscenza di figure femminili europee come Etty Hillesum, Milena Jesenská, Marianne Golz Goldlust. Collabora a Enciclopedia delle donne. Molti i contributi in volumi collettanei da lei curati. Tra le sue pubblicazioni in Italia e all’estero Avrei capovolto le montagne, Dis-crimini, La morte contesa, Donne a Torino nel Novecento, Rita Levi Montalcini, Tina Anselmi.


Vi aspettiamo!

Sezioni Attività Sociali, Relazioni Internazionali, Letteratura

Giovedì 13 marzo 2025, ore 17

Sezione Letteratura


VITTORINA MAESTRONI

THOMAS CASADEI

a partire dai loro libri parleranno di


RIDISEGNARE IL "CERCHIO": DIRITTI E VISIONI DA OLYMPE DE GOUGES (E MARY WOLLSTONECRAFT) A MARY SHELLEY


Il segno delle donne nella politica, nel diritto, nelle scienze, nella letteratura è stato contraddistinto da assenze ed esclusioni.

È necessario quindi fare loro “spazio”: è questo l’obiettivo della collana “Storie e scritti di donne” nata dalla collaborazione tra il Centro documentazione donna e il CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità, Unimore e i cui volumi ruotano attorno ad una graphic novel, corredata da parole chiave, testi antologici e altri strumenti didattici.

In questa occasione verranno presentate le pubblicazioni su Olympe de Gouges e su Mary Shelley entro un dialogo che attraverserà anche l’opera di Mary Wollstonecraft.


Vittorina Maestroni, laureata in Economia da oltre venti anni è impegnata nell’associazionismo femminile. Lavora al Centro documentazione donna di Modena – di cui è stata Presidente dal 2011 al 2023 – dove si occupa di progettazione culturale, ricerca e formazione.


Thomas Casadei è professore ordinario di Filosofia del diritto presso il Dip. di Giurisprudenza dell’Univ. di Modena e Reggio Emilia, ove insegna anche Teoria e prassi dei diritti umani e Didattica del Diritto e media education. Direttore del CRID – Centro di Ricerca su Discriminazioni e vulnerabilità (www.crid.unimore.it)


Vi aspettiamo!

La Sezione Letteratura

Lunedì marzo 2025, ore 17

Presidenza


In memoria di Giorgiana Corsini

Sabina Corsini e Neri Torrigiani


UNA MOSTRA CORALE NATA DA UN'INTUIZIONE: 30 ANNI DI ARTIGIANATO E PALAZZO


con grande gioia ma non senza commozione, dedichiamo l'incontro del 10 marzo alla figura di Giorgiana Corsini, animatrice di tante iniziative fiorentine, tra cui la rassegna ARTIGIANATO E PALAZZO.

Ogg, questo appuntamento prosegue grazie alla figlia Sabina che, con Neri Torrigiani, continua nell'impegno di valorizzare le mani sapienti degli Artigiani, il loro genio, il loro estro creativo.

Ripercorrere questa storia è come guardare nell'album di famiglia della nostra città, di una Firenze antica, che non si rassegna all'omologazione, alle borse tutte uguali "Tuscan leather" appese fuori dei negozi, alla volgarità delle costate "dry aged", ostentate nelle vetrine dei ristoranti... ARTIGIANATO E PALAZZO celebra l'eccellenza dei mestieri d'arte e l'autenticità della tradizione, in un concetto ampio di bellezza, che trova, nel contesto di Palazzo Corsini e nel ricordo di Giorgiana, la sua espressione più vera e più raffinata.


Sabina Corsini e Neri Torrigiani racconteranno come da un’intuizione possa nascere una mostra, che da sempre ha un unico obiettivo: sostenere le botteghe artigiane perché continuino ad esistere in un mondo in continua evoluzione.


L'evento è a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili ed è organizzato con il contributo di Fondazione CRFirenze.


La mostra ARTIGIANATO E PALAZZO si tiene ogni anno a settembre e riunisce una selezione sempre nuova di 100 testimoni della più alta tradizione italiana ed europea nello storico Giardino di Palazzo Corsini di Firenze.

Nata dalla lungimiranza di Neri Torrigiani, accolta con entusiasmo e sostenuta con spirito mecenatistico da Giorgiana Corsini, è promossa dalla all’Associazione Giardino Corsini presieduta da Sabina Corsini.

ARTIGIANATO E PALAZZO ha saputo cambiare radicalmente il modo di raccontare il fare artigiano, unendo culture, saperi e generazioni per immaginare insieme una crescita comune tra tradizione e innovazione ed ogni anno è testimone di un progetto collettivo che, in continua evoluzione, porta all’attenzione il ruolo imprescindibile che il settore dell’artigianato svolge in tanti comparti creativi - dall’architettura al design, dal restauro nell’arte e nella tessitura, dalla fotografia alla grafica fino alla gastronomia - attraverso autorevoli testimonianze e “conversazioni” dove mondi diversi si incontrano e progettano i possibili futuri. https://www.artigianatoepalazzo.it/


Sabina Corsini, nata a Firenze, è la secondogenita del principe di Sismano don Filippo Corsini e di Giorgiana Avogadro di Valdengo e Collobiano.

Dopo aver conseguito la Maturità al College St Michaerl’s in Inghilterra, ha proseguito gli Studi a Firenze. A seguito dell’improvvisa scomparsa di sua madre, ha assunto l’incarico di presidente dell’Associazione Giardino Corsini, l'Associazione culturale senza scopo di lucro che organizza e promuove la mostra Artigianato e Palazzo. É Amministratrice Delegata dell’Azienda Agricola Marsiliana, con particolare attenzione ai settori immobiliari, agrituristico e boschivo.

Ha svolto attività di consulenza con importanti società di produzione televisive.


Neri Torrigiani, nasce a Firenze, dove vive e lavora. Dagli iniziali studi classici passa a quelli d’arte, laureandosi in Disegno Industriale all’ISIA di Firenze e iniziando a collaborare con studi di Architettura e Design. Apre il suo Studio nel 1992 concentrandosi sulla Progettazione d’Interni, la Grafica ed il Packaging, la Comunicazione e l’Organizzazione di Eventi. Oltre che ideatore ed organizzatore della Mostra ARTIGIANATO E PALAZZO è socio fondatore e responsabile del Comitato Organizzatore del progetto benefico “Corri la Vita”. Collabora con molte realtà del contemporaneo a Firenze: dall’Associazione Fabbrica Europa di cui è socio fondatore e che realizza l’omonimo Festival, a “CanGo - Cantieri Goldonetta” di Virgilio Sieni, al “Premio letterario Gregor von Rezzori - Città di Firenze” di cui è membro del Comitato Promotore e, nel passato, anche dei progetti “Quarter – Centro Produzione Arte” e “EX3 Toscana Contemporanea” di cui è stato socio fondatore.

Il suo sito internet è: www.torrigiani.com


Vi aspettiamo!

La Presidenza

Venerdì 7 marzo 2025, ore 17.30

Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze Sala del Buonumore "Pietro Grossi" (Piazzetta delle Belle Arti, 2)


Omaggio a Sergio Sablich a 20 anni dalla scomparsa


Angelo Foletto, musicologo e critico musicale

Giovanni Bellucci, pianoforte


Musiche di J. S. Bach/F. Busoni, R. Schumann, F. Liszt, G. Verdi/F. Liszt, F. Chopin/F. Busoni, F. Busoni, K. Weill, G. Bellucci


Renderemo omaggio al musicologo, organizzatore e critico musicale Sergio Sablich nel ventesimo anniversario della sua scomparsa.

A ricordarlo - dopo i saluti di Rosa Maria Di Giorgi, Presidente del Conservatorio "L. Cherubini" di Firenze, e di Franco Papetti, Presidente Associazione Fiumani Italiani nel mondo - sarà il collega e amico Angelo Foletto, prima del concerto che il pianista Giovanni Bellucci dedicherà a Sablich intorno alla figura di Ferruccio Busoni: un musicista sul quale Sablich ci ha lasciato una splendida monografia, che ha ricevuto una recente, auspicata ristampa (Sergio Sablich, Busoni, Milano-Torino EDT 1982 Reprints EDT 2024). Il programma illustrerà la figura di Ferruccio Busoni compositore, trascrittore e interprete e comprenderà la Fantasia e Fuga sul nome B-A-C-H di Franz Liszt, il Preludio-Corale di J. S. Bach, trascritto da Busoni, “Nun komm’ der Heiden Heiland” BWV 659, la Toccata in Do maggiore op. 7 di Robert Schumann, la trascrizione di Liszt del Miserere dal Trovatore di Giuseppe Verdi, la Sonatina Seconda di Busoni, la Ballata di Mackie Messer dall’Opera da Tre Soldi di Kurt Weill, l'Elegia n. 4 “Turandots Frauengemach” di Busoni, uno Studio pucciniano (“Nessun dorma”) di Giovanni Bellucci, la Polacca in La bemolle maggiore op. 53 “Eroica” di Fryderyk Chopin nella trascrizione di Busoni e la Rapsodia Ungherese n.12 di Franz Liszt.


L'iniziativa è realizzata da AFIM (Associazione Fiumani nel Mondo) con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, in occasione del Giorno del Ricordo 2025, in collaborazione con il Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze e con il nostro Club.


L'ingresso è libero, fino al raggiungimento dei limitati posti disponibili. Prenotazione obbligatoria entro lunedì 3 marzo scrivendo a sezionemusicalyceum@gmail.com o telefonando al 334 6000384


Il Lyceum è sostenuto da Fondazione CRFirenze e Centrica-Imagine more

Angelo Foletto è critico musicale della «Repubblica» dal 1978. Ha insegnato al Conservatorio di Milano e alla Scuola Holden. Dal 1996 al 2023 è stato Presidente dell’Associazione Nazionale Critici Musicali e oggi della giuria del Premio Abbiati. Ideatore di “Prima delle prime” e autore di “Domenica in concerto”. Già vicedirettore di «Musica Viva», collabora con «Amadeus», «Classic Voice», «Suonare News». Ha scritto, tra l’altro, il libro-intervista Carlo Maria Giulini e Ho piantato tanti alberi - Claudio Abbado ritratti recensioni interviste. In uscita La musica non si ferma – Maurizio Pollini pianoforte e battaglie civili.


