Eventi 2019

Eventi 2019

E' un incontro particolare quello che può avvenire tra Arte, Ingegneria e Chirurgia, soprattutto se il focus di questo incontro sono le mani, realizzate da Auguste Rodin (1840-1917).

Rodin ha ricercato nella forma scolpita delle mani l’anima che si fa carne, così che la mano-frammento riesce a comunicare gli impulsi emotivi, come fosse dotata di una vita propria e di una vitalità incessante.

Oggi, presso la Stanford University di New York, gli studenti studiano le condizioni mediche dei bronzi di Rodin con l’aiuto della tecnologia: le scansioni tridimensionali delle sculture, combinate con RX alle ossa di veri pazienti, creano una “realtà aumentata”, permettendo ai ragazzi di comprendere i processi diagnostici che stanno alla base della moderna chirurgia e simulare veri e propri interventi chirurgici.

Anche a Firenze, presso l’Ospedale Meyer, un gruppo di Ingegneri e di Chirurghi sta sperimentando con grande efficacia le potenzialità della tecnica 3D.

Da tempo, ormai, la stampa 3D è entrata nella pratica clinica, trovando numerosissimi ambiti di applicazione.

Le tecnologie digitali 3D permettono la realizzazione di repliche anatomiche esatte, ma è possibile realizzare molto di più: protesi personalizzate, tutori, guide chirurgiche di taglio…

La stampa nazionale ha riportato di recente il grande successo di un delicato intervento di neurochirurgia, eseguito proprio all’Ospedale Meyer, grazie al contributo di una brillante e giovane donna, un Ingegnere,  protagonista di questa straordinaria esperienza scientifica, Francesca Uccheddu, che, al Lyceum, affronterà il tema dello sviluppo e delle applicazioni della stampa in 3D, a partire dal 1982, quando Chuck Hull inventò la stereolitografia, dando vita al primo esempio commerciale di rapid prototyping, e del formato STL.

 Vi aspettiamo Lunedì 29 Aprile alle 18:00.


Sezione Scienze e Agricoltura

Maria Teresa Ceccherini Guicciardini, Marisa Dalla Chiara 

 

 

Francesca Uccheddu si è laureata in Ingegneria Informatica presso l'Università di Firenze nel 2003 con il massimo dei voti (summa cum laude) e ha ottenuto il titolo di Dottore di Ricerca nel marzo 2007. Da sempre si occupa di elaborazione di immagini e di modelli 3D. Autrice di numerose pubblicazioni in riviste internazionali di rilievo scientifico, ha trascorso diversi periodi di formazione all'estero nei centri di ricerca più prestigiosi. Ultimamente si occupa di applicazioni di elaborazione di immagini e modelli 3D in ambito biomedicale sviluppando soluzioni innovative di medicina personalizzata anche legate alla stampa 3D; dal 2016 è membro del comitato di gestione del laboratorio congiunto di ricerca t3Ddy tra Ospedale Pediatrico Meyer (Firenze) e Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Firenze. 


 




Giovedì 18 aprile alle ore 18, Margherita Ghilardi animerà un dialogo dedicato alla silloge di racconti firmati al femminile, selezionati e curati dalla giornalista, editorialista e scrittrice Annalena Benini: Elsa Morante, Virginia Woolf, Kathryn Chetkovich... tutte Donne che hanno fatto della scrittura la loro ragione di vita.
E due Donne, due professioniste, due figure femminili di spicco saranno protagoniste di una riflessione, costruita sulla trama di queste venti storie, in cui emergono personalità diverse, ma sempre forti e decise, pronte a disegnare tutte le incomprensioni, le debolezze, i rancori, le
rabbie, nell'incontro con l'altro.


Annalisa Adami e Franca Fazzini

Sezione Letteratura

Alessandra Scarpato e Tatjana Jaksic

Sezione Attività Sociali


Annalena Benini è giornalista, editorialista e scrittrice. Dal 2001 scrive per Il Foglio, occupandosi di libri, cultura, persone e storie, e per l’inserto settimanale Il Figlio, che ha fondato e cura: storie di genitori e figli tratteggiate da narrazioni e confessioni di scrittori, lettere, saggi e romanzi. Tiene una rubrica di libri su Io Donna, settimanale del Corriere della Sera, e una di attualità su Grazia. Ha pubblicato La scrittura o la vita. Dieci incontri dentro la letteratura (Rizzoli, 2018) e ha curato la raccolta I racconti delle donne (Einaudi, 2019).


Margherita Ghilardi ha lavorato presso l'Archivio Contemporaneo del Gabinetto Vieusseux di Firenze. Si è occupata di narratrici e saggisti italiani del Novecento. Ha curato e introdotto l'edizione critica di Pesci rossi di Emilio Cecchi (Vallecchi 1989) e, dello stesso autore, la raccolta di tutte le prose creative per la collana dei Meridiani (Saggi e viaggi, Mondadori 1997); una scelta di racconti (Autoritratto involontario, La Tartaruga 1996) e il romanzo La Sparviera (Libreria dell'Orso 2005) di Gianna Manzini; la ristampa di due volumi di Clotilde Marghieri (Amati enigmi, Avagliano 2001 e Vita in villa, Avagliano 2004). Sotto il titolo Saggi romantici (Avagliano 2003) ha riunito i due libri d'esordio di Emilio Cecchi critico letterario; per la "Collezione Premio Strega. I 100 capolavori" ha firmato l'introduzione ad Artemisia di Anna Banti (UTET 2007). Per la nuova collezione di classici Passepartout ha scritto la prefazione a Cime tempestose di Emily Brontë (Giunti 2016). Ha collaborato alla terza pagina di "Il Mattino", a "Mercurio di Repubblica" e "Diario della Settimana". Scrive per "Alias", supplemento libri di "Il manifesto".





Lunedì 15 aprile, alle 18, avremo al Lyceum ospiti straordinari, per un'iniziativa realizzata in collaborazione con l'INSTITUT FRANÇAIS FIRENZE, che rende omaggio a Caterina de' Medici, regina di Francia, nel 500° anniversario della nascita: il violoncellista JEAN-MARIE QUINT, con il suo prezioso strumento, costruito nel 1764 a Parigi da Louis Guersan, terrà un concerto in onore del Prinicpe  GÉRAUD DE LA TOUR D'AUVERGNE, Inspecteur général honoraire de l'administration des affaires culturelles in Francia, discendente della grande sovrana di origini fiorentine.


Il programma comprende musiche di Johann Sebastian Bach, Domenico Gabrielli e Joseph Marie Clément Ferdinand Dall'Abaco, per illustrare  momenti fondamentali della letteratura solistica per violoncello, dai suoi primordi con i Ricercari di Domenico Gabrielli, attraverso le pagine bachiane dalle Suites per violoncello, fino ai Capricci di Dall'Abaco.


L'iniziativa fa parte della rassegna "La mano, incrocio di saperi.  Impronte di cultura fiorentina", sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.


Ricordiamo che le manifestazioni del Lyceum Club Internazionale di Firenze sono a ingresso libero, fino al raggiungimento del limite di posti disponibili (i posti riservati sono per i Soci del Lyceum e i loro invitati).

E' gradito, da parte dei NON-Soci, un contributo liberale che ritengano adeguato per la partecipazione all'evento.


Vi aspettiamo!


Donatella Lippi

Presidente Lyceum Club Internazionale di Firenze


 

Eleonora Negri e Irene Weber Froboese

Sezione Musica

Lyceum Club Internazionale di Firenze


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Lyceum Club Internazionale di Firenze

Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17)


Lunedì 15 aprile, ore 18 – Attività della Presidenza e Sezione Musica

Omaggio a Géraud de la Tour d'Auvergne

JEAN-MARIE QUINT, violoncello barocco

Musiche di J. S. Bach, D. Gabrielli, J. M. C. F. Dall'Abaco

In collaborazione con l'INSTITUT FRANÇAIS FIRENZE




In occasione di questa annualità che vede le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci vi proponiamo l’11 aprile alle ore 18.00 un incontro dedicato al grande artista e alla sua attività pittorica a Milano, una serata speciale che ci vede in collaborazione con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani e l’Opificio delle Pietre Dure. La conferenza di Valerio Vernesi, consulente per la Treccani, avrà come centro l’attività artistica di Leonardo durante il periodo milanese, con accenni agli interventi di restauro più recenti sul cantiere del Cenacolo di Santa Maria delle Grazie, nel tentativo di metterne in evidenza le precipue caratteristiche interdisciplinari. Sarà un’occasione per parlare della pittura murale e di alcune delle specificità esecutive e conservative che riguardano questa particolare tecnica pittorica.

