Eventi 2022

Eventi 2022

Come sapete, il Lyceum è una organizzazione apolitica ed apartitica, ma, come dimostra la nostra storia, non si è mai tirato indietro nei momenti più critici del passato, prendendo indirettamente posizione, attraverso iniziative di solidarietà condivisa.


Lo ha fatto durante le due guerre mondiali, lo ha fatto organizzando i lavori delle infermiere nei periodi successivi ai conflitti e durante la fase di ricostruzione della società, lo ha fatto sostenendo le Donne che cercavano di disegnare il loro ruolo nel mondo.


Tutti abbiamo letto sui giornali la vicenda di Veronika, la giovane violinista ucraina verso la quale, non potendo suonare il suo strumento in Piazza del Duomo, si è aperta una grande dimostrazione di solidarietà, a partire dal Sindaco Dario Nardella, al Direttore del Conservatorio, alla Famiglia che la ospita.


Anche il Lyceum ha voluto contribuire, offrendo il suo palco per un concerto, per dimostrare, simbolicamente, la sua vicinanza a una giovane Donna, che, con coraggio e determinazione, si ribella agli orrori della guerra. Il concerto sarà occasione per dimostrare a Veronika la nostra concreta solidarietà, mediante i contributi spontanei, raccolti durante la serata.


Il Rotary Club Firenze Ovest, presieduto dal Dr. Leonardo Pasquini, partecipa e sostiene questo incontro, al quale tutte e tutti siamo chiamati, per condividere un messaggio di pace.


Vi aspettiamo martedì 31 maggio, ore 19, presso la sede del Lyceum.


Per la partecipazione, fino ad esaurimento dei posti disponibili, è necessaria la prenotazione all'indirizzo mail iwf@startext.biz.



Lunedi 30 maggio alle ore 19,00 per la Sezione “Occhi Nuovi” la Presidenza e la Sezione Letteratura avranno  il piacere di ospitare nuovamente presso la nostra sede Nerina Cocchi che condividerà con noi i risultati di un interessante lavoro, tutto al femminile, da lei svolto a Bruxelles nel periodo della pandemia.

 

Racconti di donne avventuriere: esperienze di scrittura narrativa da racconti di vita vissuta è il tema dell’incontro nel quale Nerina, con la consueta generosa disponibilità, ci presenterà i momenti salienti dell’esperienza, maturata a Bruxelles presso il Centro Culturale di Jette, di cui, negli anni 2020-2021 è stata artista in residenza.

Lo scopo del progetto, sostenuto da fondi pubblici, era quello di aprire uno spazio comune, accessibile a tutti, in cui, partendo dalle esperienze di vita delle donne, si giungesse alla creazione di nuovi fili narrativi.

Volontariamente quattro donne, di età ed origini diverse, abitanti nel comune di Jette hanno deciso di incontrarsi con regolarità per parlare delle loro vite e delle esperienze del quotidiano.

 

Nel susseguirsi degli incontri, scanditi dal ritmo del lockdown e delle misure sanitarie, ispirandosi liberamente alle storie di vita delle donne, Nerina ha trasformato le confidenze in veri e propri racconti che sono stati poi pubblicati nel libro “Recits de femmes aventuriéres”, illustrato da Rosalie Schwinderhammer e Caroline Vermeulen.

 

Alla luce di questa esperienza, Nerina ci guiderà a individuare il processo creativo presente dietro la scrittura, specialmente nel passaggio da vita vissuta a finzione, rivolgendo una particolare attenzione all’interazione fra autrice e spazio pubblico nel processo di scrittura e condivisione dei racconti.

 

Nel corso dell’incontro l’attrice Enrica Pecchioli leggerà alcuni estratti dei racconti.

 

  

Nerina Cocchi è un’artista e traduttrice e abita a Bruxelles. Nel 2019 è stata vincitrice della borsa Claude Etienne, programma belga di sostegno ai giovani autori per la sua Arctic Circle Residency.