Più volte premio “Editor’s choice” di Gramophone, per la rivista britannica Giovanni Bellucci “è un artista destinato a continuare la grande tradizione italiana, storicamente rappresentata da Busoni, Zecchi, Michelangeli, Ciani, Pollini”. “Non esistono dieci pianisti come lui al mondo: egli ci riporta all’età d’oro del pianoforte”. Così il quotidiano "Le Monde" sottolinea la vittoria di Bellucci alla World Piano Masters Competition di Monte Carlo, giunta al culmine di una lunghissima serie di affermazioni nei concorsi internazionali: Regina Elisabetta di Bruxelles, Primavera di Praga, Casella di Napoli, Claude Kahn di Parigi, Busoni di Bolzano. “Premio Ferenc Liszt alla carriera”, Bellucci è stato inserito dal magazine "Diapason" nella Top Ten degli interpreti ideali del compositore ungherese. La ristrettissima selezione lo accosta a Martha Argerich, Arrau, Brendel, Ciccolini, Cziffra, Kempff, Zimerman.
Giovanni Bellucci si è esibito per i più celebri auditorium, teatri di tradizione e festival: Hollywood Bowl, cui deve il suo debutto americano di fronte a 18.000 spettatori, Golden Hall del Musikverein di Vienna, Performing Arts Society di Washington, Svetlanov Concert Hall di Mosca, Sydney Opera House, Herkulessaal di Monaco di Baviera, Konzerthaus di Berlino, Palais Princier di Monte-Carlo, Teatro alla Scala di Milano, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Massimo di Palermo, Accademia Nazionale di S. Cecilia a Roma, Beethovenfest di Bonn, Wagner Festival di Ginevra, Prague Spring Festival, Festival di Newport (U.S.A.), Bath Music Festival (Inghilterra), Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, Ravello Festival, Festival di Yokohama (Giappone), Piano Festival di Singapore, Festival di San Pietroburgo, Firkusny Piano Festival di Praga, Festival de La Roque d’Anthéron, Chorégies d’Orange, Festival Chopin a Nohant, Radio France et Montpellier, Dias da Musica e Beethoven Festival di Lisbona, e per le più prestigiose sale da concerto parigine (Théâtre des Champs-Elysées, Cité de la Musique, Salle Pleyel, Auditorium du Louvre, Salle Gaveau, Théâtre du Châtelet).
Pianista dal vastissimo repertorio, Bellucci ha eseguito in concerto le 32 Sonate di Beethoven al Politeama di Palermo, le 19 rapsodie ungheresi e il ciclo completo delle Harmonies poétiques et religieuses di Liszt all’Auditorium del Louvre di Parigi e al Festival di Radio France et Montpellier, le 9 Sinfonie di Beethoven/Liszt all’Auditorium Belem di Lisbona, la trascrizione lisztiana della Sinfonia Fantastica alla Performing Arts Society di Washington DC, la stessa Fantastique più l’Harold en Italie, sempre trascritti da Liszt, all’Auditorium Parco della Musica di Roma e al Festival Lisztomanias di Châteauroux, i 5 Concerti di Beethoven in due serate consecutive con l’Orchestra Sinfonica di Biel-Solothurn, l’integrale delle opere di Busoni per pianoforte e orchestra con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e con l’Orchestra del Teatro Nazionale di Mannheim.
Tra le sue incisioni discografiche sono da segnalare: la Sinfonia Fantastica di Berlioz/Liszt (Decca), le parafrasi di Liszt su opere di Verdi e Bellini (Warner Classics), il Primo Concerto di Chopin nella rarissima revisione di Tausig, il Concerto n. 1, il Totentanz e le 19 Rapsodie ungheresi di Liszt (Accord/Universal France), i tre Concerti per pianoforte e orchestra da camera di Alkan (Piano Classics), la Rapsodia Spagnola di Liszt/Busoni, il Konzertstück, Romanza e Scherzoso e la Fantasia Indiana per pianoforte e orchestra di Busoni (Da Vinci), le 32 Sonate di Beethoven e le 9 Sinfonie di Beethoven/Liszt (Brilliant Classics) e i 5 Concerti di Beethoven (Calliope) con cadenze solistiche composte da Beethoven, Liszt, Brahms, Busoni, Fauré, Reinecke, Stavenhagen, Gould e da Bellucci stesso.

Mercoledì 5 marzo 2025 ore 15.30

Sezione Attività Sociali


Visita guidata alla mostra

"PARTIRÒ E PORTO LE COSE A CASA".

Il Fondo Duse della Famiglia Gemmi

Teatro della Pergola, via della Pergola 12/32 Firenze


A cura di LUCIA GEMMI


Alle Socie e agli Amici del Lyceum è riservata una visita speciale alla mostra di cimeli appartenuti a Eleonora Duse, facenti parte del Fondo Gemmi, attualmente esposti al Teatro della Pergola, dove già lo scorso 3 ottobre abbiamo potuto immergerci nella personalità della grande attrice grazie al magnifico spettacolo diretto da Antonio Frazzi e prodotto dal Lyceum in collaborazione con il Teatro della Toscana, con il contributo della Fondazione CR Firenze. Ora sarà Lucia Gemmi, proprietaria del Fondo e Consigliera del Lyceum, a illustrarvi la storia, le memorie e la vita segreta di splendidi oggetti, che ci raccontano ancora una Duse vista da vicino, nello sguardo amichevole di chi la accolse e la sostenne nella casa fiorentina della famiglia Gemmi.

Abbiamo organizzato per voi due appuntamenti al Teatro della Pergola, in giorni e orari diversificati, per consentire una più ampia vostra partecipazione: il primo sarà Mercoledì 5 marzo alle ore 15.30, il secondo sarà Sabato 29 marzo alle ore 11.30.


Dato il limitato numero di posti disponibili, è necessaria la prenotazione tramite email a luciagemmi@libero.it

Vi aspettiamo!

Lucia Gemmi e la Sezione Attività Sociali

Lunedì 3 marzo 2025 ore 18

Sezione Arte


CONTEMPORANEA PROGETTI

Arch. Eugenio Martera


Costruire mostre


Lunedi 3 marzo, alle ore alle ore 18.00 sarà un grande piacere ospitare al Lyceum l'Arch. Eugenio Martera  di Contemporanea Progetti per la conferenza: “Costruire mostre”.

 

L'evento, a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili, è organizzato con il contributo della Fondazione CR Firenze.

 

Contemporanea Progetti, è un’azienda fiorentina specializzata nell’ideazione e organizzazione di mostre temporanee a livello internazionale, nonché nello sviluppo di servizi museali. Fondata nel 1999 dagli architetti Eugenio Martera e Patrizia Pietrogrande, l’azienda vanta oltre 20 anni di esperienza nel settore, durante i quali ha realizzato più di 200 mostre in collaborazione con oltre 100 musei distribuiti in quattro continenti. 

Il team di Contemporanea Progetti è composto da storici dell’arte, archeologi, architetti, grafici ed esperti di comunicazione. Questi professionisti lavorano insieme per sviluppare, organizzare e gestire mostre temporanee di alto valore educativo, che spaziano dall’archeologia alle belle arti, dalla scienza al design, dalla storia delle culture umane all’arte contemporanea.  

Oltre all’organizzazione di mostre, l’azienda offre servizi di consulenza museale per supportare i musei nello sviluppo e nella realizzazione di progetti espositivi. Questo include l’internazionalizzazione delle collezioni museali, l’organizzazione di tour internazionali, la gestione logistica delle mostre, l’allestimento di spazi espositivi e la creazione di installazioni multimediali e immersive.  

Per condividere la propria esperienza e formare nuovi professionisti nel settore, Contemporanea Progetti ha istituito ContemporaneAcademy, una struttura dedicata alla formazione in ambito museale ed espositivo. I corsi offerti mirano a fornire competenze pratiche per operare nel campo dell’organizzazione di eventi artistici e culturali a livello nazionale e internazionale.  

Grazie alla creatività e alla professionalità del suo team, Contemporanea Progetti, si è affermata come una forza internazionale leader nel mondo dell’arte e della cultura, promuovendo il patrimonio culturale italiano e internazionale attraverso mostre ed eventi di rilievo.  

 

Eugenio Martera, è un architetto e dottore di ricerca presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. Ha svolto attività didattica come docente in corsi di Progettazione Architettonica, Mostre e Museografia, Architettura degli Interni e Teorie della Ricerca Architettonica Contemporanea. È stato fondatore e direttore fino al 2009 della rivista internazionale di architettura “AND”. Specializzato in museologia e museografia, Martera, conduce ricerche focalizzate sull’interazione tra allestimenti e visitatori, nonché sull’integrazione di sistemi tecnologici e informatici avanzati. Attualmente, ricopre il ruolo di Responsabile della Direzione Artistica presso Contemporanea Progetti, dove coordina un team multidisciplinare impegnato nella progettazione di mostre temporanee e musei sia in Italia che all’estero.

Nel corso di oltre 25 anni di carriera, Martera, ha collaborato con i principali musei italiani e ha sviluppato mostre d’arte e archeologia per importanti istituzioni internazionali in tutto il mondo.


 Sezione Arte

Giovedì 27 febbraio 2025 ore 18

Sezione Letteratura


Tutti gli uomini sono dei mostri. Non c'è altro da fare che cibarli bene. Un buon cuoco fa miracoli!