Si accompagnerà a questo l’illustrazione da parte di Maria Rosa Lanfranchi dell’importante intervento di restauro al quale ha partecipato dal 2003 l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e che ha avuto come obbiettivo la conservazione e la restituzione di una nuova leggibilità della decorazione della Sala delle Asse. L’intervento ha costituito una fase importante nello studio della tecnica leonardesca, insieme alle ricerche per valutare la sopravvivenza delle antiche tracce della decorazione, falsate da ridipinture novecentesche. Nell’occasione si è chiarita la forma del progetto leonardesco per le intere pareti, iniziato nel 1498 e interrotto poco dopo, e cioè come la sala fosse stata pensata in veste di padiglione aperto verso il paesaggio esterno. Le vicende storiche del Ducato di Milano e gli spostamenti successivi di Leonardo hanno però determinato l’interruzione della geniale impresa decorativa.


Vi aspettiamo!

Elisa Acanfora e Silvestra Bietoletti

Sezione Arte


Valerio Vernesi è storico dell'Arte e consulente per l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani. Negli ultimi cinque anni, è stato anche incaricato dall'Istituto Treccani di supervisionare l'intero progetto scientifico denominato "Progetto Leonardo". Nella sua attività di ricerca c’è stato lo studio del Diario autografo del Marchese Alessandro Gregorio Capponi, cameriere segreto di papa Clemente XII Corsini (1730-1740) che per conto del pontefice acquistò e sistemò in appositi ambienti del Campidoglio, la collezione antiquaria del cardinale Alessandro Albani, avviando così la fondazione dei Musei Capitolini.


Maria Rosa Lanfranchi si è diplomata all'Opificio delle Pietre Dure nel 1985 e nel 2008 ha conseguito la Laurea triennale in Storia e Tutela dei Beni Artistici presso l'Università di Firenze. Lavora come restauratrice presso l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze dal 1992. I cantieri di restauro più recenti in cui ha lavorato sono stati, oltre la Sala delle Asse, la cappella Maggiore di Santa Croce, dipinta dalla bottega di Agnolo Gaddi, e l’affresco raffigurante le Stimmate dipinto da Giotto nel transetto della stessa chiesa.






Lunedì 8 aprile alle ore 19 proseguirà la rassegna "Svelare la musica", riservata agli iscritti al Lyceum e all'Associazione Suoni Riflessi, nella quale gli interpreti ci raccontano i segreti dei loro rapporti con le partiture che eseguono, in preziose conversazioni-concerto della durata di un'ora.


L'iniziativa prosegue la bella collaborazione con l'associazione "Amici di Suoni riflessi" e con i valenti musicisti dell'Ensemble Nuovo Contrappunto. Sarà il duo pianistico di MATTEO FOSSI e di MARCO GAGGINI (che è stato recentemente acclamato nella nostra sala anche in duo con il violinista Matteo Cimatti) ad illustrarci e ad eseguire la trascrizione, realizzata da Alban Berg  per pianoforte a 4 mani, di uno dei massimi capolavori del Novecento, una vera "porta" tra il passato e il futuro della musica: la Kammersymphonie op. 9 di Arnold Schönberg.


Vi aspettiamo!



Eleonora Negri e Irene Weber Froboese

Sezione Musica


Lyceum Club Internazionale di Firenze


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Lyceum Club Internazionale di Firenze

Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17)


Lunedì 8 aprile, ore 19 – Sezione Musica

Svelare la musica: la Kammersymphonie op. 9 di Arnold Schoenberg nella trascrizione per pianoforte a 4 mani di Alban Berg

Secondo incontro, riservato ai soci del Lyceum e agli Amici di “Suoni

riflessi”

MATTEO FOSSI e MARCO GAGGINI, pianoforte a 4 mani

A cura di MARIO ANCILLOTTI, in collaborazione con ENSEMBLE NUOVO

CONTRAPPUNTO

Musiche di A. Schoenberg-A. Berg




Giovedì 4 aprile alle ore 18.00 nella nostra nuova sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), avremo il piacere di ascoltare Francesco Caglioti che ci illustrerà la mostra ora in corso a Palazzo Strozzi - e con una sezione speciale al Museo Nazionale del Bargello - dedicata a Andrea del Verrocchio, della quale egli è curatore insieme ad Andrea De Marchi. Sarà questa una occasione speciale per farci accompagnare da uno dei due curatori in tour ‘virtuale’ attraverso le sale dell'esposizione, e per comprendere i maggiori punti di forza e di novità di una così importante iniziativa culturale e le linee interpretative che hanno guidato i due studiosi durante il lavoro preparatorio.


Elisa Acanfora, Silvestra Bietoletti

Sezione Arte



Francesco Caglioti

Nato nel 1964, laureato in Lettere classiche con indirizzo storico-artistico alla “Federico II” di Napoli (1987) e addottorato in Storia dell’arte alla Normale di Pisa (1993), è stato in quest’ultima sede ricercatore di Storia della critica d’arte (dal 1994). È poi stato associato di Storia dell’arte moderna alla “Federico II” (dal 2001), e quindi ordinario della stessa materia nella stessa sede dal 2006. Dal 1° marzo 2019 è ordinario di Storia dell’arte medievale alla Normale di Pisa. Le sue ricerche e pubblicazioni riguardano in particolare il tardo Medioevo e il Rinascimento italiani nei loro centri maggiori (Firenze, Siena, Lucca, Bologna, Milano, Padova, Venezia, Roma, Napoli, Messina, Palermo), con speciale attenzione alla scultura monumentale. Dal 2011 è membro del consiglio direttivo, e responsabile per la Storia dell’arte, del Dizionario biografico degli italiani.





"O Freunde, nicht diese Töne!"


Facciamo nostro il primo verso dell'Inno alla gioia di Friedrich Schiller per invitarvi - insieme agli AMICI DELLA MUSICA DI FIRENZE - all'iniziativa che Lunedì 1 aprile, alle ore 18, nella nostra nuova sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), vedrà la violoncellista LEA GALASSO e la pianista russa OLGA ERMAKOVATA proporci una profonda meditazione sul valore della pace, attraverso opere

che riavvicinano i popoli, facendoci percepire il messaggio di fratellanza affidato all'umanità da alcuni grandi autori.


Il percorso delineato da queste due giovani, splendide musiciste ci farà ascoltare pagine che aprono nuovi orizzonti alla letteratura violoncellistica, come il Preludio della seconda Suite per violoncello solo in Re minore di Johann Sebastian Bach, o la seconda  Sonata op. 5 n. 2 per violoncello e pianoforte di Beethoven, in cui l'interazione perfetta fra i due strumenti raggiunge un equilibrio inedito e foriero di meravigliosi sviluppi nella produzione per questo organico. Oltre a questi vertici della letteratura cameristica, ascolteremo tre opere di più raro ascolto: la Serenata op. 34, scritta dal sedicenne Ferruccio Busoni nel 1882, e due lavori di Frank Bridge (l'Elegia del 1911 e la Berceuse del 1912), compositore inglese che fu particolarmente sconvolto dalla tragedia della Grande Guerra e che ci ha lasciato molti lavori ancora da ascoltare e conoscere meglio. A "cucire insieme" queste musiche saranno alcune letture di pagine di Hermann Hesse, Romain Rolland, Stefan Zweig e Bertrand Russell sui valori civili e umanitari veicolati dalla grande musica in epoche tormentate dalla temperie bellica, come gli anni intorno alla Prima guerra mondiale.


L'iniziativa fa parte della rassegna "La mano, incrocio di saperi. Impronte di cultura fiorentina", sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.


Ricordiamo che le manifestazioni del Lyceum Club Internazionale di Firenze sono a ingresso libero, fino al raggiungimento del limite di posti disponibili (i posti riservati sono per i Soci del Lyceum e i loro invitati).

E' gradito, da parte dei NON-Soci, un contributo liberale che ritengano adeguato per la partecipazione all'evento.


Vi aspettiamo!


Eleonora Negri e Irene Weber Froboese

Sezione Musica

Lyceum Club Internazionale di Firenze


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Lyceum Club Internazionale di Firenze

Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17)

Lunedì 1 aprile, ore 18 – Sezione Musica

“O Freunde, nicht diese Töne!” Musica e letteratura nella grande guerra:

riflessioni sulla pace

LEA GALASSO, violoncello; OLGA ERMAKOVATA, pianoforte;

ELEONORA NEGRI, voce recitante

Musiche di L. van Beethoven, J. S. Bach, F. Busoni e F. Bridge

In collaborazione con AMICI DELLA MUSICA DI FIRENZE


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“Forse ( o ch’io spero!) artefice di Numi,

nuovo meco darai spirto alle Grazie

ch’or di tua man sorgon dal marmo….

La stretta relazione dell’opera poetica di Foscolo con quella marmorea di Canova è resa esplicita dalla dedica che precede l’inno primo delle Grazie, in cui il poeta si rivolge direttamente allo scultore, facendo riferimento alla realtà geografica e culturale fiorentina, ispiratrice delle opere di entrambi.

Ricostruendo l’iter creativo delle Grazie foscoliane e le fasi elaborative del celebre marmo di Canova Silvio Balloni, storico dell’arte di grande autorevolezza, ben conosciuto dalle socie del Lyceum approfondirà il valore concettuale e filosofico del tema delle Grazie in seno alla poetica letteraria e figurativa del Neoclassicismo.