Più recentemente è stata artista in residenza al Centro Culturale di Jette (2020-2021) da cui è nato Recits de femmes aventuriéres, una raccolta di racconti ispirati dalle vite di quattro donne brussellesi.

Fondatrice insieme al fotografo Andrea Messana dell’associazione culturale Inoutput, ha anche lavorato come assistente alla regia per Motus e Karin Coonrod e come assistente di produzione per Dame de Pic/Cie Karine Ponties.

 

Enrica Pecchioli, nel 2005 si diploma alla scuola di teatro “Laboratorio9” poi continua la sua formazione con Anna Meacci, Paolo Magelli, Maria Cassi, Branko Brezovec, Rickard Gunter, Leonardo Capuano, Renata Palminiello, Serena Sinigallia, Francesco Manetti, Kinkaleri, Ugo Chiti, Francesca Della Monica, Danio Manfredini e Francesco Niccolini.

Affianca il lavoro di attrice a quello di “educatrice teatrale” e lavora dal 2008 nel mondo dell’infanzia, sia nelle scuole pubbliche del territorio fiorentino, sia privatamente con bambini e ragazzi.

Dal 2008 collabora anche con l’associazione Mus-e Italia onlus che promuove le discipline artistiche nella scuola primaria. E’ insegnante del progetto “Connections- il teatro per le nuove generazioni” con i ragazzi degli istituti superiori di Sesto Fiorentino.

 

Una splendida sorpresa ci aspetta al Lyceum Sabato 28 maggio, alle 18.15: il concerto finale dei gruppi da camera della masterclass che il grande violinista francese Christophe Giovaninetti, primo violino e fondatore del Quartetto Ysaÿe, terrà nei prossimi giorni al Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze e anche nella Sala del Lyceum.

Sarà un grande onore accogliere il M° Giovaninetti, originario di Amiens (Francia), formatosi presso il Conservatoire de Marseille (classe di D. Erlih), presso il Conservatoire National de Bucarest (Roumanie) e, successivamente, in Francia, Romania e Germania. Fra i suoi grandi maestri si ricordano i membri del Quartetto Amadeus, Hatto Beyerle (del Quartetto Alban Berg), Walter Levin (del Quartetto LaSalle).

Nel 1984 Christophe Giovaninetti ha fondato, divenendone il primo violino, il Quartetto Ysaÿe, uno dei più celebri complessi cameristici internazionali di questi decenni. Con questo ensemble ha tenuto numerose tournée in tutti i paesi europei, negli Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia, ecc. Si è esibito sui palcoscenici più prestigiosi come la Carnegie Hall (New York), Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall (Londra), Mozarteum (Salisburgo), Suntory Hall (Tokyo), Opera House (Sydney), Musikverein (Vienna), la Philharmonie di Berlino, Théâtre des Champs Elysées (Parigi), Concertgebouw (Amsterdam) ecc.

Con il Quartetto Ysaÿe ha registrato 9 CD, tra cui le opere complete di Mendelssohn, Ravel, Debussy, Chausson e i  6 quartetti di Mozart dedicati a Haydn per la Decca. Dopo 11 anni di successi, nel 1995 lascia il gruppo e si getta in una nuova sfida, creando il Quartetto Elysée.

Ha inciso per Decca, Harmonia Mundi, Philips, Zig-Zag Territoires, Naxos.

Ha suonato musica da camera con interpreti come Augustin Dumay, Shlomo Mintz, Maria Joao Pires, Jean Philippe Collard, Frank Braley Michel Portal.

Oltre all’attività concertistica, Christophe Giovaninetti si dedica all’insegnamento presso il Conservatoire National Supérieur de Paris.

Il grande Sir Yehudi Menuhin disse di lui: “Sono debitore nei confronti di questo angelico musicista di uno dei momenti di più pura emozione musicale della mia vita.”


Vi aspettiamo per ascoltare il lavoro svolto da questo grande musicista sulle giovani promesse del Conservatorio Cherubini!