Lo spiegano Silena Santoni e Luca Palli 

A partire dal romanzo di Silena Santoni La mia creatura (Giunti, 2024)


la conferenza inizierà con una rapida presentazione dei libri di Silena Santoni e con l’individuazione al loro interno di un denominatore comune ricorrente: il lato oscuro dell’essere umano. A questo tema si ricollega “La mia creatura” che vede nel “mostro” l’elemento centrale della narrazione. Saranno quindi affrontati gli altri argomenti del romanzo, quelli presenti in Frankenstein, il doppio, l’emarginazione del diverso, il rapporto tra etica e scienza, e quelli proposti dall’Autrice, l’emancipazione femminile, la consapevolezza di sé, la scrittura come strumento di riscatto e come conquista di una sorta di immortalità. All’interno della presentazione saranno fatte due brevi letture.

 

Silena Santoni, è nata e vive a Firenze. Dopo una lunga carriera nella scuola come insegnante di Lettere è approdata alla scrittura. Di grande aiuto sono stati i corsi di teatro, la scuola di recitazione con Riccardo Rombi e la ventennale esperienza con la compagnia amatoriale Katapult come attrice e come scrittrice di sceneggiature. Con la casa editrice Giunti ha pubblicato quattro romanzi (Una ragazza affidabile, 2018; Piccola città, 2020; Volver, 2022; La mia creatura, 2024) ha scritto alcuni racconti pubblicati in varie antologie e alcuni articoli per “Repubblica “ e per “La Nazione”.

 

 

Luca Palli, è nato e vive a Firenze. Fin da giovanissimo ha coltivato due grandi passioni: il teatro, per il quale ha scritto numerosi testi curandone anche la regia, e la scrittura affermandosi nel genere thriller con i romanzi L’uomo che non dorme, 2020; Shardana, 2021; La ragazza dei lupi, 2022; Il fantasma, 2023; La quinta vittima, 2024. Molti dei suoi testi teatrali hanno vinto premi regionali e nazionali (La schiuma della terra; Una commedia nera;Thea; L’ultima opportunità; Le meduse; Ultima notte; Plutarco; Hardboiled hotel; La scelta; Montabbano sono!).


 Sezione Letteratura

Lunedì 24 febbraio 2025 ore 18

Sezione Musica


Nel 500° anniversario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina


MICHELANGELO GABBRIELLI

«Ad imitationem moduli…»: circolarità di modelli e motivi in due capolavori di Giovanni Pierluigi da Palestrina


Il musicista e musicologo Michelangelo Gabbrielli tornerà a introdurci ad alcuni capolavori della musica del Rinascimento, celebrando il 500esimo anniversario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina con un incontro di educazione all'ascolto di due gioielli di colui che fu definito il princeps musicae. L’enorme produzione di Palestrina, sacra – messe, mottetti, inni, Magnificat e madrigali spirituali – e profana – madrigali – raggiunge i suoi più alti vertici nell’imponente corpus delle 104 messe: in esso Palestrina esaurisce tutte le possibilità delle tecniche contrappuntistiche. Saremo 'presi per mano' alla scoperta delle forme della messa parafrasi e della messa parodia, attraverso due straordinari capolavori di Palestrina: la Missa «Jam Christus astra ascenderat», tratta dal Libro Quinto delle messe (Roma, 1590), e la Missa «Qual è il più grande amore», che prende a modello un madrigale di Cipriano de Rore (Venezia, 1601). Di entrambe saranno illustrati i caratteri peculiari mediante l’esposizione del quadro storico di riferimento e rimandi alle arti figurative e nella poesia cinquecentesche, con ascolti di pagine di grande bellezza e sapienza compositiva.


Con il sostegno di Fondazione CRFirenze e Centrica-Imagine more.


La lezione-concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.



Michelangelo Gabbrielli si è diplomato in Musica Corale e Direzione di Coro, Organo e Composizione Organistica al Conservatorio «L. Cherubini» di Firenze, e in Composizione Polifonica Vocale, Composizione, Musicologia – con il massimo dei voti e la lode – al Conservatorio «G. Verdi» di Milano.

Fondatore e direttore del coro «Concentus Vocum», gruppo costituito da cantori musicisti (strumentisti, cantanti, direttori di coro, docenti di insegnamenti di discipline musicali, diversi dei quali con molteplici esperienze vocali in vari ambiti), svolge con questo attività concertistica e in particolare opera di riscoperta e riproposizione delle musiche dell’Archivio Musicale del Duomo di Como – diverse delle quali anche in prima esecuzione moderna – che si concretizza nella stagione annuale «In choro et organo. I suoni della Cattedrale» (su progetto proprio, realizzato in collaborazione fra il Conservatorio e il Duomo di Como) giunta nel 2024 alla VIII Edizione. Con questo gruppo vocale ha realizzato per l’etichetta Tactus la prima registrazione mondiale della raccolta Armonia ecclesiastica (1653) di Sisto Reina e, anch’essa in prima esecuzione mondiale, la registrazione dei Virginalia (1607) di Gregor Aichinger, di cui aveva curato in precedenza la prima edizione moderna.

Ha curato prime esecuzioni moderne di autori contemporanei ed edizioni di raccolte polifoniche. Diversi suoi studi sono stati presentati in occasione di convegni internazionali e successivamente pubblicati (altri sono in corso di stampa). Suoi lavori di carattere storiografico e analitico sono editi, fra gli altri, anche in collane della Società Italiana di Musicologia. È attivo anche come saggista e critico.

Per il Lyceum Club Internazionale di Firenze svolge incontri di ascolto e divulgazione sulla musica del Rinascimento, in particolare sulla storia del madrigale. Recentemente ha tenuto seminari su aspetti inerenti la musica del Cinquecento al Conservatorio «F. Morlacchi» di Perugia.

È titolare della cattedra di Esercitazioni corali presso il Conservatorio «G. Verdi» di Como, istituto nel quale è anche docente di Prassi esecutiva e Repertorio rinascimentale, di Semiografia musicale e di Filologia musicale.


Sezione Musica

Giovedì 20 febbraio 2025 ore 18

Presidenza


Nel Libro Rosso di Tà. Wanda Ferragamo (Electa, 2022)


Quando si parla di "circolari", viene in mente un mezzo di notificazione o di comunicazione di atti amministrativi e temiamo lo spalancarsi delle fredde e grigie porte della burocrazia.


Niente di tutto questo!


Le Circolari di Tà fanno parte del lessico familiare di Casa Ferragamo e indicano le lettere che Wanda Ferragamo ha scritto ai nipoti.

Per lei è stato un modo per essere costantemente presente nelle loro vite e per trasmettere valori, ricordi, insegnamenti.

E' proprio una nipote a consentirci di accedere al mondo di questa Donna straordinaria, che è stata moglie, madre di sei figli, vedova precoce e grande imprenditrice.

Una Donna intelligente e determinata, che ha saputo fare suo il sogno del marito.

Una Donna, che ha saputo far fruttare i talenti della parabola di Matteo 25:14-30, metafora di quanto abbiamo ricevuto.

Sono doni da valorizzare, spendere, condividere: sono la “ricchezza” della nostra vita, sono le basi delle nostre relazioni.

Wanda Ferragamo non ha nascosto i talenti nella buca scavata nel terreno come il servo malvagio e pigro del Vangelo, ma ha avuto coraggio ed ha accettato il rischio.

Della sua vita e della sua esperienza parlerà la nipote Ginevra Visconti, intervistata da Stefania Ricci.


Vi aspettiamo giovedì 20 febbraio alle 18.

La Presidenza


Ginevra Visconti, è nata a Milano nel 1975.

Si è laureata in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano con una tesi sul giornalismo italiano in Argentina.

Ha conseguito un Master in giornalismo all’Universitá Torcuato Di Tella di Buenos Aires, città dove ha vissuto per più di dieci anni e dove ha lavorato per il quotidiano La Nacion.

Nel 2011, in occasione dei novant’anni della nonna Wanda Ferragamo, le ha regalato la prima versione, stampata in pochissime copie, del romanzo biografico Nel libro rosso di Tà.

Rientrata in Italia nel 2014 ha lavorato come free lance per diversi media, in Italia (AD Italia e Linkiesta) e all’estero (Yo Dona Espana, la Nacion Revista), e ha conseguito un Master in Agribusiness all’Università Luigi Bocconi a Milano. Oggi lavora come imprenditrice agricola, alleva cavalli, e dal 2017 è parte nella squadra Nazionale italiana Femminile di Polo.


Stefania Ricci. Laureata in Lettere con indirizzo in Storia dell’Arte presso l’Università di Firenze, nel 1984 inizia a collaborare con la Galleria del Costume di Palazzo Pitti e con Pitti Immagine, curando la realizzazione di alcune mostre e cataloghi come “La Sala Bianca: nascita della moda italiana” (Electa) nel 1992, e nel 1996, in occasione della Biennale d’Arte e Moda a Firenze, della mostra “Emilio Pucci” (Skira). Nel 1985 cura la prima mostra retrospettiva su Salvatore Ferragamo a Palazzo Strozzi a Firenze e le sue diverse tappe al Victoria and Albert Museum di Londra (1987), al Los Angeles County Museum (1992), alla Sogetsu Kai Foundation a Tokyo (1998) e al Museo del Palacio de Bellas Artes di Città del Messico (2006) iniziando a organizzare l’archivio dell’azienda. Dal 1995 è direttore del Museo Ferragamo e responsabile degli eventi culturali nel mondo; da allora ha curato tutte le mostre organizzate dal museo e i relativi cataloghi, tra cui si ricordano “Audrey Hepburn. Una donna, lo stile” (Leonardo Arte) nel 1999, “Evolving Legend. Salvatore Ferragamo 1928-2008” (Skira, 2009), “Greta Garbo. Il mistero dello stile” (Skira, 2010), “Marilyn” (Skira, 2012), “Il calzolaio prodigioso” (Skira, 2013), “Equilibrium” (Skira, 2014), “Un palazzo e la città” (Skira, 2015), “Tra arte e moda” (Mandragora, 2016), “1927 Il ritorno in Italia” (Skira, 2017), “L’Italia a Hollywood” (Skira, 2018), “Sustainable Thinking” (Electa, 2019), “Seta” (Electa, 2021), “Donne in equilibrio” (Electa, 2022), “Salvatore Ferragamo 1898-1960” (Electa, 2023). Nel 2019 è stata nominata membro della Commissione di studio per l’individuazione di politiche pubbliche per la tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione della moda italiana come patrimonio culturale. Dal 2013 è direttore della Fondazione Ferragamo.

