Pillole di aprile 2021

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Dopo il Dantedì, celebrato con grande partecipazione in tutta Italia, prosegue in questo mese di aprile la nostra iniziativa delle letture dantesche con la recitazione da parte di Riccardo Pratesi del XXVI canto dell’Inferno, conosciuto da tutti come il canto di Ulisse.

 

Dante e Virgilio, nell’ottava bolgia, incontrano le anime dei consiglieri fraudolenti, avvolti da fiamme. Secondo la legge del contrappasso, le lingue di fuoco simboleggiano quell’incendio metaforico che le anime provocarono in vita con le falsità e gli inganni.

La visione dantesca di Ulisse, avvolto con Diomede come lingue della stessa fiamma, differisce dalla tradizionale immagine omerica dell’eroe. Dante, ponendolo in questa bolgia, ne condanna le scelte fraudolente, ma esalta la sete di conoscenza di Ulisse il quale, rientrato in patria dopo la lunga assenza, sente il desiderio di ripartire con pochi compagni e di avventurarsi al di là delle colonne d’Ercole, l’estremo finis terrae del mondo conosciuto, oltre il quale non era concesso spingersi.

 

      Né dolcezza di figlio, né la pieta

      Del vecchio padre, né ‘l debito amore

Lo quale dovea Penelope far lieta

 

Vincer potero dentro a me l’ardore

Ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto,

e degli vizi umani e del valore;

 

Ma misi me per l’alto mare aperto

Sol con un legno e con quella compagna

Picciola da la qual non fui diserto.

 

Diversamente dall’Ulisse omerico, l’Ulisse di Dante è l’emblema dell’uomo moderno che con tenacia, spinto dal desiderio di conoscenza e insofferente ad ogni limite, vuol giungere a contemplare i misteri del mondo. Così esorta i compagni a seguirlo nella sua folle avventura:

 

Considerate la vostra semenza:

 fatti non foste a viver come bruti,

   ma per seguir virtute e canoscenza

 

Dunque ancora una volta possiamo notare l’attualità del pensiero di Dante che fa di Ulisse il simbolo dell’ingegno e del valore umano, modello di quell’homo novus che sarà al centro della visione rinascimentale dell’individuo.

 

 

 

Riccardo Pratesi: laureato in Fisica, Dottore di Ricerca in Storia della Scienza.

E’ professore di Matematica di istituti di istruzione secondaria superiore ed è collaboratore del “Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza” per le attività didattiche e divulgative.

E’ curatore del volume “Galileo Galilei: due lezioni all’Accademia fiorentina circa la figura, sito e grandezza dell’Inferno di Dante”, edizioni Sillabe, Livorno, 2010.

Appassionato e profondo conoscitore della Commedia di Dante, è curatore di alcuni canali Youtube di recitazioni dantesche e di questioni matematiche.