 

Venerdì 27 maggio, alle ore 18, Liletta Fornasari, storica dell'arte dedita a ricerche che spaziano dal Medio Evo all'Ottocento con occasionali, brillanti ‘incursioni’ nel contemporaneo, e che privilegiano la cultura artistica in Terra d'Arezzo, sua città natale, ci illustrerà la dimora aretina di Giorgio Vasari, permettendoci di apprezzare nei dettagli la storia e le opere d'arte di questa casa-museo, una fra le più rappresentative d'Italia e d'Europa, non solo per la qualità dell'architettura e degli arredi, ma anche per il fascino evocativo della personalità intellettuale e umana del Genius Loci, il geniale architetto, storico dell'arte, pittore, della Toscana granducale, orgoglioso di quella sua casa acquistata nel 1541 e corredata da «un sito da fare orti bellissimi nel borgo di san Vito, nella migliore aria della città», concepita con coerenza e metodo nell'intento di costruire l’immagine di sé da tramandare ai posteri.

 

Lunedì 23 maggio alle ore 18, nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze) avremo la preziosa opportunità di conoscere meglio la vita musicale fiorentina al tempo di Lorenzo de' Medici, attraverso il concerto che lo splendido liutista Giovanni Bellini ha preparato per noi.

Chi ama Firenze e ne conosce la storia quattrocentesca, l'arte figurativa e la letteratura del periodo del suo massimo splendore potrà affacciarsi sulla vita musicale della città e dei suoi personaggi eminenti di quel tempo, per far luce su un aspetto che rimane sempre troppo in ombra presso il grande pubblico.

Giovanni Bellini eseguirà musiche per liuto a 6 cori presenti nei manoscritti di origine fiorentina, come il prezioso Banco Rari 229, conservato alla Nazionale e appartenuto a Lorenzo stesso, il Codice Medici della Cappella Giulia (appartenuto al giovane Giuliano) e il MS Casanatense. A questo repertorio di chansons del Quattrocento saranno affiancati alcuni Canti Carnascialeschi fiorentini, danze e ricercari dal repertorio liutistico a cavallo tra Quattro e Cinquecento.


Il concerto fa parte della rassegna "Lo sguardo di Firenze sul mondo", sostenuta da Fondazione CR Firenze.


Ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per la partecipazione è richiesto l'uso della mascherina ffp2 e la prenotazione per email a Irene Weber Froboese all'indirizzo:

iwf@startext.biz



Giovanni Bellini ha intrapreso inizialmente lo studio della chitarra classica, per dedicarsi in seguito allo studio degli strumenti a pizzico antichi quali liuto, tiorba e chitarra spagnola.

Ha conseguito con lode nel 2017 la Laurea di Biennio di Secondo Livello (Master) in Liuto con Andrea Damiani presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma. Nel 2018 ha concluso con Matricula de Honor un Máster in Instrumentos de cuerda pulsada presso la Escola Superior de Música de Catalunya sotto la guida di Xavier Díaz-Latorre. Ha frequentato masterclasses con Paul O' Dette, Hopkinson Smith e Joachim Held, ed in polifonia del Medioevo e del Rinascimento con Claudia Caffagni e Diego Fratelli.


Ha tenuto masterclasses in liuto, tiorba, chitarra e prassi interpretativa presso l’Universidad Nacional Autónoma de México di Città del Messico, l’Istituto Diocesano di Musica Sacra di Firenze, ed è stato profesor in occasione della X edizione dell’Accademia della Fundació CIMA di Barcellona nel 2017, diretta da Jordi Savall.


Ha dato numerosi concerti in Europa, sia come solista sia come membro di prestigiosi gruppi, tra cui Le Concert des Nations, Concerto Romano, Concerto Scirocco, Accademia d’Arcadia, la Cappella Musicale di S. Petronio, l’orchestra del Gran Teatre del Liceu, il Maggio Musicale Fiorentino, Virtuosi Italiani, Mare Nostrum, Ensemble della Fondazione Italiana per la Musica Antica, Auser Musici, Modo Antiquo.


