Il Lyceum di Firenze negli anni Trenta

Dallapiccola torna al Lyceum.

Il Lyceum di Firenze negli anni Trenta

Negli anni Trenta del Novecento il Lyceum di Firenze ha goduto di un periodo particolarmente vivace, varando non poche iniziative di rilievo nei vari campi. La Sezione Arte, in particolare, si distinse per una intensa attività nell’organizzazione di mostre di qualità, che indubbiamente costituirono elementi di novità per Firenze. E ciò in una prosecuzione stringente con quanto aveva rappresentato l’antesignana esposizione degli Impressionisti tenutasi nel 1910, che aveva portato l’associazione fiorentina, da poco fondata, alla ribalta internazionale.

Nel percorso di recupero e di valorizzazione delle storiche iniziative lyceiste che stiamo portando avanti, è emerso il ruolo di alcune pittrici che vi fecero parte e che vi esposero in quegli anni, come Marisa Mori (si veda il catalogo Artiste del Novecento al Lyceum. Marisa Mori negli anni del Lyceum, a cura di C. Toti, Reggio Emilia 2017) ed Elena Salvaneschi (Artiste del Novecento al Lyceum. Elena Salvaneschi, a cura di E. Acanfora e C. Toti, Firenze 2016). A quest’ultima, che rivestì il ruolo, a tutti gli effetti, di referente della Sezione Arte sino al 1935, e che fu tramite nodale della conoscenza della lezione casoratiana a Firenze, si dovette una sequenza davvero impressionante di esposizioni: quella di Leonetta Cecchi Pieraccini (dicembre 1934), la collettiva di Carena, Casorati, Carrà, Sironi, Tosi (febbraio 1935), la personale di Dahne Maugham, la mostra di disegni e acquarelli di Gio Ponti (23 marzo 1935) e infine la mostra “Le chiavi nel pozzo” di Lorenzo Viani (recensita nel maggio 1935).

L’archivio del Lyceum testimonia inoltre di varie altre importanti iniziative, molte di carattere internazionale, tra cui merita ricordare il concorso internazionale d’arte sul tema “Maria Vergine vista dalla donna” (21 dicembre 1933- 21 gennaio 1934), la mostra di incisioni di artiste polacche (1935), quella di Ottone Rosai (22 febbraio- 3 marzo 1936), del pittore austriaco Adolfo Winternitz (1936), in memoria di Robert Chaplin (1938), la mostra di Alberto Savinio (1938), di Carlo Carrà (1938), la mostra di venti pittori italiani (1938) – tra cui Carena, Carrà, Casorati, Conti, De Chirico, De Pisis, Morandi, Rosai, Sironi, Soffici, Tosi –, di Pietro Annigoni (1939), e infine quella di pittori e scultori contemporanei (1939; tra cui Carrà, Casorati, Colacicchi, De Pisis, Donghi, Funi, Morandi, Pirandello, Vagnetti, Marini, Martini).

La personale di Giovanni Colacicchi nel febbraio 1940, con introduzione di Roberto Papi – preceduta da una retrospettiva di Libero Andreotti introdotta da Ojetti –, si pose a smagliante suggello di questa fase straordinaria del Lyceum fiorentino.

 

 

Elisa Acanfora

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