Dalla commissione del celebre gruppo scultoreo da parte di Josephine de Beauharnais sino alla seconda scolpita per lord John Russel, VI duca di Bedford, le vicende delle Grazie canoviane si intrecciano a doppio filo con la vena immaginifica del poeta, in un gioco di rimandi fra Parola e Immagine nel segno dell’Ecfrasi:

Intento odi o Canova, e guarda intanto / le tre gentili ancelle nostre all’ara / E l’armonia della bellezza e il vivo / Spirar de’ Vezzi fuggitivi al core / Ti voleranno e tu potrai lasciarle / Immortali fra noi pria che all’Eliso / Su l’ali occulte fuggano degli anni /“ (Stesure del ‘Carme Tripartito’)

Con notizie tratte dall’epistolario canoviano recentemente pubblicato da Silvio Balloni con Carlo Sisi e dall’officina poetica del Foscolo, il relatore ci proporrà un entusiasmante viaggio nel Mito di una stagione dove il tramonto della solarità neoclassica si fonde con l’alba del crepuscolo preromantico.

 


Vi aspettiamo dunque giovedi 28 marzo alle ore 18.


Sezione Letteratura

Annalisa Adami

Franca Fazzini



Silvio Balloni è dal 2008 Dottore di Ricerca Internazionale in Italianistica.

Ha curato le mostre I Macchiaioli e la fotografia (con Monica Maffioli); Documenti dei Macchiaioli dal fondo Vitali Carte Edite e Inedite ( con Monica Maria Angeli); Il metodo e il talento. Igino Benvenuto Supino primo direttore del Bargello (con Beatrice Paolozzi Strozzi); Borrani. Al di là della macchia, opere celebri e riscoperte (con Anna Villari); Silvestro Lega. Storia di un’anima (con Giuliano Matteucci).

Per la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ha curato l’edizione anastatica dello Zibaldone di Telemaco Signorini.

Ha inoltre pubblicato i seguenti libri: Scrittura e Immagine. Le forme del libro (Pacini 2012); Le campagne elettorali di Ippolito Niccolini (Polistampa, 2017); Venti donne in Toscana (Polistampa 2018).

Con Carlo Sisi ha curato l’Epistolario 1814 per l’edizione Nazionale delle opere di Antonio Canova.




Lunedì 25 marzo alle ore 18, nella nostra nuova sede in Palazzo Adami  Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze), ospiteremo il giovane violinista MATTEO CIMATTI, fiorentino, di formazione fiesolana, ma ormai proiettato verso un orizzonte internazionale, garantito dalle sue recenti affermazioni e dal solido apprendistato presso illustri maestri come Pavel Vernikov, Svetlana Makarova e Salvatore Accardo.

In apertura di programma uno dei monumenti più alti e ardui per violino solo: la Ciaccona dalla seconda Partita in Re minore BWV 1004 di J. S. Bach, la cui esecuzione da parte del diciottenne Cimatti è rimasta impressa nell'anima di chiunque l'abbia ascoltato, fra cui le scriventi.

Seguiranno due magnifiche Sonate del repertorio cameristico per violino e pianoforte, in cui la freschezza del talento di Matteo Cimatti dialogherà con la solida professionalità del pianista MARCO GAGGINI, a partire dalla grande Sonata in La maggiore D 574 di Franz Schubert, dell'agosto 1817: un capolavoro che alterna il più soave lirismo a pagine di scintillante virtuosismo, di una scrittura quasi "sinfonica" per la complessità contrappuntistica. Concluderà il concerto uno dei vertici della produzione brahmsiana, la terza Sonata in Re minore op. 108, un'opera di grande impegno e felicità creativa, tale da mettere alla prova i più consumati interpreti.


L'iniziativa fa parte della rassegna "La mano, incrocio di saperi. Impronte di cultura fiorentina", sostenuta dalla Fondazione Cassa di

Risparmio di Firenze.


Ricordiamo che le iniziative del Lyceum Club Internazionale di Firenze sono a ingresso libero, fino al raggiungimento del limite di posti disponibili (i posti riservati sono per i Soci del Lyceum e i loro invitati).

E' gradito, da parte dei NON-Soci, un contributo liberale che ritengano adeguato per la partecipazione all'evento.


Vi aspettiamo!


Eleonora Negri e Irene Weber Froboese

Sezione Musica

Lyceum Club Internazionale di Firenze


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Lyceum Club Internazionale di Firenze

Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17)


Lunedì 25 marzo, ore 18 – Sezione Musica

Giovani mani che suonano

MATTEO CIMATTI, violino; MARCO GAGGINI, pianoforte

Musiche di J. S. Bach, F. Schubert, J. Brahms




Giovedì 14 marzo alle 18, sarà nostro ospite il Dr. Giovanni Duvina, per una conferenza dal titolo Se faire la main. Da Umberto Biancamano a Umberto II.

Giovanni Duvina, Delegato degli Ordini Dinastici di Casa Savoia per la Toscana, affronterà le vicende e le avventure di una famiglia di condottieri, che, nel sedicesimo secolo, si procurarono fama, onore e ricchezza sui campi di battaglia, ascendendo tutte le gerarchie nobiliari e riuscendo -tre secoli dopo- nell’ardua impresa di unificare l’intera penisola.

E un ruolo di primaria importanza, in questi mille anni di storia della Dinastia, che portò all’Unità Nazionale Italiana, fu svolto da straordinarie figure di Donne.


Adelina Spallanzani, Alessandra Bayon Salazar

Sezione Rapporti Internazionali


Giovanni Duvina ha conseguito il Diploma di Maturità Classica presso il Collegio Alla Querce di Firenze, per poi laurearsi in Medicina e Chirurgia e specializzarsi in Odontostomatologia. Per tradizione familiare e convinzione personale è da sempre fedele a Casa Savoia, per la quale ha ricoperto molti incarichi. Attualmente è membro effettivo della Consulta dei Senatori del Regno con l’incarico di Vice – Presidente e dal 2016 è il Delegato per la Toscana degli Ordini Dinastici della Reale Casa di Savoia.





Lunedì 11 marzo alle ore 18, nella nostra nuova sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17 - Firenze) ospiteremo lo scrittore Giuliano Scabia, tra i più avventurosi artisti del teatro, che dialogherà con il violoncello del giovane concertista Antonio Cortesi.

Insieme racconteranno la straordinaria vita di Sofia, studiosa della mente e donna d’amore, che attraversa la storia italiana, cercando di adempiere ai compiti che si è data fin da bambina, fra cui quello di ritrovare il padre, troppo presto scomparso, e vincere la morte.

"L’azione perfetta" (romanzo di Giuliano Scabia edito da Einaudi, Torino, 2016) contiene un mistero, racchiuso nella domanda: che cos'è l’azione perfetta?

Nel "Ciclo dell’eterno andare", di cui "L’azione perfetta" è il terzo tempo, protagonista è il violoncello, lo strumento più vicino alla voce umana, suonato da Lorenzo, concertista, padre di Sofia. Durante tutta la vicenda ogni tanto emergono le Suites per violoncello solo di Bach, che segnano il destino dei personaggi.

Giuliano Scabia, poeta, iniziatore del nuovo teatro italiano (insieme a Carlo Quartucci, Luca Ronconi, Carmelo Bene, Franco Quadri, Luigi Nono, Bruno Maderna, Sylvano Bussotti e altri) pone, da sempre, a chi legge e ascolta la questione del trionfo della vita sopra ogni desiderio di morte.


L'iniziativa fa parte della rassegna "La mano, incrocio di saperi. Impronte di cultura fiorentina", sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.


Ricordiamo che le iniziative del Lyceum Club Internazionale di Firenze sono a ingresso libero, fino al raggiungimento del limite di posti disponibili (i posti riservati sono per i Soci del Lyceum e i loro invitati).

E' gradito, da parte dei NON-Soci, un contributo liberale che ritengano adeguato per la partecipazione all'evento.


Vi aspettiamo!