È stato ospite in numerosi festival nazionali ed internazionali, come la stagione della Philharmonie de Paris Radio France - Montpellier, il festival Cervantino, il festival di chitarra di Alicante, la stagione della Bachakademie Stuttgart, Wigmore Hall Concerts, Festival Oude Muziek Utrecht, la stagione dell’Auditori e del Gran Teatre del Liceu a Barcellona, Händel-Festspiele ad Halle, Trigonale, Concerti della Cappella Paolina al Quirinale, Aldeburgh Music, Sagra Musicale Malatestiana, Maggio Musicale Fiorentino, Festival Leo Brouwer – La Habana, il Festival di Urbino Musica Antica, I Concerti dell’Accademia Bizantina, la Innsbrucker Festwochen der Alten Musik.

Ha collaborato con grandi personalità nel campo della musica antica, come Jordi Savall, Xavier Díaz-Latorre, Alessandro de Marchi, Richard Egarr, Giuliano Carmignola, Sara Mingardo, Roberta Invernizzi, Alessandro Quarta, Gemma Bertagnolli, Manfredo Kraemer.


Ha inciso per le case discografiche Arcana, Alia Vox, Glossa, Deutsche Harmonia Mundi, Tactus, Amadeus, Naïve e Brilliant Classics.


Insegna Liuto, Tiorba e Chitarra barocca ai corsi di perfezionamento musicale del Centro Studi Musica e Arte di Firenze.

 

Le Sezioni Letteratura e Musica, in collaborazione con ICAMUS-The International Center for American Music e con Dischi Fenice, accoglieranno nella nostra sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 Firenze), lunedì 16 maggio alle ore 16.30, due conferenze e un concerto dedicati a  "Lo sguardo poetico americano: poeti e compositori dagli Stati Uniti".


La musicologa Aloma Bardi parlerà di Il verso di poeti e poetesse statunitensi, ispiratore di musica. "Nature is what we hear", mentre Nicole Panizza affronterà il tema "Song of myself": l'Art Song americano e la ricerca  dell'identità. A queste relazioni daranno concretezza sonora il soprano Nadine Benjamin e la pianista e musicologa Nicole Panizza, che eseguiranno Art Songs di Lori Laitman, Aaron Copland, Luigi Zaninelli e Samuel Barber, su testi di poetesse americane come la grande Emily Dickinson (ritratta nel dagherrotipo del 1847 nella locandina) o Mary Oliver, e di poeti come James Agee e Frederic Prokosch.

L'iniziativa rientra nella rassegna "Lo sguardo di Firenze sul mondo", sostenuta da Fondazione CR Firenze.


Vi aspettiamo al Lyceum per un'immersione nella poesia e nella musica americana!

 

Da giovedì 12 maggio, in questo spazio, ospiteremo un videointervento di Amedeo Clavarino dal titolo: Sguardo al futuro: come fronteggiare l’emergenza climatica. Il relatore esporrà i motivi per cui tutti dovremmo diventare CO2 neutrali, per fronteggiare l’emergenza climatica. Le previsioni sono di un aumento delle temperature per la fine del 2200, solo tra 5 generazioni, in alcune parti del pianeta anche di 10 gradi, dovute all’utilizzo dei combustibili fossili per il riscaldamento, i trasporti e la produzione di energia elettrica. Avremmo dovuto agire almeno 30 anni fa per azzerare le emissioni di CO2 e degli altri gas serra.

La temperatura globale si stabilizzerà quando le emissioni di CO2 raggiungeranno lo zero netto, NET zero, cioè quando la quantità di CO2 prodotta dall’uomo sarà bilanciata a livello globale da quella rimossa dall’atmosfera. Come ci spiegherà nel video, esistono dei sistemi per compensare individualmente le emissioni di gas serra, diventare quindi CO2 neutrali. 



