Edgardo Del Valle de Paz

Edgardo Del Valle de Paz

 

Edgardo Del Valle de Paz (1861-1920), nato ad Alessandria d’Egitto, era lontanamente imparentato con la madre di Mario Castelnuovo-Tedesco, Noemi Senigaglia, e apparteneva anch’egli a una famiglia sefardita-spagnola, come quella dei Castelnuovo. Del Valle de Paz fu pianista allievo di Beniamino Cesi, oltre che compositore e fondatore della rivista “La nuova musica” (1896-1920); scrisse e pubblicò varie composizioni didattiche e fu docente di Pianoforte all’Istituto Musicale “Luigi Cherubini” di Firenze; ebbe come allievo Mario Castelnuovo-Tedesco dapprima privatamente, dandogli lezione nel suo studio di Via dei Conti a partire dal 1905, e poi all’Istituto Musicale “Luigi Cherubini” quando, nel 1908, si liberò per lui un posto nella sua classe.

 

Di lui scrive Mario Castelnuovo-Tedesco: «Del Valle era veramente un ottimo insegnante, non tanto tecnicamente quanto musicalmente: con lui passai ed approfondii gran parte della letteratura pianistica ed ogni anno ci dava un particolare soggetto da studiare e da eseguire nei saggi di scuola (così mi abituai presto a suonare in pubblico, sempre a memoria e senza nessun timore): un anno furono i Clavicembalisti (ed a me toccarono Scarlatti e i Clavicembalisti inglesi, che dovevo, poco dopo, “imitare”); un anno furon le Fantasie (ed io suonai la Fantasia di Schumann, che era uno dei miei autori prediletti, e più tardi quella di Beethoven con orchestra e coro); un anno le Variazioni (ed io suonai le Goldberg Variationen di Bach, e, coll’orchestra, le Variazioni sinfoniche di Franck); un anno tutte le Sonate di Beethoven (io scelsi due delle ultime, l’op. 109 e l’op. 111). […] Amavo anch’io i moderni; ma, in questo campo, i gusti di Del Valle non andavano molto oltre Grieg e il primo Debussy (devo dire, però, che fu lui, per il primo, ad additarmi le Iberia di Albéniz)» (Mario Castelnuovo-Tedesco, Una vita di musica (un libro di ricordi), a cura di J. Westby, Fiesole, Cadmo 2005, pp. 73-74).

 

Nella biblioteca di Mario Castelnuovo-Tedesco conservata presso il Lyceum fiorentino è conservato anche un volume rilegato in pelle, con le iniziali M. C. T. stampate in oro sull’angolo in basso a destra della prima pagina della copertina, che si lega a un momento molto importante nella vita del compositore: il compimento del tredicesimo anno di età, momento in cui avviene il rito di passaggio con cui un giovane viene accolto nelle comunità ebraiche. Questo volume (che reca il timbro della legatoria Filippo Fogli di Borgo La Croce, 16) contiene il monumento didattico con cui tutti i pianisti si devono cimentare, i 100 Studi del Gradus ad Parnassum di Muzio Clementi (nella revisione di Bruno Mugellini), e fu regalato al giovane musicista dal suo maestro, Edgardo Del Valle de Paz, che vi scrisse questa dedica: «Al mio carissimo e promettente allievo Mario Castelnuovo offro in segno di affetto il dì che compie il 13[°] anno E Del Valle de Paz. Firenze 2 Maggio 1908». Per avere un’idea dell’importanza rivestita da questa occasione - e dai doni che le si accompagnarono - nella crescita del musicista, riportiamo ancora una volta le sue parole al riguardo: «L’età dei tredici anni fu importante per me, anche per altre ragioni: fu quello l’anno in cui, come si diceva, “passai da Miniam” [sic] e raggiunsi la mia “maggiorità religiosa”. La Mamma mi aveva preparato negli studi biblici e mi aveva insegnato quel poco d’ebraico che so (che cosa non mi ha insegnato la Mamma?). Ebbi, in quell’occasione, doni magnifici: in primo luogo tutte le opere complete dei musicisti che mi erano più cari; e infine il Babbo (sempre “burbero benefico”!), persuaso da Del Valle (che voleva fare di me un concertista) mi regalò un magnifico pianoforte Steinway a mezzacoda, che ancora possiedo» (Mario Castelnuovo-Tedesco, Una vita di musica (un libro di ricordi), a cura di J. Westby, Fiesole, Cadmo 2005, p. 74).

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