Editoriale 2021


La Luce di Firenze illumina il Mondo



Mai come quest’anno, abbiamo bisogno di Luce. Dopo la solitudine, dopo il cromatismo del giallo/arancione/rosso legati all’ingravescenza della pandemia, è forte la necessità di restituire ai colori il loro valore più positivo.

E, nel settimo centenario della morte del Sommo Poeta, è a quella Luce, vivificante e limpida, che vogliamo ispirarci. La contrapposizione di tenebre e luce attraversa, infatti, l’intera Commedia: l’oscurità occupa l’Inferno, mentre nella luce del giorno si compie l’opera di purificazione del Purgatorio, interrotta durante la notte. Dall’Inferno, «luogo d’ogni luce muto», attraverso il Purgatorio, il cammino di Dante si configura come un iter verso «il ciel che più della sua Luce prende» (Par. I,4), dove lo stilema luce va al di là delle stelle su sui si chiudono le tre Cantiche, per configurarsi già come pura entità celeste. La luce e il sorriso: il sorriso è forse l’unica manifestazione umana, che rimane nel Paradiso, ma ha una connotazione superiore a quella di una semplice espressione di felicità; il sorriso di Beatrice, che Dante non vede più soltanto come oggetto del suo amore, ma come sublime rappresentazione della fede cristiana, è un’anticipazione di quella che sarà la più alta rappresentazione della gioia e della letizia, la Vergine Maria, che comparirà circondata dagli apostoli e avvolta dai raggi di Cristo-Sole. Luce e vita: vivere e vedere la luce del Sole sono un binomio sinonimico consueto, supportato dalle evidenze della biologia, fino a caricare il termine “luce” di valori affettivi, là dove questa equivalenza sottolinea la dichiarazione di un legame profondo che unisce gli individui. A queste metafore rimanda la programmazione di un anno complesso, quello che ci vede ricostruire le nostre identità, ricucire le distanze, a cui siamo stati costretti, ridisegnare gli obiettivi individuali e collettivi, rinsaldare gli affetti. È il ritorno ad uno stato anteriore, restitutivo anche di quelle libertà a cui abbiamo dovuto abdicare, implementato dall’esperienza della rinuncia, del sacrificio, della consapevolezza. Con la coscienza di un nuovo valore da attribuire alle Persone e alle Cose, il Lyceum intende accendere la luce dell’amicizia e della speranza, attraverso il suo impegno e l’assunzione di nuove e diverse responsabilità, vivendo questa situazione in maniera proattiva, mediante una ricca programmazione blended: in presenza, se sarà possibile, cosa che, ad oggi, non possiamo prevedere, ma sicuramente on line, con eventi e iniziative, realizzate in maniera esclusiva per il nostro Club.


La Presidente

Donatella Lippi