Amedeo Clavarino nasce a Genova nel 1956, dove si laurea in Economia e Commercio. Segue poi un Master in Business Administration (MBA) all’Istitut Européen d’administration des affaires (Insead). Revisore dei conti presso la Arthur Andersen & Co, e successivamente consulente in fusioni ed acquisizioni di aziende. Imprenditore dal 2000.

Fin dal 1970, si preoccupa del disinteresse generalizzato da parte della larghissima maggioranza della popolazione del mondo relativamente al consumo del tutto insostenibile dei combustibili fossili. Tale preoccupazione aumentò enormemente dopo il 1992, in occasione della conferenza sul clima di Rio, quando notò che le emissioni di gas serra prodotte dall’uomo, per uso di combustibili fossili, erano aumentate notevolmente rispetto al livello degli anni '70. 

Dopo il 2004, anno in cui crea la Fondazione Ambientemilano, per migliorare l’ambiente urbano con divieti alla circolazione dei veicoli di trasporto e dell’uso degli impianti di riscaldamento più inquinanti, nel 2020 crea la Fondazione SOS Planet (www.sosplanet.eu, tim@sosplanet.eu), per permettere a livello individuale la compensazione delle emissioni di gas serra.

Ha scritto articoli su Repubblica, Corriere della Sera e Huffington Post.

 

Siamo davvero molto lieti di ospitare Andrea Di Lorenzo, nuovo Direttore del Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia, e di invitarvi alla sua conferenza su La rinascita del Museo Ginori che terrà nella nostra sala in Lungarno Guicciardini 17, il prossimo lunedì 9 maggio alle ore 18.00.

Sede di “una collezione eccezionale e unica al mondo”, come l’ha definita recentemente il Ministro Dario Franceschini, il Museo di Doccia, chiuso dal 14 maggio 2014, vede oggi, con la nomina del nuovo Direttore, l’inizio di un nuovo corso, di una rinascita e, come tutti speriamo, di una sua giusta valorizzazione.

Sarà dunque l’occasione non solo di ripercorrere la sua storia, legata alla manifattura fondata nel 1737 da Carlo Ginori, e il patrimonio di questa raccolta, ma anche di conoscere le linee guida della futura valorizzazione del Museo Archivio Richard Ginori, che il Lyceum è felice di ospitare, esprimendo il suo sostegno nel grande impegno e sforzo intrapresi.

 

Nell’anno in cui il tema generale dei programmi del Lyceum è “lo sguardo”, non poteva mancare un incontro dedicato allo “sguardo del fisico”. La Sezione Scienze e Agricoltura vi invita ad una interessante conferenza del fisico Giulio Peruzzi (già noto al nostro pubblico), che si terrà giovedì 5 maggio 2022 alle ore 18 nella sede del Lyceum (Palazzo Adami Lami, Lungarno Guicciardini 17). Il titolo della conferenza è “Lo sguardo del fisico. Che cosa significa “vedere” nel mondo degli esperimenti”.  Il ruolo dell’osservazione nelle scienze sperimentali è un problema delicato, che è stato dibattuto a lungo da scienziati e filosofi. Molte sono le domande sorte a questo proposito, a cui sono state date risposte diverse in tempi e in situazioni diverse. Gli oppositori di Galileo si rifiutavano di guardare nel cannocchiale, perché dicevano di non fidarsi di quello che si vede attraverso uno strumento. Ma la visione ad occhi nudi rappresenta davvero una garanzia di intersoggettività? I grandi progressi della fisica hanno portato alla costruzione di apparecchi sempre più raffinati, che dipendono in modo essenziale dalle teorie che hanno permesso di realizzarli. Che cosa intendono oggi i fisici che lavorano in grandi laboratori, come il CERN, quando dicono di aver visto certe particelle subatomiche? Perché alcuni filosofi del Novecento hanno attribuito una grande importanza ad alcuni concetti della fisica che hanno chiamato “osservativi”? Su queste ed altre questioni che riguardano i fondamenti delle scienze il dibattito odierno è ancora aperto.

