Scienze e Agricoltura

Sezione Scienze e Agricoltura

Presidente: Maria Teresa Ceccherini Guicciardini

Vicepresidente: Marisa Dalla Chiara

 

La mano. Primo strumento del genere umano, mezzo espressivo, organo del tatto, uno dei dispositivi, forse il principale, attraverso i quali troviamo il nostro posto nel mondo e in particolare in mezzo agli altri, movimento essenziale dello spirito dell’uomo, in quanto è ciò che permette ad ognuno di noi d’inerire al mondo, di sintonizzarsi con esso e di sentirsi in esso radicato.

È in particolare, nel XVI secolo, che la mano assume un ruolo fondamentale, che rivendica il valore euristico del contatto con le cose, rivelando, nello stesso tempo, il venir meno nell’Italia della metà del Cinquecento, della tradizionale distinzione tra arti liberali e arti meccaniche e il ruolo importante degli artisti scrittori in questo processo di riorganizzazione dei saperi.

Ma questo meccanismo così complesso, composto di muscoli, tendini, ossa e fibre nervose altamente sensibili, capace di compiere con estrema precisione moltissime operazioni diverse, può essere sede di anomalie e malformazioni, che hanno coinvolto il mondo della Medicina e della Chirurgia, fino alla mano robotica, conquista dei nostri giorni.

Fu proprio nella Parigi della rivoluzione, che l’Académie Royale de Chirurgie scelse come motto l’espressione “Consilioque manuque”, per indicare il superamento della Chirurgia come tecnica banausica e accreditarle il ruolo di scienza: con il ragionamento e con la mano.

Dai re di Francia che si accingono al tocco dei malati di scrofola, che ben esprime la valenza politica del rito taumaturgico, alla retorica della mano nel misticismo femminile tra 600 e 700, alla mano come fulcro di una delle arti divinatorie più diffuse tra XV e XVI secolo, la chiromanzia, protagonista di uno degli scritti più interessanti dell’epoca moderna, la Chiromanzia di Andrea Corvo.

E, ancora, l’ambivalente ruolo attribuito alla mano nella trattatistica medica francese tra Sei e Settecento, in particolare nel Cours d’operations del chirurgo reale Pierre Dionis (1707): insistendo sull’importanza del lavoro delle mani nell’attività del chirurgo, Dionis accomuna il chirurgo a Dio creatore dell’uomo, ribadendo, così, per la chirurgia lo status di scientia.

Ma la chirurgia si sovrappone e confonde, al contempo, con la taumaturgia, nell’atto salutifero della mano del Cristo, chirurgo «perfectissimus, il quale, come poi i suoi apostoli o i sovrani francesi, non temeva di ricorrere all’imposizione delle mani per portare sollievo ai mali dell’uomo».

Se Filippo Pacini, nel 1835, descriveva i Corpuscoli del tatto, responsabili del rilevamento di stimoli vibratori e pressori, il lavaggio delle mani rappresentò nella Medicina ottocentesca una delle sfide più dibattute, faticosamente accettata.

In questa prospettiva, al di là dei dermatoglifi e delle linee, in cui si è cercato il segreto del destino individuale, le nostre mani parlano di noi: Compresi ch’era la mano d’un malato povero, perché, quantunque accuratamente lavata come l’igiene negli ospedali prescrive, serbava tuttavia nella gialla magrezza un che di sudicio, indetersibile; che non è sudicio propriamente nella mano dei poveri, ma quasi la patina della miseria che nessun’acqua mai porterà via. Si scorgeva questa pàtina nelle nocche aguzze e un po’ scabre delle dita; nelle pieghe interne cartilaginose delle falangi, che facevano pensare al collo della tartaruga; nei segni incisi sulla palma che sono, come si dice il suggello della morte nella mano dell’uomo. (L. Pirandello, La mano del malato povero, 1915).

Maria Teresa Ceccherini Guicciardini

Programma 2019

Giovedì 24 gennaio, ore 18

ANNA LINDA ZIGNEGO, Dalla mano-fegato di Galeno alle nuove

frontiere dell’epatologia

 

Giovedì 28 febbraio, ore 18

Elena Ioli, Antarktikos. Mani gelate, un laboratorio di fisica e

77 scienziate fra i ghiacci

 

Lunedì 29 aprile, ore 18

FRANCESCA UCCHEDDU, Le mani stampate in 3D e la medicina

personalizzata

 

Lunedì 13 maggio, ore 18

Consilioque manuque. Le mani e l’opera d’arte. L’artista e l’artigiano:

approccio chirurgico alla sinfonia e alle arti figurative.

Convegno a cura di LAURA MARTINI

La mano del musicista

MASSIMO CERUSO, Il punto di vista del chirurgo: la mano virtuosa

e la mano malata

ELEONORA NEGRI, Il punto di vista del musicologo: guida

all’ascolto del virtuosismo

La mano dell’artigiano

LAURA MARTINI, Il punto di vista del chirurgo: patologie e traumi

della mano che lavora

ANDREA MUZZI, Il punto di vista dello storico dell’arte: guida

alla rappresentazione della mano nell’arte pittorica del Cinquecento.

 

Espone ELENA BOMBARDELLI

 

Giovedì 17 ottobre, ore 18

ALESSANDRO POSSI, Il fascino dei dermatoglifi e lo studio delle

impronte digitali

 

 

 

 

 

 

 

 

E-mail:

info@lyceumclubfirenze.it

Firenze,

Palazzo Adami Lami

Lungarno Guicciardini, 17