E’ docente di storia della moda presso alcuni istituti di settore e membro del Comitato Scientifico di ITS Arcademy a Trieste, dedicato alla moda contemporanea.


La Presidenza

Lunedì 17 febbraio 2025 ore 18

Sezione Arte


PIERO GUICCIARDINI

Studio Guicciardini & Magni Architetti

Costruire musei


Sarà un grande piacere ospitare al Lyceum Piero Guicciardini dello studio Guicciardini & Magni Architetti per la conferenza: “Costruire musei”.


Costruire un museo non significa solo progettare un edificio: significa creare uno spazio in cui la cultura prende vita, un luogo in cui il passato dialoga con il presente e il visitatore diventa protagonista dell’esperienza.


La progettazione museale è un percorso complesso e affascinante, che unisce architettura, scenografia, design e narrazione. Ogni museo è unico perché nasce dall’incontro tra la sua collezione, il contesto storico e culturale, e il pubblico a cui si rivolge.


Verranno descritte le fasi fondamentali per costruire un museo che vanno dall’idea e la visione iniziale, al progetto, all’allestimento e alla narrazione con il suo percorso espositivo. Ogni oggetto racconta una storia che dialoga con il visitatore attraverso luce, materiali e tecnologie per rendere l’esperienza coinvolgente.

Un museo non è solo un contenitore di opere, ma un luogo vivo, pensato per accogliere, educare e ispirare.


Ogni museo è una sfida e un’opportunità: unisce passato e futuro, tradizione e innovazione. La sua creazione è un viaggio fatto di ricerca, sensibilità e passione, per donare al pubblico un luogo di conoscenza e meraviglia.


Mi auguro che questo viaggio nel mondo della progettazione museale possa suscitare la vostra curiosità, per visitare un museo con occhi che possano cogliere non solo la bellezza, ma anche il pensiero e la passione che lo hanno reso possibile.


Guicciardini & Magni Architetti, è uno studio di Architettura con sede a Firenze, che si occupa di Beni Culturali alle diverse scale, nei campi dell’Architettura, del Restauro architettonico, dell’Allestimento museografico e dell’Interior Design.
Dal 1990 Guicciardini & Magni Architetti hanno realizzato oltre 100 musei e altrettante mostre temporanee in Italia e all’estero, confrontandosi con tutti i tipi di esposizione, dall’Archeologia all’Arte Contemporanea, dal Design alla Scienza, dall’Etnografia alla Moda.
Caratteristica peculiare di Guicciardini & Magni Architetti è la capacità di allestire l’arte, confrontandosi con i capolavori di ogni tempo per costruire installazioni rispettose dell’opera originale e dei suoi significati, ma allo stesso tempo espressive di una sensibilità nuova e contemporanea.
La qualità del lavoro di gruppo nasce dalle capacità individuali che, prima ancora che nell’Architettura, si sono sviluppate nei campi del Disegno, della Scenografia teatrale, della Fotografia e delle loro interrelazioni.



Sezione Arte

Giovedì 13 febbraio 2025 ore 18

Sezione Rapporti Internazionali


ROSANNA TURCINOVICH GIURICIN

Di questo mar che è il mondo...

Dialogano con l'autrice FRANCO PAPETTI e MARINA SABLICH


Il racconto di una traversata per mare del padre alla fine degli anni '30, dà all'autrice spunto per una riflessione sullo stretto legame tra luoghi e persone e tra storia e Storia.

Franco Papetti e Marina Sablich, dialogando con l'autrice, ci restituiranno tutto il senso di una narrazione, apparentemente di un semplice viaggio, che è in realtà la testimonianza di una presa di coscienza della propria specificità personale e civica.

Il senso di appartenenza all'Italia e, nel contempo, di estraneità al regime fascista è uno dei fili conduttori di questo romanzo di formazione che, attraversando lo spazio e il tempo, intesse un ininterrotto rapporto tra padre e figlia; una figlia che ha vissuto nel tessuto familiare le conseguenze identitarie dell'esodo di massa degli Italiani dalla Jugoslavia e che ci riflette con partecipazione commossa.


Rosanna Turcinovich Giuricin, giornalista, nata a Rovigno nel 1957, si è formata al quotidiano “La Voce del Popolo” di Fiume; trasferitasi a Trieste nel 1992, ha collaborato con "Trieste Oggi"," Il Meridiano", "il Piccolo-Istria Amica", "Telequattro" e "TeleCapodistria". E’ ideatrice de "La Bancarella, Salone del Libro dell’Adriatico orientale", che ha curato a Trieste, Torino e Roma.

Attualmente è direttrice del mensile “La Voce di Fiume” dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, della rivista per le Ambasciate italiane nel Mondo “Eccellenza/Excellency”, collabora con la rivista “Nord Adriatico Magazine”.

Ha fatto parte dell’associazione Giuliani nel Mondo dal 2008 al 2020.

Per la sua attività letteraria ed il suo ruolo “trasversale” ha vinto il Premio Leone di Muggia e il premio Valenziano a Genova nel 2018 e, nel 2021, il Premio Fulvio Tomizza del Comune e dei Lions di Trieste. Nel 2023 è stata nominata “Donna dell’anno” dai corregionali dell’ERAPLE all’estero.

“Di questo mar che è il mondo...” è la sua opera più recente.


Marina Sablich, figlia di genitori entrambi fiumani, dopo gli studi umanistici, ha lavorato nel campo del turismo, con ruoli che la hanno portata ad avere un'ampia esperienza su vari aspetti della ricezione turistica e dell'organizzazione congressuale


Franco Papetti, è nato nel 1948 a Fiume, e, con la famiglia, si è trasferito negli anni cinquanta come profugo a Perugia, dove ha effettuato gli studi universitari in Economia e Commercio; ha poi svolto la professione di manager nel settore commerciale in aziende industriali italiane ed estere.

Da sempre attivo nel settore associativo giuliano-dalmata ha ricoperto rilevanti incarichi come membro del Consiglio Direttivo della Società di Studi fiumani, Vice-Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e Vice-Presidente Federesuli.

Attualmente è Presidente dell’ Associazione Fiumani italiani nel mondo.

Il 27 dicembre 2022 il Presidente Sergio Mattarella lo ha insignito del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica italiana.


Sezione Rapporti Internazionali

 

Lunedì 10 febbraio 2025 ore 17


SEZIONE LETTERATURA


MARZIA MINUTELLI


QUANDO NASCE UNA STELLA: «LE CŒR INNOMBRABLE» DI ANNA DE NOAILLES. (Passigli, 2023)

Introduce: ANNE-CHRISTINE FAITROP-PORTA


Lunedì 10 febbraio 2025, alle ore 17, la Sezione Letteratura presenta Marzia Minutelli, che terrà la conferenza dal titolo Quando nasce una stella: «Le Cœur innombrable» di Anna de Noailles introduce Anne-Christine Faitrop-Porta


La relazione si incentra sulla raccolta poetica d’esordio di Anna de Noailles, Le Cœur innombrable, pubblicata a Parigi all’alba del XX secolo, tradotta in versi regolari da Marzia Minutelli nel libro Il cuore innumerevole (Passigli 2023) che viene qui presentato. Il volume ottenne al suo apparire un trionfo di pubblico e di critica talmente plenario da consacrare ipso facto la sua autrice a stella di prima grandezza: a neanche venticinque anni la contessa franco-rumena divenne un personaggio osannato e insignito dei più prestigiosi riconoscimenti, la musa scintillante di cui i salons si contendevano la presenza, l’idolo di tutta una generazione, come testimonia François Mauriac: «Questa giovane donna illustre prestò la sua voce a un’intera gioventù tormentata. La sua poesia fu il grido della nostra adolescenza». Fremente inno alla natura, la raccolta rispecchia una sensibilità creaturale del tutto scevra da pregiudizî antropocentrici che, in tempi di ecologismo e animalismo avanzanti, colpisce per la sorprendente modernità. Molto del fascino di questi versi risiede anche nelle loro qualità formali: l’invenzione verbale vertiginosa, la suggestiva musicalità. Senza scomodare i gender studies oggi tanto in voga, è venuto il momento di far conoscere ai lettori italiani un poeta che la Francia e i paesi francofoni annoverano tra i loro classici e la cui riscoperta è da anni in atto in altre nazioni europee e negli Stati Uniti.


ANNA DE NOAILLES. Anna-Élisabeth Bibesco Bassaraba de Brancovan (1876-1933), principessa di stirpe rumeno-greca, dal 1897 contessa de Noailles in virtù delle nozze con un rampollo dell’alta aristocrazia francese, è stata un’incontrastata vedette della Parigi della Belle Époque, ma soprattutto una scrittrice, in primo luogo una poetessa, di sicuro talento e di larga popolarità. La sua opera, vasta e multiforme, comprende nove libri di versi (Le Coeur innombrable, 1901; L’Ombre des jours, 1902; Les Éblouissements, 1907; Les Vivants et les Morts, 1913; Les Forces éternelles, 1920; Poème de l’Amour, 1924; L’Honneur de souffrir, 1927; Poèmes d’enfance, 1928; Derniers Vers, 1933), tre romanzi (La Nouvelle Espérance, 1903; Le Visage émerveillé, 1904; La Domination, 1905), quattro raccolte di novelle e prose liriche (De la rive d’Europe à la rive d’Asie, 1913; Les Innocentes, ou la Sagesse des femmes, 1923; Passions et Vanités, 1926; Exactitudes, 1930), un’autobiografia (Le Livre de ma vie, 1932) e molti altri scritti, tra cui una monumentale corrispondenza con eminenti personalità del suo tempo. Musa ufficiale della Terza Repubblica, fu insignita dei titoli di cavaliere, di ufficiale e di commendatore della Légion d’honneur, ricevette il Grand prix de littérature dell’Académie française e venne eletta primo membro femminile all’Académie royale de Belgique.