Annalisa Adami e Franca Fazzini                 

Sezione Letteratura

Eleonora Negri e Irene Weber Froboese

   

        Sezione Musica


                                 Lyceum Club Internazionale di Firenze


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Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17)


Lunedì 11 marzo, ore 18 – Sezione Letteratura e Sezione Musica

L’azione perfetta. Dialogo di violoncello e voce di Giuliano Scabia

ANTONIO CORTESI, violoncello; GIULIANO SCABIA, voce recitante

Musiche di J. S. Bach


GIULIANO SCABIA (Padova, 1935), poeta, drammaturgo e romanziere, è stato il protagonista di alcune fra le esperienze poetiche e teatrali più vive e visionarie degli ultimi vent’anni. Ha collaborato con Luigi Nono nella scrittura del "Diario italiano" e de "La fabbrica illuminata"; è stato uno degli iniziatori del Nuovo Teatro (Zip, Biennale di Venezia, 1965) e

l’ideatore di situazioni teatrali e comunitarie memorabili, come quella

dell’Ospedale Psichiatrico di Trieste (di cui parla nel libro "Marco Cavallo", Torino, Einaudi, 1976). Negli ultimi tempi ha quasi completato

i circa 40  testi (commedie, lettere, poemi, racconti) che costituiscono

il ciclo del "Teatro Vagante", un teatro raccontabile, oltre che rappresentabile, che frequentemente va in giro a recitare da solo, in piccole comunità che si formano per ascoltare, seguendolo a volte in lunghe camminate nei boschi. Il suo lavoro sulla lingua, compiuto anche

attraverso la ricerca teatrale, è confluito nei romanzi "In capo al mondo" (Einaudi, 1990), "Nane Oca" (Einaudi, 1992), "Lorenzo e Cecilia"

(Einaudi, 2000), "Le foreste sorelle" (Einaudi, 2005), "Il lato oscuro di Nane Oca" (Einaudi, 2019) e molti altri. Nel 1995 ha pubblicato "Il poeta albero" (Einaudi), poesie e disegni, e nel 2003 "Opera della notte", libri di poesie in cui è racchiusa la forma più intensa del suo itinerario di scrittore, "uno dei pochi e dei migliori che sia dato di leggere" (Folco Portinari).


ANTONIO CORTESI si è laureato col massimo dei voti e la lode in violoncello e musica da camera presso il Conservatorio "B. Maderna" di Cesena, ricevendo una borsa di studio come migliore laureato nel 2015.

In seguito si è perfezionato in Violoncello nella classe di Orfeo Mandozzi, presso l’Accademia Pianistica di Imola, e con Marianne Chen presso l’Accademia di Pinerolo. Ha partecipato a masterclasses con Enrico Dindo, Hans Jorgen Jensen, Raphael Wallfisch, Giovanni Gnocchi, Xavier Ganepain, Amit Peled, Natalia Gutman, Luigi Piovano, Francesco Dillon, Hanna Roberts e Jakob Spahn. Ha suonato con l'orchestra del Conservatorio "Maderna" di Cesena, con l'Orchestra Giovanile L. Cherubini, l'EY Young Talents Orchestra, la World Youth Orchestra, la Youth European Musicians Orchestra, l'Orchestra Pro Musica, l'Orchestra

Nazionale dei Conservatori Italiani, il Collegium Musicum di Bologna e

La Corelli di Ravenna; in quest'ultima compagine ricopre il ruolo di primo violoncello.

E' attivo con diversi ensembles cameristici, con cui si è esibito in festival e rassegne in Italia e all'estero (tra gli altri: Aurora Chamber Music Festival, Suona Francese, Musica tra le antiche mura, Giovani in Musica di Ravenna, Incontri Mitteleuropei, Apeldoorn Festival and masterclass, Gubbio Summer Festival, Lugo Music Festival, Forum de Violonchelo de España, Stagione dei Concerti al Circolo degli Ufficiali di Bologna, San Giacomo Festival e Imola Summer Festival).

Suona in duo con il pianista giapponese Ryo Terukina, con il quale ha vinto il 2°premio al concorso di musica da camera "Premio Crescendo" di

Firenze nel 2018. Si è esibito come camerista e in orchestra in Russia, Ungheria, Polonia, Francia, Inghilterra, Spagna, Svezia, Iran, Slovenia, Germania, Olanda, Danimarca, Austria, Ucraina, Cina e Repubblica Ceca.

Suona un Violoncello Custode Marcucci del 1925.

E' inoltre attivo in progetti di musica originale con il trio EST.




Il restauro archeologico è una delle eccellenze fiorentine. Ce ne parlerà il 7 marzo alle ore 18.00, nella nuova sede del Lyceum, in Palazzo Adami Lami, il Prof. Stefano Bruni, docente presso l’Università di Ferrara.


La pratica di restaurare materiali antichi vanta a Firenze una lunghissima tradizione che dalle soglie del Trecento giunge fino ai nostri giorni. Entro questa cornice spicca, anche per il significato che ha avuto nella trasformazione del restauro moderno, il Centro di Restauro di Firenze, sorto, all’indomani dell’alluvione del 4 novembre 1966, in seno all’allora Soprintendenza Archeologica della Toscana guidata da Guglielmo Maetzke. Nato per far fronte alla drammatica situazione che le acque dell’Arno avevano provocato, travolgendo e distruggendo, tra l’altro, l’intero Museo Topografico dell’Etruria, il Centro divenne da subito uno straordinario laboratorio di ricerca e di riferimento per il restauro di monumenti e oggetti antichi in una dimensione non solo italiana, ma internazionale. Negli anni ha operato una lunghissima serie di interventi sia su importanti complessi del territorio dell’antica Etruria sia su straordinari monumenti di musei italiani ed europei, dai Bronzi di Riace al sarcofago degli Sposi del Louvre, dai grandi bronzi delle raccolte mediceo lorenesi alla raccolta dei sarcofagi del Camposanto di Pisa, al gruppo frontonale con i Sette a Tebe del tempio di Pyrgi.     


Stefano Bruni, già funzionario archeologo del Ministero per i Beni Culturali, è dal 2000 professore di Etruscologia e Antichità Italiche presso l’Università degli Studi di Ferrara. Nell’Anno Accademico 2016/2017 è stato Visiting Professor presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. È membro dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, di cui è attualmente Segretario Generale, dell’Istituto Archeologico Germanico, dell’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, dell’Accademia Etrusca di Cortona e dell’Accademia dei Sepolti di Volterra. È direttore della rivista “Science and Technology for Cultural Heritage” e ha fondato e dirige, assieme a Mario Rosa, la rivista “Symbolae Antiquariae”. Ha diretto scavi e ricerche nel territorio dell’Etruria, in particolare a Pisa e nella sua provincia e dal 2000 guida le indagini nell’insediamento di età arcaica in località Rocca di Parlascio (Casciana Terme, Pisa). Dal 1992 al 2002 ha diretto il restauro dei materiali di età antica della raccolta del Camposanto e del Museo dell’Opera della Primaziale Pisana. Ha organizzato numerose mostre in Italia e all’estero, tra le quali si ricordano Meisterwerke griechischer Keramik aus der Sammlung Giuseppe Sinopoli tenutasi nel 2000 presso l’Akademischen Museum di Bonn, Alle origini di Livorno. L'età etrusca e romana, tenutasi a Livorno nel 2009 e Winckelmann, Firenze e gli Etruschi, realizzata al Museo Archeologico Nazionale di Firenze nel 2016-2017. Ha progettato e curato l’allestimento del Museo Archeologico di Peccioli (Pisa) e della sezione archeologica del Museo della Città di Livorno. Dal 2013 è direttore delle Catacombe di Pianosa. Autore di numerosi contributi scientifici, principalmente interessati ai problemi del mondo etrusco e italico, tra cui si segnalano, tra gli altri, i volumi I lastroni a scala (Materiali del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, IX, Roma, 1986), Pisa etrusca. Anatomia di una città scomparsa (Milano, 1998), Gravisca. Scavi nel santuario greco II. Le ceramiche corinzie ed etrusco-corinzie (Bari, 2009), Gli Etruschi e gli scavi in Toscana nel Risorgimento. I lavori della Società Colombaria tra il 1858 e il 1866 (Cinisello Balsamo, 2011); ha curato, tra gli altri, i volumi Il porto urbano di Pisa antica, 1. Il contesto e il relitto ellenistico (Cinisello Balsamo, vol. I, 2003; vol. II, 2006); Gli Etruschi delle città. Fonti, ricerche e scavi (Cinisello Balsamo, 2010).





Anche quest'anno collaboriamo con l'associazione Amici di Suoni riflessi e con i valenti musicisti dell'Ensemble Nuovo Contrappunto per alcune iniziative della rassegna "Svelare la musica", riservate agli iscritti al Lyceum e all'Associazione Suoni Riflessi, nella quale saranno gli stessi interpreti a raccontarci i segreti dei loro rapporti con le partiture che eseguono, in preziose conversazioni-concerto della durata di un'ora.



Lunedì 4 marzo 2019 alle ore 19, nella nuova sede del Lyceum Club Internazionale di Firenze, in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17), sarà il grande flautista MARIO ANCILLOTTI a illustrarci il rapporto fra musica e natura nell'opera di Antonio Vivaldi, svelandoci (ed eseguendo per noi) la versione del Concerto RV 269 "La primavera" realizzata per flauto solista nel 1775 dal filosofo e compositore Jean-Jacques Rousseau.



Eleonora Negri e Irene Weber Froboese

Sezione Musica

Lyceum Club Internazionale di Firenze




Guardando le immagini della Terra dalla sonda spaziale Voyager 1, Carl Sagan, astronomo e divulgatore scientifico americano, commentava: La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica… è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Che ci piaccia o meno, per il momento è dove ci giochiamo le nostre carte… Incarna la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il “pallido puntino blu”, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.

Che cosa può fare ognuno di noi nel quotidiano per proteggere questa nostra grande “casa”?