 


Ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per la partecipazione è richiesto il Super Green Pass e  l'uso della mascherina ffp2.

 

Giulio Peruzzi, laureato in fisica a Firenze e dottore di ricerca in fisica,  si occupa di Storia della Fisica tra il XVI e XX secolo, di fondamenti della meccanica quantistica e di filosofia della fisica. Le sue ricerche hanno prodotto più di 100 articoli su riviste nazionali e internazionali e una decina di monografie. Tra i suoi libri si segnalano: la curatela Scienza e realtà. Riduzionismo e antiriduzionismo nelle scienze del Novecento (2000); Vortici e colori. Alle origini dell’opera di James Clerk Maxwell (2010); con Tullio Regge, Spazio, tempo e universo (2003); con Sofia Talas e Fanny Marcon, Gli strumenti del pre-cinema del Museo di Storia della Fisica dell’Università di Padova (2016). Nel 2017 ha vinto il premio per la storia della fisica della Società Italiana di Fisica.

Oltre alle attività di ricerca e didattica, Peruzzi si è impegnato nella diffusione della cultura scientifica sia collaborando a riviste e trasmissioni radio e televisive, sia attraverso la progettazione e realizzazione di eventi espositivi temporanei e permanenti, come la mostra “Bagliori nel vuoto” del 2004 e la mostra “il futuro di Galileo” del 2009. Dal 2007 al 2016 è stato chiamato a far parte della Giuria Scientifica del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica organizzato dal Comune di Padova, di cui è stato uno degli ideatori.

 

Con grande piacere vi invitiamo Lunedì 2 maggio 2022, alle ore 19, ad ascoltare al Lyceum (Palazzo Adami Lami, Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze) uno splendido programma cameristico per violino e pianoforte, interpretato dal violinista Matteo Cimatti e dal pianista Marco Gaggini, due musicisti già noti al pubblico internazionale, il cui percorso è in continuo arricchimento. Il concerto è organizzato in collaborazione con gli Amici della Musica di Firenze.

Per la grande virtuosa italiana Regina Strinasacchi Mozart scrisse la Sonata n. 32 in Si bemolle maggiore K 454, che aprirà il concerto, e che fu scritta nel 1784 per un concerto ("accademia") a Vienna, alla presenza dell'imperatore Giuseppe II, nel quale il compositore eseguì la parte pianistica di questo capolavoro, la cui bellezza, equilibrio e virtuosismo strumentale inaugurano un nuovo modo di concepire la Sonata per violino e pianoforte. Seguirà la decima e ultima Sonata scritta da Beethoven per questo organico, l'op. 96 in Sol maggiore, un altro capolavoro eseguito per la prima volta nella capitale austriaca, in casa del Principe Lobkowitz, dal celebre violinista francese Pierre Rode e dal dedicatario del lavoro, l'Arciduca Rodolfo d'Asburgo, al pianoforte. La serenità ariosa che si respira in questa Sonata l'ha fatta accostare, da parte di molti studiosi, alla Sesta Sinfonia ("Pastorale") e all'amore di Beethoven per la natura. Concluderà il concerto un'altra "Grande Sonata", così chiamata dal suo autore, Robert Schumann, l'op. 121 in Re minore, scritta di getto nel 1851, dedicata al celebre violinista Ferdinand David, ma interpretata per la prima volta da Joseph Joachim, con Clara Schumann al pianoforte, nel 1853. La densa scrittura contrappuntistica, la tensione espressiva, i ripiegamenti intimistici di questo capolavoro ci restituiscono la poetica schumanniana e i suoi toni appassionati e fantastici.

Il concerto fa parte della rassegna "Lo sguardo di Firenze sul mondo", sostenuta da Fondazione CR Firenze.

Ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per la partecipazione è richiesto il Super Green Pass, l'uso della mascherina ffp2 e la prenotazione per email a Irene Weber Froboese all'indirizzo:
iwf@startext.biz

Giovedì 28 aprile, alle ore 17,30, Daniela Cavini, giornalista e scrittrice, a lungo impegnata in missioni umanitarie in luoghi di guerra, ci racconterà la riscoperta della sua Firenze al rientro in città dopo tanti anni di lavoro all’estero. 