MARZIA MINUTELLI, Critica e filologa, si è laureata in Lettere a Firenze, sua città natale, con una tesi su Sabadino degli Arienti («La miraculosa aqua». Lettura delle «Porretane novelle», Firenze, Olschki, 1990). Ha conseguito il Diploma di Perfezionamento presso la Scuola Normale di Pisa con l’edizione delle Lettere ai Gonzaga di Floriano Dolfo (Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2002). Borsista postdottorato all’Università di Siena e assegnista di ricerca presso l’ateneo pisano, ha conseguito un secondo dottorato a Ginevra con lo studio L’arca di Saba (Olschki, 2018), premio «Montale Fuori di casa» 2019. Docente liceale, ha insegnato Letteratura italiana come cultrice della materia e contrattista all’Università di Pisa. Nel 2014 ha acquisito l’abilitazione nazionale alla docenza universitaria di Letteratura italiana. Si occupa di letteratura umanistico-rinascimentale e di poesia moderna e contemporanea, anche straniera (ha tradotto in versi Il cuore innumerevole di Anna de Noailles, Firenze, Passigli, 2023). Collabora con le principali riviste di italianistica e il Dizionario Biografico degli Italiani. Condirige «Soglie», è redattrice di «Italianistica» e membro del Gruppo di ricerca internazionale «Cinquecento plurale». Dal 2014 al 2018 ha presieduto la giuria del Premio nazionale di poesia «Antica Badia di San Savino».


ANNE-CHRISTINE FAITROP-PORTA. Professeur honoraire des Universités in Francia, Commandeur des Palmes académiques, Médaille vermeil de l’Académie française, Medaglia d’argento del Ministero della Pubblica Istruzione, è autrice di numerosi libri e articoli sui contatti culturali tra la Francia e l’Italia alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento. Ha studiato l’influsso dell’Italia su Ernest Renan, Émile Zola, Paul Bourget, René Bazin, e altri viaggiatori meno noti come André Maurel; ha pubblicato, indagando il contatto tra le culture, i viaggi di Corrado Alvaro — del quale, fra l'altro, ha scoperto la traduzione di brani della Recherche du temps perdu di Proust, la prima traduzione in italiano — a Parigi, a Berlino, in Turchia e in Russia. All'opera di Ernest Renan, di cui ha documentato l’ampia risonanza che ebbe in Italia, ha dedicato lunghe ricerche ed è Membro del Comitato direttivo della Société des Études renaniennes. Di recente ha tradotto in italiano il dramma filosofico di Renan, L'Abbesse de Jouarre (La badessa di Jouarre, Effigi 2024) e la parte dedicata alla Calabria nelle Sensations d'Italie di Paul Bourget (Sensazioni di Calabria, Luigi Pellegrini Editore 2024) così come ha tradotto i capitoli dedicati alla Calabria nelle Petites Villes d'Italie di André Maurel (André Maurel. Un viaggiatore francese in Calabria, Lyriks 2022).


Sezione Letteratura


 

Venerdì 7 febbraio 2025 ore 18


SEZIONE SCIENZE E AGRICOLTURA

SEZIONE LETTERATURA


PAOLA COSMACINI


LA RAGAZZA CON IL COMPASSO D'ORO. LA STRAORDINARIA VITA DELLA SCIENZIATA ÉMILIE DU CHÂTELET. (Sellerio, 2023)


Venerdì 7 Febbraio alle 18, Paola Cosmacini presenterà i risultati delle sue ricerche suÉmilie du Châtelet, una figura straordinaria nel Settecento europeo.

Émilie du Châtelet (1706-1749) fu, infatti, scrittrice, traduttrice, donna colta e curiosa: aveva studiato filosofia e materie scientifiche. Forte di una formazione eclettica e incredibilmente completa, con le sue opere contribuì alla diffusione del Newtonianismo in Europa. La ricostruzione della sua biografia, vivace e documentata, entra in tutti gli angoli di una vita di scienza e di passione e dà voce a una Donna, che, nella società aristocratica della prima metà del XVIII secolo, ha anticipato i temi dell’emancipazione femminile, rivendicando il diritto all’uguaglianza e a una educazione libera da pregiudizi.

La sua figura ha ispirato in Italia due produzioni teatrali:Milena ovvero Émilie du Châtelet(Roma,Off/Off Theatre di Roma 2021)e, da ultimo,La doppia vita di Émilie.Madamedu Châtelet tra Newton e pompon(Milano, Pacta 2025), nonché la pubblicazione del volume collettaneoDiscorso su Madame du Châtelet(Editoriale Scientifica, 2024).


Vi aspettiamo

Sezione Scienze e Agricoltura e Sezione Letteratura


Paola Cosmacini è medico, specialista in Radiologia. Si occupa anche di paleoradiologia, storia della medicina e storia di genere. È lacoordinatrice della sezione di Paleopatologia, paleoradiologia e studi fisici della SISM-Società Italiana di Storia della Medicina ed è responsabile della rubrica di Paleoradiologia per la rivista «Il radiologo».Collabora con il Museo di Storia della Medicina dell’Università La Sapienza di Roma, con l'Enciclopedia delle Donne e con altre organizzazioni e istituzioni culturali. Oltre a lavori di carattere scientifico e articoli divulgativi, ha scrittoAlla ricerca dell’arte necessaria. Storia di un medico, di un papiro e di una mummia(Iacobelli, 2009),Il medico delle mummie. Vita e avventure di Augustus Bozzi Granville(Laterza, 2013),Il medico d’oggi è nato in Egitto. Alle origini del pensiero medico moderno(Piccin, 2015),Paleoimaging(Il radiologo, 2018),Un legame sottile. Madame Boivin, Monsieur Tarnier e l'ostetricia(Baldini+Castoldi, 2019),Senza talismano, 21 ricordi da lasciare in cucina(Editoriale Scientifica, 2020) .

La ragazza con il compasso d'oro. La straordinaria vita della scienziata Émilie du Châtelet(Sellerio, 2023) è la sua ultima monografia.

 

Lunedì 3 febbraio 2025 ore 18


SEZIONE MUSICA


AROLA QUARTET


Il concerto è realizzato in collaborazione con gli Amici della Musica di Firenze, con l'Accademia Stauffer di Cremona e con Villa Orlando accoglieremo, per la prima volta a Firenze, il Quartetto Arola, formato dal violinista svizzero Samuel Hirsch, dalla violinista ucraina Alla Ternova, dalla violista russa Viktoriia Vanteeva e dalla violoncellista russa Zoia Sudnis. L'età media dei quattro strumentisti non raggiunge i 26 anni e il Quartetto, fondato nel Maggio 2024, si è recentemente rinnovato nella sua formazione; questi elementi non hanno, però, impedito al Quartetto Arola di affermarsi in numerosi concorsi internazionali e concerti acclamati dal pubblico e dalla critica.
 

Il Quartetto Arola, che si sta perfezionando con il Quartetto di Cremona all'Accademia Stauffer di Cremona, eseguirà il Quartettsatz in do minore D 703 di Franz Schubert, composto nel dicembre 1820, dalla scrittura densa e drammatica, costruita sul violento contrasto fra momenti di intensa tragedia e di delicato lirismo, fra il senso di morte e l'aspirazione alla vita (o il suo rimpianto): una sorta di "cartone preparatorio" del grande affresco tragico della "Morte e la fanciulla", il Quartetto per archi no. 14 in re minore D 810, del 1824, che concluderà il concerto. Tra questi due capolavori schubertiani ascolteremo il Langsamer Satz di Anton Webern, una splendida pagina pervasa di lirismo e di afflato tardo-romantico, che risale alla vacanza che, nell'estate del 1905, il compositore trascorse felicemente in compagnia della cugina Wilhelmine Mõrtl, di cui era profondamente innamorato e che, alcuni anni più tardi, divenne sua moglie. 
 

Le iniziative della Sezione Musica del Lyceum sono sostenute da Centrica-Imagine more.


 

Prenotazione obbligatoria entro Venerdì 31 gennaio a sezionemusicalyceum@gmail.com 

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.
 
Sezione Musica
 

Il Quartetto Arola, fondato nel Maggio 2024, è un giovane e talentuoso ensemble, che ha già guadagnato riconoscimenti per il suo forte potenziale e la sua qualità artistica. Nonostante che la formazione si sia rinnovata di recente, il Quartetto Arola ha lasciato profonda impressione su ascoltatori e critici con la sua precisione tecnica, la sua musicalità espressiva e la sua dedizione alla musica cameristica.

Ciascun membro del quartetto porta un alto livello di capacità tecniche individuali, sviluppate in anni di intenso apprendistato. Insieme, essi formano un insieme coeso e dinamico, capace di affrontare un vasto e vario repertorio con sensibilità e padronanza. L'età media del Quartetto Arola è di 25.75 anni.

Dal settembre 2024 i componenti del Quartetto Arola sono stati accettati all'Accademia Stauffer, come allievi del Quartetto di Cremona. Nell'ottobre 2024 hanno vinto il primo premio nella categoria "Quartetto" degli American Classical Music Awards (New York, USA). 

Nel novembre 2024 si sono aggiudicati il secondo Premio Annarosa Taddei Competition (Roma).

Il Quartetto Arola si è rapidamente creato un'esperienza concertistica, comprendendo recital alla Fête de la Musique (Ginevra, Svizzera, giugno 2024), a Berna e Köniz (Svizzera, agosto 2024) e un concerto al Richard Wagner Museum (Lucerna, Svizzera, novembre 2024).

Il Quartetto Arola ha lavorato con celebri musicisti internazionali, come con David Finckel (dell'Emerson Quartet), Wu Han (Chamber Music Society of Lincoln Center) e con il Meta4 String Quartet (Boswil, Svizzera).