Che novità emergono dalla spedizione in Antartide, a cui hanno partecipato 77 scienziate provenienti da tutto il mondo?

Proprio una di loro, Elena Ioli, ne sarà portavoce al Lyceum il 28 Febbraio alle 18.


Vi aspettiamo,

Sezione Scienze e Agricoltura

Maria Teresa Ceccherini Guicciardini, Marisa Dalla Chiara


Elena Ioli, Fisica teorica, si è formata all’Università di Bologna e all’École Normale Supérieure di Parigi e ha conseguito un Master in Comunicazione della scienza alla SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste. Da oltre 10 anni, è autrice di manuali di Fisica e materiali digitali per la scuola con l’editore Zanichelli di Bologna, lavora come docente di Fisica nella scuola secondaria superiore e collabora come science editor con la casa editrice Dedalo di Bari. È autrice di “Le parole di Einstein”, un saggio scientifico sul ruolo della metafora nella comunicazione della scienza, e di un libro per ragazzi sui buchi neri, “Nero come un buco nero”.  Fa parte dell’Editorial board della rivista di divulgazione scientifica Sapere.  È membro del Comitato Scientifico del Museo dell’Ecologia della città di Cesena, dove risiede.

Nel febbraio del 2018 è stata selezionata per partecipare al progetto australiano Homeward Bound, che ha portato 77 scienziate provenienti da tutto il mondo in una spedizione di 4 settimane in Antartide, coniugando scienza, comunicazione, leadership e tutela dell’ambiente.





“La scoperta di un manicaretto nuovo fa per la felicità del genere umano più che la scoperta di una stella.” Così scriveva Jean Anthelme Brillat- Savarin (1755- 1826), politico e gastronomo.

Nell’annata Lyceista dedicata alla “mano”, questo aforisma ci ha offerto l’opportunità di avere nostra ospite una chef straordinaria, una Donna straordinaria: Annie Féolde, Madame Pinchiorri.

Manicaretto… Pietanza appetitosa, ghiotta e preparata con cura, come tradisce il vezzeggiativo, che allude alla dimensione affettiva della cucina, caricando il cibo così preparato di tenerezza, di cura minuta.

Un grande chef può cucinare manicaretti? O la serietà delle sue opere impone una distanza dalle leccornie familiari, anche quando si lascia ispirare dalla tradizione?

Annie Féolde, la chef insignita delle tre stelle della Guida Michelin, protagonista dell’incontro del 25 febbraio alle 18, sarà intervistata da un giornalista enogastronomico elegante e raffinato, Aldo Fiordelli.

Un viaggio nell’Haute cuisine, per apprezzare la complicità tra le mani, i sensi, la mente ed il cuore.


Sezione Attività sociali

Maria Alessandra Scarpato, Tatjana Jaksic


Annie Féolde È nata a Nizza, dove i genitori gestivano un albergo. Dopo gli studi si trasferisce prima a Marsiglia, poi a Parigi, Londra e nel maggio 1969 a Firenze. Qui comincia a lavorare in un ristorante e un anno dopo, nel 1970, incontra il Sommelier e collezionista di vini Giorgio Pinchiorri. Insieme aprono l'enoteca Pinchiorri, che all'inizio serve stuzzichini e vini al bicchiere e che, dal 1974 , diventa un vero e proprio ristorante. Compare in televisione per la prima volta su invito del critico gastronomico Edoardo Raspelli, che la stimola a rivisitare la cucina toscana in chiave moderna. L’enoteca viene segnalata sulla Guida Michelin nel 1981: riceve la prima stella nel 1982, la seconda nel 1983 e la terza nel 1992. In questo stesso anno, nella notte fra il 16 ed il 17 novembre, la cantina brucia in un incendio, probabilmente doloso. Come conseguenza dell'incendio e della perdita di gran parte della cantina il locale perde la terza stella, che, caso unico in Italia nella storia della Guida Michelin, riconquisterà nel 2004.

Annie Féolde è la prima chef donna a raggiungere questo livello in Italia e la quarta nel mondo.


Aldo Fiordelli è un giornalista professionista fiorentino. Collabora con Decanter, una delle tre più importanti testate di vino al mondo. In Italia scrive per il Corriere e fa parte del comitato di direzione della Guida de L'Espresso per la quale coordina la Toscana da oltre 10 anni. Collabora regolarmente anche con La Cucina Italiana e Civiltà del bere. Ha scritto quattro libri: sul tartufo, sui Macchiaioli, sulla cucina di Vito Mollica e l'ultimo di prossima uscita sulla bistecca alla fiorentina. Nel tempo libero - poco - ama la bici, la vela e giocare con suo figlio Iacopo.




Due Socie saranno protagoniste dell'incontro di Giovedì 21 febbraio, alle ore 18: Maria Laura Piccinini e Franca Bacchiega.

La prima, nella veste di autrice di una raccolta di liriche, "Passi in sordina" (Florence Art Edizioni, 2018); l'altra nelle funzioni di relatrice.

E' un'occasione importante per il Club, che dà voce a due figure femminili lontane professionalmente, ma unite dal loro essere Lyceiste.

Una giurista ed una professoressa universitaria.

Una esordiente ed una affermata scrittrice.

Il filo rosso della Poesia avvicina i due mondi e offre la possibilità di riflettere su quello che è stato definito il "fare artistico", che traduce in parole emozione e stupore.

La presentazione dell'autrice è affidata a Silvia Tozzi.

Ci accompagneranno le note del violoncello di Anna Montemagni.


Vi aspettiamo


Annalisa Adami, Franca Fazzini

Sezione Letteratura



Maria Laura Piccinini, funzionario giuridico della Regione Toscana, nasce a Firenze. Dopo studi classici, consegue la laurea in Giurisprudenza, che orienta la sua attività professionale. Durante tutta la vita, conserva e continua a coltivare interessi umanistici, con una particolare dedizione alla scrittura. Questo è il suo primo libro di poesie.


Franca Bacchiega, veneta di origine, vive a Firenze. Ha insegnato Letteratura Americana all’Università di Urbino e di Firenze. Traduttrice, scrittrice di narrativa, ha pubblicato numerosi saggi e traduzioni. Ha curato un'antologia di poeti americani di etnia messicana dal titolo "Sotto il quinto sole" (Passigli, 1989) e il volume di poesia del poeta americano James Dickey, "Elmetti"; ha tradotto dall'inglese "Cawdor" di Robinson Jeffers. Si è dedicata alla traduzione di testi di poesia e narrativa di molti scrittori statunitensi, come Gary Soto, Ricardo Sánchez, Leo Romero, Álavaro Ríos o Alma Villanueva, Bernice Zamora, Sandra Cisneros, Angela de Hoyos e altri, pubblicati su riviste italiane e americane o raccolti in antologie come "Sotto il quinto sole" o come un saggio antologico, in due puntate, pubblicato sulla rivista «Poesia». E' autrice di raffinatissime raccolte poetiche: Nella musica delle fontane (Vallecchi, 1984); Nel cerchio di Arianna (Galleria Pananti, 1989); La via del cinabro ( Scheiwiller, 1990); Grandine e grano (Passigli, 1998); Aelia Laelia (Garzanti, 2003), Come semi dentro al vento (Carabba, 2015). Le sue poesie sono apparse su antologie italiane e straniere.





Il 18 febbraio alle 18, Piero Tony, il magistrato autore del libro "Io non posso tacere" (Einaudi, 2015), ripercorrerà la storia dell'inchiesta "Mani pulite", la più clamorosa inchiesta giudiziaria italiana.


Nell'annata dedicata alla "mano", nel senso più ampio del termine, è con profondo senso dello Stato, che  il Lyceum dedica questa serata all'inchiesta, che travolse, a suo tempo, gran parte della classe politica italiana e del mondo imprenditoriale.


Dall’indagine - condotta dal cosiddetto Pool di Milano, guidato dal Procuratore Capo Francesco Saverio Borrelli e di cui facevano parte i pubblici ministeri Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo - ebbe origine un vero e proprio ciclone giudiziario, che, ormai, fa parte della storia recente del nostro Paese.


Vi aspettiamo

 

Sezione Rapporti Internazionali

Adelina Spallanzani, Alessandra Bayon Salazar

 


 

Piero Tony (Zara 1941) è entrato in magistratura  nel 1969 all’età di ventotto anni.

 

- Giudice Istruttore a Milano fino al 1974 (istruì tra l'altro il primo procedimento contro le BR di Curcio, Cagol e altri, assieme all'allora sostituto Guido Galli, successivamente assassinato all'Università degli Studi di Milano).

 

- Giudice Istruttore a Venezia fino al 1980, in Corte d'assise fino al 1982 ed al Tribunale per i Minorenni del Veneto fino al 1984.

 

- Giudice del il Tribunale per i Minorenni della Toscana fino al 1990 e poi sostituto Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Firenze fino al 1998 ( è stato pubblica accusa nel processo di appello per i delitti del mostro di Firenze dove chiese ed ottenne l’assoluzione di Pietro Pacciani).

