Pillole di maggio 2021

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Nel bicentenario della morte di Napoleone, il nostro Club si unisce alle celebrazioni, facendo conoscere l'importante collezione di figurini militari, raccolta dal Prof. Alberto Predieri (1921-2001), donata alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Firenze ed in esposizione presso la sede di via Bufalini.
La collezione, tra le più importanti a livello nazionale, conserva soldatini, che raffigurano personaggi appartenenti a diverse epoche, opera di un artigianato artistico di altissima qualità e risultato della più corretta documentazione storica.
Alcuni di questi esemplari sono pezzi unici, firmati dagli artisti che li hanno realizzati e sono contestualizzati in diorami, che danno vita a eventi, che escono dalle pagine dei libri di storia, per diventare strumento vivo e originale, per ricostruire un periodo storico fondante dal punto di vista politico, economico e culturale, che condiziona per molti aspetti anche il mondo contemporaneo.
La Grande Armée, l'esercito che Napoleone Bonaparte schierò, a partire dalla campagna del 1805, per affrontare le monarchie continentali raggruppate nelle successive coalizioni antifrancesi, le sue uniformi, i suoi colori…
Ugo Barlozzetti darà vita all’Infanterie de Ligne e all’Infanterie Légère, cavalieri e dragoni, vedremo le creste di crine nero sugli elmi “alla Minerva” e i loro pennacchi colorati, sentiremo il rumore di quelle battaglie, che scoppiarono da Scilla al Tanai, / Dall’uno all’altro mar.…


Ugo Barlozzetti ha tenuto la cattedra di Storia dell’Arte al Liceo Artistico Statale di Firenze. Tra i primi soci dell’Associazione Fiorentina Battaglie in Scala e direttore della rivista Modelli Militari dalla fondazione al 1979, ha organizzato e partecipato a decine di esposizioni con materiale modellistico relativo alla storia militare.

Membro del comitato scientifico per la realizzazione della mostra al museo Stibbert “Guerra e assoldati in Toscana” ha contribuito anche in sede di stesura del catalogo così come per la mostra “Armi e cimeli della Rivoluzione e dell’epopea napoleonica”.

Saggista e scrittore, è membro del direttivo della Società Italiana di Storia Militare, e del Souvenir Napoléonien. Critico militante, fa parte dell’Accademia Fiorentina dell’Arte del Disegno ed è presidente del Gruppo Donatello di Firenze. Fondatore e membro della segreteria dell’associazione degli amici del Museo Stibbert e membro del direttivo della Società Italiana Storia Militare (SISM), presidente del comitato scientifico del Museo del Figurino Storico di Calenzano, in passato è stato anche membro della commissione cultura del Comune di Firenze.

Ha prodotto numerosi articoli e libri ed ha curato esposizioni su temi legati alla comunicazione della storia. Tra le sue pubblicazioni, “Storia illustrata delle armi bianche. Dalla preistoria al XX secolo le armi da taglio e da lancio in Europa e nel mondo” con Sandro Matteoni (2008, Ed. Giunti), “Il piombo di Napoleone. La Grande Armée nei soldatini della collezione Predieri” con Giuseppe Adduci (2007, Ed. Passigli). 

In questo mese di maggio in cui si celebra il simbolico giorno natale di Dante, la sezione Letteratura vi invita al consueto appuntamento con la Commedia con la voce di Riccardo Pratesi che recita per noi il sesto canto del Purgatorio.

Oltrepassati i terribili tormenti delle anime infernali, Dante e Virgilio si trovano nell’Antipurgatorio, dove incontrano le anime che sono in attesa di iniziare il cammino di purificazione nelle sette cornici del Purgatorio.

Nel secondo balzo avviene l’incontro con Sordello, il trovatore duecentesco le cui opere Dante ben conosceva e che già aveva citato come poeta illustre nel “De vulgari eloquentia”.

Inizialmente solitario e disdegnoso, appena conosce la provenienza di Virgilio, felice di aver incontrato un suo concittadino, gli si fa incontro e lo abbraccia con slancio

 

…..e ‘i dolce duca incominciava

“Mantua…” e l’ombra, tutta in sé romita,

surse ver’lui del loco ove pria stava,

dicendo :”O Mantoano, io son Sordello

 de la tua terra!”; e l’un l’altro abbracciava.

 

Il commosso, affettuoso saluto di Sordello al conterraneo di cui ancora non conosce il nome, ma da cui subito si sente affratellato per la comune origine, fa scattare la violenta reazione di Dante che esprime il suo dolore per la situazione politica e civile dell’Italia.

 

Ahi serva Italia di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di provincie, ma bordello

 

La divisione della penisola in piccoli stati, sempre in lotta fra loro e con l’Impero, la mancanza di un potere centrale forte che possa ristabilire l’ordine con la sua autorità, le discordie all’interno delle città, la decadenza e la corruzione rendono l’Italia simile a una bestia selvaggia che nessuno cavalca e governa.

 

E’ questo un canto potente, in cui più intensamente si avverte l’impegno civile di Dante che sceglie proprio i sesti canti di ogni cantica per approfondire il discorso politico, in una progressione dal particolare all’universale.

 

Se in questo sesto del Purgatorio egli esprime la sua amarezza per le miserevoli condizioni in cui versa l’Italia, nel sesto canto dell’Inferno la sua invettiva era invece rivolta verso Firenze, lacerata dalle divisioni interne; nel sesto del Paradiso, di cui avremo presto l’occasione di occuparci, il suo interesse sarà rivolto all’Impero e alla sua natura provvidenziale.

 

 

Riccardo Pratesi: laureato in Fisica, Dottore di Ricerca in Storia della Scienza.

E’ professore di Matematica di istituti di istruzione secondaria superiore ed è collaboratore del “Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza” per le attività didattiche e divulgative.

E’ curatore del volume “Galileo Galilei: due lezioni all’Accademia fiorentina circa la figura, sito e grandezza dell’Inferno di Dante”, edizioni Sillabe, Livorno, 2010.

Appassionato e profondo conoscitore della Commedia di Dante, è curatore di alcuni canali Youtube di recitazioni dantesche e di questioni matematiche.