Il Quartetto Arola studia anche con Corina Belcea (Belcea Quartet) e Patrick Jüdt (European Chamber Music Academy).

Prospettive future: il Quartetto d'archi Arola String Quartet è desideroso di ampliare ulteriormente la propria esperienza artistica e il proprio repertorio. Con solide basi di competenze tecniche individuali e una condivisa passione per la  musica da camera, i suoi membri aspirano a proseguire a suonare, fare concorsi e a imparare al più alto livello. Contatto: arola.quartet@gmail.com

 

The Arola String Quartet, founded in May 2024, is a young and ambitious ensemble that has already gained recognition from professional musicians for its strong potential and artistic quality. Despite being newly formed, the quartet has impressed audiences and mentors alike with their technical precision, musical expression, and dedication to chamber music.
Each member of the quartet brings a high level of individual technical skill, developed through years of intensive training. Together, they form a cohesive and dynamic ensemble, capable of tackling a wide range of repertoire 


Key Achievements

  • September 2024: Accepted into the prestigious Stauffer Academy in Cremona, Italy, for advanced chamber music studies under the guidance of the Quartetto di Cremona.
  • October 2024: Gold Prize in “Chamber Music” at the American Classical Music Awards (New York, USA).
  • November 2024: Silver Prize at the Premio Annarosa Taddei Competition (Rome, Italy).

    The quartet has quickly built a performance portfolio, including:
  • June 2024: Recital at the Fête de la Musique (Geneva, Switzerland).
  • August 2024: Recitals in Bern and Köniz, Switzerland.
  • November 2024: Private concert in Bern and a performance at the Richard Wagner Museum (Lucerne, Switzerland).

 

  • Masterclasses and Mentorship
    The quartet has worked with internationally renowned musicians:
    October 2024: Masterclasses with David Finckel (Emerson Quartet) and Wu Han (Chamber Music Society of Lincoln Center).
  • November 2024: The Quartet Experience with the Meta4 String Quartet (Boswil, Switzerland).

 

The Arola Quartet studies as well with Corina Belcea (Belcea Quartet) and Patrick Jüdt (European Chamber Music Academy).
Future Outlook
The Arola String Quartet is dedicated to further developing their artistry and expanding their repertoire. With a strong foundation in individual technical skill and a shared passion for chamber music, they aim to continue performing, competing, and learning at the highest level.
Contact: arola.quartet@gmail.com  

Venerdì 31 gennaio 2025 ore 17


SEZIONE SCIENZE E AGRICOLTURA in collaborazione con PRESIDENZA


GIUSEPPE REMUZZI parla del suo libro


LE SANGUISUGHE DI GIULIETTA. E ALTRE STORIE SUL PROGRESSO (E LE CONTRADDIZIONI) DELLA MEDICINA (Solferino, 2024)


il nome di Giuseppe Remuzzi è diventato ben noto anche ai non addetti ai lavori durante la pandemia, quando ha condiviso un documento, nel quale raccontava la sua esperienza di cura dei malati Covid a domicilio, minimizzando i ricoveri in ospedale.

I suoi interventi in TV e sulla stampa, sempre equilibrati e guidati dal rispetto delle evidenze scientifiche, lo hanno reso un volto familiare.

Le sanguisughe di Giulietta. E altre storie sul progresso (e le contraddizioni) della medicina (Solferino, 2024), non è un libro di Storia della Medicina, ma tradisce conoscenze approfondite: non è nemmeno un libro riservato ai professionisti della salute, che, però, farebbero bene a leggerlo.

È un viaggio in alcuni capitoli della medicina di oggi, che affondano le loro radici in momenti più o meno temporalmente lontani, da cui hanno preso le distanze o ai quali sono ancora legati.

Attraverso alcune storie, i cui protagonisti sono personaggi famosi del passato o del presente, figure della Letteratura o della quotidianità, viene ricostruito il percorso della medicina, che non è da vedersi esclusivamente come un progresso, un passaggio dal bene al meglio, ma come una tensione complessa tra forze diverse: da qui lecontraddizioni,che compaiono nel sottotitolo, su cui l’occhio cade proprio perché sono tra parentesi e, paradossalmente, attraggono ancor di più l’attenzione.

Già a partire dal titolo, questo libro, ricco di contenuti e gradevole nello stile, suscita curiosità e interesse.

Per il Lyceum, la possibilità di incontrare uno dei massimi scienziati dei nostri tempi, che sarà introdotto da Francesco Annunziato, Direttore del Dipartimento di Medicina sperimentale e clinica dell’Università di Firenze.


Sezione Scienze e Agricoltura in collaborazione con la Presidenza



Giuseppe Remuzzi si è laureato in Medicina e Chirurgia a Pavia nel 1974 e si è specializzato presso l’Università di Milano in Ematologia Clinica e di Laboratorio e in Nefrologia Medica. Dal 1996 al 2013 ha ricoperto l’incarico di Direttore del Dipartimento Pubblico-Privato di Immunologia e Clinica dei Trapianti di Organo (collaborazione tra Ospedali Riuniti di Bergamo e Istituto Mario Negri), dal 2011 al 2015, Direttore del Dipartimento di Medicina e dal 1999 al 2018 è stato Direttore dell’U.O. di Nefrologia e Dialisi dell’ASST Giovanni XXIII di Bergamo. A giugno 2015 è stato nominato Professore di Nefrologia per “chiara fama” presso l’Università Statale di Milano. Dal 2016 è componente della Consulta Tecnica Permanente per i Trapianti e della Commissione “Ricerca e Innovazione” del Ministero della Salute (2014) e da febbraio 2019 è Presidente della Sezione V del Consiglio Superiore di Sanità. Ha affiancato al lavoro clinico in Ospedale un’intensa attività didattica e di ricerca. Da quando l’Istituto Mario Negri ha aperto la sua sede a Bergamo, nel 1984, il Prof. Remuzzi ha coordinato tutte le attività di ricerca della sede di Bergamo dell’Istituto e dal 1992 del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare ‘Aldo e Cele Daccò di Ranica (BG). Da luglio 2018 ricopre il ruolo di Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”. Da novembre 2019 è Vice Presidente di Italian Institute for Planetary Health (IIPH).

La sua attività scientifica riguarda soprattutto le cause delle glomerulonefriti, i meccanismi di progressione delle malattie renali, il rigetto del trapianto. Con un approccio innovativo le sue ricerche hanno permesso di aumentare il numero dei trapiantati. Gli studi più recenti riguardano le possibilità di rigenerare i tessuti e creare organi in laboratorio utilizzando cellule staminali. Da giugno 2013 al 2015 ha ricoperto la carica di Presidente dell’International Society of Nephrology (ISN). È stato l’unico italiano ad essere membro del Comitato di redazione delle riviste “The Lancet” e “New England Journal of Medicine” (1998-2013 giugno). È stato insignito nel 2007 dalla Società americana di Nefrologia del più prestigioso premio nel campo della nefrologia, il "John P. Peters Award", nel 2005 del Premio Jean Hamburger dall’International Society of Nephrology (ISN) e nel 2018 ha ricevuto il Premio "Lennox K. Black International Prize for Excellence in Medicine" dell'Università Thomas Jefferson di Philadelphia. Ad aprile 2011 ha ricevuto l'Isn Amgen Award durante il Congresso mondiale di Nefrologia a Vancouver, nel 2011 è stato il vincitore del premio internazionale per la nefrologia "Luis Hernando" assegnato dalla Iñigo Alvarez de Toledo Renal Foundationa Madrid. Dal giugno 2013 fino marzo 2015 è stato presidente della International Society of Nephrology (ISN). Ha lanciato ed è stato creatore del progetto globale ISN “0 by 25”: nessuno deve morire per una forma curabile di insufficienza renale acuta entro il 2025. Il Prof. Remuzzi è autore di centinaia di pubblicazioni su riviste internazionali e di diversi libri, ed è editorialista del “Corriere della Sera”.

Il Prof. Remuzzi ha ricevuto nel 2006 il riconoscimento di Commendatore della Repubblica e nel 2022 di Cavaliere di Gran Croce (dal Presidente Mattarella). È Socio dell’Accademia dei Lincei.


Giovedì 30 gennaio 2025 ore 18


VICEPRESIDENZA E SEZIONE SCIENZE E AGRICOLTURA


OLIO TRA MUSICA E PAROLE


Spettacolo, vincitore del bando UNIFI EXTRA 2024, realizzato con la partecipazione di Letizia Fuochi e Francesco Frank Cusumano, all'interno dell'iniziativa A tavola non si invecchia! Strategie creative per un appetito buono e un Buon Appetito!

L'evento è a cura di Maria Teresa Ceccherini Guicciardini Professoressa associata di Chimica Agraria del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali dell'Università degli Studi di Firenze.


Seguirà una degustazione guidata di olio a cura di Cesare Buonamici Ceo Azienda Agricola Buonamici


Vicepresidenza e Sezione Scienze e Agricoltura



Maria Teresa Ceccherini Guicciardini, si laurea in Scienze Biologiche nel 1992, è Professore Associato (AGR/13) presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali – DAGRI – Scuola di Agraria, Università degli Studi di Firenze. Ha collaborato all’organizzazione di convegni internazionali, è membro della Società Italiana di Chimica Agraria. Partecipa a diversi progetti di ricerca ed è responsabile scientifico di progetti nazionali e internazionali. E’ il Delegato alla Qualità della Didattica, membro del Comitato Bibliotecario della Scuola di Agraria e Referente per il progetto Erasmus Plus per CdS Scienze faunistiche; insegna Biochimica Agraria e Chimica del Suolo. Fa parte dell’editorial board e svolge attività di revisore per molte riviste internazionali. L’attività di ricerca riguarda la Biodiversità del Suolo, lo studio delle relazioni tra suolo, microrganismi, piante e uomo ed è documentata da numerose pubblicazioni . E’ coordinatore scientifico di due progetti Monitoraggio della maturazione delle olive per la produzione di olio: metodi rapidi a confronto – MONITOIL e Realizzazione di un Sistema Informativo Geografico pubblicato su WEB per la caratterizzazione biogeochimica degli oliveti toscani, con finalità di tracciabilità Geografica dell'Olio GeoEVOwebgis finanziati dalla Regione Toscana.