- Presidente  Tribunale per i Minorenni della Toscana fino al 2006.

- Procuratore Capo della Repubblica di Prato fino al pensionamento nel 2014.

Per vari anni componente del Comitato di Bioetica presso il Dipartimento di Fisiopatologia Clinica dell'Università degli Studi di Firenze.

Vari scritti: il pamphlet  "io non posso tacere" per Einaudi, articoli giuridici su quotidiani, settimanali e riviste giuridiche (Foro Italiano e Guida al Diritto).

Per molti anni ha insegnato Diritto Penale e Procedura Penale presso la Scuola Sottufficiali Carabinieri di Firenze.

Fondatore e Direttore per anni della sezione Minori e Famiglia di Toscana Giurisprudenza.

Presidente/Relatore in numerosi convegni sulle necessità di un processo giusto e sulla riforma della giustizi minorile.

Relatore presso l'Università Bocconi di Milano negli Incontri sull'Etica (tra i relatori anche il "teologo del dubbio" Cardinale Martini), su giudizio morale, libertà e responsabilità nel procedimento penale.

Componente del Comitato Promotore dell'Unione Camere Penali per la proposta di legge costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati.

Presidente del Dipartimento Giustizia della Fondazione Einaudi.




Nell’epoca del trionfo della scrittura digitale, che non consente di conservar traccia del lavoro di formazione di un testo, ancor più preziosa e coinvolgente appare l’ultima opera di Matteo Motolese, Scritti a mano. Otto storie di capolavori italiani da Boccaccio a Eco, il cui contenuto è perfettamente in linea con il nostro tema annuale.

Partendo da otto famosi manoscritti, l’autore ci guiderà in un appassionante viaggio attraverso biblioteche e collezioni private nel cuore della creazione letteraria; scopriremo il prezioso e faticoso lavoro di limatura di alcuni dei nostri più grandi scrittori che, alla ricerca della forma perfetta, giunsero a dare una stesura definitiva alle loro opere.

I capolavori della nostra letteratura, che siamo abituati a pensare come a qualcosa di immobile e perfetto, sono in realtà frutto di numerosi ripensamenti che il professor Motolese ci aiuterà a ripercorrere attraverso l’analisi delle correzioni apportate ai testi, appunto “a mano” dagli autori stessi.

Dal codice su cui, ormai anziano, Boccaccio copia per un’ultima volta le sue novelle, al taccuino da tasca su cui Montale scrive una delle più belle poesie d’amore del Novecento; dalle pergamene su cui Petrarca dà forma finale al suo Canzoniere alle “faticose carte” di Leopardi che documentano un’attenzione minuziosa alle scelte lessicali per le Operette, fino al quaderno di una papeterie parigina su cui Eco costruisce la trama del Nome della rosa: storia dopo storia, attraverso le trasformazioni della nostra lingua potremo seguire con emozione il pensiero creativo di alcuni grandi della nostra letteratura e cogliere l’attimo in cui il quotidiano gesto della scrittura dà vita a quella cosa eterna ma profondamente umana che chiamiamo letteratura.

Vi aspettiamo dunque giovedi 14 febbraio alle 18 per ascoltare dalla voce dell’autore un meraviglioso viaggio dietro le quinte di alcuni classici della nostra letteratura.


Annalisa Adami, Franca Fazzini

Sezione Letteratura


Matteo Motolese (Roma, 1972) è professore ordinario di Linguistica italiana all’Università “La Sapienza” di Roma. Nella sua attività professionale ha ricoperto numerosi incarichi accademici ed ha tenuto corsi e seminari su invito presso prestigiose istituzioni e università italiane e straniere. È membro di varie società scientifiche ed è responsabile di progetti di ricerca finanziati da istituzioni nazionali e internazionali. Relatore in importanti congressi in Italia e all’estero, è autore di numerose pubblicazioni; fra gli ultimi libri ricordiamo Italiano lingua delle arti. Un’avventura europea 1250-­‐1650 (2012) e Storia dell’italiano scritto (2014). Dirige inoltre, insieme con Emilio Russo, il più importante censimento dei manoscritti autografi degli scrittori italiani e collabora con il supplemento culturale de Il Sole 24 Ore.





Lunedì 11 febbraio in orario serale (alle 20.30), in collaborazione con gli AMICI DELLA MUSICA DI FIRENZE, il Lyceum ospiterà nella sua nuova sede in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17) il TRIO AGORA', formato da tre giovani musicisti che si stanno imponendo nel panorama internazionale: il clarinettista lituano ŽILVINAS BRAZAUSKAS, la violoncellista statunitense NATANIA HOFFMAN e il pianista lituano ROBERTAS LOZINSKIS.


Il programma valorizza questo particolare ensemble, connotato dal timbro

pastoso e dolcissimo del clarinetto nel suo dialogo con il violoncello e il pianoforte. Inizieremo e concluderemo il concerto con un'immersione nella dolcezza struggente del tardo Romanticismo viennese, con l'elegiaco intimismo del Trio op. 114, scritto nel 1891 da Brahms e ispirato dall'incontro con lo splendido clarinettista Richard Mühlfeld - "scoperto" dal compositore nell'orchestra di Meiningen - e con il Trio op. 3 di Alexander von Zemlinsky, del 1895, che prosegue sulla linea brahmsiana dell'amore per il timbro avvolgente di questo ensemble, in una scrittura di grande fascino melodico e contrappuntistico. Al cuore del programma ascolteremo intitolato "Ei Jauga Jauga", un lavoro contemporaneo del compositore lituano Joel Hoffman, scritto appositamente per il Trio Agorà.


L'iniziativa fa parte della rassegna "La mano, incrocio di saperi.  Impronte di cultura fiorentina", sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.


Ricordiamo che le iniziative del Lyceum Club Internazionale di Firenze sono a ingresso libero, fino al raggiungimento del limite di posti disponibili (i posti riservati sono per i Soci del Lyceum e i loro invitati).

E' gradito, da parte dei NON-Soci, un contributo liberale che ritengano adeguato per la partecipazione all'evento.


Vi aspettiamo!


Eleonora Negri e Irene Weber Froboese

Sezione Musica

Lyceum Club Internazionale di Firenze



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Lyceum Club Internazionale di Firenze

Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17)


Lunedì 11 febbraio, ore 20.30 – Sezione Musica

Giovani mani che suonano

TRIO AGORÀ (ŽILVINAS BRAZAUSKAS, clarinetto; NATANIA HOFFMAN, violoncello; ROBERTAS LOZINSKIS, pianoforte)

Musiche di A. von Zemlinsky, J. Hoffman e J. Brahms

In collaborazione con AMICI DELLA MUSICA DI FIRENZE


Formatosi nel 2015, il TRIO AGORÀ è stato invitato a esibirsi in Germania, Belgio, Lituania, Olanda, Ungheria, Russia e Italia. Vincitori del primo premio al concorso “Anton Rubinstein” 2018 (Düsseldorf, Germania), il Trio ha spesso suonato in stagioni di rilievo, fra cui la Filarmonica di Kaunas, il Festival Opera Barga e la Haniel Akademie a Düsseldorf.

L'ensemble valorizza l'interazione col pubblico, rivitalizzando il dialogo, la creatività e la connessione interpersonale, che sono all'origine della musica da camera.

Youth, il primo CD del Trio Agorà, inciso nel 2016, ha rappresentato

un'occasione per ampliare il repertorio cameristico per clarinetto, violoncello e pianoforte, con nuove trascrizioni di musica, originariamente per strumentazioni diverse. Youth è uscito nel febbraio 2017, grazie al generoso supporto della famiglia Quandt.

Il secondo progetto di CD, Lithuanian sounds: connecting identities, include nuovi trii commissionati a 5 compositori, che rielaborano la musica tradizionale lituana nel contesto del panorama musicale contemporaneo. La prima esecuzione assoluta di questi brani è stata aBruxelles nel novembre 2017 e il CD è stato inciso alla fine del 2018.Il Trio ha attualmente sede a Berlino, dove continua la sua formazione con Eberhardt Feltz, Kirill Gerstein e Martin Spangenberg al Conservatorio “Hanns Eisler”.



Nel bicentenario della nascita di Antonio Fontanesi, la GAM di Torino, il primo museo italiano d'arte moderna, inaugurato nel 1863, ha organizzato una mostra che illustra i rapporti, proficui ma non sempre sereni, fra il pittore d'origine emiliana, ma che svolse la sua attività prevalentemente in

Piemonte - e i Macchiaioli: “I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità”.

Giovedì 7 febbraio, alle ore 18, Virginia Bertone, conservatrice capo del museo torinese, che ha curato l'esposizione insieme a Cristina Acidini, ripercorre per noi quelle vicende, rivelatesi fondamentali per il rinnovamento dell'arte in Italia, attraverso la lettura di documenti artistici e epistolari.