La sua attenzione non si rivolge ai capolavori assoluti, ai luoghi sempre presi d’assalto dai turisti, ma alle realtà minori, quelle senza fila all’ingresso, che vengono tenute aperte, spesso da volontari, solo per poche ore al giorno o pochi giorni al mese. 

Quella che Daniela Cavini ci propone è la storia di un’altra Firenze, una Firenze minore, ma non per questo meno affascinante, in un intreccio che unisce tanti punti smarriti all’ombra di ingombranti capolavori, illuminandoli. 

Venticinque siti restituiti dalle origini ad oggi, in un evolversi storico “verticale” ma anche “orizzontale”, disposti in ordine cronologico. È una trama a scacchiera, che parte dalle Gualchiere di Remole e finisce con Villa Salviati, sede dell’archivio storico dell’Unione Europea.

In mezzo c’è di tutto: oratori preziosi tenuti in vita dalla testardaggine di preti ribelli, antiche scuole custodi della storia della scienza, parchi botanici unici al mondo, e poi incantevoli cenacoli e antichi chiostri.

Uno slalom fra arte e storia, scienza ed economia. Ma soprattutto un racconto di uomini il cui lavoro continua a riscattare nei secoli l’insita barbarie vincolata alla specie umana.

 

  

Daniela Cavini è una giornalista fiorentina che dopo sette anni di professione si licenzia dal Resto del Carlino e parte per la Bosnia. È il 1997 e da quel momento lavora come addetta stampa della Commissione Europea, vivendo fra guerre e campi profughi nei Balcani, in Nord Africa e in Medio Oriente. È a Sarajevo mentre la Nato bombarda la Serbia e a Belgrado quando la rivoluzione abbatte Milosevic; è a Beirut mentre Israele cannoneggia il Libano e a Damasco quando arrivano i rifugiati iracheni.

Da Tiblisi lavora sotto le bombe russe sulla Georgia, ma quando nascono due gemelli decide che è tempo di tornare a casa e lascia Amman, ultima tappa del suo peregrinare.

Oggi cerca di riprendersi l’anima scrivendo storie di patrimonio culturale sul Corriere della Sera.

È  diventata consulente di progetti europei e docente di Comunicazione.

Vive a Firenze; nel 2018 esce il suo primo libro Le magnifiche dei Medici, Mauro Pagliai Editore.

Giovedì 21 aprile 2022 alle ore 17,30 nella sede del Lyceum Club Internazionale di Firenze (Palazzo Adami Lami, Lungarno Guicciardini, 17) saranno nostri ospiti Valentina Vignozzi e Marzio Albonico per una conversazione dal titolo “Risparmi, opere d’arte, immobili. Proteggiamoli! Riflessioni e consigli per difenderli al meglio” .  Lo sguardo degli esperti sarà in particolare rivolto alla tutela del patrimonio, grande o piccolo che esso sia, considerando non solo l’aspetto finanziario ed immobiliare, ma anche gli oggetti di valore quali quadri, gioielli, opere d’arte in generale.

 

Valentina Vignozzi, nostra socia, è consulente patrimoniale di Banca Generali Private a Firenze e  da oltre 20 anni accompagna i clienti nella tutela del patrimonio e nella realizzazione di progetti di vita.

Marzio Albonico, bocconiano, è responsabile di Family Protection & Planning di Banca Generali a Milano e consigliere di amministrazione della fiduciaria Generfid SpA. E’ specializzato nella consulenza sulla protezione del patrimonio e la pianificazione della detenzione e trasmissione della ricchezza, sia sotto forma di  patrimonio finanziario che di investimenti immobiliari, aziendali e di opere d’arte.

 

Per la partecipazione sono necessari mascherina ffp2 e Green pass.

Vi aspettiamo al Lyceum!