Cesare Buonamici, è un imprenditore del settore oleario toscano e italiano ed è presidente di Coldiretti Firenze e Prato; la sua famiglia ha radici a Fiesole da oltre duecento anni.

Nel 1991, dopo la formazione nel settore elaiotecnico, decide di dedicarsi all'attività agricola prendendo in conduzione i terreni di famiglia e convertendoli all’agricoltura biologica, ottenendo la certificazione biologica nel 1994, una delle prime aziende in Toscana.

Oggi l’Azienda Agricola Buonamici possiede circa 230 ha con 31.000 piante di olivo per la maggior parte ubicate nel Comune di Fiesole ed è una realtà affermata in tutto il panorama olivo-oleicolo toscano e italiano; ha ricevuto importanti riconoscimenti nei vari concorsi oleari internazionali ed è stata premiata dalla Regione Toscana con il Premio “Toscana Ecoefficienza” per il riutilizzo degli scarti di potatura e di frangitura (nocciolino) per produzione di energia da biomasse autoprodotte, proprio grazie alle scelte “eco-efficienti” del conduttore. Due anni fa la Società Agricola Buonamici ha costruito un innovativo frantoio ipogeo che utilizza le tecnologie più all’avanguardia nel settore.


Martedì 28 gennaio 2025 ore 18


SEZIONE LETTERATURA


VITTORIA FRANCO

autrice del libro Il male del Novecento. Itinerari filosofici (Castelvecchi, 2024) in dialogo con Alessandra Pescarolo


L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.


Che cosa distingue il male ordinario, che fa parte delle relazioni umane, dal male radicale, assoluto, che è venuto in essere nel Novecento coi campi di concentramento e con la Shoah, con l’esercizio di un biopotere estremo sui corpi e sulle menti degli internati per distruggerne l’umanità attraverso un dominio totale? Com’è accaduto che la legge morale non abbia avuto alcuna efficacia e neanche il comandamento cristiano “non uccidere”? Sono le due domande fondamentali intorno a cui ruotano le argomentazioni dell’autrice, insieme alla ricerca di possibili antidoti, come la costruzione di un ethos democratico, basato sull’amicizia e sul rispetto della dignità in ciascuna persona umana.



Vittoria Franco è stata ricercatrice di Storia della filosofia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, e ha insegnato Storia delle dottrine politiche nell’ateneo pisano. Dal 2001 al 2013 è stata senatrice della Repubblica. Ha pubblicato, oltre a numerosi saggi, per Donzelli Editore: Etiche possibili. Il paradosso della morale dopo la morte di Dio (1996), Care ragazze. Un promemoria (2011), Responsabilità. Figure e metamorfosi di un concetto (2015), la Prefazione a La terra delle donne, di Charlotte Perkins Gilman (2011), la parola Ottomarzo in Calendario civile (2017). Per Castelvecchi ha curato Parole della convivenza (2020), scritto la Prefazione a Gesù l’ebreo di Ágnes Heller (2023) e il volume Il male del Novecento (2024).


Sezione Letteratura

Giovedì 23 gennaio 2025 ore 18


SEZIONE RAPPORTI INTERNAZIONALI


MICHELE STANGARONE

Nuovo Pignone, un'entusiasmante storia tecnica


Proprio l'autore ci racconterà l'affascinante storia di questa realtà locale fiorentina che è diventata, nel corso della seconda metà del '900, un riferimento imprescindibile nel mondo dell'alta tecnologia.

Le vicende dello stabilimento, sorto sulle ceneri della fonderia attiva dal XIX secolo, si intersecano con la storia della città e sono intessute dai protagonisti del panorama politico e economico locale e nazionale, con una lungimiranza che permette a Nuovo Pignone di raggiungere un livello altissimo di eccellenza e di trovare una posizione di primo piano nel panorama internazionale del settore.

Il libro è un trascinante racconto delle conquiste tecnologiche e scientifiche, ma non solo; i cambiamenti sociali che si riflettono nelle scelte aziendali (come l'apertura di sempre più posizioni lavorative alle donne), la sensibilità nei confronti delle nuove esigenze di ecosostenibilità, le scelte coraggiose in termini di dislocazione del lavoro, tutti questi elementi, insieme alla perizia di ingegneri altamente specializzati, hanno sempre determinato la continua crescita dell'azienda.

E' questo ciò che più entusiasma e commuove; la capacità di avere una "visione" e la tenacia di portare avanti un progetto fino a vederlo realizzato non risultano fini a se stessi, ma si integrano con la città, in un rapporto circolare che non si esaurisce e continua ad arricchire sia l'una sia l'altro.


Michele Stangarone, laurea in Ingegneria Nucleare a Pisa, ha lavorato dal 1985 in Nuovo Pignone. Dall’ufficio tecnico di Firenze a quello commerciale di Houston, da responsabile della Divisione Downstream a Direttore Vendite per il Global Services, partecipa alla crescita mai interrotta dell’azienda in prodotti e servizi. Nel 2011 guida il settore commerciale delle turbomacchine, nel 2016 è Presidente Europa per GE Oil & Gas. Nella sua carriera vive in prima persona i principali cambiamenti tecnologici, organizzativi e passaggi di proprietà, dall’Eni alla General Electric, dalla BHGE alla Baker Hughes. Negli anni 2018-21 ricopre la carica di Presidente del Nuovo Pignone.


Sezione Rapporti Internazionali

Lunedì 20 gennaio 2025, ore 18


SEZIONE MUSICA


SOIRÉE DE VIENNE

Massimo Giuseppe Bianchi, pianoforte

Musiche di F. Schubert, F. Schubert/R. Strauss, J. Strauss/A. Grunfeld


La stagione musicale 2025 del Lyceum sarà inaugurata da uno splendido programma che vedrà protagonista la civiltà musicale viennese dell'Ottocento, con il concerto del pianista Massimo Giuseppe Bianchi.

Cuore del programma sarà il monumentale testamento schubertiano della Sonata D 960 in Si bemolle maggiore, intorno alla quale Massimo Giuseppe Bianchi ha intessuto una serie di valzer, che dipingono il panorama culturale, politico e sociale della Vienna dell'Ottocento. Da danza campestre nel Settecento mitteleuropeo, questa danza dall’andamento circolare (da wälzen=girare vorticosamente) diverrà metafora dei tempi nuovi con l’età romantica e l’ascesa della borghesia, che se ne impossesserà nei propri riti sociali, facendola entrare nelle sale da ballo cittadine, prima che nei saloni dei palazzi aristocratici. Saremo, così, accompagnati in quello scenario attraverso varie sfumature espressive, dai toni intimistici e delicati del Kupelwieser-Walzer di Schubert, fino allo scintillio delle parafrasi da concerto su temi di valzer di Liszt e di Johann Strauss.


Le iniziative della Sezione Musica del Lyceum sono sostenute da Centrica-Imagine more.

Prenotazione obbligatoria entro Venerdì 17 gennaio a sezionemusicalyceum@gmail.com

Il concerto è a ingresso libero, fino al raggiungimento dei posti disponibili. E' gradito un contributo liberale al Lyceum da parte dei non associati.

Sezione Musica


Formatosi nel solco di grandi maestri come Bruno Canino, il Trio di Trieste e Franco Rossi, Massimo Giuseppe Bianchi ha affiancato la carriera musicale ai propri eclettici interessi per la filosofia, la letteratura e la poesia. Attento divulgatore in ambito radiofonico, è curatore di seminari di approfondimento musicale e direttore artistico di varie stagioni musicali, tra le quali "Musica a Villa Durio" presso Varallo (Vc).


Ha all'attivo un copioso numero di album, tra i quali ricordiamo 'Castelnuovo-Tedesco: Piano Quintets' (con Aron Quartett) (CPO), Around Bach (2016) e The Art of Variation (2019) per Decca, 'Bruno Walter Piano Quintet e String Quartet' (2023) con Aron Quartet. Nei suoi concerti affronta spesso opere di rara esecuzione e impegno virtuosistico, dalle Variazioni Goldberg alla Sonata di Jean Barraquè. Ha eseguito più volte il ciclo completo delle trascrizioni per pianoforte delle Sinfonie di Beethoven realizzate da Franz Liszt, oltre a numerosi lavori a lui dedicati.
Si è esibito in sedi prestigiose, ospite di importanti istituzioni, tra cui la Tonhalle di Zurigo, Teatro Alighieri di Ravenna, Museo Teatrale Teatro alla Scala di Milano, Parco della Musica di Roma, Fondazione La Società dei Concerti di Milano, Società del Quartetto e Viotti Festival di Vercelli, “Settembre Musica” di Torino, La Verdi di Milano, Note al Museo di Firenze, Alba Music Festival, Haller Bach Tage di Halle (Germania), Schloss Laudon Kammermusikfestival di Vienna, Accademia Filarmonica Romana, I Concerti del Quirinale di Rai Radio3. Massimo Giuseppe Bianchi è spesso ospite della RTSI Rete 2, nella trasmissione musicale curata da Claudio Farinone 'Jukebox 900', per la quale ha recentemente registrato un ciclo di puntate. Tra le numerose collaborazioni ricordiamo, in ambito cameristico, quelle con Aron Quartett, Antonio Ballista, Bruno Canino, Francesca Dego, Jack Liebeck, Domenico Nordio.

Apprezzato improvvisatore, in ambito jazzistico collabora con artisti quali Louis Sclavis, Paolo Damiani ed Enrico Pieranunzi.