Elisa Acanfora, Silvestra Bietoletti

Sezione Arte


Virginia Bertone


Storica dell’arte, si è laureata con lode e dignità di stampa in Storia dell’Arte Medioevale con Enrico Castelnuovo presso l’Università di Torino (1981). Lavora dal 1984 presso la GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, dove dal 2000 ha assunto il ruolo di Conservatore e poi di Conservatore Capo (2016) delle collezioni permanenti.

Ha svolto studi nell’ambito dell’arte dell’Ottocento e del primo Novecento e curato mostre con particolare attenzione ai temi legati alla pittura di paesaggio italiano, ad Antonio Fontanesi e Massimo d’Azeglio. Nel 2013 ha coordinato la realizzazione del nuovo “Gabinetto Disegno e Stampe” della GAM, ricco di oltre 40.000 opere grafiche. Accanto a Xavier Rey e Guy Cogeval, ha curato la mostra Monet. Dalle collezioni del Musée d’Orsay (GAM, 2 ottobre 2015 – 14 marzo 2016), mentre ancora alla GAM ha co-curato con Carolyn Christov Bakargiev la mostra Organismi.

Dall’Art Nouveau di Émile Gallé alla Bioarchitettura (GAM, 4 maggio-6 novembre 2016).

Sotto la direzione di Carolyn Christov Bakargiev ha avuto nel 2017 la responsabilità del riallestimento delle collezioni dell’Ottocento della GAM di Torino. Tra le mostre curate di recente Un mistero svelato: il ritratto di Massimo d’Azeglio, presso la GAM (Wunderkammer GAM, 29 novembre 2017-11marzo 2018) e I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità, curata insieme a Cristina Acidini, inaugurata lo scorso 25 ottobre e attualmente in corso presso la GAM di Torino.





Lunedì 4 febbraio in orario serale (alle 20.30) il Lyceum ospiterà nella  sua nuova sede in  Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17) i grandi chitarristi della scuola di Alvaro Company, che festeggeranno il loro Maestro con un concerto incentrato sulle composizioni dedicate da Company ai suoi allievi più cari.

Questi lavori sono stati recentemente raccolti in un cd della EMA Vinci,  con interpretazioni di Alfonso Borghese, Flavio Cucchi, Nuccio D'Angelo, Ganesh Del Vescovo, Silvano Mazzoni, Paolo Paolini, Vincenzo Saldarelli e Roberto Frosali e potremo ascoltarne una scelta dal vivo, in questa sorta di "festa musicale".

Alvaro Company, che ha dato al mondo della chitarra un metodo per insegnare l'arte di Andrés Segovia, oltre che fondatore di una delle più importanti scuole chitarristiche del secondo Novecento è anche uno dei nomi più illustri fra i compositori attivi nel nostro tempo a Firenze, formatosi nel solco del magistero di Luigi Dallapiccola; la sua "cifra" musicale e umana, ricca di forza e delicatezza, profondità ed eleganza,   ne fa una delle personalità più amate del mondo musicale odierno e con grande affetto gli dedicheremo questo omaggio insieme ai suoi celebri allievi,  tutti personalità di spicco della vita musicale internazionale.


Flavio Cucchi eseguirà "Le Campanelle in Letizia", dalla "Suite per Flavio": una pagina suggestiva, ispirata "a quella particolare brillantezza e proprompente fantasiosità" che, a detta dello stesso Company, caratterizzano le interpretazioni di questo suo allievo.

 Nuccio D'Angelo interpreterà i due movimenti estremi ("Die Welt von gestern" e "Hinting at a sarcastic Waltz") della "Suite ritrovata op. 46", che il Maestro gli dedicò: due pagine di grande forza evocativa, la prima che guarda con nostalgia alla meravigliosa stagione culturale della Vienna di Mahler, la seconda piena di ironia e di dissonanze stravinskijane.

Sarà, poi, la volta di Ganesh Del Vescovo, con "A new Ballad op. 44": un lavoro ricco di spunti jazzistici, che mascherano la solida struttura formale sotto l'aspetto improvvisativo.

Silvano Mazzoni ci offrirà, invece, "Anima fluens", una raffinatissima miniatura dedicatagli nel 1991.

Vincenzo Saldarelli concluderà il programma con un'opera del 1999 riveduta nel 2016: "Corni da caccia", con cui la ricerca di nuovi colori sulla chitarra si arricchisce di calde sonorità, ispirate ai corni beethoveniani, in una scrittura di grande virtuosismo.


L'iniziativa fa parte della rassegna "La mano, incrocio di saperi. Impronte di cultura fiorentina", sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.


Ricordiamo che le iniziative del Lyceum Club Internazionale di Firenze sono a ingresso libero, fino al raggiungimento del limite di posti disponibili (i posti riservati sono per i Soci del Lyceum e i loro invitati).

E' gradito, da parte dei NON-Soci, un contributo liberale che ritengano adeguato per la partecipazione all'evento.


Vi aspettiamo!


Eleonora Negri e Irene Weber Froboese

Sezione Musica

Lyceum Club Internazionale di Firenze

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Lyceum Club Internazionale di Firenze

Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17)


Lunedì 4 febbraio, ore 20.30 – Sezione Musica

Omaggio ad Alvaro Company

FLAVIO CUCCHI, NUCCIO D’ANGELO, GANESH DEL VESCOVO, SILVANO MAZZONI, VINCENZO SALDARELLI, chitarre

Musiche di A. Company




Ormai da diversi anni siamo ospiti, per la Conferenza stampa di presentazione delle attività del Club, di Cecilia Del Re, Assessora allo Sviluppo economico e turismo, fiere e congressi, marketing territoriale del Comune di Firenze.

Sempre attenta e partecipe alle nostre iniziative, Cecilia Del Re sarà al Lyceum  il 31 gennaio alle 18, per presentare l’iniziativa “Oltrarno su misura”.

Ora che abbiamo anche la nostra sede sulla rive gauche, questo evento acquista un sapore speciale, quello dell’appartenenza e del legame, culturale e materiale, con una zona particolarmente suggestiva di Firenze.

Una guida cartacea e una App ‘Oltrarno su misura’: un doppio strumento, utile ad orientarsi, da turista e da residente, fra giardini, chiese e musei, fra botteghe artigiane, negozi, piccoli locali e trattorie, che riescono ancora a mantenere la loro identità.

Interverranno anche Olivia Turchi, Presidente dell’Associazione Via Maggio e Mario Parigi Bini, fondatore del Gruppo Editoriale.

 


Vi aspettiamo

 


Maria Alessandra Scarpato, Tatjana Jaksic

Sezione Attività Sociali





Vi siete mai chiesti perché Napoleone Bonaparte sia quasi sempre ritratto con una mano sullo stomaco?

Lo scoprirete il 24 Gennaio alle 18, quando il prof. Mario M. D'Elios, uno dei più grandi esperti al mondo di Helicobacter pylori, racconterà la lunga storia di questo ospite inatteso e silenzioso del nostro stomaco...

L'Helicobacter è un batterio  antico, che convive con l’uomo da circa centomila anni, ma la sua scoperta quale batterio in grado di infettare l’uomo si deve a due medici australiani,  Marshall e Warren, che sono stati premiati con il Premio Nobel nel 2006 per questa scoperta.

L’infezione da Helicobacter pylori, che colpisce cronicamente il 50% della popolazione mondiale, può creare problemi, ma ha anche risvolti positivi: è, infatti, un fattore protettivo per lo sviluppo di asma bronchiale, dermatite atopica e malattie allergiche.

Come fare a sapere se alberga nella mucosa del nostro stomaco? Un breath test semplicissimo e non invasivo: è sufficiente soffiare in una provetta...

Attraverso lo studio di questo batterio, il Prof. D'Elios ci condurrà in un viaggio intorno al mondo, dato che le infezioni sono diverse nelle varie aree geografiche del pianeta...


Vi aspettiamo

Sezione Scienze e Agricoltura

Maria Teresa Ceccherini Guicciardini, Marisa Dalla Chiara


 

Mario M. D'Elios (1966), specializzato in Allergologia e Immunologia Clinica, è Professore di Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Firenze. E' vincitore di numerosi premi: il Premio della Società Italiana di Allergologia e immunologia Clinica per i suoi studi sugli aspetti immunologici dell’aterosclerosi; il Premio Europeo UCB per gli studi condotti su asma bronchiale e dermatite atopica; il Premio Europeo della Società Europea per lo studio di Helicobacter pylori. E' membro del consiglio scientifico della Società Europea per lo studio di Helicobacter pylori e  del consiglio scientifico della Società Europea per lo studio dei linfomi gastrointestinali. E' autore di 160 articoli scientifici su riviste internazionali e ha presentato i risultati dei suoi studi in centinaia di congressi scientifici internazionali e nazionali.

 





L'educazione a un ascolto più consapevole è una delle costanti fra gli intenti del Lyceum fiorentino fin dalla sua nascita, quando musicologi illustri illustravano al pubblico, nella nostra sala di Via Ricasoli, le Sinfonie di Beethoven, eseguite dal vivo nelle trascrizioni pianistiche di Franz Liszt.


Lunedì 21 gennaio, alle ore 18, nella nuova sede del Lyceum in Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17) vi proporremo una nuova, entusiasmante sfida: "entrare" nella bellezza musicale del Cinquecento, con un'introduzione all'ascolto della sua forma più rappresentativa, il madrigale. A portarci per mano verso un ascolto più coinvolgente sarà uno dei musicisti e musicologi italiani più preparati ad affrontare questa sfida: MICHELANGELO GABBRIELLI, che saprà trasportarci nel mondo della grande cultura cinquecentesca, nella quale il madrigale prese vita e che ancora oggi costituisce il patrimonio più prezioso del nostro Paese.

Grazie alla collaborazione con l'Istituto "Clemente Terni" Il Gruppo vocale PRISMATICO INCANTO, diretto da FABRIZIO BARTALUCCI, ci offrirà l'esperienza di ascolto dal vivo di un madrigale a cinque voci dalla raccolta "Il Fior novello" di Giovanni Maroni (1596), un'opera recentemente restituitaci dall'edizione critica di Enrico Scavo, pubblicata dall'editore LoGisma nella collana della Biblioteca dell'Istituto "Clemente Terni", diretta da Donatella Righini.


L'iniziativa è a ingresso libero e fa parte della rassegna "La mano, incrocio di saperi. Impronte di cultura fiorentina", sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.


Ricordiamo che le iniziative del Lyceum Club Internazionale di Firenze sono a ingresso libero, fino al raggiungimento del limite di posti disponibili (i posti riservati sono per i Soci del Lyceum e i loro invitati).

E' gradito, da parte dei NON-Soci, un contributo liberale che ritengano adeguato per la partecipazione all'evento.


Vi aspettiamo!


Eleonora Negri e Irene Weber Froboese

Sezione Musica

Lyceum Club Internazionale di Firenze



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Lyceum Club Internazionale di Firenze

Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17)


Lunedì 21 gennaio 2019, ore 18 – Sezione Musica

MICHELANGELO GABBRIELLI, Il suono del Rinascimento. Il madrigale come percorso di scoperta della musica del Cinquecento


Gruppo vocale PRISMATICO INCANTO; direttore FABRIZIO BARTALUCCI.


Musiche di G. Maroni


In collaborazione con l’Istituto “Clemente Terni”





Le attività della Sezione Letteratura hanno inizio con la  prestigiosa  presenza di Giovanna Baldassin Molli, Docente di Storia delle arti applicate e dell’oreficeria presso l’Università degli Studi di Padova.

In linea con il tema di quest’anno, “la mano”,  tema della conferenza sarà la prassi del “fare arte” e i profondi cambiamenti che modificarono lo status dell’artista, a partire dal Quattrocento.

Tali cambiamenti verranno presentati attraverso l’analisi di testi letterari e storiografici, che evidenziano come da semplice artigiano  l’artista rinascimentale sia assurto al rango di intellettuale; in tal modo, si assiste ad una differenziazione e separazione  tra  la produzione delle arti minori  e  quella delle arti maggiori, spezzando la concezione tipicamente medievale dell’unità del "fare artistico".


Vi aspettiamo  Giovedi 17 gennaio alle ore 18.


Annalisa Adami, Franca Fazzini


Sezione Letteratura



Giovanna Baldassin Molli è nata a Conegliano  e si è laureata a Padova in Lettere moderne con  la tesi Il Museo Civico di Conegliano. Ha poi conseguito il Diploma di perfezionamento in Storia dell’Arte presso la stessa Università, dove ora è docente di Storia delle arti applicate e dell'oreficeria (corso di Storia e tutela dei beni culturali, Scuola di Specializzazione in Storia dell'arte, Dottorato in Studio e conservazione dei beni architettonici e archeologici). E'membro della Società internazionale di Studi francescani; consulente per la storia dell'arte del Centro Studi Antoniani; direttore scientifico del programma di catalogazione CEI per la Diocesi di Verona; redattrice con altri delle riviste "Il Santo"; "Il legno nell'arte"; "Ars et ratio".

Dal 2016, è uno dei Presidenti della Veneranda Arca di S. Antonio, ruolo rivestito, prima di lei, solo da 2 donne in 600 anni di storia.





Lunedì 14 gennaio, alle ore 18, il pianista MASSIMO GIUSEPPE BIANCHI  inaugurerà la stagione 2019 dei concerti del Lyceum Club Internazionale  di Firenze nella nuova sede di Palazzo Adami Lami (Lungarno  Guicciardini, 17 - primo piano) con un bellissimo, inconsueto   programma, che sarà aperto dalle 13 Variazioni D 576 in La minore scritte da Franz Schubert su un tema dell'amico e compagno di studi  (allievo, come lui, di Antonio Salieri) Anselm Hüttenbrenner.


Quest'ultimo, amico e ammiratore di Beethoven (anch'egli allievo di  Salieri), scrisse il suo secondo Quartetto op. 3 su un tema dal ritmo  dattilico, ascoltando il quale non si può fare a meno di pensare al  celebre motivo dell'Andantino della Settima Sinfonia del "gigante" di Bonn. In questo gioco di riferimenti, pieni di devota e affettuosa  ammirazione, prendono vita le variazioni schubertiane, che inizieranno

un percorso di raro ascolto e grande interesse, proseguendo con le

quattro Mazurke op. 24 e la quarta Ballata di Fryderyk Chopin, la  "Trilogy Sonata" di Philip Glass e, di Leopold Godowsky, la Passacaglia,  Cadenza e Fuga in Si minore sul basso iniziale della Sinfonia “Incompiuta” di Schubert.


L'iniziativa è a ingresso libero e fa parte della rassegna "La mano,  incrocio di saperi. Impronte di cultura fiorentina", sostenuta dalla

Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.


Ricordiamo che le iniziative del Lyceum Club Internazionale di Firenze

sono a ingresso libero, fino al raggiungimento del limite di posti

disponibili (i posti riservati sono per i Soci del Lyceum e i loro  invitati).

E' gradito, da parte dei NON-Soci, un contributo liberale che ritengano

adeguato per la partecipazione all'evento.


Vi aspettiamo!


Eleonora Negri e Irene Weber Froboese

Sezione Musica

Lyceum Club Internazionale di Firenze



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Lyceum Club Internazionale di Firenze

Palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini, 17)


Lunedì 14 gennaio 2019, ore 18 – Sezione Musica

MASSIMO GIUSEPPE BIANCHI, pianoforte


FRANZ SCHUBERT

Hüttenbrenner - Variationen, D. 576


FRYDERYK CHOPIN

4  Mazurkas, op. 24

Lento

Allegro non troppo

Moderato

Moderato


Ballade n. 4 in fa minore, op. 52


___________________


PHILIP GLASS

Trilogy Sonata


Knee Play No. 4

Satyagraha (Conclusion, Act III)

Dance (from Akhnaten, Scene 3)


LEOPOLD GODOWSKY


Passacaglia, Cadenza e Fuga sul basso iniziale della Sinfonia

“Incompiuta” di Schubert, in si minore






E' con particolare soddisfazione che annuncio il primo incontro dell'Anno

Sociale 2019 e per più motivi.


Mi fa piacere, infatti, che il nostro Club sia una delle Istituzioni che, per prime, hanno avviato la partecipazione alle celebrazioni leonardiane.

A parte questo tempismo, però, sono molto orgogliosa del fatto che sarà  Relatrice una figura di grande spicco tra gli studiosi di Leonardo, Sara Taglialagamba, una giovane storica dell'arte, che vanta un curriculum di eccellenza e che è il simbolo di tutti i "nostri" straordinari ragazzi, "corteggiati" dai Centri di ricerca di tutto il mondo.


Offrirle il nostro palcoscenico e ascoltarla è un vero privilegio, che conferma la capacità di attrazione del nostro Club verso le giovani generazioni e che pone a buon diritto Sara Taglialagamba tra i "Grandi", che il Lyceum ha avuto l'onore di accogliere nel suo secolo di storia.


La Presidente



            Giovedì 10 Gennaio ore 18


       Sara Taglialagamba


       Leonardo industrial designer. “La gloriosa e ineffabile senistra mano”



Sara Taglialagamba (1977), Storica dell'Arte, PhD e Post PhD (Ecole Pratique des Hautes Etudes, Sorbonne, Paris), è stata collaboratrice storica del Prof. Carlo Pedretti, il maggior esperto al mondo su Leonardo da Vinci, ed è uno dei punti di riferimento per tutti gli studiosi di Leonardo. Ha insegnato presso prestigiosi Istituti in Italia (Politecnico di Milano) e all'estero, pubblicando monografie e articoli e ricevendo riconoscimenti di altissimo livello. E' adesso borsista al Museo Galileo di Firenze. A lei si deve, tra l'altro, l'individuazione della reale funzionalità del primo prototipo di robot progettato da Leonardo nel 1494.

E-mail:

info@lyceumclubfirenze.it

Firenze,

Palazzo Adami Lami

Lungarno Guicciardini, 17