Profondo conoscitore del Novecento musicale, ha registrato per l’etichetta Naxos diversi dischi dedicati a musiche di Ghedini, Respighi e Pick- Mangiagalli. Ha curato edizioni critiche di opere di Respighi, Carpi e Castelnuovo-Tedesco per gli editori di settore Suvini Zerboni e Curci.
Da oltre un decennio è docente presso i Seminari della Nuova Accademia- Studio filosofico Domenicano di Bologna.


E' una delle firme della rivista "Musica Jazz": nei suoi contributi approfondisce i legami tra il mondo del jazz e la musica classica e contemporanea.
Nel 2000 fonda a Varallo (Vercelli) la stagione di musica classica, con un' attenzione rivolta al jazz, "Musica a Villa Durio", di cui è direttore artistico.
Nel 2019 crea il "Festival Beethoven" insieme a Musica con le Ali di Milano, arrivato alla quarta edizione: il festival è diventato uno degli impegni tradizionali dell'estate nel Piemonte Orientale.
Nell'Aprile 2020, durante la pandemia di covid, insieme al fotografo Alessandro De Alberto e al team di videomaker , Social Valet, realizza un inusuale concerto mobile per gli abitanti di Varallo, su un camion attrezzato con un pianoforte. Il video del concerto, intitolato "Musica a Domicilio", diventò virale nel giro di poche ore, raggiungendo le televisioni e le riviste di tutto il mondo.

Sezione Musica

Martedì 14 gennaio 2025, ore 18


SEZIONE LETTERATURA


TUTTA UN'ALTRA STORIA?

Monologhi teeatrali di e con Sandra Landi

A partire dal libro Un'altra storia. Biografie imperfette. Le Lettere 2024

L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.


Un’altra storia. Biografie imperfette (Le Lettere 2024) presenta diciotto donne, catturate dalla Storia per narrare la loro storia. Si raccontano con precisione e ironia; pur immerse nella loro temperie storica, sottolineano le contraddizioni del loro e del nostro presente. Sandra Landi crea una polifonia di voci, iniziando da Lucy, l’australopiteco femmina, per giungere a Tina Anselmi, toccando ogni epoca con personaggi dimenticati, come Gemma Donati, o trascurati, o quasi sconosciuti. Seguono precise piste di ricerca per approfondire e letture per arricchire lo specifico letterario o storico. Biografie imperfette perché attingono alla documentazione storica e letteraria, ma anche alla creatività dell’autrice.


Sandra Landi. Scrittrice e saggista, lavora nel campo dell’antropologia culturale e delle scienze sociali, con particolare attenzione alle storie di vita. Ha collaborato e collabora con le maggiori case editrici nazionali ed è tradotta in spagnolo e in tedesco. Ha pubblicatocon Vallecchi, Alinari, Marsilio, Giunti, Morgana, Polistampa, Armando, Olschki. Scritti di narrativa, poesia e saggistica sono apparsi in riviste, testi scientifici collettivi e libri d’arte. Molti i testi teatrali più volte interpretati; fra cui “Ottavia”, rappresentato nel 2018 nella Sala della Regina di Montecitorio e nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, con l’Orchestra Giovanile Fiorentina diretta da A. Kiyoko Cernitori.


www.sandralandi.it  www.facebook.com/sandra.landi.184/


Sezione Letteratura

Lunedì 13 gennaio 2025, ore 18


PRESIDENZA, SEZIONE SCIENZE E AGRICOLTURA, SEZIONE ATTIVITÀ SOCIALI


CAMPO LIBERO

(cortometraggio, 14', Gennaio 2025)


Lunedì 13 gennaio, alle ore 18, si terrà al Lyceum la première del cortometraggio di Cristina Principe “Campo libero”, quindici minuti che raccontano vite, sogni, ideali, speranze di tanti ragazze e ragazzi, attraverso battute, scivolate, corse sulle basi, cordini e palline sonore…

In campo, infatti, ci sono gli atleti ipovedenti e non vedenti della squadra Fiorentina BXC di baseball adattato.

Il BXC, baseball giocato da disabili visivi, nato a Bologna nel 1994 su idea di Alfredo Meli, si è poi sviluppato negli anni, crescendo dal punto di vista organizzativo e tecnico-atletico, ma mantenendo sempre la sua mission originale di inclusione e integrazione.

Il concetto di inclusione, infatti, è realizzato appieno, in quanto la disciplina è veramente integrata e l’eventuale residuo visivo è azzerato, grazie a mascherine oscuranti.

Qui, tutti hanno le stesse chances.

Il regolamento prevede squadre miste per genere, età e grado di disabilità visiva: vedenti e non vedenti diventano un team, dentro e fuori il “diamante".

Si tratta di uno sport di squadra che mantiene le dinamiche veloci del gioco originale e che, grazie ad alcuni adattamenti, permette agli atleti non vedenti di acquisire consapevolezza di sé, mobilità e orientamento, con ricaduta positiva sull’autonomia quotidiana e la qualità di vita.

Tutti questi benefici sono oggetto di approfondimento scientifico da parte del gruppo di ricerca della Professoressa Mirca Marini (Unifi) e recentemente, grazie alla collaborazione con AIBXC, il focus è stato esteso a livello nazionale e internazionale, utilizzando strumenti tecnologici innovativi.

Entusiasmo, passione e collaborazione sono alla base di questa attività, che non è solo uno sport, ma è promozione e simbolo di determinazione, forza di volontà, capacità di accettare le sfide e superare i propri limiti, facendo delle differenze individuali un punto di forza.


Oltre alla regista CRISTINA PRINCIPE, vincitrice al New York Tri-State Film Fest, partecipano

MARIA PAOLA MONACO, Delegata della Rettrice all’Inclusione e Diversità e allo Sport, Università di Firenze

EVA TREVISAN, Vicepresidente AIBXC, atleta di softball per la società Blue Girls Bologna, membro della Nazionale Italiana ai Giochi Olimpici di Atene 2004

GIUDITTA CARRETTI, Assegnista di ricerca presso il DMSC dell’Università degli Studi di Firenze

Staff tecnico e atleti della squadra FIORENTINA BXC



Sezione Scienze e Agricoltura e Sezione Attività sociali in collaborazione con la Presidenza

Giovedì 9 gennaio 2025, ore 18


Sezione Scienze e Agricoltura, in collaborazione con la Presidenza


SUA MAESTÀ LA BISTECCA

A tavola non si invecchia!

Strategie creative per un appetito buono

e un Buon Appetito!


Dialogo messo in scena da

La Compagnia delle Seggiole


Interverranno

Linda Vignozzi, Endocrinologa, Presidente del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, Università di Firenze


Daniele Cammelli, Internista e Reumatologo del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, Università di Firenze


L'Associazione Macellai della Provincia di Firenze, in occasione dei 150 anni dalla sua fondazione, offrirà una degustazione, guidata da Luca Menoni.


Prenotazione obbligatoria all'indirizzo: mariateresa.ceccherini@unifi.it


Era il 31 marzo 2001 quando Dario Cecchini, il macellaio di Panzano, organizzò il “Funerale della Bistecca”: in quell’occasione, durante la quale vennero raccolti fondi a favore dell’ospedale pediatrico Meyer, furono celebrate simbolicamente le esequie della “Fiorentina”, il cui consumo venne interdetto per prevenire la diffusione del morbo della ‘mucca pazza’, l’Encefalopatia spongiforme bovina.

Reintrodotta sulle tavole nel 2008, dal 12 gennaio 2021 la bistecca è entrata a far parte dell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), che comprende le specialità legate a un territorio e alla sua storia.

La sua riabilitazione è passata attraverso varie vicissitudini, ma, in realtà, tutta la storia della carne è stata oggetto di controversie e il suo utilizzo è, ancora oggi, un ambito di discussione sfidante e complesso: dal suo rifiuto su basi etiche e filosofiche, all’invito a un consumo equilibrato, fino all’ipotesi di sostituirla con alimenti alternativi, da quella “stampata” a quella “coltivata”.

Da qui, la mise en scène di un’intervista a lei, la Bistecca, che è occasione per ripercorrere le tappe salienti della storia dell’alimentazione carnea nelle sue molteplici prospettive, dando spazio anche alla voce di chi ha fatto una scelta “pitagorica”, optando per un regime alimentare vegetariano.

Il commento finale di due esperti, Daniele Cammelli, reumatologo, e Linda Vignozzi, endocrinologa, chiarirà alcuni aspetti dell’articolato rapporto tra consumo di carne e salute.


Vi aspettiamo

La Sezione Scienze e Agricoltura in collaborazione con la Presidenza



DANIELE CAMMELLI. Specialista in Medicina Interna, Reumatologia e Malattie Apparato Respiratorio, è stato Dirigente Medico 1° livello presso l’AOU Careggi e Responsabile del Reparto e dell'ambulatorio di Reumatologia presso la SOD lmmunoallergologia. Ha svolto attività di consulente internista reumatologo. Professore a Contratto presso la Scuola di Specializzazione di Allergologia e Immunologia Clinica, dedicandosi alla ricerca clinica, all’insegnamento e al tutoraggio dei medici in formazione, insegna tuttora Semeiotica Medica - C.I. Semeiotica e Fisiopatologia Medico-Chirurgica. Socio Ordinario della Società Italiana di Reumatologia, è autore di 54 pubblicazioni, ha presentato numerose comunicazioni e relazioni a congressi nazionali e internazionali ed è e coautore di vari.


LINDA VIGNOZZI. Professore Ordinario in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’Università di Firenze, dirige la SOD complessa di Andrologia e Endocrinologia di genere dell’AOU Careggi. Attualmente Presidente della Società italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità e Presidente della International Society for the Study of Women’s sexual Health, è Responsabile del Centro per la Prevenzione Diagnosi e Cura dell’infertilità dell’AOU Careggi. Autrice di più di 250 lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali, è nella lista delle Top Italian Women Scientist (TIWS), che riunisce le scienziate italiane impegnate nella ricerca, che si contraddistinguono per un’alta produttività scientifica e che hanno dato un sostanziale contributo allo sviluppo in campo biomedico e nelle scienze cliniche.